TUTTO QUELLO CHE VOLEVATE SAPERE SUL PERCHÉ STAR TREK NON VIENE TRASMESSO SULLE RETI UFFICIALI ITALIANE, ED AVETE OSATO CHIEDERE
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

Guido Pugnetti, Capo Acquisizione Rai, risponde alle domande postegli dai Fan di Star Trek e della Fantascienza in generale. Come noterete, mantiene a tratti il tono ironico delle domande fatte dal fandom, e cerca di precisare quelle che sono le scelte commerciali di Mamma Rai nei confronti della Nostra Saga preferita. A quanto pare non ci sono Santi... l'unica cosa da fare è trovare gli sponsor!!!!

Credo sia necessario una premessa fondamentale, che già di per sé risponde in parte alle vostre domande. Le televisioni generaliste puntano ai grandi numeri, ne hanno bisogno per vivere. Sui grandi numeri si basano le tariffe pubblicitarie, calcolate in base alla fascia oraria di riferimento, e i relativi introiti. Da qui l’ansia quotidiana dei programmatori, l’esame mattutino dello share e la ricerca incessante di programmi che garantiscano l’obiettivo degli ascolti. In base ai quali si viene giudicati.
Questo è vero non solo per le reti private, finanziate in toto dalla pubblicità, ma anche per RAI, che lo è per ben il 50%.
Tenendo sempre presente questa considerazione, ci si può spiegare la quasi totalità delle scelte di palinsesto. Ed ecco perché, alla costante del vostro domandarvi perché la fantascienza venga così maltrattata dalle reti generaliste, l’unica risposta sensata è: perché non attrae un pubblico sufficientemente vasto (un “grande numero”) per venire trattata meglio.


1. Ben vengano su di me tutte le maledizioni del caso, ma vorrei chiedergli quanto la smetteranno di proporre sulle reti pubbliche le serie di sci-fi. Mi pare che attualmente stiano trattando abbastanza male Babylon 5, con stagioni saltate, puntate saltate, orari saltati e, quindi, nostre registrazioni saltate. Anche per Earth Final Conflict mi pare abbiamo trasmesso ultimamente una stagione con i problemi suddetti.
Non che le reti Fininvest siano migliori, per carità, ma il modo in cui la RAI irradia queste serie (tra l’altro in piena notte) e’ veramente scandaloso e irriguardoso nei confronti del pubblico interessato. A questo punto, dopo quasi due anni di parabola, mi sento di dover dire che e’ meglio pagare 20 euro al mese ad una emittente privata che 90 euro l’anno a mamma RAI; anzi no, scusate, cancellate mamma, e’ un termine non adattabile.

Già questa prima domanda si risponde da sé leggendo le poche righe qui sopra. BABYLON 5 e EARTH: FINAL CONFLICT sono prodotti destinati ad un pubblico “di nicchia”, che non è quello delle reti generaliste. Capisco l’irritazione, ma il vostro genere preferito lo dovete cercare sulle reti, appunto, “di nicchia”: Jimmy, per esempio, oppure, all’estero, i vari SCI-FI CHANNEL esistenti.

2. La Rai si finanzia anche con dei soldi pubblici, e cioè il canone. Non crede che questo debba imporre alla stessa Rai la valorizzazione massima dei prodotti che decide di acquistare, mentre oggi assistiamo a serie televisive comprate con i soldi pubblici che sono trasmesse in modo parziale, ad orari assurdi, saltando interi episodi e stagioni?

La RAI ha tra i suoi obiettivi anche quello di valorizzare al massimo gli investimenti fatti con i soldi pubblici. Con alcuni prodotti, però, questo “massimo” può solo essere una collocazione marginale o parziale. La giornata è fatta di 24 ore, esiste un dovere di informare, intrattenere ed istruire che è un altro obiettivo di un servizio pubblico e che riempie non poche ore di quelle 24 (e non entriamo qui nel merito del modo in cui ciò viene fatto). Esistono prodotti acquistati non per scelta editoriale precisa ma per regole di mercato (il famoso meccanismo “a pacchetti”, vedi poi il punto 5) e che in qualche modo si deve cercare di utilizzare. Spesso, purtroppo, le uniche soluzioni sono “orari assurdi”.

