WARP MAIL
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

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Raggruppo per argomento le lettere inviatemi a seguito della pubblicazione, sul precedente numero della rivista: dell'Intervista fatta a Guido Pugnetti, Capo acquisizione della RAI.
Come potete vedere, i lettori non si sono fatti aspettare ed hanno espresso i loro pareri (!) sull'articolo.


Veramente vergognosa la scelta delle domande da fare al Sign. Pugnetti.
Una stupenda occasione per capire le regole di acquisizione e di gestione dei programmi e cercare, eventualmente, una soluzione, e' stata trasformata in una pesante pubblicità' negativa a tutti noi Trekker italiani.
Una delle interviste più deleterie per la nostra amata serie di SF e tutti i suoi fan.
Il consiglio e' di non farne mai più altre o, se dovesse capitare, far scegliere le domande a persone minimamente competenti.

Alessandro

Secondo me questa Rossella ha sbagliato tutto, non dico una cosa in particolare, proprio tutto su tutta la linea.

Christian

Ciao, mi chiamo Alessandro Siani ed ho appena letto l'articolo delirante sul perché S.T. non viene trasmesso ad orari decenti e "VISIBILI" da persone normali e non da nottambuli o malati di insonnia.
Premetto che non sono una cariatide di 3000 anni, ma un ragazzo di 28 anni molto appassionato di fantascienza e soprattutto di Star Trek.
Ho definito l'articolo "DELIRANTE" non per le risposte, mi sembra, sincere e molto professionali del responsabile RAI., ma per la lucida e deliberata idiozia dell'intervistatrice, che oltre a non capire le risposte, mi sembrava che non provasse neanche a sforzarsi di fare domande intelligenti e con un minimo di "EDUCAZIONE E PROFESSIONALITA'" da giornalista quale si atteggia.
Anche a me piacerebbe vedere ad un orario accettabile le avventure dei miei eroi preferiti, è lampante il fatto che i sentimenti di tolleranza e comprensione che pervadono le serie di Star Trek non fanno parte della cultura della nostra giornalista, che oltre che a dire parolacce ed "INCAZZARSI" come una biscia con il povero mal capitato, non è riuscita ad esprimere nulla di furbo se non il fatto di sapere se il dirigente RAI. "Ci fa o ci è".
Sperando di non aver offeso nessuno e giurandovi che continuerò ad amare Star Trek e la vostra rivista per sempre, vi saluto e vi ringrazio.
Ciao

Alessandro Siani.

Leggo solo oggi sullo "speciale" nello STIM, dell'intervista a Pugnetti.
A parte il fatto, per cominciare, che rimango stupito dal fatto che la prima domanda pubblicata e' stata la mia (ordine di arrivo? ordine alfabetico? ordine di bontà? casualità?), rimango invece sconvolto dalle risposte del C.A.R.
Come amanti della sf siamo praticamente la feccia del pubblico, non facciamo numero, non garantiamo introiti pubblicitari, siamo marginali nei programmi RAI, chiediamo programmi di scarsa qualità.
Se poi la RAI e' costretta ad acquistare "pacchetti" contenenti anche sf, perché non rivendere subito ciò che considera, come ora chiaramente definita, immondizia? Quando ha ceduto i diritti sulle prime stagioni di DS9 ad emittenti locali, qui a Roma mi sono ritrovato T9 che trasmetteva Sisko & C. (all'incirca) all'ora di cena. Goduria!!
Visto che hanno deciso che la sf non può andare sulla RAI, perché non se la vendono tutta?
Ultima cosa: perché vi siete limitati a pubblicare domande e risposte? Perché non avete commentato? [e non mi venite a rispondere che c'è poco da commentare]

Maurizio Tandari

Commento all'articolo su Guido Pugnetti.... Chissà perché il nostro Pugnetti parla tanto di Jimmy........?
Lo si può seguire nel programma "Destinazione: Serie" dell'emittente satellitare........ almeno però loro S.T. la trasmettono, e sembrano esserne abbastanza contenti.....
Cordialissimi Trek saluti

Vittorio Sozzi

Prima di sottoporre le altre Mail, cercherò di spiegare i motivi che han portato la sottoscritta a sottoporre a Guido Pugnetti le domande, raccolte in rete nei siti del Fandom Trek, nel modo in cui sono state esposte.
La RAI è una emittente Nazionale, nella quale le scelte del consiglio di amministrazione sono orientate dal governo, e chi vi lavora potrebbe anche tenere conto di questo dettaglio: le domande poste sono state scelte anche in base al fatto che toccavano questo argomento spinoso in chiave ironica.

Stesso discorso per il fatto di averle poste non filtrate: di comune accordo, la sottoscritta ed Guido Pugnetti si sono peritati di cercare di presentare con ironia il grado di esasperazione della maggior parte del Fandom trek: lo stesso Pugnetti ha ben compreso ed enfatizzato che una passione è totalizzante e non accetta scusanti se non viene assecondata.
Ho conosciuto Guido Pugnetti durante la partecipazione al talk show "Destinazione Serie" che egli conduce (assieme a Giusto Toni) su Canal Jimmy. Ho chiesto ed ottenuto una gentilissima disponibilità da parte sua a parlare di questo argomento, ed in seguito è nata l'idea di intervistarlo sui vari perché relativi all'argomento che più interessa i Trekker, e lui, nonostante sia deputato all'acquisto e non alla stesura dei palinsesti, si è prestato a questa goliardata.
Guido Pugnetti aveva a disposizione le domande postegli dalla redazione fino dai primi di aprile del corrente anno, ed ha tardato a rispondervi per via del fatto che deve anche portare a casa la pagnotta: ha scelto quindi di rispondere a queste con sfumature per lo più mordaci e divertite.
I toni assurdi che avete potuto notare, la scelta di passare le domande senza filtrarle non hanno offeso o infastidito l'intervistato, che, anzi, è stato vieppiù disponibile per potersi confrontare in toni graffianti con persone che hanno, in un certo qual modo, le sue stesse passioni.
Per inciso, sono rimasta in contatto con Pugnetti, e gli ho dato facoltà di ribattere, se vuole, alle Mail che sono state pubblicate in questa sede, e riporto le parole che ha usato per commentare la scelta di partecipare a questa intervista: "Mi sono divertito, anche se siete dei bei peperini!". Spero che lscelga di replicare, in quanto, durante una (purtroppo breve) conversazione telefonica, mi ha prospettato alcune belle novità per gli amanti della fantascienza, e l'ho pregato di poterci dare in anticipo qualche nuova acquisizione. (Sob, di Enterprise manco se ne parla).
Le domande ed argomentazioni non sono state filtrate proprio perché contenevano quello schizzo di veleno in più per potere fare in modo che si uscisse dagli schemi: scelte quindi in base a un tipo di "cattiveria" che si riscontra ne le Iene, in Daniele Luttazzi, e in Dario Vergassola.
Forse molte lettere di scontento sono derivate dal fatto che alcuni si sono sentiti derisi nella loro passione: ciò mi spiace, ma in quel che scrivo ho sempre cercato di mitigare le passioni estremizzate con un atteggiamento divertito, anche se sono e resto una delle più appassionate fan di questa saga.


