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MIIB
- MEN IN BLACK II
di Maurizio "Zeno"
Corò
Il
pericolo più grosso, nel produrre il seguito di un così grande successo,
è quello di cadere in idee scontate e banali, di non riuscire a bissare
il primo film... Lo abbiamo visto accadere decine di volte, sia nella fantascienza,
che nella commedia. La saga di Ritorno al futuro è il primo degli esempi,
ma anche Alien (dove il terzo episodio è da dimenticare), e lo stupendo
Highlander (ma in effetti il secondo e il terzo non sono film). Purtroppo
Hollywood ha la pessima abitudine di voler strafare e nel momento in cui
azzeccano l'idea giusta, decidono di distruggerla bombardando le sale cinematografiche
con sequel avvilenti.
È questo il caso?
Di certo è stata più che vincente l'idea di attendere cinque anni prima
di produrre il seguito, in modo che i fans, o comunque quelli che avevano
apprezzato il primo, non venissero immediatamente bombardati con un seguito
frettoloso. Da parte loro i due protagonisti non sono attoruncoli da niente
ed è quindi probabile che molto peso abbiamo avuto le loro idee in merito
alla condotta della casa di produzione: impegnandosi con ruoli diversi (ed
anche difficili, tipo Alì: nomination all'Oscar per Will Smith) i due attori
hanno evitato sia che i loro personaggi in nero venissero inflazionati,
sia la terribile Sudden Death della recitazione, ovvero di essere associati
e quindi bloccati nei rispettivi personaggi (conosciuta anche come sindrome
di Sean Connery).
La fortuna del primo episodio era dovuto in primis all'idea, estremamente
originale, ed in secundis dall'abile ed inedito cocktail di fantascienza,
azione ed ironia.
Ebbene, sia ad una prima analisi, sia ad uno studio più attento, possiamo
tranquillamente affermare che MIB II non è da meno.
TRAMA
La
storia la conoscono tutti, grazie a trailer, anteprime, speciali ecc.
Ma per quei pochi sventurati che non ne sanno nulla, ecco a voi: l'agente
J (Will Smith), dopo aver mosso cinque anni orsono i primi passi nei MIB,
è diventato un veterano del gruppo, anche più severo e pignolo del proprio
mentore, quando deve giudicare i nuovi arrivi. Tra vermi spaziali e mostriciattoli
cosmici, la vita prosegue come al solito, finché, improvvisamente, non
torna sulla Terra un alieno tanto minuscolo quanto cattivo, alla ricerca
(da venticinque anni) di una fantomatica "Luce di Zarta". Del caso se
ne occupò niente meno che un giovane agente K (Tommy Lee Jones) che al
termine del primo episodio viene "neuralizzato" (ovvero gli viene cancellata
la memoria) e che quindi non ricorda più nulla del suo passato.
J torna a cercarlo assieme al suo compagno Frank (uno strepitoso agente
alieno, piccolo ma agguerrito) e, non senza difficoltà, restituisce a
K la sua memoria.
Il resto è un esilarante susseguirsi di azioni veloci e lotte mozzafiato
con alieni strani, brutti, ciclopici e quant'altro la Computer Graphic sia
riuscita ad animare.
K riesce a rintracciare la "Luce" grazie a degli indizi che si era lasciato
dietro prima di autoneuralizzarsi; quindi, dopo un combattimento finale
con tanto di fuochi d'artificio, i due agenti riescono ad assicurare un
altro lieto fine.
ATTORI
Will
Smith ci ha abituati ormai da anni al suo modo spaccone e un po' imbranato
di cavarsela in tutte le situazioni. In questo caso non è da meno e ricalca
la personalità del primo episodio con imbarazzante precisione. Il suo personaggio,
però, riesce a sfuggire al rischio di divenire una macchietta (le "memorie"
che dà ai testimoni neuralizzati erano elemento comico del primo, e sono
state mantenute nel secondo), grazie niente meno che al più nobile dei sentimenti;
J, infatti, finisce addirittura con l'innamorarsi di una testimone, fino
al punto di non "neuralizzarla" infrangendo così una delle regole base.
Di certo non ce l'aspettavamo...
Tommy Lee Jones, o meglio K, è il vero divo della situazione. Se Smith è
il classico giovincello "spacco tutto", Jones riesce a mettere sullo schermo
una personalità tanto forte da essere disarmante con lo sguardo. A K è sufficiente
recuperare qualche frammento di memoria per tornare al ruolo di mentore
e "vate" dei MIB. I suoi interventi sono sempre precisi e perentori, così
come la sua freddezza in situazioni pericolose; in sintesi è l'eroe che
tutti vorremmo avere a portata di mano giorno dopo giorno.
Di certo è la coppia che ha fatto la fortuna del primo film (e che farà
quella di questo seguito), perché le due personalità a confronto, i due
modi di ragionare, e l'assoluta lucidità dimostrata quando la Terra sta
ancora una volta per saltare in aria come un palloncino, creano un'atmosfera
tanto esilarante quanto esaltante.
La cattiva di turno è l'alieno Serleena, interpretato da una conturbante
Lara Flynn Boyle (“Delitto imperfetto”, “I segreti di Twin Peaks”), celebre
più per le doti del proprio corpo che non per quelle recitative (ma anche
per essere stata la compagna di Jack Nicholson dal '99 al 2001).
