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NIPPON STORY
Andreas Eschbach
Fanucci Editore - Collana Solaria n.21
Trad. Robin Benatti
Voto: 4
di
Paolo
"Exidor" Longarini
Non malaccio.
Non malaccio?
Libri del genere dovrebbero essere pubblicati solo su internet di modo che nessun albero debba essere tanto mortificato, non solo dall’essere stato abbattuto, ma anche dal sapere che il suo sacrificio è servito solo a diffondere l’ignoranza e la cattiva letteratura.
A libri del genere le case editrici dovrebbero rispondere “caro collaboratore, le rimandiamo il suo stupido racconto e la invitiamo a non seccarci ulteriormente”, come con Snoopy.
Non so per quale motivo una cosa di questo tipo sia arrivata sui banchi di una libreria, ma so per quale motivo deve restarci: questo libro è un’idiozia. Uno spreco di carta. Un’inutile unione di aggettivi, pronomi, complementi oggetto che potevano essere usati in modi che l’autore neanche immagina.
Ok, sono calmo. Adesso sono calmo.
Sarà che dopo l’avvento dell’euro sto particolarmente attento ai miei soldi, ma da allora il comprare un libro che ti viene consigliato dall’editore, di un autore premiato e di cui hai sentito parlare bene e che poi si rivela essere una boiata, mi dà particolarmente fastidio.
Nelle note di postfazione troviamo che l’autore ha scritto quest’opera
d’ingegno con l’evidente scopo di scrivere un libro d’azione, voleva movimento,
cinetica. Bene, come tutti gli studenti poco vogliosi di apprendere o
ha letto il Bignami “101 boiate d’azione dalle quali, se vi dice culo,
tireranno fuori un film con Bruce Willis”o si è limitato a vedere “Armageddon”
e “Atmosfera zero” nella stessa sera.
Trama.
Siamo, neanche a dirlo, nel futuro. L’Unione Sovietica non esiste più,
la Comunità Europea è finita prima di iniziare ed il Vecchio Continente
è tornato ad essere diviso in stati, staterelli quasi come fossero feudi
e ducati, l’America è sull’orlo della crisi e si sta quasi totalmente
ripiegando su se stessa, il Medio Oriente è in guerra tutti contro tutti.
I giapponesi dominano il mondo con il potere economico e tecnologico.
Grazie alla loro capacità di fare programmi a lunga scadenza, hanno individuato
nello spazio una fonte d’energia “pulita” ed inesauribile: raccogliere
“l’energia spaziale” e trasmetterla a terra tramite un flusso di microonde.
L’equipaggio è composto quasi interamente da giapponesi o da misto giapponesi,
tranne uno. Indovinate da dove viene e chi è il protagonista? Esatto,
è un americano.
La cosa assurda è che all’interno della stazione gode della stessa considerazione di un sottobicchiere e svolge il lavoro contemporaneo di addetto alla manutenzione (mentre si vede che svuota i cestini, sul serio, fa l’uomo delle pulizie) e di ufficiale della sicurezza.
Quello che dovrebbe essere Worf ed invece non è nulla più dell’Olandesina.
Chiaramente, come dicevo prima, nessuno se lo fila e, anzi, sta sulle palle a tutti, ma è americano e questo fa sì non solo che sia quello che salverà la situazione ma anche che si farà l’unica donna a bordo (naturalmente fichissima).
Tutto fila liscio finché il solito gruppo di terroristi decide di (oddio, quasi mi vergogno) assaltare la base spaziale per dirigere il raggio di microonde (naturalmente nessuna delle anime candide che lo aveva progettato aveva MAI pensato che potesse essere usato come arma) contro una città a terra e distruggere tutto. Il che andrebbe anche bene se i terroristi non avessero deciso di mirare contro Beirut.
Perché direte voi, perché questo dovrebbe fare la differenza? Ma perché a Beirut abita il figlio del protagonista! Avuto con una diplomatica/giornalista araba da cui ha divorziato sei anni prima e dalla quale non ha notizie da tre anni, ma CASUALMENTE, quest’intrepido pargoletto, trova il modo per far arrivare a bordo della base un fax poco prima dell’arrivo dei cattivi, risvegliando nel genitore l’istinto paterno. In breve, se annunciavano che avrebbero sparato contro, che so, Bari, il nostro eroe si sarebbe fatto una pennica nel frattempo.
Il protagonista inizia una battaglia all’ultimo sangue contro il cattivo di turno che, chiaramente, farà la fine che merita, lui diventerà un eroe nazionale giapponese e, insieme alla sua bella, salirà in groppa ad un cavallo e via verso il tramonto.
Per chi non lo avesse capito o per chi dovesse nutrire ancora qualche dubbio, sconsiglio vivamente non solo l’acquisto (qualcuno potrebbe anche trovarlo in una biblioteca o potrebbe farselo prestare) ma anche e soprattutto la semplice lettura di questa cosa che, ostinatamente, l’autore continua a definire libro.
Buone vacanze a tutti.
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