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LA GUERRA DEL DOMINIO
Il sacrificio degli angeli
di Diane Carey
di
Riccardo
"Summer" Palazzani
Questo
romanzo è, in poche parole, una novelizzazione dei primi episodi della
sesta stagione di Deep Space Nine, fino ad arrivare all’episodio clou,
appunto Sacrifice of Angels (Il sacrificio degli Angeli), settimo episodio
della stagione, che conclude un ciclo iniziato con l’episodio doppio Call
to Arms (Chiamata alle Armi) che vedeva la stazione spaziale comandata
dal Capitano Sisko cadere nelle mani del Dominio mentre, al di la del
tunnel spaziale bajoriano una immensa flotta di navi spaziali del Dominio
rimaneva bloccata da un campo minato autoreplicante. I primi episodi di
questa sesta stagione ci raccontano la riconquista da parte delle forze
della Federazione, con l’aiuto indispensabile dell’Impero klingon, della
Stazione, oltre a parecchi risvolti relativi al conflitto, che vede le
navi della Federazione perennemente in scacco. Solitamente le novelizzazioni
contengono dettagli che nella trasposizione cinematografica o televisiva,
vengono, solitamente per motivi di produzione, tagliati o modificati,
questo perché la base di questi romanzi è lo script di base del film o
dell’episodio in questione. In fase di realizzazione il regista o i produttori
si riservano sempre la facoltà di apportare delle modifiche, anche sostanziali.
E in questo caso, la novelizzazione è decisamente un passo avanti al risultato
televisivo finale, con addirittura delle sottotrame assai interessanti
che sullo schermo televisivo non sono state riportate minimamente.
Quindi direi che questo romanzo va ad integrare gli episodi della serie,
migliorandone la comprensione, illustrandoci per esempio con dovizia di
particolari la missione della Defiant, comandata da Dax, allo scopo di
distruggere un gigantesco sistema di sensori del Dominio, che nella trasposizione
televisiva viene completamente ignorata. Oltre a illustrarci meglio la
sofferenza ed il travaglio interiore di Sisko per la sua nuova assegnazione
da colletto bianco in una base stellare, alle dipendenze dell’Ammiraglio
Ross, disperatamente lontano dalla sua Defiant e dall’azione in senso
stretto.
Chi, come il sottoscritto, ha letto il romanzo poche settimane prima di
poter poi visionare gli episodi a cui il tutto si riferisce, è rimasto
quasi deluso nel constatare quanta parte del romanzo fosse stata disattesa,
tanto da far sembrare gli episodi un riassunto affrettato dello stesso.
Nel complesso il racconto scivola via veloce, anche se non ha la profondità
e lo sviluppo tipico di un romanzo di Diane Carey, ma per essere un adattamento
di una sceneggiatura è sicuramente una delle migliori mai lette prima
in assoluto. E vista la penuria di libri Trek di questo ultimo periodo,
constatato che Fanucci (sembra che il mercato dei libri trek non funzioni
più come una volta) ha parzialmente tirato i remi in barca, direi che
è comunque tutto oro che cola.
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