Qui sotto, altre lettere che commentano l'intervista, sono quelle alle quali spero che Guido vorrà controbattere.

Devo ammetterlo, non sono una fan sfegatata di S.T., ma della sf, si. Io capisco la vostra incazzatura, ma capisco in parte anche i problemi di chi deve creare un palinsesto e stare al passo con le leggi di mercato; questo succede anche nel mio lavoro (l'ambiente meravigliosamente vario della grafica e dell'editoria), la mia obiezione è comunque più semplice: d'accordo, siamo una nicchia, ci siamo abituati a stare alzati la notte e siamo diventati nottambuli (io essendo libera professionista posso anche permettermi orari strani, che poi farei lo stesso anche se non fosse per guardare fantascienza), ma perché almeno non ci viene concesso un orario fisso, anche che sia fra l'1 e le 4 del mattino, con una programmazione settimanale stabile con le varie serie già acquistate e ammortizzate, con un minimo di decenza e sequenzialità?
Ad esempio ogni sera 2 puntate di due serie diverse e un film, anche di serie B, ma di quelli poco trasmessi. Anche senza annunciare cosa, basterebbe fare una stupidissima sigla iniziale e finale tipo "1-4, fantascienza e Fantasy", avete provato a proporglielo?
(Lettera non firmata)

da Mariano Equizzi ( che di mercato e generi ne sa abbastanza )
IN GENERALE : SE VOLETE ATTACCARE UNO CHE PARLA DI SOLDI FATELO CON I SOLDI. I RISULTATI CINETEL SONO SOLDI, IL GRADIMENTO DELLA SF é PLANETARIO, STARE DENTRO UNA PRODUZIONE SIGNIFICA INFILARSI IN TASCA I SOLDI DEL PIANETA NON DI 10 O 20 MILIONI DI PUBBLICO GENERALISTA ATTRAVERSO PASSAGGI SPOT.
COMINCIATE AD AVERE IL DUBBIO CHE QUESTI SOLDI NON DEBBANO ENTRARE IN ITALIA PER RAGIONI DI POLITICA DEI MERCATI.
GIORNALMENTE CI SCONTRIAMO CON L'OSTILITÀ DEI POTERI CULTURALI NEI CONFRONTI DELLA SF.
MA IL SILENZIO TOCCA LIVELLI DA X FILES QUANDO SI PRESENTANO GLI INCASSI DELLA SF SIA CINE CHE HOME VIDEO.
LA MIGLIORE STRATEGIA È : NON DIRE QUANTO AMATE STAR TREK, MA QUANTI SOLDI FA STAR TREK ( LA RAGIONE DI ATTIVO DELLA PARAMOUNT ).
CERTA GENTE RAGIONA PER SOLDI E CIFRE DOVRESTE PORTARGLI, QUANTO MENO ALLA FINE AMMETTERANNO CHE NON SI FA NÉ SI RISPETTA SF IN QUESTO PAESE A LIVELLO PRODUTTIVO SOLO PERCHÉ LA TORTA DEL POTERE MEDIATICO NON PUÒ ESSERE DIVISA AD ALTRI.
Non crede che il fatto che il pubblico italiano sia poco interessato alla sci fi si debba anche al fatto che non è mai stata proposta seriamente in televisione? una scelta coraggiosa potrebbe dimostrarsi vincente, soprattutto verso il pubblico giovane! Negli anni, a più riprese, ci si è anche provato. Ma vi rimando alla premessa generale: è quasi impossibile mantenere in onda un programma che non funziona e aspettare che cresca. Restituire soldi agli sponsor, ai quali si sono garantiti contrattualmente certi ascolti, non è un’esperienza di cui i programmatori amino rendersi responsabili. E se, in termini economici, il coraggio costa più di quanto non ripaghi, diventa incoscienza.
RISPOSTA AGGHIACCIANTE, HANNO MANTENUTO IN ONDA "UN POSTO AL SOLE" PER ANNI IN DEFICIT TOTALE PER NON CHIUDERE IL CENTRO RAI DI NAPOLI .
SANNO BENISSIMO CHE IL PUBBLICO PUÒ ESSERE EDUCATO.
MA NON DEVE ESSERE EDUCATO IN UN CERTO MODO. CREDO CHE FAREBBE MEGLIO ALL'INTEGRAZIONE RAZZIALE VEDERE STAR TREK CHE CENTO FICTION DI SENEGALESI CHE VENDONO CD PIRATA A VITTORIO EMANUELE !
Con DS9 ci hanno provato ma si sono scottati le mani di brutto. (N.d.R: La Rai è il soggetto).Per il resto è chiaro: chi è responsabile dei palinsesti non capisce un cazzo. In Italia purtroppo abbiamo una grandissima arroganza che ci porta a pensare che i prodotti culturali siano solo quelli stampati su carta altrimenti non si spiegherebbe la televisione nazional-popolare che impera da una decina di anni in cui tutti vogliono sapere i cacchi degli altri e che ha sfornato capolavori come Amici, Uomini e donne, La vita in diretta e fiction su gente comune (pure troppo): carabinieri, preti, poliziotti, medici. Insomma dove è finita la fantasia? ....
NELLE TASCHE DEGLI INTROITI SIAE DI AUTORI TELEVISIVI DEI PROGRAMMI SU CITATI.
Negli anni ‘80 la RAI rifiutò di comperare la regina di tutte le soap opera, Dallas, adducendo come scusa il fatto che agli italiani non sarebbe mai interessata la storia di una famiglia di texani grezzoni e ricchissimi. Da questo nacque la fortuna dell’allora neonata canale 5 e ora Berlusconi è presidente del consiglio: non si sente un po’ in colpa? ancora prima di allora, negli anni ‘70, la RAI coproduceva serie di fantascienza di qualità, come Spazio 1999 e UFO: chi erano allora i funzionari responsabili e non è che si potrebbe riaverli indietro? Negli anni ’80 l’autorevole Variety bollò la neonata DALLAS come una serie “dal futuro limitato”. Per quanto riguarda l’ascesa di Berlusconi, mi sentirei più in colpa se fossi Van Basten. O D’Alema. E infine, piuttosto che i vecchi dirigenti RAI, dovresti chiedere di riavere indietro il monopolio. Come disse Oscar Wilde: i bei tempi andati sono belli perché sono andati.
PIÙ CHE IL MONOPOLIO DOVREMMO AVERE INDIETRO QUELLE TESTE CHE FACEVANO SANDOKAN, IL SEGRETO DEL SAHARA, CHE AVEVANO IN TESTA AVVENTURA E IMMAGINAZIONE E NON SOLO CRIPTOPROPAGANDA ATTRAVERSO UN NEONEONEOREALISMO DA TRE SOLDI.
FRANCESI E SPAGNOLI LO HANNO CAPITO, NOI PREFERIAMO, COME AL SOLITO, PERDERE LA GUERRA PER IL CONTROLLO DELL'IMMAGINARIO.
Secondo lei qual è il motivo per lo scarso interesse del pubblico italiano verso la fantascienza in generale e S.T. in particolare? Ho notato negli anni che la sci-fi è un genere capace di appassionare visceralmente un numero tutto sommato ristretto di spettatori, uno zoccolo molto duro ma non sufficientemente “alto” o “pesante” per generare grandi numeri (con le dovute eccezioni, e penso a STAR WARS). A cosa questo sia dovuto lo lascio dire ai critici e ai sociologi. Personalmente penso che si possa fare un discorso di “generi”: non a tutti piace il western, o l’action, o il comico demenziale… o la sci-fi. È per questo che esistono i generi, tanti quanti la varietà dei gusti umani.
OPERAZIONE TRIONFO HA FATTO MENO DI X FILES NEI SUOI PERIODI DI FINE RODAGGIO !
AL CINEMA JEEPERS CREEPERS HA LA MEDIA SALA PIÙ ALTA DI MEL GIBSON. RESIDENT EVIL IN LUGLIO TIRA 6 MILIARDI.
MATRIX SUI ITALIA UNO FA IL 30 % DI SHARE.... SE QUESTE COSE NON SI DICONO NON ESISTONO.
I MEDIA SONO POTERE NON GUSTI O PREFERENZE, QUESTI POSSONO ESSERE NASCOSTI, CRIPTATI, OCCULTATI.
POI C'È PERO' IL PRESIDENTE DELL'ANICA/AGIS CHE PIANGE SUGLI INCASSI DEL CINEMA ITALIANO ( ASPETTANDO SOLO IL PROSSIMO BENIGNI CHE ILLUDERÀ TUTTI DELLA FAVOLA BELLA CHE SIAMO UN PAESE CHE GENERA IMMAGINARIO - DELL'800- E JEANS MOLTO TRENDY ).
LA SF HA BISOGNO DI TANTE PERSONE PER ESSERE FATTA E QUESTO AL CINEMA ITALIANO E AI POTERI INDUSTRIALI LEGATI AI MEDIA NON PIACE .

