SPIDER-MAN
di Maurizio "Zeno" Corò



Titolo originale: Dark City
Titolo italiano: idem
Titolo di Zeno: idem

Regia di: Alex Proyas
Scritto da: Alex Proyas

Prodotto nel 1998, Dark City nasce come un film dalla scarse pretese ed ambizioni. In effetti né in Patria né qui da noi ha avuto molto seguito o credito, passando attraverso le sale cinematografiche come una stella cometa e sparendo nel giro di breve. Anche le videoteche lo hanno per lo più ignorato… tuttavia questa pellicola offre molti buoni spunti.

La storia, in effetti, non è quanto di più originale si sia mai visto in giro: un gruppo di misteriosi figuri, che solo a metà del film scopriremo essere con molta probabilità alieni, sta praticando dei misteriosi esperimenti su un gruppo di uomini. Non si tratta, però, di una piccola schiera di persone: i loschi figuri vestiti di nero hanno rapito dalle loro case abbastanza umani da popolare un’intera città.
Il loro esperimento è estremamente semplice e tuttavia di dimensioni ciclopiche: gli alieni vogliono scoprire il segreto dell’individualità dell’uomo, quello che uno dei protagonisti chiama banalmente anima, quello che invece il nostro eroe di tutti i giorni, Jean Luc Picard, chiama molto più poeticamente e fantasticamente… “equazione umana”.

Anche il motivo di questo esperimento è piuttosto banale: gli alieni vivono in corpi separati ma collegati da un’unica mente… il termine “collettività” nasce spontaneo sulle nostre labbra, ma i Borg non c’entrano nulla. Per una qualche misteriosa evoluzione questa razza è in procinto di estinguersi, per cui tortura le menti delle loro cavie alla ricerca del misterioso segreto. Veniamo all’esperimento: la popolazione viene concentrata in un’unica città creata su misura; gli alieni hanno preso in esame la cultura degli uomini ed hanno assemblato un’architettura frutto della memoria delle loro ere passate… in realtà le scene, comunque molto apprezzabili, ritraggono un leggero mix di ambientazioni americane anni ’30 anni ’40, ’50, e ’60…niente di più. Il nucleo dell’esperimento risiede, comunque, nell’analizzare il comportamento delle persone messe di fronte ad un particolare contesto sociale e culturale… ed ad un diverso passato. “Un uomo che è stato un serial killer nella sua memoria, continuerà ad uccidere?” Ecco il fulcro e punto di forza del film: noi (i nostri sentimenti, la nostra personalità) restiamo noi stessi a prescindere da quella che è la condizione in cui viviamo?
Riteniamo questo un ottimo spunto per riflessioni interessanti… ma nel frattempo vediamo lo svolgersi del film.
Il protagonista Rufus Sewell (attore dalle origini teatrali, che di recente qualcuno avrà visto nella parte del cattivo de La mossa del diavolo: horror satanico con poche pretese, accanto a Kim Basinger), si sveglia durante il processo di innesto della memoria; il risultato è un uomo con delle lacune nei suoi ricordi e che, durante la ricerca della propria identità, scopre di essere in grado di alterare la realtà… come far comparire porte dove non ci sono ecc.
Casualmente sulla sua strada si interpone un poliziotto: William “maschera-di-gesso” Hurt, celebre per essere molto bello, ma per avere meno espressività di Clint Eastwood, che in questa pellicola riesce persino a corrugare la fronte… La memoria installata nel protagonista è quella di un serial killer e il poliziotto che gli dà la caccia è proprio William Hurt.
L’alterazione della materia è in realtà una peculiarità della razza degli alieni che, ogni notte, interrompono il loro studio sugli uomini, riassemblano l’architettura della città, modificano le memorie, e osservano cosa cambia.