Rosario Dawson è invece Laura Velasquez, la bella gnoccolona di cui si innamora
J. In effetti non possiamo dargli torto, il suo viso "acqua e sapone" è
quanto di più dolce si veda nel film. Di certo non brilla la sua interpretazione,
anche se, per essere sinceri, ha una parte decisamente minima. D'altronde
la fanciulla ha solo 23 anni, ma già una ventina di apparizioni al cinema,
quindi se son rose...
Altri attori di spicco non possiamo proprio citarne, ognuno la fa la sua
parte come meglio gli riesce, anche se gli alieni dell'ufficio postale non
sono niente male!
Da annotare solo una cosa: un piccolo cameo del più alieno tra i terrestri...
Michael Jackson, che, dopo essere già stato citato alla fine del primo film
(pare venga da Venere... e in effetti il dubbio lo avevamo tutti) ora compare
addirittura come agente esterno dei MIB che si mette al servizio di Zeta
nella speranza di diventare anche lui un vero Man in Black... insomma, dopo
aver passato tutta la vita a ingoiare pillole per diventare bianco, ora
vorrebe trasformarsi in "uomo in nero".
REGIA
Barry Sonnenfeld, che ha già firmato le regia del primo episodio (e di
film quali “Harry ti presento Sally” e “Misery non deve morire”), si siede
nuovamente dietro la cinepresa e gestisce abilmente questo seguito. Il
taglio è semplice e classico, tipico dei film d'azione americani che sono
quanto di più lontano dal film d'autore europeo. Si tratta di un buon
lavoro, certo, ma niente di rimarcabile.
EFFETTI SPECIALI
Bla,
bla, e ancora bla.
Oramai ci siamo abituati, e non ci colpisce nemmeno più. Anzi notiamo solo
se ci sono dei difetti e se quel particolare alieno non sembra vero (come
quello che smista le lettere nell'ufficio postale). Dopo di che, vermi lunghi
duecento metri, o teste che esplodono e ricrescono, o tentacoli chilometrici,
sono diventati tutti all'ordine del giorno, e non ci stupisce vederli animati
alla perfezione sullo schermo.
Che altro dire?
Nel finale abbiamo i fuochi d'artificio che illuminano la statua della libertà
con un vago senso di nauseabondo patriottismo made in USA, d'altronde c'è
da dire che nella sceneggiatura originale il finale prevedeva una scena
in cui le torri del WTC si aprivano per lasciar uscire stormi di ufo...
ma ovviamente è stata tagliata.
Unico effetto davvero notevole, di quelli che riempiono di meraviglia e
invidia tutti gli appassionati di SCI-FI, è la sigla di testa, con splendide
sequenze spaziali.
COLONNA SONORA
Come di consueto Will Smith fa una canzone per un suo film, come in MIB,
come in Wild Wild West, come in molti altri, anche per MIIB troviamo un
bel "rappettino", dei suoi. Forse ad un primo ascolto sembrerà noioso e
ripetitivo, ma già dalla seconda volta, diverrà alle vostre orecchie carino
(e ripetitivo), non sappiamo se consigliarvi un terzo ascolto, a voi la
scelta.
Tuttavia è di certo migliore di quello propinatoci nel primo.
LA PERLA
Esattamente come nel primo film, la perla è l'ultimissima scena prima
dei titoli di coda. In moltissimi ci chiedevamo se sarebbero riusciti
a replicare lo shockante finale di MIB, e la risposta è assolutamente
sì.
Non diciamo altro, perché ogni parola sarebbe di troppo, ma di certo non
rimarrete delusi.
LA CITAZIONE
Sceglierne
una è stato dura... molte sono le candidate: Michael Jackson che esclama:
"Potrei diventare l'agente M", così come altre che si vedono anche nel trailer
(avete presente il pilota automatico dell'auto dei MIB?).
Serleena che esclama: "Piccolo, stupido pianeta. Ognuno può governarlo
con il giusto set di ghiandole mammarie!".
Ma anche un battibecco tra J e K:
J: « Ho salvato il pianeta da un'invasione di Creoli. »
K: « I Creoli sono i Backstreet Boys dell'Universo. Cosa ti han fatto, lanciato
contro palle di neve? »
Ne abbiamo invece scelta una un po' volgaruccia, nella speranza di non incappare
nella censura: si tratta di uno scambio di battute tra alieni vermiformi
lanciati all'attacco.
« Andiamo di qua, presto! »
« Sì, a "rotta di culo"! »
« Ah-ah-ah, quanto mi piace sta battuta! »
CURIOSITA'
Il film trabocca di camei, lo stesso regista compare, ma anche la figlia
di Tommy Lee Jones e il figlio di Will Smith. Per il ruolo di Serleena
era stata scelta l'olandese Famke Janssen (X-Man: Dottoressa Grey e Don't
say a word), la quale ha rinunciato a causa di un lutto in famiglia. In
seguito è subentrata la giovane newyorkese.
CONCLUSIONE
Se vi è piaciuto il primo, non perdetevi il seguito, ne vale veramente la
pena.
La miscela esplosiva inventata dagli autori è rimasta dello stesso livello,
uscirete dalla sala con le ganasce indolenzite dal gran ridere.
SCHEDA
Voto complessivo: 850/1000
Posizione nella videoteca: ovviamente accanto a MIB
Compagnia ideale: chi volete e in quantità... il divertimento va condiviso
Cibo migliore: popcorn venusiani
Effetti benefici: come già detto, morirete dal ridere
Effetti collaterali: nessuno riscontrato
Controindicazioni: nessuna
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