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I
DRAGHI
di Maurizio
"Zeno" Corò
I
draghi sono creature millenarie che popolano la fantasia degli uomini
da quasi tutta la loro storia. E' nel medioevo, però, che questa razza
prende il sopravvento: la classica lotta del cavaliere che libera una
landa o un regno dalle scorribande di un drago; o la ancor più classica
principessa tenuta prigioniera dal terribile rettile...
Tuttavia questo mito affonda le sue origini in tempi assai più remoti.
I Romani, ad esempio, dipingevano sui loro stendardi i Dracones, mentre
i vichinghi chiamavano le loro imbarcazioni Drakkar, tutti nomi che indicavano
la figura del drago. In Mesopotamia è famosa la storia di due entità considerate
principi dell’universo: Apsu, lo spirito dell’acqua e del vuoto, e Tiamat,
un drago femmina il cui corpo derivava dall’unione dei sette diversi animali:
aveva, secondo la leggenda, denti del leone, ali da pipistrello, fauci
da coccodrillo, zampe di lucertola, artigli dell’aquila, corpo di serpente
e corna di toro. Sempre secondo la leggenda, dall’unione di Apsu e Tiamat
nacquero gli Dei, ma nel momento in cui uno di questi uccise Apsu, Tiamat
generò una stirpe di mostri. Allora gli dei scelsero un eroe, Marduk,
che ingaggiò una grandissima battaglia con Tiamat e lo uccise, ma dal
suo corpo martoriato vennero creati tutti gli esseri umani.
Riscontriamo la presenza di leggende sui draghi anche in Egitto, dove
Ra, il Dio del Sole, affrontava ogni giorno negli inferi insieme a Seth
il drago Apopi, capo dell’esercito del Caos. Alla fine Seth e Ra riuscivano
sempre a sconfiggere ed uccidere Apopi, distruggendone il corpo (che però
il giorno dopo si rigenerava e riprendeva la battaglia).
Anche in Grecia troviamo la storia di Tifone, un drago dalle 100 teste
sputa-fuoco. Venne affrontato addirittura da Zeus, il Padre degli Dei,
che lo sconfisse scaraventandolo in fondo al Mar Ionio e sotterrandolo
su di un’isola: quell’isola era la Sicilia e nel punto in cui giaceva
il corpo di Tifone sorse il vulcano Etna...
Se però i draghi hanno avuto una connotazione negativa, quali simbolo
del male, presso le culture occidentali, in oriente essi erano (e in parte
sono tutt'ora) simbolo di entità benefiche. In Cina ad esempio, il Drago,
con la Tartaruga, l’Unicorno e la Fenice, rappresentava uno dei 4 spiriti
benevoli; inoltre, a sottolineare lo stretto rapporto esistente tra questi
e il genere umano, vi sono molte leggende che narrano di grandi e valorosi
uomini divenuti dragoni.
I draghi si dividevano in diverse categorie: Draghi celesti: di colore
simile ad un verde molto chiaro, erano a guardia del cielo ed erano gli
unici ad avere 5 artigli per zampa; Draghi spirituali: di colore azzurro,
erano i più venerati in quanto guardiani del vento, delle nuvole e dell’acqua,
e quindi da loro dipendeva il raccolto dei contadini; Draghi terrestri:
di colore verde smeraldo, erano i guardiani dei corsi d’acqua, regolandone
il flusso e vivendo nelle profondità dei fiumi; Draghi sotterranei: di
colore dorato, erano i custodi di grandi ed immensi tesori e dispensatori
di felicità eterna; Draghi rossi e Draghi neri: creature violente e bellicose,
che si scontravano continuamente nell’aria causando con la loro energia
violente tempeste.
Per quanto riguarda il mondo fantasy, il nostro argomento di discussione
assume toni assai diversi. Di certo non possiamo dimenticare l'uso che
Tolkien, il Signore della Fantasia, ha fatto di queste creature. Già nel
Silmarilliom leggiamo di come Melkor (il "dio" del male... e ancora una
volta chiedo perdono ai cultisti tolkieniani per questa imprecisione)
utilizzò questa spaventose creature sputa-fuoco contro i suoi rivali umani
ed elfi; in particolare il terribile e gigantesco Glaurung. Ne “Lo Hobbit”,
invece, è Smaug (o Smog) a comparire nella più classica delle rappresentazioni:
un possente rettile alato adagiato sul suo tesoro...una montagna di monete
d'oro, manufatti, gioielli, armi incantate e quant'altro sia riuscito
a raccogliere nella sua immensa vita.
BIOLOGIA
I
draghi sono creature rettiliformi, come lucertole dotate di enormi ali
in grado di sostenerne il peso. Il corpo è ricoperto di squame, morbide
all'inizio, e che via via aumentano di spessore e resistenza, fino a diventare
una vera corazza. Quando nascono, da uova, hanno dimensioni variabili
tra quelle di un alano fino a quelle di un cavallo; i cuccioli sono già
completamente autosufficienti, sebbene debbano ancora sviluppare molte
delle loro caratteristiche più affascinanti e più letali. La madre, tuttavia,
segue i piccoli per un certo periodo, fino alla fase di svezzamento che
avviene attorno ai cento anni. A quel punto il piccolo drago ha già le
dimensioni di una balena e può usare tutte le caratteristiche base della
propria razza.