Attori

A fronte di qualche nome piuttosto noto, la recitazione non decolla mai del tutto. Abbiamo momenti molto intensi e drammatici e nel complesso l’immedesimazione è piuttosto buona, tuttavia nessuno degli attori è stato premiato… e non abbiamo difficoltà a chiederci il perché. William Hurt conta innumerevoli apparizioni come protagonista o coprotagonista… ricordiamo Il bacio della donna ragno, Lost in space (che speriamo di non dover recensire mai), e il recente Artificial Intelligence. Tuttavia come attore vale meno di un soldo di cacio, dal momento che riesce avere meno espressività di Data; l’unica ragione per cui è così famoso e presente, temiamo sia da attribuirsi unicamente alla sua bellezza.
Nella parte della bella figliola abbiamo Jennifer Connelly, che in passato ha già portato sullo schermo personaggi importanti come “la a tutti nota” Jennifer Corvino di Phenomena quando aveva solo quindici anni. In realtà vorremmo ricordarla solo per uno dei suoi film, e non per le sue doti recitative, ma per tutto il resto… parliamo del meraviglioso Labyrinth, uno dei primi e più emozionanti film fantasy realizzati in quel di Hollywood.
Da segnalare invece l’importante presenza di Kiefer Sutherland, nella parte dell’umano sfruttato dagli alieni e che alla fine si ribella e permette la vittoria del protagonista. A tutti gli effetti è il migliore in campo, ben immedesimandosi nel ruolo del fifone servile e dimesso. Sutherland è il classico attore con la faccia da cattivo, destinato a ruoli molto settoriali… resta d’altronde la sua grande bravura. Ricordiamolo per la sua apparizione in Twin Peaks (memorabile polpettone), nella parte dell’agente Sam Stanley dell’FBI, ma anche in pellicole più interessanti, come Flatliners - linea mortale, Stand by me – ricordo di un’estate e Young guns). Per quanto riguarda gli alieni, siamo fortunati a non vedere delle ridicole macchiette, tuttavia le creature non sono né originali, né eccezionalmente convincenti: uomini alti o bassi, completamente glabri, vestiti di nero e con la pelle bianca. I Borg sono molto più carismatici. Per dovere di cronaca citiamo il “capo” dei cattivi (anche se un una collettività un capo non dovrebbe esserci… ma queste regole sono state sfatate anche da ST, quindi va tutto bene…): Richard O’Brian, che non è parente del nostro Miles O’Bryan. Nel suo passato il ruolo di Fico (no comment, please) in Flash Gordon; nel suo futuro (sperando che arrivi anche da noi) Xilus, in Dungeons & Dragons, il film.

Scenografia e fotografia

Ecco il vero punto di forza di questa pellicola.
Le scene sono decisamente pregevoli ed il film, girato interamente in notturna, è circondato da un’aria noir ben curata e nostalgica.
Il top lo abbiamo durante la trasformazione della città. Con un abile morphing vediamo case popolari trasformarsi in ville principesche; nascere colonnati, capitelli, ecc. ecc. Palazzi distrutti tornano in piedi, altri aumento di dimensione, altri ancora spariscono… eccezionale l’interno di una casa povera che si allarga (tavolo compreso), cambiano i muri, compaiono quadri e piante… veramente splendido.
Anche la fotografia non è da meno, i toni dark e oscuri sono resi alla perfezione dando all’intera città un’ombra di inquietante mistero. Per molti versi sono quasi più pregevoli di quelli di Batman, capolavoro di Tim Burton.

Regia

Alex Proyas non è solo il regista, ma anche il produttore e l’autore della sceneggiatura.
Un’opera decisamente ambiziosa, ma non trionfale. Resta comunque, nel complesso, una buona prova anche se il top lo ha raggiunto dirigendo Il Corvo. Sebbene all’epoca molti, noi compresi, storsero il naso di fronte ad una tale trasfigurazione rispetto al personaggio dei fumetti creato da O’Barr, The Crow era un piccolo gioiello onirico. Con Dark City non riesce a replicare il successo ottenuto nel 1994, tuttavia, come già più volte detto, questa pellicola è piacevole ed apprezzabile.

La perla

Oltre allo spunto, come accennato all’inizio dell’articolo, c’è un altro elemento decisamente intrigante. Una volta sterminati gli alieni, si scopre che le memorie sono state mischiate tante di quelle volte che nessuno ricorda più da dove veniva.
La razza delle cavie (uomini), lascerebbe ovviamente sottintendere che i prigionieri sono umani… ma ne siamo davvero sicuri? In realtà non abbiamo alcun motivo per esserne così sicuri.
Un’altra chicca gustosa è data dalla risposta a questa domanda: “dove, gli alieni, hanno costruito questo immenso zoo?”. Non vi darò io la risposta, lasciando la sorpresa a chi vorrà gustarsi questo thriller fantascientifico.

Scheda

Voto complessivo: 750/1000
Posizione nella videoteca: vicino a Batman
Compagnia ideale: da soli o in compagnia, ma in silenzio: Dark City è un film da seguire
Cibo migliore: qualunque cosa non scrocchi
Effetti benefici: nessuno da segnalare
Effetti collaterali: nessuno riscontrato
Controindicazioni: non adatto a chi ha crisi esistenziali o personalità multiple

 

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