IL SIGNORE DEGLI ANELLI
di Maurizio "Zeno" Corò


Un anello per domarli, un anello per trovarli,
un anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

Titolo Originale: The Lord of the Rings - The Fellowship of the Rings
Titolo Italiano: Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello
Titolo di Zeno: mai mi azzarderei…

Diretto da: Peter Jackson
Scritto da: J.R.R. Tolkien

Quest'anno si è avverato il desiderio di milioni di persone. Il Signore degli Anelli, il capolavoro assoluto di Tolkien, ha preso vita in una produzione cinematografica destinata a far storia. La prima volta che la notizia giunse alle nostre orecchie, era nel lontano 1995. In quel di Lucca, alla manifestazione Lucca Comics (fumetti e gioco di ruolo, la più importante in Italia, nel suo genere), la notizia correva rapida e folgorante come una freccia di Diana: "Faranno il film de il Signore degli Anelli!". La notizia, data per certa, bruciava come il fuoco tra le fauci di Smog (il drago de Lo Hobbit, NdR) era però alimentata da ceppi di legno marcio: "Chi sono gli attori?" "Un grande cast: Gandalf lo interpreta Sean Connery; Tom Bombadil sarà Robin Williams; Aragorn è Christopher Lambert; Gimli lo interpreta niente meno che Danny De Vito"... il delirio continuava con fior di nomi. Il Signore degli Anelli, tuttavia, era un sogno talmente grande che tutti ci abbiamo creduto... fino alla fatidica domanda... "Quanto hanno stanziato per la realizzazione?" "Trenta milioni di dollari". "Per il primo film, immagino..." "No: per tutta la trilogia".
A quel punto il sogno si infranse: in un attimo tornò alla mente la "parcella" di Sean Connery per il cameo all'interno di Robin Hood - principe dei ladri.
La leggenda metropolitana scemò nel giro di pochi mesi e nessuno ci pensò più... nessuno tranne Peter Jackson, che, al momento, merita di essere il regista più amato del mondo.