mio Dio la RAI è proprio una m... , gestita da persone di m... che fa programmi di m...
io continuerò sempre a fare le nottate per DS9 TNG e classica !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
lunga vita e prosperità

FABIO DA MILANO

N.d.R. Pubblico la lettera anche se francamente, la trovo di cattivo gusto e sfogo totalmente fuori luogo.
Anche le peggiori opinioni vanno motivate, e ritengo che l'insulto fine a se stesso non ha motivo di esistere, degrada chi lo pronuncia, e lo fa passare dalla parte del torto.

Solo scuse di persone ignoranti che ricoprono posti di rilievo e messe lì da persone intelligenti ma ladre, per tenere le menti della gente sotto controllo.
La RAI e' un servizio pubblico e come e' giusto che trasmetta programmi "intelligenti" tipo Raffaella Carrà al sabato in prima serata ,deve pure trasmettere "puttanate" tipo STAR TREK alle tre di notte ,cioè voglio dire va bene anche un orario un po' scomodo (ci compreremo il videoregistratore), ma bisogna rispettare la sequenza cronologica degli episodi e non stroncare le programmazioni.
La tv generalista pubblica deve accontentare tutti, non solo la maggioranza, per questo fine ci sono le tv generaliste private in chiaro.
Parliamoci chiaro, trasmettono lezioni di fisica nucleare alle 4:00 del mattino.
Vada per il maresciallo Rocca e per la dottoressa Gio, ma sti 7 milioni di telespettatori che sono i stessi di domenica in, Raffaella Carrà, stranamore costringono gli altri 50 milioni a buttarsi nelle pay tv , videoteche, etc per trovare prodotti un po' differenti da questi brucia cervelli. Lunga Vita e Prosperità

Massimo Iacone

Lasciamolo su Jimmy, star trek, che è meglio!!!! Non c'è nemmeno la pubblicità a rovinare le registrazioni (per ora).....

Michela

Nell'intervista al "capo acquisizione" RAI dovevate ricordare le alte vendite dei cofanetti Dvd di Next Generation.
Come mai, in un mercato, ancora relativamente di nicchia, come quello del Dvd, un genere, sempre di nicchia, come la SF con una serie ormai datata e trasmessa + e + volte in TV Star trek "vende" e in TV, con serie + contemporanee come VOY e DS9 non prende il "grande" pubblico?
E ricordiamo anche che X-files, su ITA1, ha sempre avuto la prima serata.
Pubblico grande o piccolo che sia.
E' anche questione di rispetto.

