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SETTE
SOTTO UN TETTO
di Matteo "Norton"
Bistoletti
Immaginate
per un attimo di non trovarvi davanti ad una delle più complesse ed elaborate
serie di fantascienza della storia della televisione, bensì davanti ad
una situation-comedy (sitcom), ovvero uno di quei tipici serial
con protagonista una classica famiglia americana alle prese coi problemi
di tutti i giorni, in ogni puntata brillantemente, idealmente e ironicamente
risolti nell’arco dei venti (o quarantacinque se la serie è poco più solida)
minuti della puntata. Ovviamente la schiera dei protagonisti di TNG non
può certamente essere paragonata, per complessità e diversità, ad una
di queste classiche famiglie da sitcom. Eppure potremmo divertirci
nel trovare anche nei nostri “magnifici sette” protagonisti un abbozzo
di stile familiare.
In fondo più di una volta viene detto come l’equipaggio dell’Enterprise
ricordi molto una famiglia, e come tra di loro si sia creato uno spirito
che va ben oltre il semplice cameratismo. Era infatti volere fin dall’inizio
di Roddenberry di creare una serie più corale della Classica e dove i
personaggi formassero un gruppo eterogeneo di persone, comunque molto
legate fra loro. Vediamo quindi di tracciare dei ruoli chiavi, stilizzando
e stereotipando, con non poca ironia, i nostri beniamini:
Jean-Luc
Picard – Il papà
D’accordo, forse partire così era fin troppo facile. Chi se non il buon
capitano poteva rappresentare la figura dominante di una famiglia? Eppure,
a parte il suo ruolo di capitano, possiamo trovare in Picard molte delle
caratteristiche tipiche di un padre. A onor del vero quanti di noi, amanti
del buon capitano dell’Enterprise, non hanno sognato, o quanto meno auspicato
o idealizzato, un padre come lui: severo, duro e deciso quando serve,
ma nel contempo anche dolce e premuroso, sicuro di sé e molto intelligente
e, soprattutto, infinitamente giusto e corretto. Inoltre non dimentichiamo
come Jean-Luc sia una figura che incute un certo timore misto a rispetto,
proprio come quei padri dei tempi passati.
Beverly Crusher – La mamma
Non solo a causa del suo soffuso ma costante legame amoroso con il capitano
e nemmeno solo il fatto di esserlo già nella finzione della serie (meglio
dimenticarselo –direte voi- visto il figlio che si ritrova) la rende la
mamma dell’equipaggio. Beverly è infatti una vera e propria mamma per
l’equipaggio. Impicciona e severa, sempre pronta a fare la predica e la
ramanzina quando serve, tanto dal renderla talvolta un pizzico fastidiosa,
premurosa fino all’eccesso (la sua professione in questo caso aiuta) ma
anche sempre pronta a dare consigli ed ascoltare le paturnie e le preoccupazioni
dell’equipaggio. Insomma, la Crusher è la classica figura di “mamma da
sitcom”, forse anche perché, tra tutti, è il personaggio più comune, una
donna quasi della porta accanto, e nel contempo una seria professionista
nonché donna pienamente realizzata.
William T. Riker - Il figlio maggiore
Anche in questo caso la cosa potrebbe risultare un po’ scontata. In fondo
lo stesso nomignolo di “Numero Uno” e il suo ruolo a bordo della nave
ce lo indicano come perfetto figlio maggiore di questa famiglia dello
spazio. Di solito è il classico personaggio che, rispetto agli altri,
è tra i più giudiziosi e riprende gli altri (mamma e papà a parte, ovvio!)
nei loro errori. Indubbiamente Riker calza a pennello grazie al suo ruolo
di primo ufficiale. Ma, come ogni sitcom che si rispetti, il figlio maggiore
è anche quello che, quando si mette nei guai, sono davvero guai seri.
Infatti egli è spesso cocciuto e si crede decisamente in grado di fare
tutto. Così spesso troviamo anche Riker nei guai o comunque ingarbugliato
in qualche faccenda un po’ complicata.
Sempre
tipico del fratello più grande di tutte le sitcom è la turbolenta
situazione amorosa, spesso perno della serie. Non credo che serva aggiungere
altro: forse Riker non ha fatto strage di cuori come Kirk, ma di sicuro
non é rimasto casto e pure lungo i sette anni della serie. Non credo servano
esempi e citazioni di puntate per dimostrare quanto detto sopra…
Data – il cucciolo domestico
Ragazzi, mettete via quei fucili e armi contundenti. Non crediate sia
stato facile per me paragonare uno dei miei personaggi preferiti (se non
il mio preferito) ad un animale domestico. Eppure, dopo lunga riflessione,
ho pensato che, nonostante la metafora sia per alcuni versi molto tirata,
questo sia il suo ruolo. E’ vero che spesso l’animale domestico ha scarso
ruolo nei serial familiari; volentieri è relegato a semplice ed immediata
fonte di divertimento o tenerezza, senza che gli venga dedicato troppo
tempo. Ovviamente ben altro spessore e importanza ha e occupa Data nelle
file della nostra amata serie, eppure il suo ruolo nella famiglia mi ricorda
proprio quello di un classico animaletto domestico. A cosa è dovuta questa
azzardata metafora? Forse per la sua natura biologicamente diversa, e,
anche nel contempo, per il suo bisogno continuo di imitare l’uomo e nell’appagare
se stesso nel tentativo. Parlare di Data e della sua ricerca di umanità
è un argomento che richiede molto più tempo e spazio e che esula un po’
dal nostro “gioco di ruolo” che mi sono divertito a fare in questo articolo.