Regia

Peter Jackson. In genere questa rubrica si apre con la trama del film... ma non in questo caso. Questo non è un articolo qualsiasi dedicato ad un film qualsiasi, per cui niente regole quando ci si trova al cospetto della Compagnia dell'Anello.
Il regista, neozelandese, ha sempre amato alla follia il capolavoro di Tolkien, e da sempre ha desiderato portare sullo schermo la "sua" interpretazione de Il Signore degli Anelli. Ed è proprio questa una delle grandezze della trilogia: ognuno può leggere quelle pagine libero di viverle come desidera, impersonificandosi in uno o tutti i personaggi, se vuole; e può volare con esso finché avrà il desiderio di assaporarne ancora le sottili pieghe di poesia e musica presenti in ogni pagina di esso. Jackson, evidentemente ben cosciente della realtà hollywoodiana ("Ad Hollywood sono tutti convinti che il fantasy sia finzione, per cui esagerano su tutto: costumi ridicoli, recitazione sopra le righe, scenografie esagerate. Noi volevamo che tutto sembrasse... vero"), prepara armi e bagagli e ne costruisce una nuova proprio a casa sua: la Nuova Zelanda. A parer nostro non solo Jackson ha colpito nel segno, ma ha anche sfondato bersaglio con la sua opera... Tutto ciò che vedrete ne Il Signore degli Anelli è vero, è vissuto, è reale e tangibile.
Il dubbio più grande, e la più cupa delle paure, riguardavano la fedeltà all'opera scritta. In realtà era assolutamente impossibile ricreare esattamente ogni singolo particolare (ci avevano già provato con il cartone animato e ne è uscito qualcosa di tremendamente lento e noioso), e Jackson sapeva bene anche questo. La soluzione più logica è stata quella di mantenersi il più possibile fedele al libro ma aprire anche le porte verso coloro che non si sono mai cimentati con le 1500 pagine, inserendo anche elementi tratti dal Silmarillion, atti a chiarire episodi ed avvenimenti che altrimenti sarebbero restati oscuri (solo per fare un esempio l'episodio di Elendil, la spada che fu rotta... Nel libro viene forgiata nuovamente, ma poche sono le parole dedicate a questo argomento). Il regista è stato il risolutore di un autentico rompicapo, e il risultato è stato che anche chi non aveva mai letto nulla o mai aveva conosciuto l'opera di Tolkien, è uscito dal cinema con gli occhi sognanti.
A conti fatti il regista si è preso decisamente molte libertà, la stessa Arwen (la figlia di Elrond, signore elfo di Gran Burrone) nel romanzo non ha una parte estremamente rilevante... soprattutto nel primo libro; per esigenze cinematografiche, però (ovvero la necessità di far fare bella figura a Liv Tyler), è stata trasformata in una specie di eroina in grado di fronteggiare tutti assieme gli spettri dell'anello. Nonostante tutte queste "libere interpretazioni", però, la trama e lo spirito del libro sono del tutto immutati: nulla cambia rispetto a quel che ci arriva dalla trilogia e nulla viene distorto. Sapendo che era stata tagliata la parte di Tom Bombadil (uno dei passi più dolci e divertenti del primo libro) in molti hanno storto in naso, ma visto il film ci rendiamo conto che per quando dolorosa, è stata una scelta giusta: l'apparizione di Tom Bombadil, nel libro, è un vero cameo... in realtà il personaggio non ha alcun peso sulla trama, e non compare ulteriori volte; per cui, in un film della durata di tre ore quei venti minuti in più per la sua entrata e uscita di scena sarebbero stati veramente superflui.
Se qualcuno ha già sbirciato la scheda finale forse si chiederà il perché di quel voto. Ebbene, dopo aver rimuginato a lungo ed esserci confrontati con molti altri pareri, ci siamo dovuti necessariamente rendere conto che un'unica, piccola ma fondamentale variazione è stata fatta, rispetto allo spirito del libro. Tutti sanno che nel finale Frodo abbandona la Compagnia dell'Anello per proseguire la sua strada da solo, e questa sofferta decisione avviene per la consapevolezza che il "portatore" deve essere solo, per non mettere a repentaglio le vite di chi lo accompagna. Nel libro Frodo scivola via di nascosto e fugge all'insaputa di tutti; nel film, invece, Aragorn si accorge della sua decisione e, discusso brevemente con lui, lo lascia andare. Al di là della scena molto melodrammatica, la differenza è sostanziale: Aragorn aveva giurato sulla sua spada di proteggere il portatore dell'Anello e di scortarlo fino al termine del suo viaggio... mai, per nessuna ragione, sarebbe venuto meno a questo giuramento!
Resta comunque un'incredibile opera, quella di una persona profondamente innamorata di quel che fa e che all'interno del film ha messo tutto se stesso...
E' importante notare però alcune cose: ci sono dei passi, nel film, di una fedeltà totale: il primo combattimento a Moria, per esempio. Non solo: ci sono elementi che non vengono messi in risalto dalle parole dei personaggi, ma che sicuramente vengono notate da chi conosce bene il libro: la spilla elfica che la Compagnia porta con se dopo aver abbandonato il regno degli elfi... solo chi ha letto la trilogia ha per certo notato il particolare; e il gioiello di Galadriel... solo chi ha letto il Silmarillion sa di che si tratta... eppure Jackson ci ha regalato anche splendidi particolari come questi.

L'autore

J.R.R. Tolkien diede vita ai personaggi del Signore degli Anelli con uno sforzo durato quattordici anni... ma il film ha avuto una gestazione ben più travagliata: i diritti vennero venduti già negli anni sessanta, ma solo oggi, finalmente, la nascita è giunta al suo compimento... Il nostro compito non sarà quello di ripetere tutte le tonnellate di parole già dette negli ultimi due mesi da tutte le emittenti televisive e le testate giornalistiche, ma sarà bensì di commentare il prodotto finale.

