 |
|
STAR
TREK - X-MEN
Second Contact
di Davide "Questor"
Erendyl
E
rieccoci qui, come vi avevo promesso per parlare del secondo incontro/scontro
fumettistico tra i personaggi di Star Trek e gli incredibili X-men. E
se nella prima occasione era toccato all'equipaggio della Serie Classica
unire le forze al primo nucleo degli X-men (se vi interessa saperne di
più andate a rileggere l'articolo sulla Serie Classica sullo STIM di novembre
del 2001), questa volta saranno gli uomini di Jean-Luc Picard ad incontrare
un gruppo di mutanti decisamente diverso da quello originale.
Cominciamo quindi col fare un riassunto di quest'albo che dubito vedrà
mai la luce in Italiano e che, significativamente, si intitola "Second
Contact". La storia inizia sulla plancia dell'Enterprise che dopo aver
sconfitto i Borg nel passato della Terra, come visto in "Primo Contatto",
compie un viaggio temporale per tornare nel proprio secolo; ma le cose
non vanno esattamente come programmato e, invece di balzare in avanti,
la nave viene catapultata all'indietro nei tardi anni '90. La nave è subito
schermata a tutti i sistemi radar terrestri, ma LaForge mette al corrente
gli ufficiali anziani che le cose sono peggiori di quello che sembrano.
Infatti il nucleo dell'Enterprise è danneggiato, ma sulla Terra di quest'epoca
è improbabile che si riesca a trovare la tecnologia necessaria a ripararlo.
Invece una scansione a lungo raggio permette di scoprire che esistono
ben due luoghi dove è possibile recuperare ciò che serve all'Enterprise
ed in entrambi i casi si tratta di tecnologia Shi'ar.
Vengono
allora assemblati due team di recupero che investighino ulteriormente.
La dottoressa Crusher, Numero Uno e Worf arrivano nei pressi del Baxter
Building, la mitica sede dei Fantastici Quattro (non sognatevi nemmeno
di chiedermi chi sono i Fantastici Quattro), che però ora è occupata dai
Thunderbolts (il che ci permette di inserire l'avventura nella continuity
ufficiale del Marvel Universe poco dopo la saga di Ounslaught. Naturalmente
non ho nessuna intenzione di spiegarvi né chi sono i Thunderbolts, né
tantomeno Ounslaught. Diciamo solo che i primi sono un gruppo di criminali
spacciatisi per eroi nel tentativo di guadagnare qualcosa dall'assenza
degli eroi veri, mentre il secondo è una sorta di fusione tra il professor
Xavier e Magneto).
La prima delle due squadre di ricognizione rientra così alla nave, maggior
fortuna ha invece la seconda. Infatti LaForge, Data e Deanna si introducono
nella scuola per giovani dotati del prof. Xavier e trovano la tecnologia
che cercano; peccato solo che Wolverine trovi loro quasi subito. Il canadese
minaccia LaForge, salvato solo dal provvidenziale intervento di Data,
ma un pugno di Colosso scaraventa l'androide attraverso tutta la stanza.
A questo punto, esaurita la necessità narrativa di una scaramuccia iniziale,
i due gruppi si parlano e scende in campo addirittura il capitano Picard.
Ben presto viene svelato l'arcano: l'Enterprise non ha solo viaggiato
nel tempo, ma anche attraverso le dimensioni. E gli X-men ricordano bene
il loro precedente incontro con James Tiberius Kirk (a proposito, gli
X-men presenti questa volta sono: Angelo, Kitty Pride, Wolverine, Tempesta,
Nightcrawler, Colosso e Banshee). Ormai si sta facilmente arrivando ad
un accordo per lo scambio della tecnologia necessaria agli uomini della
Federazione, quando compare all'improvviso Kang (non chiedetemi chi è
Kang, perché francamente non l'ho mai capito bene neanch'io. Più o meno
dovrebbe essere un discendente futuro del Dottor Destino che ama giocare
con lo spazio e il tempo nel tentativo di conquistare l'intera realtà.