Darth Raven

Cara Dottoressa , ma Lei mi prende sempre in giro .... ma non si fa così però con un fedele lettore (un po' molesto magari , ma nei secoli fedele) !!!!
Comunque Le voglio perdonare questo eccesso di sarcasmo (forse vacanze troppo corte ?) per l'intervista incalzante che Lei ha realizzato con quell'oscuro personaggio che risponde al nome di Capo Ufficio Acquisizioni della RAI ; cara Dottoressa mi è sembrato di rilevare una certa omertà in alcune sfuggenti risposte del signore in questione ma , a parte questo dettaglio , vorrei proporti questa domanda : siamo sicuri che l'Auditel sia un mezzo scientificamente valido di rilevazione statistica ?
Come ben saprai la mia risposta è negativa (qualche conoscenza statistica ce l'ho , e 600 famiglie per rappresentare i gusti di 57 milioni di persone mi sembra un campione un po' esiguo) ma trascurando questo particolare , il Signore in questione si dimentica che in Gran Bretagna (non nel paese dei Bagonghi) i programmi della BBC (che si finanzia esclusivamente con il canone) vengono decisi da una Commissione composta da una decina di membri e la messa in onda dei programmi è affidata , in ultima analisi , ad una ristretta élite di esperti che valutano la qualità di certe trasmissioni .
Domanda : ma in Italia questo non si può fare ? Se ciò è impossibile allora ci spieghino esaurientemente il perché !!!!
La verità , carissima dott. , risiede nel fatto che Mamma RAI spende una quantità inverosimile di denari per stipendiare una quantità indefinibile di personaggi che neanche lavorano .
Non solo attori , attrici , presentatori o showgirl , ma anche registi e sceneggiatori che non vengono utilizzati , a favore di produzioni esterne pagate a caro prezzo .
Poi potremmo anche discutere sulle questioni politiche legate alla RAI e sul Pensiero Unico che permea la TV italiana , ma la sostanza rimane che buoni programmi (S.T. , sci-fi in genere ma non solo) vengono totalmente ignorati a favore di sciatterie di ogni sorta !!!!!
E non dimentichiamoci il camerino di Celentano pagato 125000 Euro e il cachet del "Molleggiato" per sparare milioni di cazzate in poche ore !!!!
Neanch'io sarei capace di esternare in pochi momenti una tale mole di soverchie pirlate (magari sì ma non mi pagherebbero milioni) !!!!
Comunque intravedo all'orizzonte qualche spiraglio o Dottoressa , se è vero che anche il TV7 del Corsera ha avuto la bontà di occuparsi dell'ultimo Sticcon e che la settimana scorsa si è prodotta in un articolo dal titolo "Ora i Fan di Star Trek non hanno più scuse " riferendosi a Canal Jimmy che diffonde finalmente tutte le puntate in modo coerente dopo (come dice l'articolista) che S.T. è stato il più maltrattato telefilm di culto della storia della tv italiana !!!!
E per la miseria alla fine qualcuno riconosce i misfatti !!!

Ubaldo Guarneri

Ciao, Rossella.
Complimenti per l'intervista al capo acquisizioni della RAI Guido Pugnetti.
Oltre a gettare un po' di luce sul perché di tante scelte discusse e discutibili (e di come funzionano i meccanismi della programmazione), è stata soprattutto un ottimo esempio di satira, con domande irriverenti e a tratti demenziali, alle quali il bravo Pugnetti si è sottoposto con grande autoironia, dando più spesso che non risposte assolutamente "a tono".
Mi ha ricordato molto lo spirito con cui venivano condotte certe interviste pubblicate in passato dal compianto settimanale satirico "Cuore" (di cui ero un accanito lettore).
Sono certo che l'intervista non potrà non far cambiare idea a tutti coloro che credono che i fan di Star Trek (e della fantascienza in generale) siano persone che si prendono tremendamente sul serio (nonché a coloro che - peggio ancora - prendono a loro volta tremendamente sul serio i fan!).

Carlo Recagno

Bene, con queste lettere, che non so assolutamente dove cominciare a commentare, si può dire definitivamente che l'argomento trattato dalla nostra redazione sia stato molto sentito da una notevole quantità di lettori.
Nei commenti che avete inviato alla Posta dello STIM ci sono argomenti di cui non posseggo sufficiente padronanza per potere commentare, quindi vorrei limitarmi a darne notizia senza aggiungere ulteriori approfondimenti.
Spero solo che se e quando Guido Pugnetti leggerà queste lettere, forse rilasci un suo nuovo intervento alla nostra Webzine.
Vedo comunque che molti di voi sono ferratissimi in telecomunicazioni, marketing, strategie di mercato.. un consiglio: perché non sottoporre le vostre esperienze a Mamma RAI? Forse in questo modo si riuscirebbe veramente a far sì che le nostre comuni passioni siano soddisfatte, facendo così compiere alla Tv di stato un balzo di qualità in avanti.
Ringrazio tutti coloro che han fatto i complimenti alla sottoscritta ed alla redazione, ma ringrazio parimenti coloro i quali han voluto dissentire (e che dissenso!) dalla linea tenuta nel presentare questo spinosissimo argomento.

Vorrei evidenziare questa lettera pervenuta alla redazione, e spero che molti di voi la vogliano considerare una mezza promessa...

Carissimi amici di STIM, ho letto l'interessante intervista al responsabile Rai sui telefilm di Star Trek.
Sono un grande appassionato di S.T., qualcuno forse mi conosce anche come addetto ai lavori per i libri, gli articoli e i fumetti che ho scritto, ma pochi sanno perché non è mia abitudine farmi troppa pubblicità, che dal novembre del 2001 sono stato nominato Consigliere del Ministro delle Comunicazioni per la Comunicazione all'Infanzia.
Mi occupo cioè di tutta la comunicazione della fascia 0-18 anni che passa attraverso i mezzi di diffusione audio e video italiani pubblici e privati.
Fra le altre cose il Ministro mi ha designato all'interno della commissione che in questi mesi si sta occupando del rinnovo del Contratto di Servizio della RAI proprio per la supervisione al capitolo ''minori''.
Posso assicurarvi che - anche io indignato nel vedere S.T. così come Babylon 5 e altre serie interessanti e pedagogicamente e didatticamente di valore o trasmesse a singhiozzo o alle 4 di notte o senza nesso cronologico sto lavorando per capire quali meccanismi portino a questi risultati e come poter lavorare affinché in futuro ciò accada sempre meno.
Mi sento di dire, per aver avuto contatti diretti, che i nuovi vertici RAI sono particolarmente attenti all'importanza della fascia ragazzi che, anche grazie al nuovo contratto di servizio, sarà interamente ristudiata e valorizzata.
Con amicizia

Roberto Genovesi


Ricambio ovviamente la dimostrazione di stima nei confronti di questa Webzine , e ti ringraziamo fin da ora dei tentativi che farai per cercare di soddisfare il Fandom Trek.
Personalmente, mi sono divertita nel presentarti ai nostri lettori, nella rubrica Fantalibri.
Spero vorrai scriverci più spesso!