La Compagnia

I personaggi, poi, sono stati resi alla perfezione. Non uno della compagnia, né Saruman il bianco, o Elrond, né tanto meno Bilbo tradiscono le aspettative: i volti, le intenzioni, gli abiti... tutto è come lo abbiamo sempre sognato. I nomi degli attori non sono sempre grandiosi, ma le scelte (che Jackson ha potuto fare in completa libertà, lontano da Los Angeles) si sono rivelate incredibilmente azzeccate. Molto ha fatto il trucco, certo, ma è incredibile come anche attori inesperti come Elijah Wood si siano rivelati all'altezza della situazione. Pipino (Peregrino Tuc) è, in particolar modo, perfettamente reso (vedremo nei prossimi film); ma soprattutto Gimli: chiunque abbia mai letto qualcosa di fantasy, o abbia mai giocato di ruolo sa cosa vuol dire riferirsi al carattere di un nano.
Sir Ian McKellen ha abbandonato i passi di Magneto (X-Men) per vestire quelli di Gandalf... e si è visto che è nobile. Christopher Lee, redivivo, mostra sul suo volto tutti gli anni del Dracula da lui interpretato, e sebbene un po' legato nei movimenti, è stato degno del nome e della fama raccolta. John Rhys-Davies (oltre 80 pellicole) ci ha regalato il Gimli di cui abbiamo già accennato: lo abbiamo già visto in Indiana Jones nell'esilarante parte di Sallah. Hugo Weaving è forse quello che convince meno: imprigionato nel ruolo di Elrond, ha un volto decisamente troppo duro e malvagio per interpretare un guerriero valoroso e saggio come l'elfo in questione (era il cattivo di Matrix, tanto per intenderci).
Occorre ovviamente citare Ian Holm (From Hell - la vera storia di Jack lo squartatore), nella parte di un Bilbo Baggins incredibilmente convincente.
Il vero problema è trovare un protagonista, ne La Compagnia dell'Anello; chiunque conosca anche un briciolo della storia, sa bene che non è Frodo l'unico protagonista, ma che è solo il portatore dell'Anello, e che ogni singolo personaggio ha la sua importanza e il suo spessore.

La Magia del film

Gli effetti speciali sono la cosa più incredibile si sia mai vista in giro. La guerra tra elfi e umani contro l'esercito di Sauron ha richiesto addirittura l'intervento dell'esercito neozelandese, per quantità di comparse e movimento sulla scena... il risultato è una scena di battaglia che fa impallidire quelle di Braveheart.

Il lavoro di trucco è stato ciclopico: centinaia di orchetti, elfi, nani, hobbit... mai visto nulla del genere prima. Anche i più piccoli particolari sono stati rispettati, come i piedi degli hobbit, o i denti e gli occhi degli orchi; gli elfi sono aggraziati, dolci e lievi; i nani tarchiati e goffi; gli umani fieri della loro prestanza fisica ma consapevoli della debolezza del loro cuore... Ogni singolo particolare delle razze è stato realizzato con la precisione di un cesellatore. Forse si è persino esagerato: l'impiego di lenti a contatto colorate ha probabilmente surclassato qualsiasi precedente della storia della cinematografia… e secondo noi non c'era alcuna necessità di coprire i già splendidi occhi di Liv Tyler.

Le scenografie sono il capolavoro finale di questa opera d'arte. Da sempre esistono illustratori che hanno cercato di dare vita all'immaginario di Tolkien, realizzando veri e propri quadri. Il più illustre è Alan Lee. Un artista di grande fama che ha realizzato le tavole più belle tra quelle ispirate a Tolkien. Ebbene: Alan Lee era presente sul set e tutte le scenografie hanno avuto il suo tocco d'artista. Chi conosce le sue opere non ha potuto fare a meno di rivederle i suoi quadri attraverso le inquadrature e le scene del film. Un impatto dall'effetto straordinario.
Potremmo citare decine di esempi, e cercare di descrivere le dolcezza del bosco degli elfi, l'asprezza di Moria, la tranquillità di Hobbiville... ma preferiamo dire solo che è la materializzazione delle vostre fantasie, e non vi deluderà mai.

