 |
|
NERO
SU BIANCO
di Riccardo "Summer"
Palazzani
A
partire da questo mese prendo ufficialmente possesso della rubrica dedicata
alla svariate ed infinite razze che popolano la galassia di Star Trek,
sperando di succedere degnamente al mio predecessore. Ed essendo il sottoscritto
un amante della Serie Classica ho deciso di aprire la rubrica con una
razza, protagonista di un singolo episodio intitolato "Sia questa l'ultima
battaglia", che è tuttora uno dei miei preferiti per la sua trama ancora
attuale e per il finale, a differenza della maggior parte degli episodi
trek, che lascia l'amaro in bocca. Quel tipo di amaro che in TNG ci lascia
un episodio come "Giovani carriere", quando ti aspetti un lieto fine che
invece non arriva. La razza protagonista non ha di per sé un nome,
si sa che sono gli abitanti del pianeta Cheron, per cui potremmo definirli
come i Cheroniani e al momento si sa che ne sono sopravvissuti solo due
esemplari, lasciati da Kirk & Co. a terminare la loro battaglia su quello
che rimaneva del loro
pianeta natale. L'episodio di cui sopra è una delle tante denunzie, sparse
qua e là in quasi quarant'anni di questa saga, contro il pregiudizio,
contro il razzismo, che porta solamente all'odio ed alla distruzione.
E lo fa in maniera quasi irriverente, presentandoci una razza umanoide
con una pigmentazione della pelle davvero curiosa: perfettamente divisa,
sull'asse longitudinale del corpo, fra un bianco latteo e un nero pece.
Come se due pedoni di una scacchiera si fossero scontrati a folle velocità
fondendosi. Per il buon McCoy si tratta di una strana mutazione genetica
mai vista prima d'ora nella galassia. Ecco che sull'Enterprise arrivano
Lokai e Bele, uno il fuggitivo, l'altro il gendarme e si inseguono da
un tempo, umanamente parlando, lunghissimo, pare ben 50.000 anni. Lokai,
secondo Bele, è colpevole di una serie di reati e il suo compito è riportarlo
su Cheron per essere giudicato e condannato. Lokai
fugge perché rifiuta le accuse e chiede asilo a Kirk. Apparentemente nulla
di insolito se non fosse che emerge immediatamente che la vera colpa di
Lokai è quella di appartenere ad una razza di cheroniani che ha i colori
che contraddistinguono la loro pelle invertiti rispetto alla maggioranza
(o comunque rispetto al gruppo dominante) del resto del loro pianeta.
E se qualcuno non ce lo fosse venuto a dire, noi spettatori distratti
manco ce ne saremmo accorti. E viene da ridere. Perché la differenza appare
ridicola, risibile. Una differenza che solo un occhio allenato potrebbe
notare. Noi umani almeno siamo a tinta unita e si fa presto a fare le
distinzioni. Il nostro è decisamente un razzismo più giustificato, più
difficile da ignorare… Ironia a parte, l'espediente di unire bianco e
nero, che sono i due colori rappresentativi dei motivi di scontro sociale
e razzismo sul nostro pianeta, limitandosi ad invertirli è, a mio parere,
geniale.
Da un lato ci dice che bianco o nero è solo una questione di caratteristica
genetica e null'altro e non è motivo di alcuna pretesa superiorità razziale.