3. Ma il responsabile degli acquisti non ha nessuna influenza sul responsabile del palinsesto? Voglio dire, come e’ possibile che vengano acquistate e doppiate delle serie (spesso di successo negli altri paesi), che poi non vengono trasmesse (vedi Babylon 5) o vengono trasmesse in PRIMA TV ad orari impossibili senza alcuna pubblicità (lo sanno solo gli appassionati), mentre contemporaneamente vengono trasmesse in orari umani repliche su repliche di altre serie?

No, i programmatori sono gli unici responsabili dei risultati d’ascolto, e quindi delle scelte di palinsesto. Le serie più replicate sono quelle che funzionano meglio, che garantiscono continuità e non sorprese, e il cui costo è ormai già ammortizzato. State certi che, se la gente smettesse di guardarle, le cambierebbero. Magari con STAR TREK. Se la guardassero.

4. Sicuramente sarò banale, ma vorrei davvero sapere il motivo reale per cui hanno comprato solo 3 stagioni di DS9, 4 di Voyager, le hanno trasmesse a rate, cambiando orari almeno 6 volte e ricominciando da capo più volte quando avevano ancora decine e decine di episodi inediti, perché li hanno confinati alle 3 di mattina per poi decidere che non avevano ascolto e quindi era inutile comprare le puntate che ancora mancavano, perché si sono persi la 3° stagione di Babylon 5, perché non hanno mai trasmesso la prima ma sono passati dal pilot alla seconda stagione, perché sempre della seconda stagione hanno saltato due episodi fondamentali, perché di 2 episodi incentrati sullo PSI corp hanno censurato le sequenze del telefilm con gli spot pubblicitari dello PSI Corp trasmessi sui canali ricevuto dalla stazione spaziale, perché non possiamo avere UNA SOLA VOLTA NELLA VITA il rispetto di un cavolo di orario presunto di trasmissione con un gap inferiore ai 45 minuti, perché hanno invertito il 5° e 6° episodio di B5 e non si sbagliano MAI una volta e danno per caso prima la terza puntata e poi la seconda della dottoressa Giò o di qualsiasi altra cazzata trasmettano in prima serata, perché intere serie (Roswell, 7 days per dirne un paio) vengono iniziate e mai finite, perché replicano 3 volte il maresciallo Rocca in prima serata e noi dobbiamo vedere una prima visione TV a orario da vampiri, e soprattutto perché per tutto questo siamo costretti anche a pagare?

Le fasce di programmazione marginali raccolgono ascolti marginali, e può succedere che l’attenzione di chi programma venga concentrata su “cazzate” tipo Il Maresciallo Rocca. Che va in onda in prima serata perché lo vogliono vedere – e lo guardano – circa 10 milioni di italiani a puntata. Dal che si deduce che il concetto di “cazzata” sia alquanto soggettivo. Non dimenticate, inoltre, che ritardi di produzione e cancellazioni nate dalle esigenze dei palinsesti americani si riflettono inevitabilmente sulla messa in onda italiana…

5. Domanda banale ma obbligata: se la RAI non punta sulla fantascienza per fare ascolto, come mai la compra?

Per le reti generaliste, comprare serie di sci-fi non è quasi mai una scelta. Succede, some regola di mercato, di dover acquistare “pacchetti” di programmi sui quali chi compra ha potere di scelta grosso modo in media fino al 90%. Il rimanente 10% viene “forzato” da chi vende, e spesso c’infila programmi che difficilmente riuscirebbe a altrimenti a collocare sul mercato. La fantascienza, per esempio.

6. secondo lei qual è il motivo per lo scarso interesse del pubblico italiano verso la fantascienza in generale e S.T. in particolare?

Ho notato negli anni che la sci-fi è un genere capace di appassionare visceralmente un numero tutto sommato ristretto di spettatori, uno zoccolo molto duro ma non sufficientemente “alto” o “pesante” per generare grandi numeri (con le dovute eccezioni, e penso a STAR WARS). A cosa questo sia dovuto lo lascio dire ai critici e ai sociologi. Personalmente penso che si possa fare un discorso di “generi”: non a tutti piace il western, o l’action, o il comico demenziale… o la sci-fi. È per questo che esistono i generi, tanti quanti la varietà dei gusti umani.

