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L'UOMO CHE CADDE
SULLA TERRA
di Susanna
Ricci
David
Robert Jones, in arte David Bowie, è veramente un uomo caduto sulla terra.
Pare sia nato l’8 gennaio 1947 a Londra, e che abbia cercato fin dalla
più tenera età di distinguersi dagli altri esseri umani, in tutti i modi
possibili che gli venissero in mente.
Prendiamo il colore degli occhi, per esempio.
Tutti sanno che Bowie ha un occhio verde ed uno scuro. In realtà non è
così: sono entrambi verdi, ma uno dei due ha la pupilla paralizzata in
posizione di massima apertura, pertanto il colore vero dell’occhio non
si vede quasi, si nota solo il nero della pupilla dilatata. E perché è
così? Perché alla tenera età di 12 anni, dicono, il futuro Duca Bianco,
noto per aver sposato la sua prima moglie dopo averla conosciuta perché
frequentavano lo stesso uomo, ha picchiato e si è fatto picchiare per
una ragazza…. È ciecato da un occhio e ha trasformato una apparente menomazione
in un elemento di fascino diabolico. È in questi giorni in edicola la
riedizione Urania del romanzo “L’uomo che cadde sulla terra”, di Walter
Tevis, da cui è stato tratto l’omonimo film del 1976, il cui protagonista
principale è appunto David Bowie, per il quale la parte sembra sia stata
scritta a pennello.
In
realtà il libro è stato scritto negli anni ’50, quindi le possibili soluzioni
sono due: o lo scrittore era dotato di poteri paranormali e sapeva che
David Bowie sarebbe diventato famoso e perfetto per interpretare il suo
personaggio; o l’autore disponeva di una simpatica macchina del tempo.
È la storia di un extraterrestre, originario di Marte, pianeta ormai completamente
arido: l’acqua è un bene preziosissimo e la sua scarsità porta il protagonista
a tentare una missione quasi impossibile: affrontare un viaggio spaziale,
atterrare sulla terra e cercare di diventare talmente tanto ricco e potente
da organizzare una missione di salvataggio per la sua famiglia e per il
suo pianeta natale.
Mentre
è facile la prima parte del suo incarico, arrivare sulla terra e mantenendo
l’anonimato arricchirsi sempre di più sfruttando le invenzioni tecnologiche
di cui dispone, maggiormente avanzate di quelle presenti sulla terra,
non è altrettanto facile resistere alle tentazioni che esistono sul nostro
pianeta, in particolare per un essere vivente che si trova in un ambiente
a lui ostile per condizioni atmosferiche, gravità ed abbondanza di acqua
e di mezzi… per non parlare della solitudine e dell’enorme vuoto interiore
che lo attanagliano. È facile cadere preda dell’alcool ed altrettanto
facile, una volta abbassata la guardia, farsi scoprire per quello che
è in realtà e divenire vittima dei soliti scienziati megalomani, che,
con la scusa di studiare il fenomeno da baraccone, lo spogliano della
sua “umanità”, fino alla morte.
Così
riassunto può forse sembrare una storia banale, uno dei tanti E.T. che
sfortunatamente non riescono a tornare a casa, ma i risvolti psicologici
del personaggio e dei pochi amici terrestri che è riuscito a farsi, sono
rappresentati con una lucidità incredibile: impossibile non versare calde
lacrime alla fine del libro, rammaricandosi per il fatto che non esistano
in realtà persone così, rammaricandosi di non essere stati lì nel momento
del bisogno.
In
realtà ci si rende immediatamente conto che la parabola del libro non
è altro che questo: un modo per dire a tutti che ognuno di noi in fondo
è un alieno in mezzo a tanti altri alieni, e che spesso la solitudine
e la disperazione che ci attanagliano potrebbero essere spazzate via da
un gesto o da una parola.
Ma torniamo a bomba: come non riconoscere in questa parabola proprio il
fenomeno Bowie, che ha iniziato la sua carriera con una canzone dal titolo
profetico di Space Oddity, che ha creato il fenomeno Ziggy Stardust (and
the spiders from Mars), che ha esposto la propria vita al delirio del
pubblico, provando tutte le droghe naturali e sintetizzabili?