In qualche modo è solo un caso che noi umani si sia a tinta unita e non
a scacchi per esempio. Dall'altro lato ci ricorda quanto siamo sciocchi
e che probabilmente, anche noi umani, come Bele e Lokai riusciremmo a
trovare un motivo sufficiente per azzuffarci nel semplice fatto di avere
gli stessi identici colori ma invertiti. Incapaci di guardarci dentro,
incapaci come siamo ancora oggi di andare oltre l'aspetto esteriore. Superato
lo choc per l'assurdità dell'odio che alimenta la scontro fra le due fazioni
del pianeta Cheron, scopriamo che gli abitanti di tale pianeta hanno una
caratteristica simile ad altre razze viste nell'universo di Star Trek:
ovvero sono in grado di emettere scariche di energia attraverso il contatto
fisico utilizzate sia come arma di offesa che di difesa. Infatti resistono
senza alcuno sforzo ai phaser impostati su stordimento. Una simile capacità
la riscontriamo anche negli Ornariani, i tossicodipendenti di TNG visti
nell'episodio "Simbiosi". Inoltre Bele pare essere in possesso di particolari
facoltà mentali, di cui invece Lokai pare privo ma non ne siamo certi,
capaci di influire sul funzionamento dei macchinari dell'Enterprise e
di cui fa uso per modificare la rotta e la velocità della nave per portarla
verso Cheron alla massima velocità. Solo
minacciando la distruzione dell'Enterprise, Kirk riuscirà a convincere
Bele a rimettere in rotta verso la colonia di Ariannus, visto che i comandi
di navigazione non rispondevano più agli ordini. Per il resto sappiamo
molto poco, a parte il fatto che sicuramente il ciclo vitale dei Cheroniani
è lunghissimo, visto che Bele e Lokai hanno trovato 50.000 anni di tempo
per inseguirsi, a meno che, e ho due ipotesi al riguardo, l'unità di misura
del tempo sia riferita all'anno Cheroniano (e in tal caso Cheron più che
un pianeta sarebbe una pallina da flipper) o che sia una delle solite
esagerazioni tipiche della TOS, fatte per impressionare l'ingenuo spettatore
d'allora, pronto a credere a qualunque cosa la televisione affermasse.
Io propendo per la seconda, altrimenti se doveste andare in ferie su Cheron
aggrappatevi a qualcosa, indossate scarpe di piombo o la forza centrifuga
causata dal vorticoso ruotare del pianeta attorno al suo sole, potrebbe
spedirvi in quota!
Il finale dell'episodio, come dicevo prima, è uno dei pochi che lascia
un certo senso di inquietudine, perché quella che all'inizio pareva una
tragi-commedia, con Bele e Lokai che si inseguono a bordo dell'Enterprise
per i motivi sopraccitati, perde la sua caratteristica comica di fronte
allo spettacolo terrificante del pianeta Cheron completamente distrutto.
Tutti i Cheroniani, ad esclusione dei due a bordo sono morti. Un'intera
civiltà spazzata via.
Non abbiamo nessuna certezza delle cause della fine della vita sul pianeta
ma sono gli stessi Bele e Lokai a suggerirci un'ipotesi: autodistruzione.
Le due fazioni sono giunte ad uno scontro decisivo e si sono eliminate
a vicenda. L'odio unico vincitore di una lotta senza senso. Distrutti
dall'incapacità di andare oltre i propri limiti e superare le differenze.
Scene di morte e distruzione si susseguono sullo schermo, riportandoci
alla memoria certi documentari storici sulla Seconda Guerra Mondiale.
Bele e Lokai scendono ugualmente su Cheron ma non cessano la loro lotta.
Nonostante sia sotto i loro occhi che tutto ciò che fino ad ora li ha
spinti a lottare l'uno contro l'altro è stata la causa della fine del
loro mondo, non rinunciano, non comprendono, non si rendono conto che
non hanno più alcun motivo per continuare.
A questo punto siamo al termine dell'episodio e ci si aspetterebbe che
finalmente i due contendenti comprendano l'insensatezza della loro battaglia
e che depongano le armi proprio come gli consiglia Kirk. Invece, sorprendentemente,
i due preferiscono continuare ad inseguirsi, dapprima fra i ponti dell'Enterprise
e poi si teletrasportano su quel che resta del loro pianeta. L'odio è
tutto quello che gli resta e non sono disposti a rinunciarci. Lokai e
Bele sono ancora tuttora su Cheron? Si stanno ancora inseguendo? O si
sono uccisi a vicenda pure loro? Difficile a dirsi. Forse un giorno un
vascello esplorativo tornerà su Cheron e ci saprà dire…
Se
volete commentare questo articolo scrivete a Warp
Mail
|