7. non crede che il fatto che il pubblico italiano sia poco interessato alla sci fi si debba anche al fatto che non è mai stata proposta seriamente in televisione? una scelta coraggiosa potrebbe dimostrarsi vincente, soprattutto verso il pubblico giovane!

Negli anni, a più riprese, ci si è anche provato. Ma vi rimando alla premessa generale: è quasi impossibile mantenere in onda un programma che non funziona e aspettare che cresca. Restituire soldi agli sponsor, ai quali si sono garantiti contrattualmente certi ascolti, non è un’esperienza di cui i programmatori amino rendersi responsabili. E se, in termini economici, il coraggio costa più di quanto non ripaghi, diventa incoscienza.

8. con quale criterio vengono scelti i programmi della fascia notturna dato che è una fascia di scarso interesse per tutti?

È l’unica fascia di palinsesto.che consenta una certa sperimentazione ma scarsissimi investimenti (i nottambuli non sono un grande numero). Il criterio di scelta non si basa su altro.

9. quanto costa acquistare Star Trek ? che vantaggio ha avuto la Rai acquistandolo senza mai mandarlo in onda?

STAR TREK ha ovviamente avuto un suo costo di acquisto, che è stato ammortizzato all’interno del “pacchetto” in cui era incluso (nella fattispecie un accordo globale con Paramount). Il vantaggio per RAI non nasce evidentemente dal NON mandarlo in onda, ma dal poter accedere ad altri programmi (soprattutto film) di Paramount.

10. perché prodotti di serie B (ma anche C, D ..) vengono acquistati sia da Rai che da Mediaset e vengono proposti nonostante lo scarso interesse del pubblico mentre prodotti più di qualità non vengono trasmessi ? si deve solo al prezzo?

Credo che alcune risposte possibili siano già contenute nei punti precedenti. Mi permetto di porne due io: che cos’è la qualità? Chi decide se un programma è di serie A, B o C? Non sempre i nostri gusti personali coincidono con quelli del grande pubblico – il che spesso è un bene.

11. personalmente a lei piace la fantascienza?

Sì, soprattutto in letteratura: adoro Asimov (un genio assoluto), mi piacciono Jack Vance, Poul Anderson, Campbell, mi diverte Gerrold. Ho amato molto la serie classica di STAR TREK, BLADE RUNNER e la prima trilogia di STAR WARS. Ma, se è questo il senso della domanda, evito come la peste di fare scelte professionali in base ai miei gusti personali.

12. crede che la sci fi abbia un futuro in Italia?

Forse le reti tematiche come Jimmy riusciranno nell’intento di diffondere il verbo. Ma sulle TV generaliste non la vedo facile.

13. che cosa si fuma quando compra e vende i programmi?

Pezzi di un antico tappeto persiano in carta filigranata. Se vuole una risposta seria può sempre leggersi le altre.

14. Con DS9 ci hanno provato ma si sono scottati le mani di brutto. (N.d.R: La Rai è il soggetto).Per il resto è chiaro: chi è responsabile dei palinsesti non capisce un cazzo. In Italia purtroppo abbiamo una grandissima arroganza che ci porta a pensare che i prodotti culturali siano solo quelli stampati su carta altrimenti non si spiegherebbe la televisione nazional-popolare che impera da una decina di anni in cui tutti vogliono sapere i cacchi degli altri e che ha sfornato capolavori come Amici, Uomini e donne, La vita in diretta e fiction su gente comune (pure troppo): carabinieri, preti, poliziotti, medici. Insomma dove è finita la fantasia? Beh, scottati, insomma... hanno cambiato in un mese 3 volte fascia oraria, poi lo hanno interrotto per alcuni mesi e quindi mandato in onda alle 18:30 a luglio-agosto-settembre, mesi in cui notoriamente la gente fa a botte per conquistare un telecomando in quella fascia oraria abbandonando spiagge, monti, mare e quant’altro... Poi se ne escono con un bel “Non fa ascolto, anche l’ape Maia tira di più...”
Credo che pure E.R. avrebbe avuto ascolti molto diversi se fosse stato trattato così, il fatto IMO è che Rai non ha MAI creduto alle possibilità di S.T. e se ne è sempre fregata altamente di valorizzarlo preferendo sbolognarlo alla prima occasione.