Certo
la sorte finale di Bowie non è quella dell’alieno per fortuna, e tutti
ci auguriamo che non lo sia mai!
Ma andiamo con ordine.
Abbiamo detto che il primo grande successo di David Bowie é stato Space
Oddity: uscito nel 1969, é una triste ballata per chitarra che racconta
come il Maggiore Tom, imbarcato per una missione spaziale per la Luna,
abbia avuto delle difficoltà tecniche e si sia perso nello spazio. Non
c’é male per la canzone d’esordio, uscita in contemporanea al primo allunaggio
umano!
Successivamente, negli anni ‘80, Bowie smentirà l’affidabilità del Maggiore,
confessando che in realtà si trattava di un drogato che si faceva di tutto
e che vedeva gli omini verdi: si tratta di Ashes to Ashes (“...We know
Major Tom's a junkie, strung out in heaven's high...”).
Un
piccolo esempio per illustrare come questo eclettico artista sia sempre
stato in grado di prevenire chiunque nell’industria discografica; persino
se stesso.
È l’ideatore di tutti gli stili, colui che é sempre un passo avanti, che
inventa la moda prima ancora che la moda sappia di dover essere inventata,
quello che prova ogni esperienza possibile, sia a livello di droghe che
a livello di sesso, battendo il passo con l’amico Jagger e rilanciando
con lui ogni nuova sfida.
Ma
mentre “labbroni” Mick in fondo rimane sempre fedele a se stesso, con
uno stile inconfondibile e perfettamente riconoscibile, David Bowie fa
del trasformismo la propria bandiera.
Un aneddoto che ho trovato molto divertente é questo: dopo Space Oddity
era stata la volta di Ziggy Stardust, lo strano alieno venuto da Marte
assieme alla sua band, vestiti allucinanti e capelli rossi sparati dritti
sulla testa, trucco pesante e zeppe di 15 cm. Erano gli anni del Glam
e degli eccessi: i fan del cantante erano in preda alla frenesia della
contestazione degli anni ‘70, alla voglia di affermare la propria unicità,
seguendo la bandiera di questo strano essere a cui non importava nulla
delle etichette.
Era
in previsione il nuovo tour, per il lancio del disco appena uscito, quello
del “sottile duca bianco” e tutti quanti si erano presentati alla prima
uscita pubblica di Bowie opportunamente truccati, affermando il proprio
essere diversi vestendosi tutti uguali tra loro e soprattutto tutti uguali
a lui.
Pensate forse che Bowie abbia rispettato le regole?
Il Duca, uscì sul palcoscenico in calzoni eleganti, camicia stirata, panciotto,
capelli biondi tagliati corti ed un sorriso che avrebbe spaccato i sassi.
Poi è stata la volta del ritiro berlinese: spossato dalla stanchezza derivante
dal successo, decise di spostarsi in Europa per raccogliere le idee, dando
vita ad una trilogia di album tra i più belli che abbia mai realizzato.
È a Berlino che vede la luce “Heroes”, che cantata da lui in tedesco assume
una risonanza fantastica.
Poi diventa un dandy frivolo e leggero e sbanca un’altra volta con il
suo “Serious Moonlight”: canzoni come China Girl e Let’s Dance fanno parte
del tessuto musicale degli anni ’80 in maniera indissolubile.
Quando
gli hanno chiesto che cosa il rock abbia rappresentato per lui, ha risposto
serafico: “Non chiedetemi cosa il rock ha fatto per me, chiedetemi cosa
io ho fatto per il rock”.
Ma non solo per il rock viene da dire, poiché si occupa di arte a tutto
tondo a partire dal teatro (ha partecipato alla scuola di Lindsay Kemp
e forse ne é stato anche l’amante, ha sostenuto la parte di “The Elephant
man”, senza trucco, distorcendo il proprio corpo fino all’inverosimile
per dare l’idea della sofferenza) per proseguire con la pittura (suoi
alcuni dei quadri che compaiono nei suoi video), il doppiaggio (ha partecipato
alla realizzazione di “Pierino ed il Lupo”, facendo da voce narrante sulle
note di Prokofiev, il cinema.