Passo ora a alcune lettere di contenuto diverso, pervenute alla redazione.


Salve a tutti e complimenti per la rivista, che seguo da un annetto.
Vorrei commentare l'articolo "Diritto di morte" di Riccardo "Summer" Palazzani, premettendo, però, che della serie "Voyager" ho visto pochissimi episodi, e che, in generale, non sono mai riuscito ad affezionarmi ai personaggi delle serie successive alla TOS.
Posso quindi fare la figura dell'antidiluviano o, in generale, di quello che, non conoscendo a fondo personaggi e situazioni, spara sentenze in casa d'altri, senza averne il diritto.
Devo dire che il suddetto articolo mi ha piuttosto sorpreso, essendo l'episodio in questione il mio favorito in assoluto di tutta la produzione post-TOS (di quella che conosco, cioè), trattando in maniera estremamente ardita la scottante questione dell'eutanasia.
Perché è di questo che mi pare si voglia parlare, non semplicemente della vigliaccheria dei sazi e nauseati dell'esistenza. In questione, cioè, è il diritto di ciascuno di deliberare il proprio vivere e il proprio morire, senza costrizioni esterne.
E' facilissimo, per una persona sana ed entusiasta, condannare i 'vigliacchi' che non condividono gli stessi sentimenti.
Per un malato terminale, però, la questione è differente. In quel caso, semplicemente, non si tratta più di vita.
Ci sono tante cose che mi piace fare, che mi rendono l'esistenza gradevolissima; so benissimo, tuttavia, che potrebbe giungere l'ora in cui mi sarebbe impossibile continuare ad usufruirne. In quell'ora vorrei avere il diritto di scegliere cosa fare.
La vita è un dono? E di chi?
In una prospettiva religiosa in cui ogni scelta è demandata a Dio, cioè ai suoi rappresentanti terrestri, capisco benissimo che tale possibilità di scelta non si dia - e appunto per questo sono ateo. Ma in una prospettiva radicalmente umana, autonoma, non vedo a chi dovrei obbedire se non a me stesso. Forse alla retorica degli 'eroi'? Cioè di tutti quelli che, a colpi di leggi autoritarie, vorrebbero decidere ogni momento dell'esistenza altrui?
Ora, tutto questo non mi sembra per nulla in contraddizione con la filosofia di Star Trek (che non mi sento di definire 'di serie B' - e credo di dirlo a ragion veduta, con la filosofia essendo un bel po' familiare - a dispetto delle scarse prospettive lavorative che offre!!!).
Anzitutto vorrei ricordare che già in "L'ultima frontiera" si faceva all'eutanasia un riferimento esplicito. Sto parlando del padre di McCoy, che quest'ultimo aiuta a morire 'per non fargli perdere la sua dignità'. Questa frase mi fa sempre rabbrividire: è la migliore giustificazione dell'eutanasia che abbia mai sentito. Il sofferente si può degradare fino al punto di perdersi completamente. Non ascoltare la sua volontà è pura crudeltà, e se il Dio cristiano si diverte ad assecondare simili comportamenti, non vedo perché bisogna assecondare lui.
Ora, si potrebbe dire che Quinn non sia un malato terminale. A questo si possono rispondere due cose: anzitutto si tratta di una metafora, quindi, entrando più nel merito, il suo agire incarna il principio che sta alla base stessa di quello dell'eutanasia: la possibilità di decidere autonomamente. Dunque quell'umanesimo profondissimo che Star Trek ha sempre affermato.
Nei momenti cruciali l'uomo ha il diritto di scegliere, svincolandosi dai pregiudizi e dagli obblighi altrui: siano dettati dalle macchine, dalle convenzioni (cfr. "Una guerra incredibile") o dagli dei (cfr."Prigionieri di Apollo"). E' per questo che non si è mostrato un Quinn sofferente da un punto di vista fisico: in quel caso lo spettatore avrebbe potuto farsi prendere dalla compassione, e consentire uno strappo alla regola. Come a dire: Ok, se stai male puoi morire.
Ma il problema è proprio questo: il diritto alla morte (che poi fa tutt'uno con quello di vivere come si vuole) non deve essere concesso da chi ha pietà di chi vuole esercitarlo, ma deve essere costitutivo, senza che nessuna autorità ci possa mettere il naso, a prescindere dalle ideologie che voglia addurre a sua giustificazione.
Lunga vita e prosperità

Vinicio D'Intino - Napoli

Caro Vinicio,
passo immediatamente la tastiera a Riccardo Palazzani per commentare la tua sentitissima lettera.

Caro Vinicio, sappi che condivido buona parte di quanto hai scritto, ma ritengo che l'episodio in questione se, e dico se, avesse voluto davvero trattare il tema dell'eutanasia come diritto dell'individuo di decidere anche della propria morte, avrebbero dovuto pensare a ben altra sceneggiatura.
In Star Trek V, la scena di McCoy con suo padre ottiene sicuramente un risultato migliore, tra l'altro, senza darci nessuna verità. McCoy spegne la macchina e permette al padre di conservare la sua dignità, ma dall'altro lato se avesse atteso, forse suo padre avrebbe potuto vivere molto altro tempo ancora.
L'episodio di Voyager in questione, invece lascia solo l'amaro in bocca e il protagonista, il Q suicida, appare solo come un vigliacco. Come un malato che una volta guarito, sapendo di potersi ammalare ancora preferisce farla finita. Anche se sta bene.
E Quinn, quando si suicida, sta bene. Non solo fisicamente, ma ha di fronte a se una nuova vita, con nuove possibilità ed esperienze e soprattutto, una vita non eterna.
Che fretta aveva di morire? E' un vigliacco.
Tu scrivi: il diritto alla morte (che poi fa tutt'uno con quello di vivere come si vuole) non deve essere concesso da chi ha pietà di chi vuole esercitarlo, ma deve essere costitutivo, senza che nessuna autorità ci possa mettere il naso, a prescindere dalle ideologie che voglia addurre a sua giustificazione.
E io ti dico che tale diritto, seppur concepibile in un'ottica di assoluta libertà, non va assolutamente lasciato al libero arbitrio dell'individuo, perché tale volontà viene espressa in un momento di dolore e sofferenza e non è quindi frutto di un pensiero libero e razionale.
Migliaia di persone soffrono di disturbi psichici che fanno loro desiderare la morte ogni giorno. Migliaia di persone ogni giorno si curano da malattie che danno alte possibilità di sopravvivenza, ma devono affrontare cure spesso davvero insopportabili.
Se esistesse questo diritto di morte, esercitabile semplicemente esprimendo la propria volontà, molti individui si suiciderebbero ogni giorno, solamente perché attraversano un momento di particolare difficoltà che impedisce loro di credere in un futuro.
Sono felice di vivere in un tessuto sociale dove tutti coloro che mi stanno attorno cercano di impedirmi di farla finita di fronte ad una difficoltà.
L'eutanasia la lascio solo a coloro per i quali la medicina non può davvero più nulla e comunque tengo ben a mente la lezione del dottor McCoy.

