RIMPIANTO
di Fabiano "Langley" Piccione


Anche quando si è grandi appassionati di qualcosa, qualsiasi cosa sia, è secondo me doveroso tentare di mantenere un certo grado di obiettività. Nel senso che per quanto una cosa possa piacerci, è assurdo non ammetterne i difetti. Anzi, nel mio modo di pensare i difetti rendono più “vera” una persona, un oggetto… qualsiasi aspetto della vita. Come è vero che senza i giorni di lavoro non si apprezzerebbero i giorni di vacanza, così è altrettanto vero che senza i difetti non si apprezzerebbero i pregi di quello con cui si ha a che fare, di qualsiasi cosa o persona si tratti.
Lo stesso vale per Voyager, per quanto mi riguarda: da grande fan quale sono è comunque doveroso ritrarre anche quello che nella serie non mi è piaciuto… oppure, se vogliamo metterla diversamente, quello che mi è mancato e che avrei voluto vedere nell’arco delle 172 puntate che sono state fatte. Mi sarebbe piaciuto vedere alcune alcune avventure che invece non ho visto, alcuni risvolti che invece non hanno mai preso forma ed alcune evoluzioni che non hanno mai avuto luogo.

Fino ad ora ho parlato in generale, ma la mia intenzione è quella di approfondire una cosa nello specifico, e soffermarmi su di essa: la relazione Janeway-Chakotay, di cui Joe Menosky ha voluto darci un assaggio e dalla quale poi ha fatto marcia indietro. In “Quarantena”, alla fine della seconda stagione, il Capitano e Chakotay restano indietro, su di un pianeta, perché contagiati da uno stano virus (apparentemente innocuo finché rimarranno dove sono, e tra l’altro contratto proprio sulla superficie di quel pianeta) che il dottore non è in grado di combattere. La Voyager riprende il suo viaggio verso il Quad. Alfa senza di loro. Ebbene, in quel frangente i due si avvicinano davvero molto: vuoi perché non più in uniforme e senza gerarchie a dividerli, vuoi perché soli soletti per un periodo che si prospetta oscillante fra il “tanto tempo” e il “fino alla fine dei loro giorni”. Lui si mette a lavorare come falegname e lei, pur non arrendendosi nel cercare una cura con le sue sole forze e i suoi soli strumenti, come contadina… e i giorni passano fino a che non si trovano mano nella mano, con lo sguardo perso l’uno in quello dell’altra. In quel momento ho davvero sperato che nascesse qualcosa fra loro: una scintilla e via! Anche quando alla fine, tornati sulla nave, i due si comportano (un po’ forzatamente) come se nulla fosse successo, evitando il più possibile di incrociare gli sguardi… ho sperato che il loro fosse un atteggiamento voluto dagli scrittori per fare capire la loro voglia di tenere i loro sentimenti ben nascosti al resto dell’equipaggio. E a dire il vero, dopo “Quarantena”, ricordo che le mie speranze e aspettative erano che i due continuassero a tenere nascosto quanto stava per succedere sul pianeta… ma che pian piano, pur non facendolo capire al resto dell’equipaggio, iniziassero a lasciarsi andare l’uno vero l’altra. O che comunque qualcosa fosse lasciato ad intendere, pur senza essere detto esplicitamente.
Invece… invece… come se nulla fosse successo… Fino alla fine della serie il loro “quasi-poteva essere-un-flirt” non è stato più neanche citato, né fra le righe né esplicitamente. Hanno continuato a definirsi amici, ottimi amici… indispensabili l’uno per l’altra… ma nulla di più. Cancellata come un colpo di spugna un’idea che, a detta dello stesso scrittore Menosky, alla fine era stato deciso di lasciare perdere perché non avrebbe funzionato dal punto di vista dello show e dei ruoli dei due personaggi.
In una convention di qualche anno fa chiesi proprio io a Joe Menosky, in una specie di intervista telefonica diretta coi fan, di spiegare perché questa strada non fosse stata mai esplorata e se ci fossero programmi per un futuro ritorno su questo tema: Menosky stesso disse che non voleva assolutamente far nascere nulla fra i due più alti in comando della Voyager, perché “non avrebbe funzionato”: parlò di una scena girata come “prova”, in cui i due si scambiavano un romantico bacio in una puntata, e disse che una volta girata tale scena gli sceneggiatori avessero deciso , più o meno unanimemente, di non inserirla nello show perché “non funzionava” visivamente. Mi sono sempre chiesto cosa volesse dire questa “pseudospiegazione”.