Quindi mi dovrò limitare a questi piccoli tratti del suo personaggio che,
appunto, me lo fanno accomunare al ruolo del cagnolino domestico della
nostra famiglia nello spazio. Certo: un cagnolino di razza!!!
Deanna
Troi – la zia
A parte l’evidente gioco di parole, ovviamente non voluto anche se consapevole,
Deanna mi ricorda proprio la classica zia, un po’ impicciona, ficcanaso
e “so tutto io”, la quale sparge a destra e manca consigli e perle di
saggezza, spesso assolutamente inutili, a volte addirittura dannosi. No,
tranquilli, non ho niente contro la povera Deanna, anzi mi piace molto.
Ma ovviamente ci stiamo rifacendo ad un modello di serie comica e come
possiamo perciò ignorare i vari clichés con cui si adora deridere la storica
consigliera con le sue lapalissiane percezioni, coi suoi abiti assolutamente
sbullonati, il suo nefasto stile di guida della nave ed i suoi vani consigli.
Appunto: abbiamo il quadro perfetto della zia delle più classiche delle
famiglie, non trovate? Certo, il rapporto amoroso con il primogenito è,
nel nostro scambio di ruoli, assolutamente da dimenticare…
Geordi LaForge– il figliol prodigo
Ebbene sì: c’è anche lui. Il membro più giovane ed inesperto della famiglia.
Un vero pozzo di scienza ed intelligenza rispetto al fratello più grande
(come volevasi dimostrare) e nel contempo un impedito cronico in tutte
le faccende della vita, amore in primis, sempre rispetto al fratello maggiore
(ancora come volevasi dimostrare). Geordi è anche, a mio avviso, il personaggio
più debole della serie di TNG e quindi risulta effettivamente colui che,
più di tutti, poggia sullo scalino più basso.
Worf – il maggiordomo
La figura metaforica di Worf, per quanto possa lasciare perplessi di primo
acchito, è secondo me la più azzeccata che gli si potesse addossare. Cosa
di meglio di un fedele maggiordomo, sempre pronto a servire ed onorare
i suoi “capi”, ad essere sempre al loro fianco per servirli e proteggerli
con grande devozione e lealtà può rappresentare Worf?
Inoltre la figura del maggiordomo ha suscitato in me sempre grande fascino
perché tra padrone (anche se questa parola non mi piace affatto) ed egli
stesso si crea un forte legame quasi di stampo familiare. Il maggiordomo
è proprio colui che, nonostante di estrazione esterna alla famiglia, ha
una forte relazione con essa e questa lo rende praticamente uno dei membri
più attaccati e fedeli della famiglia stessa. Se ci pensate Worf è tutto
questo, sia nel suo ruolo, sia nei legami che lui ha creato col resto
del gruppo e che il resto del gruppo ha creato appunto con lui.
Siamo
così alla fine di questa carrellata dei personaggi principali di TNG e
dei loro ruoli in una fantomatica serie di stampo familiare. La famiglia
sembra proprio essere completa e nessun ruolo vacante, vero?
Eppure non posso certo lasciarvi senza aver fatto una seppur breve carrellata
anche sui personaggi secondari della serie.
Infatti in una sitcom che si rispetti non può mancare la vicina
di casa rompiscatole, chiassosa e divertente (nonché schiettamente innamorata
del protagonista maschile della serie): una perfetta Lwaxana Troi, non
trovate?
Tasha potrebbe benissimo essere una figlia adottiva (lei stessa si definisce
tale più volte nel corso della sua breve permanenza nella serie) mentre
la Pulaski una fastidiosa baby sitter, che ha preso il posto della mamma
lungo la sua assenza e prontamente licenziata una volta tornata a casa
la vera padrona di casa.
E che dire della figlia ribelle che fa impazzire fratelli e genitori per
i suoi modi di fare assolutamente fuori da ogni schema? La vedete bene
nelle vesti di Ro Laren? Anch’essa è una figura abbastanza tipica nelle
famiglie stilizzate dei serial TV e Ro sembra perfetta in questo ruolo.
Insomma: cosa ve ne pare? Direi che il cast è ormai al completo. Certo,
ci sarebbero sicuramente ancora un sacco di personaggi da collocare e
molti altri probabilmente avrebbero ai vostri occhi tutt’altro ruolo.
Dite pure la vostra. Semplicemente fatemi il favore di non prendere troppo
seriamente questo articolo.
Ah già dimenticavo: ogni serie ha uno creatore, nonché regista e sceneggiatore.
Per continuare su questo stile direi che alla fine di ogni puntata di
questa nostra immaginaria sitcom, potremmo vedere scritta:
Created and directed by: Q
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