Come chi è il Dottor Destino?).
Kang
fa un lungo discorso sui paradossi temporali e le dimensioni alternative
che in sostanza suona più o meno così: "L'arrivo dell'Enterprise in questo
continuum ha destabilizzato tutti gli altri continuum. Bisogna correggere
le anomalie presenti nelle altre dimensioni e tocca a voi farlo". Dopodichè
fornisce gli eroi di otto bussole cronali, strumenti in grado di portare
chi li indossa nell'epoca e nel momento per cui sono programmate. Inizialmente
titubanti, i nostri decidono infine che non hanno altra scelta che assecondare
Kang e tentare di rimettere le cose a posto. I primi a partire sono Colosso,
Nightcrawler, Deanna e Picard, che vengono catapultati in un futuro dove
le Sentinelle (enormi robot anti-mutanti) hanno sterminato quasi tutti
gli eroi classici e solo un piccolo gruppo di mutanti è rimasto a tenere
accesa la speranza, ma ormai per poco. Infatti l'unica chance che hanno
i mutanti di questo futuro è quella di mandare la coscienza di una di
loro (una Kitty Pride adulta) indietro nel tempo perché impedisca l'avverarsi
dei fatti che hanno portato a tutto questo. Ad aiutare Kitty i quattro
troveranno nientemeno che Tasha Yar. E' chiaro a questo punto che è lei
l'anomalia e che è necessario eliminarla per ristabilire l'equilibrio.
Contemporaneamente Wolverine, Data, Worf e Tempesta arrivano all'interno
di una nave della Federazione di classe Miranda abbordata dai Borg e da
lì a poco capiscono di essere proprio in mezzo alla battaglia di Wolf
359 (come cos'è la battaglia di Wolf 359? Capisco le lacune in fatto di
mutanti Marvel e affini, ma se state leggendo lo Stim si suppone siate
fan di Star Trek quindi di corsa a ripassare la storia della Federazione).
Improvvisamente si trovano di fronte il comandante Benjamin Sisko e il
sottufficiale John Proudstar. Ora dovete sapere che John Proudstar era
stato uno dei primi nuovi X-men, ma, col nome in codice di Thunderbird,
è stato anche il primo a morire in azione. E' evidente che, in questo
caso, è lui l'anomalia da eliminare.
Insomma sembra tutto facile, i due gruppi, grazie ai congegni di Kang
stanno per rimettere tutto a posto, ma e sì, c'è un ma, sull'Enterpise
dove Riker, Beverly Crusher, Kitty Pride, Angelo e Banshee sono in attesa
del ritorno dei loro compagni all'improvviso si materializzano il Viaggiatore
e Wesley Crusher che, con la sua solita arguzia, nota come quando se ne
fosse andato nessuno sul ponte di comando avesse le ali.