Le musiche non sono nulla di particolare... si è molto parlato dell'intervento di Enya, ma in realtà il disco è molto noioso da ascoltarsi da solo. All'interno del film è invece ben inquadrato nel suo contesto e ci consente di partecipare appieno all'atmosfera creata. Tuttavia è d'obbligo una precisazione… nei trailer che ci hanno bombardato abbiamo sentito una musica assolutamente eccezionale: una marcia degna del linguaggio poderoso e tonante di Tolkien… quella musica, purtroppo, non compare nel film… e dovremo attendere Il ritorno del Re (il terzo episodio), per poterne godere.

La perla

Assolutamente impossibile dare un giudizio obiettivo sulla perla di questo film... è tutto troppo splendido. L'unica cosa che possiamo fare è dare la perla soggettiva; ognuno di voi, poi, sceglierà la sua… C'è chi farà cadere la sua scelta sulla fugace comparsa di Gollum, chi sulle case degli Hobbit o sulla Contea in generale…
Noi da sempre abbiamo sognato di vedere il fiume animarsi e trasformarsi in una furia di cavalli incantati formati d'acqua che spazzavano via gli spettri dell'anello, i nazgul. Il sogno è, ancora una volta, divenuto realtà.

In conclusione le emozioni che il film ci suscita sono molto di più di quelle avremmo osato sperare. Il signore gli Anelli è un film da vedere, e vedere, e vedere ancora... finché il nostro cuore avrà passione da ricevere.

Il paragone

Le esigenze commerciali, e speculazioni giornalistiche hanno, tuttavia, affiancato questa opera ad Harry Potter, nel film eccezionale che abbiamo recensito il mese scorso. Purtroppo li vedremo concorrenti al galà degli Oscar e sappiamo tutto come funzionano le cose ad Hollywood (nessuno si stupirebbe di veder bocciato Il Signore degli Anelli, visto che il regista ha sbattuto la porta in faccia a tutta la California), ma resta un fatto da non dimenticare: paragonare Harry Potter e Il Signore degli Anelli tra di loro è come confrontare Cappuccetto Rosso ai Promessi Sposi. Qualunque paragone, qualunque similitudine è totalmente fuori luogo e sintomo di totale ignoranza letteraria e cinematografica: non vi è nulla in comune tra una favola che le mamme leggono ai bambini per addormentarsi e il capolavoro assoluto della letteratura fantastica.
E' capitato anche che qualcuno commentasse sull'evidente fatto che Harry Potter sia risultato molto più fedele al libro di quanto non sia Il Signore degli Anelli... il paragone è di nuovo stupido: come possiamo pretendere di vedere al cinema decine e decine di pagine di pura poesia?... Eppure, nonostante tutto, le vediamo lo stesso quasi tutte.

Scheda

Voto complessivo: 999/1000
Collocazione nella cineteca: scaffale: "fantasy", primo piano, da solo.
Compagnia migliore: tutte, ma totalmente silenziose
Cibo migliore: nessuno, la bocca resta spalancata dall'inizio alla fine
Umore ideale: qualunque sia quello di partenza, ne uscirete estasiati
Effetti collaterali: nessuno
Effetti benefici: se non lo amate, lo amerete… se non lo avete letto, vi verrà il desiderio
Controindicazioni: nessuna

Per goderne di più

Illustrazioni di Alan Lee
http://anduin.eldar.org/artgallery/tolkien/alee/justpixs.html
Informazioni sugli attori
http://us.imdb.com/Title?0120737
Informazioni sul film
http://www.ilsignoredeglianelliilfilm.it
Un po' di immagini
http://outnow.ch/movies/2001/LordOfTheRings1/default.asp?b=img_movie

One Ring to rule them all, One Ring to find them,
One Ring to bring them all and in the darkness bind them

 

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