Per
quanto riguarda il cinema, si è sempre occupato di film un po’ strani,
non sempre di cassetta, ma comunque particolari. Oltre al già citato “L’Uomo
che cadde sulla terra”, ricordiamo il bellissimo “Miriam si sveglia a
mezzanotte”, lo straordinario “Furyo”, “Labirinth”, “Absolute Beginners”,
e le parti cameo ne “Cristiana F. – noi i ragazzi dello zoo di Berlino”
e nell’ultimo “Zoolander”.
Se volete saperne di più, questi sono i siti maggiormente accreditati.
www.davidbowie.com
http://www.bowiewonderworld.com/
Attenzione! Si vocifera che spesso David partecipi personalmente alle
chat presenti nei siti a lui dedicati, ovviamente sotto pseudonimo….
Discografia
· David Bowie (1967)
· Space Oddity (1969) (originally released as Man of Words, Man of Music)
· The Man Who Sold the World (1971)
· Hunky Dory (1971)
· The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1972)
· Aladdin Sane (1973)
· Pinups (1973)
· Diamond Dogs (1974)
· Young Americans (1975)
· Station to Station (1976)
· Low (1977)
· "Heroes" (1977)
· Lodger (1979)
· Scary Monsters (1980)
· Let's Dance (1983)
· Tonight (1984)
· Never Let Me Down (1987)
· Tin Machine (1989)
· Tin Machine II (1991)
· Black Tie, White Noise (1993)
· The Buddha of Suburbia (1993)
· 1. Outside (1995)
· Earthling (1997)
· hours (1999)
· Heathen (June 2002)
Ziggy
Stardust
Ziggy played guitar,
jamming good with Weird and Gilly
The spiders from Mars.
He played it left hand But made it too far
Became the special man, then we were Ziggy's band
Ziggy really sang,
screwed up eyes and screwed down hairdo
Like some cat from Japan,
he could lick 'em by smiling
He could leave 'em to hang
Came on so loaded man, well hung and snow white tan.
So
where were the spiders
while the fly tried to break our balls
Just the beer light to guide us,
So we bitched about his fans and should we crush his sweet hands?
Ziggy played for time,
jiving us that we were voodoo
The kids were just crass, he was the nazz
With God given ass
He took it all too far but boy could he play guitar
Making love with his ego
Ziggy sucked up into his mind
Like a leper messiah
When the kids had killed the man I had to break up the band.
Oh yeah
Ooooooo
Ziggy played guitaarrrrrr
Space
Oddity
Ground Control to Major Tom
Ground Control to Major Tom
Take your protein pills and put your helmet on
Ground Control to Major Tom
Commencing countdown, engines on
Check ignition and may God's love be with you
(spoken)
Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five, Four, Three, Two, One, Liftoff
This is Ground Control to Major Tom
You've really made the grade
And the papers want to know whose shirts you wear
Now it's time to leave the capsule if you dare
"This is Major Tom to Ground Control
I'm stepping through the door
And I'm floating in a most peculiar way
And the stars look very different today
For
here
Am I sitting in a tin can
Far above the world
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do
Though I'm past one hundred thousand miles
I'm feeling very still
And I think my spaceship knows which way to go
Tell my wife I love her very much she knows"
Ground Control to Major Tom
Your circuit's dead, there's something wrong
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you....
"Here am I floating round my tin can
Far above the Moon
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do."
Ashes
to Ashes
Do you remember a guy that's been
In such an early song
I've heard a rumour from Ground Control
Oh no, don't say it's true
They got a message from the Action Man
"I'm happy, hope you're happy too
I've loved all I've needed to love
Sordid details following"
The shrieking of nothing is killing
Just pictures of Jap girls in synthesis and I
Ain't got no money and I ain't got no hair
But I'm hoping to kick but the planet it's glowing
CHORUS
Ashes to ashes, funk to funky
We know Major Tom's a junkie
Strung out in heaven's high
Hitting an all-time low
Time and again I tell myself
I'll stay clean tonight
But the little green wheels are following me
Oh no, not again
I'm stuck with a valuable friend
"I'm happy, hope you're happy too"
One flash of light but no smoking pistol
I
never done good things
I never done bad things
I never did anything out of the blue, woh-o-oh
Want an axe to break the ice
Wanna come down right now
CHORUS
REPEAT
My mother said to get things done
You'd better not mess with Major Tom
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