ENERPRISE: UNA SERIE COMUNQUE TREK
di Andrea "Asteron" Pagliaricci

La cosa più importante di Star Trek credo sia il suo spirito di ricerca di "nuove forme di vita e di nuove civiltà, per giungere là dove nessuno era mai giunto prima".
Ciò che conta è la nostra sete di conoscenza riguardo a forme di vita, civiltà o culture.

Per questo ho intenzione di proporre una sorta di apologia di Braga: so che molti storceranno il naso, o peggio rideranno, ma non me la sento di accusare Braga tanto pesantemente come hanno fatto molti trekker negli ultimi tempi, soprattuto dopo l'uscita della nuova serie "Enterprise".
Nelle storie di Braga, come in quelle che caratterizzano le ultime serie, sono presenti quei valori cui ho fatto riferimento qualche rigo sopra (si pensi al comportamento di Janeway nel pilot e in moltissimi altri episodi o alla crisi di un intero quadrante in DS9).
Al di là di ogni considerazione di carattere tecnico, che anch'io spesso faccio per gioco (sono un cacciatore di YATI, per intenderci), ritengo che nella sostanza i valori fondamentali dell'Universo Trek vengano sempre tenuti in forte considerazione -in un modo o nell'altro.
Mi si dica ad esempio cosa si dovrebbe fare contro un invasore come il Dominio: non possiamo combatterTi, Caro Dominio, perchè siamo a favore di un mondo dove ci sia la pace e la prosperità...
Glielo si vada a spiegare mentre distruggono tutta la Federazione!

Inoltre, è bene ricordarlo, stiamo parlando di un mondo inventato, basato su diverse problematiche a seconda del periodo storico in cui le storie ad esso relative vengono scritte.
Mi riferisco alla paura di armi nucleari, alla guerra fredda e ai problemi sociali come i movimenti giovanili negli Anni 60, o alle varie questioni etiche come l'eutanasia, la clonazione o su cosa sia un essere senziente avente anch'esso dei diritti: si pensi solo a Data o alla bellissima puntata di Voyager "Tuvix", o ai vari interrogativi che la scienza si pone andando avanti nel tempo.
Ora, tenendo come punto fermo il vero spirito Trek, mi si spieghi come si possa pretendere che un pubblico del XXI secolo possa sorbirsi una serie tv, per giunta ambientata "fra 150 anni", piena di sceneggiature degne ormai di un museo della tecnica (faccio esplicito riferimento alla plancia dell'Enterprise di Kirk che assomiglia più ad un computer Anni 40 che a un nostro shuttle -fra qualche anno mi auguro di poter considerare anche la plancia di Archer da museo, altrimenti non avremmo fatto alcun passo avanti nella ricerca).
Tengo a sottolineare il fatto che la cosa che più conta sono i contenuti delle storie e il modo in cui esse vengono a noi presentate, anche nella recitazione: se avessero scelto di fare la nuova serie nello stile recitativo di "Via col Vento", dubito fortemente che verrebbe vista da qualcuno.

Si accusa Braga di aver tolto "Star Trek" dal titolo per non pagare i diritti agli eredi di Roddenberry: mi si dica perchè dal ricavo su un prodotto concepito quasi esclusivamente da lui, debba esser sottratta una parte consistente per girarla al suo primo ideatore o ai suoi eredi.
Non sarebbe sufficiente scrivere "basato su Star Trek, creato da Gene Roddenberry" per dar così a Cesare quel che è di Cesare?
Il nostro viene anche accusato di avere un certo snobbismo nei confronti dei fans; su questo punto sono d'accordo con tutti i trekker: in fondo siamo noi che facciamo in modo che Star Trek sia ancora vivo dopo 35 anni, parte dei quali sotto la "supervisione di Braga"!!!
Questo non toglie che scriva comunque storie belle ed interessanti... Ok, ok; alcune con qualche YATI, così nessuno mi può dire di non aver notato alcune falle nelle storie!
Questo non cambia il nocciolo della questione: se, alla fine, vengono riscontrati "errori" più o meno gravi o non viene rispettata al 100% la continuity, ma ci sono i contenuti che caratterizzano l'Universo Trek, alla fine concedetemi pure un "MACCHISSENEFREGA"... degli "errori" di Braga!!!



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