I draghi, in realtà, non smettono mai di crescere. Alcuni sostengono che
siano immortali (a meno che non vengano uccisi in battaglia), proprio
come gli elfi... la verità è che i draghi attraversano diverse fasi di
età, ma non è noto se l'ultima in elenco sia veramente anche l'ultima
raggiungibile, poiché risulta assai difficile che qualche avventuriero
sia in grado di confrontarsi con una di queste creature e tornare indietro
a raccontarlo.
Le età sono:
Wyrmling, Very young, Young, Juvenile, Young adult, Adult, Mature Adult,
Old, Very old, Ancient, Wyrm, Great wyrm. Nella condizione di Great Wyrm,
la maggiore conosciuta, il corpo di un drago può occupare il volume di
quattro autotreni, più una coda altrettanto lunga; la testa occupa tutto
lo spazio di una stanza quadrata di cinque metri per lato; le ali sono
talmente vaste e possenti che posso essere usate per generare un tornado.
SI', MA COME E' FATTO UN DRAGO?
Letteratura e cinematografia sono ricche di immagini di draghi. Per avere
qualche esempio potete rifarvi al drago di Shrek (prima di notare i tratti
femminili) o a quelli del film Dungeon & Dragons - the movie (l'avranno
visto in due, lo so...), Dragonheart va citato per meriti speciali: il
drago, infatti, oltre ad avere la suadente voce di Gigi Proietti, è stato
disegnato in maniere assolutamente originale, rifiutando il preconcetto
di lucertola ed introducendo una creatura più simile ai dinosauri, per
quanto riguarda la testa ed il muso: una scelta coraggiosa ed azzeccata.
SOCIETA' E COMBATTIMENTO
Affrontare un drago, in genere allo scopo di impossessarsi dei suoi averi,
vuol dire solo due cose: o morire o ritirarsi a vita privata per sempre.
In entrambi i casi uno dei due contendenti porrà termine alla propria
esistenza, poiché non vi è nulla di più irritante, per un drago che venire
insidiato nella sua tana.
Il comportamento di queste creature, cambia molto al variare dell'età.
Quando diviene adulto, tanto per cominciare, il drago cessa di vivere
in società con altri della sua specie. In effetti affrontare uno stormi
di draghi, seppur piccoli ed inersperti, non è comunque affare da poco...
inoltre è assai difficile che un drago che non ha ancora raggiunto la
fase adulta sia possessore di grandi ricchezze. E' infatti in questo periodo
che inizia ad esplorare il mondo, coprendo vastissime distanze alla ricerca
di oggetti incantati e ricchezze.
Allo
stesso modo cambia il loro atteggiamento a seconda che vengano affrontati
nella loro tana, oppure all'aria aperta. Ogni situazione è difficoltosa
per ragioni diverse. Nella propria tana un drago ha dalla sua il conoscere
l'ambiente, che spesso è attrezzato appositamente per scacciare gli intrusi
con trabocchetti e tranelli di astuzia letale; tuttavia, all'aria aperta
un drago può sfruttare il turbine creato con le proprie ali, per disorientare
e sbilanciare gli avversari, che poi colpisce dall'alto con micidiali
discese in picchiata.
I draghi sono estremamente veloci e possono attaccare contemporaneamente
con zampe, morso e coda. Quest'ultima è particolarmente efficace contro
gruppi di avversari.
Infine il colpo più micidiale: il soffio. Sputare fuoco è solo una delle
caratteristiche... in realtà sono molte le possibilità a disposizione
dei draghi (analizzeremo tra poco i dettagli): tuttavia questa arma di
distruzione può essere usata anche a distanza, e le ghiandole (posizionate
alla base del cranio) richiedono non più di tre minuti per essere pronte
a rilasciare il loro tremendo contenuto.
I draghi, però, non usano solo attacchi fisici; infatti, sono anche usuifritori
di magia e spesso abili manipolatori della mente, per questo nelle loro
tane è facile trovare orde di creature ridotte in schiavitù, quali goblin
o coboldi.
Naturalmente le abilità magiche crescono con l'età, e se un drago di pochi
anni è in grado di usare gli incantesimi più elementari, uno in età avanzata
potrebbe non avere nemmeno bisogno di entrare in contatto fisico, per
spazzare via i nemici.
RAZZE
Nel mondo fantasy esistono moltissimi tipi di draghi, tutti diversi gli
uni dagli altri; si differenziano in quattro categorie: i draghi cromatici,
i draghi metallici, i draghi gemmati e i draghi esterni. Volete saperne
di più? Non dimenticate allora di leggere l'articolo del prossimo mese...
PER SAPERNE DI PIU':
http://www.bluedragon.it
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