Fai bene a parlare di arroganza, perché è un argomento che conosci molto bene: sei riuscito/a a giudicare senza appello almeno una mezza dozzina di categorie professionali e buona parte del popolo italiano.
Prova a fare uno sforzo: domandarti perché ER non è stato trattato cosi.


15. Una domanda semplice: perché non credete nelle potenzialità della sci-fi in Italia?

Ci piacerebbe tanto crederci. Se non ne fossimo stati regolarmente delusi sul piano della resa.

16. Siamo sicuri che sia la persona giusta a cui fare queste domande? Non sarà un po’ incazzato pure lui per come vengono trattate le serie che lui compra? Mah.
a-.ma ci sei o ci fai?
b-.consideri una politica corretta per una televisione di stato comprare programmi per evitare che finiscano in mano alla concorrenza e tenerli nel dimenticatoio?
c-.no, sul serio: ci sei o ci fai?
d-.c’e’ una particolare ragione per cui alla rai ve ne fregate altamente dell’ordine di produzione dei telefilm di sci fi?
e-.guarda che non sto scherzando: ci sei o ci fai?
f-.visto che trasmettete\avete trasmesso sci fi a tarda notte, alle 10 del mattino e alle 6 del pomeriggio, si può sapere chi diavolo individuate come target?
g-.ripeto, sono serissimo: ci sei o ci fai?
h-.ma alla rai c’e’ qualcuno, dico UNO, conscio del fatto che l’unica programmazione degna di nota va in onda dopo le 23?
i-.e infine: ci sei o ci fai?

Sì, mi capita di incazzarmi per come trattano i programmi che compro. Ogni tanto anche i programmatori si incazzano con me per i programmi che compro. Se ci incazzassimo meno, forse le cose andrebbero ancora peggio.
Sono sibillino, lo so: ci sono o ci faccio?
Siete parecchio incazzati anche voi, però. Provate a giudicare meno? A mettere per un attimo da parte il pensiero che le vostre rispettabilissime passioni personali debbano essere valide per tutti? E che di conseguenza i gusti degli altri siano per partito preso delle cazzate?


17. negli anni ‘80 la RAI rifiutò di comperare la regina di tutte le soap opera, Dallas, adducendo come scusa il fatto che agli italiani non sarebbe mai interessata la storia di una famiglia di texani grezzoni e ricchissimi. Da questo nacque la fortuna dell’allora neonata canale 5 e ora Berlusconi è presidente del consiglio: non si sente un po’ in colpa? ancora prima di allora, negli anni ‘70, la RAI coproduceva serie di fantascienza di qualità, come Spazio 1999 e UFO: chi erano allora i funzionari responsabili e non è che si potrebbe riaverli indietro?

Negli anni ’80 l’autorevole Variety bollò la neonata DALLAS come una serie “dal futuro limitato”. Per quanto riguarda l’ascesa di Berlusconi, mi sentirei più in colpa se fossi Van Basten. O D’Alema. E infine, piuttosto che i vecchi dirigenti RAI, dovresti chiedere di riavere indietro il monopolio. Come disse Oscar Wilde: i bei tempi andati sono belli perché sono andati.

18. la RAI assicura ai suoi abbonati un posto in prima fila. Ma per vedere che cosa? Avete mai ricevuto fiumi di lettere, telefonate, mail, per altri programmi televisivi? Se sì per quali? E come avete risposto?

Per vedere quello che alcune decine di milioni di tuoi compatrioti vogliono vedere. Nemmeno il buon Dio è riuscito ad accontentare tutti, altrimenti non staremmo qui a discutere. E pensa che noia…

19. la scusa che da sempre è stata utilizzata per tappare la bocca ai fan di Star Trek è che, nonostante venga messo in programmazione, poi non ripaga con gli indici di ascolto e pertanto il gioco non vale la candela: vi è mai venuto in mente che forse le 7.00 delle mattine di agosto non è propriamente un orario di punta per gli adolescenti cui il programma dovrebbe essere indirizzato?

Quanti adolescenti? Credi che non ci si sia pensato e provato? Il fatto è che, per quanto possa sembrarti strano, ogni tanto le scuse sono vere.

20. ma PERCHE’, se la rai è di tutto, di più, non trasmettete anche star trek?

Basta. Non ne posso più.



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