Sono d'accordo con Riccardo su quest'ultima frase (forse per la prima volta in vita mia sono d'accordo con lui... ).
Per esperienza personale sono stata messa di fronte a scelte terribili, e so cosa significa essere davanti ad un dilemma di questo genere.
Comunque si decida di agire, la sofferenza derivante da questa scelta è atroce, e va a minare anche la solidità psicologica più ferrea. L'argomento, dibattuto eticamente, religiosamente e giuridicamente da tutto il mondo, comporta sicuramente un impatto mentale imponente, e intimamente non condivisibile, cosa che può anche guidare la scelta verso la disperazione.


Gentilissima Direttrice, spero che tu mi possa scusare se, negli ultimi tempi, non mi sono più fatto sentire, ma sono stato preso un po' dalle ferie, molto dal nuovissimo forum dedicato a Notre - Dame de Paris (l'opera di Cocciante, non il libro di Hugo...).
Vorrei dedicare due parole a quello che, sia pure nella mia non grandissima esperienza in materia, ritengo il più bello tra gli episodi di TNG e, forse, di S.T. tutto in generale, lo struggente Una vita per ricordare... sembra quasi di sentire sulla propria pelle il calore di quel sole morente, ma anche, finalmente, di quella famiglia che Picard non avrà mai nella vita reale... e lui che, anno dopo anno (in realtà, pochissimi minuti sull'Enterprise) smette di pensare alla sua astronave, quasi che questa assumesse, nella sua mente, i contorni sempre più sfocati di un sogno, ed accetta la sua nuova vita, sua moglie, l'amico Batai, i bambini... fino all'ultima, dolcissima scena, quella del lancio della sonda, nella quale il cerchio si chiude, e proprio loro affidano a Kamin - Picard le memorie di un'intera civiltà...
Picard si risveglia, quasi incredulo, tra i suoi ufficiali, e considero un tocco di poesia la scena nella quale, per entrare nel turboascensore, alza le mani per toccare il pulsante di apertura là dove lo aveva nella sua " casa ", in quello che, ormai, per lui, era divenuto un gesto abituale...
Vorrei sapere se, come altre volte è accaduto, avete mai dedicato un articolo a questo bellissimo episodio o se, per caso, è in programma... o anche se solo vogliamo parlarne insieme...
Ciao

Marco Nocera

Caro Marco,
Una Vita Per Ricordare penso sia una delle puntate più amate da tutti i fan di Star Trek.
Ciò che colpisce, oltre alle toccanti emozioni comunicate da un senso di perdita inestimabile presenti in questo episodio, sono specialmente le musiche:ti segnalo comunque che Anna Manfredini ha citato questo episodio sul numero 3 dello STIM nell'articolo TNG "Le donne del capitano" e nel commovente articolo TNG "Il flauto di Picard" sul numero 9 della rivista, che potrai scaricare e leggere nella nostra sezione download.
Non mi permetto quindi di aggiungere altro, poiché ritengo questi due articoli impareggiabili. Tieni comunque d'occhio la rubrica delle Razze del prossimo numero, si riparlerà di questo episodio.


Eccomi caro Maurizio... fedele come sempre vado a commentare un altro passo meraviglioso della tua escursione nel Fantasy.
Che dire, gli orchi sono davvero una razza affascinante nella loro crudeltà e ferocia e tuttavia restano un punto fondamentale anche nelle fiabe, oltre che nel Fantasy inteso nel senso Tolkeniano del termine.
L'idea dell'orco "mangia bambini" è presente da sempre fin nelle più radicate favole della nonna dove a volte viene di proposito associato alla figura "dell'uomo nero", il crudele abitatore delle tane e delle forre.
Come al solito ti faccio i complimenti perché stai creando un'antologia mirata e oculata di un mondo meraviglioso eppure troppe volte declassato dalla massa con il termine "favoletta". Invece il Fantasy è ricco di passione, mitologia ed epica, in cui anche la razza più infima, come quella degli orchi può regalare emozioni e stupore, e ci appassiona.
Grazie per il lavoro che stai faticosamente, ma ineccepibilmente svolgendo.. stai regalando ad appassionati e non, a cultori e profani, un quadretto acquerellato a regola d'arte, di un mondo ove sogni e fantasia regnano ancora profani e dove sotto sotto tutti noi vorremmo vivere... perché è il mondo dei desideri avverati.

SIMONE CAFFE'

Ed ecco la pronta risposta di Maurizio Corò:

Carissimo Simone, ormai da qualche mese attendo la pubblicazione del mio articolo per conoscere il tuo punto di vista in merito: è una piacevole abitudine alla quale mi sto affezionando.
Grazie quindi per i tuoi ennesimi complimenti, in effetti il materiale da commentare è ciclopico e le difficoltà vanno aumentando soprattutto ora che le "razze" più semplici sono state analizzate e sviscerate, ed è giunto il turno di quelle meno conosciute, più intriganti, più misteriose e più pericolose.
Reperire informazioni su di esse sarà ardua, e come hai potuto notare anche per "gli orchi" spesso ci troveremo di fronte all'impossibilità di contattare elementi da intervistare... Tuttavia mi sto attrezzando per convincere il buon Faro (lo gnomo intervistato due mesi fa) a diventare giornalista, e ad impegnarsi nella ricerca di membri sempre più strani ed affascinanti del mondo Fantasy chissà se non lo vedremo giungere con qualche buon reportage, in futuro.
Grazie ancora,

