AMERICAN GODS
Neil Gaiman
Mondadori - Collana Strade Blu
Trad. Katia Bagnoli
Voto: 9
Euro 16.00

di Paolo "Exidor" Longarini



Non sono obiettivo.
Lo adoro. Leggerei anche i foglietti che lascia sul frigorifero con su la lista della spesa e li troverei comunque appassionanti, anche perché sono convinto che riuscirebbe a rendere intriganti pure quelli.
Fortunatamente non sono l’unico a pensarla così, al di là dei riconoscimenti internazionali che ha già ricevuto come autore di fumetti (credo sia inutile ricordare che è il creatore di Sandman), al momento in cui scrivo con questo libro ha già vinto numerosi premi ed è finalista del premio Hugo.
American Gods segue la linea narrativa di tutte le opere di Gaiman, non ricordo chi fosse (e la cito a braccio), ma qualcuno disse che la vita è quella cosa che ti accade mentre sei impegnato in qualcos’altro. Quasi volendo seguire questa massima, Gaiman traccia una storia in cui il protagonista è solo saltuariamente il fulcro della storia, spesso e volentieri è solo uno dei partecipanti all’azione.
Quello che rende splendide le storie scritte da questo ombroso signore anglosassone sono la quantità incredibile di sottotrame brevissime e personaggi minuziosamente descritti, la sua capacità di scrivere non uno, ma decine di storie che da sole reggerebbero un libro. In questo si cimenta in uno dei suoi temi preferiti, la religione. Avvicinandolo ad altre piccole sciocchezze come l’amicizia, la guerra, l’amore e l’onore.
Trama:
un piccolo delinquente di nome Shadow sta per terminare la sua carcerazione, deciso a cambiar vita esce prima del previsto per buona condotta. Fuori lo aspettano sua moglie, per l’affetto (che in carcere normalmente manca. Saponette a parte) ed una lavoro di istruttore in una palestra del suo migliore amico. Pochi giorni prima della scarcerazione viene raggiunto dalla notizia che sono entrambi morti. Arrivato a casa scopre che i due erano molto più amici di quanto sarebbe stato lecito e che sono morti insieme per un incidente stradale.
Contemporaneamente un signore che decide di farsi chiamare Wednesday, gli offre di diventare la sua guardia del corpo. Trascinato da una apatia, da uno strano torpore accetta di seguirlo e di violare così non solo le regole di libertà vigilata ma anche diversi reati lungo la strada.
Conscio e consapevole che il signor Wednesday è molto più di quanto sembri viene a scoprire più che per volontà propria per ammissioni e racconti di persone che devono incontrare per “lavoro” che in realtà sta facendo la guardia del corpo per Odino, la più antica e potente divinità nordica, attualmente in uno stato che possiamo definire di disgrazia.
Shadow entra in contatto con un mondo invisibile ed insospettabile, tanti pantheon divini formati da religioni dimenticate, divinità “portate” in America da secoli e secoli di colonizzazioni successive, da schiavi africani, da cinesi, giapponesi ed asiatici immigrati.
Tutti dimenticati.
Folletti irlandesi, divinità sanguinarie e vendicative, portatori di prosperità con nessun seguace. Divinità che non avevano l’onnipresenza su tutto il globo che hanno seguito queste persone nel nuovo continente e lì sono dovute rimanere anche dopo la morte dell’ultimo fedele. Ora sono minacciate.
I nuovi culti si chiamano gioco d’azzardo, comunicazione, internet e denaro e, come le cupole mafiose, dominano il nuovo mondo con arroganza e potere, e sono decisi a fare piazza pulita dei vecchi déi.
Odino vuole riunire tutti per una battaglia finale, inutile aspettare che siano i nuovi a fare la prima mossa, il tempo è dalla loro parte, più ne passa più i vecchi perdono potere. Meglio attaccare tutti insieme e giocarsela in una volta. Chiaramente non tutti sono d’accordo, molti sono comunque soddisfatti della vita dimessa che fanno, certamente preferibile alla morte, alla scomparsa definitiva.
Torno a ripetermi, il bello del libro è nella singola storia di come queste divinità sono arrivate in America, di come erano potenti e di come sono cadute in disgrazia, dei loro fedeli, degli ultimi e dei primi.
Un grande libro.
Ve lo consiglio caldamente.



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