Certo che il Primo Ufficiale e il Capitano non dovrebbero avere rapporti romantici fra di loro, in teoria, per evitare di falsare i ruoli di comando e di dare adito a favoritismi e mancanza di obiettività nelle situazioni in cui vanno prese le decisioni. Ci è stato insegnato nella splendida “Amore e dovere” di TNG: il Cap. Picard e Nella Darren, capo della sezione di cartografia stellare, non potevano rimanere sulla stessa nave, l’una ai comandi dell’altro, perché ciò avrebbe implicato una mancanza di professionalità e di obiettività in qualsiasi situazione e decisione che li avesse riguardati. Picard si arrende all’evidenza che non potrà mai ordinare a Nella di rischiare la vita con la stessa professionalità con la quale lo chiederebbe a chiunque altro per una missione pericolosa. Nella non potrebbe mai mandare giù un ordine di tale genere, da parte di Jean-Luc, con la stessa serenità e lo stesso distacco professionale che avrebbe se l’ordine le arrivasse da un qualsiasi altro capitano. E’ molto bello il dialogo fra Deanna e Jean-Luc, in cui lui chiede quasi il permesso al consigliere per intraprendere la relazione con il Tenente Comandante Darren. Picard è imbarazzato e impacciato, non sa che fare né se sia giusto lasciarsi andare con quelle premesse: Deanna lo rincuora e “avvalla” la relazione che è sbocciata fra i due, dicendo che la felicità del suo Capitano per lei è più che abbastanza per essere contenta per loro, e che ignorare i loro reciproci sentimenti sarebbe ancora più rischioso e problematico che lasciarsi andare ad essi. Beh, discorso che di sicuro condivido, ma che comunque è un po’ troppo poco pragmatico… specie alla luce di quanto succederà. Ma del resto… almeno era giusto provare! Picard e Nella Darren avevano la possibilità, come hanno fatto, di separarsi: Nella chiederà il trasferimento su un’altra nave. Janeway e Chakotay non avrebbero avuto un simile lusso, e proprio per questo credo che lasciare andare avanti la cosa ancora per un po’ avrebbe reso la loro relazione piuttosto tormentata, difficile, fragile… ma del resto molto interessante. I due hanno spesso dimostrato di essere molto complementari: lei saggia ma molto impulsiva, lui molto controllato e meditabondo. Spesso i loro punti di vista sono stati conflittuali e i loro modus operandi non hanno coinciso. Ma in fondo è proprio il ruolo del Primo Ufficiale che implica, come disse Decker in “Star Trek-The Motion Picture”, il dovere, oltre che il sacrosanto diritto, di proporre delle alternative. E Chakotay ne ha spesso portate, sia in veste ufficiale che di amico. Il suo spirito Maquis si è sopito quasi subito, ma in lui è sempre rimasta l’essenza dell’uomo dai saldi principi morali e dai grandi ideali. Ha fatto da coscienza al Capitano Janeway in modo egregio, anche se a volte è arrivato ai ferri corti con Kathryn pur di non tradire ciò in cui credeva.
Davvero un peccato che la loro relazione non sia mai sbocciata: da romanticone quale sono mi sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe successo. Forse sarebbe andata avanti poco, forse fino alla fine della serie; ma comunque non ho trovato molto furba la scelta di fare finta che niente fosse successo fra loro: un colpo di spugna che si sarebbero potuti risparmiare… concludendo la storia “mai nata” almeno qualche puntata dopo; almeno per dare il tempo allo spettatore di capire perché i due non potessero funzionare assieme. Almeno facendo capire che non era stato il virus a farli comportare così. Un’attrazione… emotiva e/o fisica… non si può cancellare in questo modo repentino. Io avrei fatto andare avanti un qualcosa tipo “detto-non detto”, un gioco di sguardi rubati e imbarazzati fra loro, almeno per un altro po’. Magari senza fare nascere nulla di solido e concreto alla fine, ma quanto meno senza scagliare il sasso e nascondere la mano immediatamente dopo. Una serie tv permette di svolgere le dinamiche dei personaggi di puntata in puntata: pur avendo storie autoconclusive, un telefilm ha il vantaggio di poter portare avanti temi di sfondo anche nell’arco di più puntate; o magari di tralasciare un tema per un po’ e magari di ripescarlo in seguito, sulla lunga distanza. Ma in questo caso mai più neanche un cenno di questo amore mai nato: né di imbarazzo né di gioia. Questo è uno di quei casi in cui avrei voluto io essere scrittore e dare vita a qualcosa che non è stato gestito come avrei voluto.
Credo che quanto esplorato in “Amore e dovere” di TNG avrebbe potuto essere ampliato in Voyager, evidenziando differenze e similitudini con quanto è avvenuto per Picard. Dopotutto in questo caso si sarebbe trattato di una relazione fra il Capitano e il suo immediato sottoposto… senza ulteriori anelli della catena gerarchica fra loro. Ci sarebbe stata differenza? Avrebbero potuto gestire meglio la cosa? I loro attriti, fonti di tanto interesse da parte mia, ci sarebbero stati comunque? Forse sarebbero stati addirittura più forti, perché carichi del risentimento e del rimpianto di una storia mai proseguita a causa della situazione contingente. Forse sarebbe stato ancora meglio assistere ai loro scontri, carichi anche di questo tipo di frustrazione latente. Mi spiace che queste risposte non ci saranno mai date, anche se avrebbero potuto sottolineare ulteriormente il fatto che sulla Voyager, per quanto tutti una grossa famiglia, la situazione non sia sempre il meglio per la serenità psicologica dei personaggi.

 

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