Maurizio

Corrisponde a verità una notiziola che è comparsa sulla Stampa in pieno agosto : un piccolo articoletto che parlava dei futuri palinsesti della La7 indicava come imminente l'acquisizione delle "nuove " serie di S.T. tra cui ENT ?
Spero non sia la solita bufala d'agosto ma mi pare che La7 stia iniziando a comprare qualche bel telefilm tipo NYPD ed altri e forse potremmo nutrire qualche timida speranza !!!! Che ne dici ?
Ora venendo ai nostri discorsi vorrei dire che mi trovo parzialmente d'accordo con il precedente articolo di Ricky Summer intitolato "La via è smarrita" perché il tuo redattore, o Dottoressa , mi pareva eccessivamente severo con DS9 (di cui ho apprezzato certe qualità , un pochino ignorate nell'articolo) e VOY ( certamente si potrebbe considerare il più scadente sia per qualità media delle sceneggiature sia per evidenti falle nell'impianto globale della serie), ma sono in completa sintonia con il suo pensiero riguardo alla puntata di VOY "Diritto di morte" !!!
Ma se gli autori volevano fare un'apologia del diritto all'eutanasia , beh hanno completamente toppato !!! Ma poi come è possibile concepire che un Q ( essere onnisciente e quasi onnipotente) possa voler sperimentare la morte per puro spleen e non conosca l'essenza della morte ? A mio parere quella puntata gli sceneggiatori l'hanno scritta sotto l'effetto dei fumi dell'alcool non ricordandosi invece di quella (a mio parere) molto significativa di TNG "Una vita a metà" dove all'opposto si parlava di diritto alla vita anche per chi arriva alla vecchiaia !!!!
(N.d.R.Vedi sopra)
Ma poi vorrei sottoporti una domanda, Summer, su un piccolo fatto che, mi pare, ha colpito anche te: ma è possibile questo continuo etnocentrismo degli autori di S.T. ? Ora anche nell'episodio di ENT "Carbon creek" la timeline va sempre di più a farsi benedire; è mai possibile che un qualsiasi benedetto alieno non cada per pura casualità a S. Zenone Po, a Morfasso o nelle vallate del Tirolo? Perché sempre nei tipici paesini di provincia americani? Forse gli USA hanno una gravità maggiore della nostra? Boh !!!!
Ho letto poi Summer che hai scritto un racconto basato sui personaggi di S.T., dove posso reperirlo?
Per tornare a noi, o Dottoressa, ho letto, nel mio girovagare per il Web, che presto comparirà sui teleschermi americani un nuovo telefilm di sci-fi, intitolato "Odissey 5"; la trama mi appare abbastanza ed è incentrata sulle vicende dell'equipaggio di uno shuttle (appunto l'Odissey 5) che, in un prossimo futuro, durante una missione al di fuori dello spazio terrestre, assiste impotente alla distruzione della Terra. I nostri baldi astronauti (capitanati da Peter Weller) vengono contattati dopo il misterioso disastro da uno strano alieno (naturalmente tecnologicamente molto avanzato), chiamato The Seeker, il quale riferisce all'equipaggio dell'Odissey il fatto che altre civiltà erano già state annientate nello stesso modo di quella umana e aiuta i nostri a tornare indietro nel tempo per salvare i destini dell'umanità.
Questa è sommariamente la trama che ho letto , ma mi rode un atroce dubbio : lo vedremo mai in Italia ?
Con l'amletico dilemma vi lascio alle vostre faccenduole, ragassuoli, e vi dò appuntamento al prossimo mese !!!! Ciao , o Dottoressa , e buon lavoro a tutti i tuoi redattori (soprattutto al Mitico Longarini) !!!!

Ubaldo Guarneri
PS Ma dove è finito Langley ? E le News di Longarini ? Non posso vivere senza le News del Mitico !!!!

Arieccoci a noi.
Summer, interpellato a proposito delle tue domande sulla locazione dei film, ha convenuto con me che se Star Trek fosse stata produzione della "Lega Lumbarda Internescional" , con sceneggiature originali di Bossi e Maroni, sarebbe stata ambientata in Bassa Padana, la Federazione avrebbe parlato dialetto bergamasco, e i suoi ufficiali avrebbero vestito una ecologica divisa verde.
Ma poiché è e resta produzione americana, le ambientazioni restano oltreoceaniche, con qualche divagazione Europea.
Ho censurato le anticipazioni che avevi scritto sulla puntata di Enterprise, e che diamine, abbi pietà, non tutti sanno o vogliono sapere!
Non ho notizie recenti in merito all'acquisto da parte di La7 di questa ultima quinta serie, se mi dai tempo cercherò di reperire notizie.
Sempre per quanto riguarda Summer, il racconto di cui tu parli è reperibile all'indirizzo www.stdreams.net .
Grazie per l'anticipazione di questa nuova serie, cercheremo di reperire notizie anche su di essa, e su una sua eventuale messa in onda da parte di qualche canale italiano.
Paolo Longarini è stato punito dalla sorte: il suo PC è esploso, coinvolgendo l'hard disk del quale lui non aveva mai fatto copia; pare passi le giornate vedendo Home Shopping Europe meditando vendetta e nuovi articoli. Spero di rileggere al più presto i suoi articoli (anche perché, come avrai notato, in una rubrica lo sostituisco io).

Ho comunque una lettera per Lui, alla quale ha risposto alla sua maniera:

Hola amigos :
He observado que figura un señor Paolo Longarini y mi nombre es Miguel Longarini de Argentina, mi abuelo es nacido en Macerata en la comune di Montecosaro y quiero saber si somos parientes
Un abrazo

Miguel Longarini

Miguel!
I Longarini gueverneranno el mundo.
Nos otros semo una grandes familia che ha esparso i suoi hijos per el globo come le pulci su un leopardo.
Mi padre vien da Puerto Recanati, vicinho Ancona, non distante da Macerata. Le Marche sono l'albero, el ceppo originhario dei Longarini nel mundo, poi ce son tanti rami.
Ce son due possibilitas: Usted fa parte del ramo puevero della familia, el mio e alora vafanculo.
Oppure usted fa parte del cepo de Edoardo Longarini, ex presidiente dell'Ancona calcio, palazinarho, grande intrallazzator e hijo de puta, non per niente dirigente de Fuerza Italia, sempre inquisito ma con una marea de quatrinhos, e alor tengo una cossa da dirte:
MIGUEL!!!!
Mi hermano, mi amigo, mi sole, mi companhero de tazza!
Usted e yo semo hermani de sangue, te cerco da una vida!
Ancuora ho negli occhi la scena del traghetto che ce separò, hermano perso e ritrovatos! Dammi un segno che sei usted, te cerco como Anastasia, damme la pruova che sei chi dici de esser, spediscime un documento d'identità, mandame quel qualdrato de plasticheta con scritto VISA.