Comunque
nelle vignette successive spiega come tutto ciò che è accaduto sia un
accurato piano di Kang per distruggere il continuum spazio-temporale,
perché è vero che l'Enterprise ha interferito con la struttura dello spaziotempo,
ma la natura sta provvedendo da sola a curarsi e lo fa proprio grazie
a quelle anomalie che se invece venissero distrutte ne causerebbero la
completa lacerazione. Wesley tace e Kitty, affascinata dal giovane che
evidentemente deve averle trasmesso un po' della sua sapienza, fa notare
come qualcuno dovrebbe avvisare le due squadre. Detto fatto. E mente i
due ragazzi si preparano a viaggiare nel tempo, il Viaggiatore è pronto
a guidare l'Enterprise contro la nave temporale di Kang. Wesley e Kitty
però arrivano troppo tardi per salvare Tasha da un attacco delle nuove
Sentinelle- Borg (da vedere assolutamente, spero di riuscire a mettervi
un'immagine qui da qualche parte, anche se più che merito mio sarà merito
di Anna, la nostra caporedattrice). Il problema è che Tasha serviva alla
Kitty adulta per compiere il viaggio nel passato ed impedire quel futuro
(Ok, non è semplice da seguire, ma mi auguro che qualcosa abbiate capito
lo stesso), allora è Deanna che offre il suo aiuto telepatico perché Kitty
possa compiere la sua missione. Intanto viene avvisato anche il gruppo
di Wolverine e Worf che è così costretto a vedere di nuovo morire John
Proudstar per salvare il capitano Benjamin Sisko. Data annota come se
Proudstar non fosse stato lì in quel momento Sisko sarebbe morto e non
avrebbe mai potuto scoprire i Profeti che, in effetti, sono una seria
minaccia per Kang trattandosi una potentissima razza con estesi poteri
temporali. Le ultime pagine o quasi, ci mostrano come l'Enterprise se
la cavi più che egregiamente contro la nave di Kang, Alla fine gli X-men
danno una mano a rimettere in sesto la nave federale e salutano i nuovi
amici. Ma non appena l'equipaggio della TNG è partito davanti al gruppo
di X-men appare qualcosa di incredibile che noi non vediamo, ma che fa
dire a Nightcrawler: "Hey! Cos'è? Come può essere?" e rispondere a Wolverine:
"Buona domanda, elfo… buona domanda!" In fondo alla vignetta c'è scritto
che la vicenda continua in: "Star Trek: The Next Generation/X-men" novel,
"placet X" on sale in April.
Dopo accurate (si fa per dire) ricerche ho scoperto trattarsi di un libro
(però devo ammettere che il termine "novel" e l'e-mail di un mio amico
redattore che diceva più o meno così: "E' un libro!" sono stati elementi
determinanti per stabilirlo), dove i due gruppi finiscono su un pianeta
alieno. La critica non ne parlava in maniera soddisfacente soprattutto
per la staticità dei personaggi, cristallizzati nei loro ruoli classici
da cui non escono mai. L'unico accenno interessante era quello di una
love-story tra Tempesta e Picard che però gli autori si sono ben guardati
dal portare avanti.
Bene,
passiamo oltre, fin'ora vi ho fatto il riassunto della storia e mi sono
accorto di essere stato lunghissimo, ma l'ho fatto perché so che si tratta
di un albo che pochi possiedono, adesso non vi tedio oltre e mi limito
a due parole di recensione (anche qui si fa per dire). Io ho preferito
questo cross-over a quello con la Serie Classica, nonostante qui gli autori
coinvolti siano meno noti (la storia è scritta da Dan Abnett e Ian Eddington,
mentre i disegni sono di Cary Nord e le chine di Scott Koblish), inizialmente
credevo fosse perché ho più dimestichezza con l'equipaggio di Picard che
con quello di Kirk, ma rileggendolo mi sono reso conto che in questo caso
si ha l'impressione di essere di fronte ad un tassello di un grande affresco,
cioè la vicenda è inserita in perfetta continuità con i due universi da
cui è presa, mentre nell'altra occasione si aveva più l'impressione di
un incontro isolato e fuori da ogni contesto. In ogni caso le caratterizzazioni
dei personaggi sono più che rispettate ed è un piacere vedere Wolverine
e Worf combattere fianco a fianco per non parlare del modo in cui Data
si rapporta al mondo mutante. Naturalmente temo di ripetermi se dico che
è un 'opera che si apprezza pienamente solo se si amano entrambi questi
prodotti della fantasia umana. I riferimenti al passato degli X-men e
anche al "presente", dell'epoca, dell'universo Marvel sono tali da rendere
il tutto senza mordente per chi non li conosca.
Basta ho finito, grazie per essere arrivati fino in fondo e grazie ad
Anna per avermi lasciato lo spazio per quest'articolo ed ora non ci resta
che aspettare un improbabile "JLA/DS9" o "YJ/VOY".
Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp
Mail
|