Paolo Longarini

Volevo solo chiedere dalla mie ridotte conoscenze la "fantomatica" amicizia tra il capitano Picard e Guinan a quando risale e perché è così forte?
Grazie 1000 per l'attentions!
Lunga vita e prosperità!

Luke

Caro Luke,
la tua lettera mi giunge quasi in contemporanea con la messa in onda della puntata TNG "Un mistero dal passato", nella quale vengono spiegati molti dei motivi per cui Guinan e Picard siano così amici. Spero che tu l'abbia vista, altrimenti, riscrivimi, ti spiegherò privatamente tutto il retroscena. Ti consiglio anche di vedere il film "Generazioni", se non l'hai ancora fatto.


Carissima redazione,
Ho scoperto da poco tempo il vostro interessante sito, sono un appassionato Trekker, in particolare amo la TNG e la TOS.
Vorrei sapere se è possibile in qualche modo accedere ai numeri precedenti della rivista on-line, non ho trovato link od alcunché in proposito, ma è possibile?
Sperando in una risposta positiva (voglio leggere tutti gli articoli!) vi saluto e auguro Lunga vita e prosperità!

Luca

È possibilissimo,
che tu ti sia sbagliato... Infatti, se accedi mediante il menù a inizio di ogni pagina alla sezione Download, potrai scaricare ogni numero arretrato della nostra rivista.
Grazie per tutti i complimenti, e spero che tu ti goda la lettura della nostra Webzine.

Come al solito, non ho potuto resistere alla tentazione di ficcanasare nella nostra rivista preferita e, come al solito, *non ho resistito alla tentazione di fare commenti a riguardo*.
Una cosa che vorrei commentare è il vostro "Vita Trek" (la striscia comica che mettete su ogni rivista): non per criticare, ma vorrei chiedervi una cosa: *non vi pare di essere troppo ottimisti?*. Forse le altre serie di "Star Trek" verranno trattate (relativamente) meglio, però se devo dir la verità non sono per niente ottimista su "Enterprise"; credo che saremo fortunati se la vedremo agli orari che indicate voi nella vostra striscia comica.
Purtroppo, come è stato scritto in queste ultime riviste e come io (e anche molti altri) ho potuto constatare i libri di "Star Trek" in questo periodo sono pressoché inesistenti.
Se un mese fa circa sono andato in libreria a Brescia senza trovare quasi un cavolo di "Star Trek" (c'erano solo 4 libri e solo uno nuovo), preferirei evitare in che situazione ci troviamo *adesso*, e la cosa mi dispiace.
Forse non dovrei stare qui a lagnarmi, visto che su Internet, oltre a conoscere e a essere iscritto alla mailing-list di "Star Trek - Dreams" e a conoscere il sito http://vv8.jetc.org ho trovato anche altro materiale (ho trovato ad esempio una storia in inglese a mio giudizio interessantissima che vede coinvolti l'equipaggio della "Excalibur", Calhoun, Kebron e compagni che si trovano nei guai sia per la scoperta di una molecola Omega sia per l'incontro dei Borg) e scrivo storie che mescolano (so che è folle ma non posso farci niente) elementi trek e elementi mistici, ma non posso comunque negare che Star Trek in questi periodi faccia una pessima figura.
Tra parentesi sono pure interessato ad alcune puntate di "Voyager": mentre alcune, ("L'origine della Specie", "Il Patto dello Scorpione" e "L'addio di Kes") le devo semplicemente comprare, non mi risulta che "Drone", "Q2", "Equinox" e "Unimatrix Zero" siano mai stati doppiati!
Lasciamo perdere questa situazione e parliamo d'altro, altrimenti non farò altro che incavolarmi per la situazione in cui "Star Trek" langue.
Una cosa di cui vorrei parlare è l'articolo di Riccardo Palazzani dedicato a "Diritto di Morte"; in molte cose credo di doverlo smentire.
Io ho guardato l'episodio e a dirla schietta l'ho gradito parecchio: se dovessi fare una lista degli episodi che amo, metterei anche questo tra di loro.
"Diritto di morte" fuor di metafora può essere definito un episodio sull'eutanasia; anche se esistono alcuni elementi comici l'argomento principale risulta comunque essere quello dell'eutanasia. Una delle cose che apprezzo di "Star Trek" (la saga in genere) è che oltre all'argomento fantascientifico cita anche altri argomenti.
Io sarei stato d'accordo a parlare di eutanasia, perché credo che sia un argomento da non sottovalutare; inoltre, sono d'accordo con Quinn e il suo desiderio di morire.
Io non sono un Q, sono un essere umano, ma sinceramente credo che mi sarei comportato come lui: avrei cercato di uccidermi se avessi scoperto che la mia vita avesse provocato problemi.
In un paio di occasioni ne ho parlato con mio padre (specie nei primi mesi in cui ho perso la mamma), e (so che qualcuno si scandalizzerà a sentir dire una cosa del genere ma è la verità) gli ho detto che se mi fosse capitata una malattia incurabile e sapessi che mi sarebbero capitate solo sofferenze indicibili avrei chiesto di farmi uccidere... ed è la verità: se mi capitassero cose simili o mi suiciderei o mi farei uccidere; mi farei consigliare un buon veleno per morire in poco tempo e senza soffrire.
Sperando di parlare nella prossima lettera di argomenti più allegri, vi saluto.

Guido Gregotti.

Parrebbe impossibile fare uscire un numero della rivista senza un commento da parte di Guido.
Infatti, puntuale come un orologio svizzero, eccolo a precisare, informarci, tenerci aggiornati su quella che è la sua/nostra passione.
Ti consiglio di rileggere bene sia quel che ha scritto Riccardo e quel che hai scritto tu nella lettera che ho pubblicato, visto che effettivamente l'argomento È
e non sembra, l'eutanasia.
E ti consiglio anche di pensare a te stesso con un po' più di stima: tutti noi causiamo dei problemi, consciamente o inconsciamente, e ci capita , con il nostro comportamento, di fare soffrire anche le persone che amiamo.. Ma la vita continua ed è l'unica possibilità che abbiamo a disposizione per, eventualmente, cercare di porre rimedio agli errori che abbiamo commesso.

Nel caso in cui tu persistessi nell'intento di toglierti da questo mondo, ho numerosi volontari che si offrirebbero di alleviare le tue sofferenze terrene... sempre che la cosa non ti causi troppo disturbo:)

Live long and prosper, se potete....

Rossella"DrBev" Marchiselli


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