ARCHER, QUESTO SCONOSCIUTO
di Fabiano "Langley" Piccione

Rieccomi a voi, nella rubrica dedicata alla neonata fra le serie Trek. C'è chi ne sarà contento, chi un po' meno sapendo della mia criticità verso questa serie. Mi piace pensare che sia obiettività, più che criticità cieca e senza appelli. Tanto che questo mese penso di dimostrarlo nuovamente, parlando di un personaggio che non mi dispiace affatto.
Il Capitano Jonathan Archer, al comando della nave stellare Enterprise NX-01, è sicuramente un personaggio che ancora non può essere delineato a dovere, in questa sede, considerando che quella che abbiamo alle spalle, per poterlo giudicare, è solo una manciata di puntate nelle quali è stato a malapena delineato ed abbozzato. Se c'è una cosa che i telefilm ci insegnano è che, nel tempo, i cambiamenti sono infiniti e spesso imprevedibili. Non possiamo sapere cosa ci riserverà Archer nel futuro della serie, né quali nuovi aspetti di lui verranno esplorati e quali verranno abbandonati; né come si svilupperanno le dinamiche relazionali fra lui e il resto dei suoi sottoposti.
Conscio quindi della limitatezza di quanto seguirà, mi permetto comunque di proseguire; e piuttosto che stendere una sterile analisi del personaggio in questione (sterile anche per la succitata limitatezza del materiale a disposizione), voglio tentare un approccio analitico un po' sui generis: come proporrebbe Marzullo, mi pongo una domanda per poi rispondervi: "Quanto hanno in comune, con l'Archer che finora abbiamo visto, i quattro Capitani delle serie precedenti?"

Quanto ha "ereditato" da Kirk
Da subito abbiamo colto come il caro John sia un uomo impulsivo: in "Broken Bow" la sua invettiva contro i Vulcaniani, sarcastica e pungente, mette subito in chiaro che non ha poi tanti peli sulla lingua e che, quando deve "cantarle", le canta davvero.
"When your logic doesn't work you raise your voice? You've been on Earth too long!"("Quando la vostra logica non funziona alzate la voce? Siete stati sulla Terra troppo a lungo!"), esclamerà irritato il nostro Capitano, stanco dell'atteggiamento di superiorità vulcaniana, davanti all'ambasciatore Suval.
E' un uomo che ha sofferto, a causa dei Vulcaniani: suo padre non ha potuto vedere realizzato il sogno di vedere il suo motore "warp 5" in funzione prima di morire, a causa della scelta vulcaniana di "schiacciare a terra" l'umanità finchè non l'avessero reputata pronta per affrontare l'ignoto. Questo gli ha causato una sorta di diffidenza e di pregiudizio verso di loro: ne è infastidito, e ne sopporta la sottile arroganza a denti stretti, e a volte neanche troppo bene. Kirk, a suo modo, aveva anch'egli una sorta di diffidenza, quasi un odio, verso i Klingon, responsabili della morte del figlio.
La portata del sentimento, così come la sua motivazione, è di certo ben diversa in un caso rispetto all'altro, ma ciò nonostante trovo un trait d'union fra di loro: i pregiudizi, gli umanissimi pregiudizi. Archer sarà aiutato a superarli grazie alla convivenza con T'Pol, mentre Kirk si renderà conto che non tutti i Klingon sono degli assassini sanguinari grazie al Cancelliere Gorkon e alla sua sventurata fine.
Archer e Kirk sono accomunati, almeno ai miei occhi, anche dall'aura pionieristica che ha la loro missione, nonché dal loro atteggiamento da "cowboy" nel portarla avanti: eroi dallo sguardo di sfida, dalla lingua tagliente, dal carattere impulsivo e dal "bacio facile". Mi viene da sorridere, pensando al pilot di Enterprise in cui, dopo poco, vediamo Archer già impegnato a baciare, più sorpreso che riluttante, un'avvenente aliena. Come non pensare immediatamente al nostro James, che in 79 puntate ha lasciato dietro sé una lunga scia di flirt e baci appassionati? Archer replicherà in "Civilization", una puntata molto carina in cui, in imbarazzo a causa di un malfunzionamento del traduttore universale, romperà la delicata empasse comunicativa con l'aliena di turno adottando un metodo molto peculiare: un bel bacio, che vale più di mille parole. Di certo una scusa di cui Kirk non aveva mai avuto bisogno, ma non per questo meno simpatica. Anzi, di sicuro più orginale.

Quanto Picard c'è in Archer?
Sapete cosa mi sento di dire? A prima vista ben poco. Sarà perché Picard è stato e sarà sempre la figura di Capitano più "distinta" che si sia vista nei 35 anni di storia trekkiana, ed è forse quello che fra i quattro Capitani ha meno in comune con Archer. Jean-Luc è un gentlemen molto all'inglese: sorseggia the e legge Shakespeare. Un uomo di lettere ed intelletto, se così si può dire. La curiosità che lo spinge fra le stelle è una curiosità molto "dotta" : l'uomo nello spazio è poesia e filosofia; è confronto fra l'essenza umana e tutto quello che c'è intorno; la sfida per il nostro intelletto di espandersi e conoscere. Un uomo che ha una grande passione per la letteratura e per la storia umana, che si riflette nel suo grande amore per l'archeologia, è chiaramente un uomo che analizza l'ignoto alla luce dell'esperienza, della riflessività e della saggezza.
Per come abbiamo conosciuto Archer fino ad ora mi sento di poter azzardare che il suo modo di vivere l'ignoto è di sicuro più (permettetemi il termine) "prosaico": dai suoi occhi traspare fascino per quello che incontra, ovviamente, ma è un fascino dall'aria molto meno "intellettuale" di quello che traspariva dagli occhi di Jean-Luc. La sfida per lui è capire la lingua aliena, riuscire a conversare con esseri così diversi… e a stabilire relazioni con essi senza che gli sparino addosso.
Forse proprio perché in un contesto ben più abituato a tutto questo e facilitato dall'avanzare della stessa tecnologia, Jean-Luc ha invece sempre dimostrato di essere interessato soprattutto a capire e approfondire l'essenza della civiltà che incontrava a bordo della sua Enterprise: a coglierne e capirne i valori e a conoscerne intimamente la cultura. Forse per stessa contaminazione derivata dalla sua passione per l'archeologia e la letteratura. I presupposti sono diversi, come diverse sono le esigenze, quindi.
C'è anche da dire che Archer, forse meno intellettuale del caro Picard, ha però subito dimostrato di essere molto più a suo agio con l'equipaggio della sua nave rispetto a quanto sia mai successo a bordo della 1701-D : Jonathan cena spesso con Trip e T'Pol, su di una tovaglia a scacchi molto "casereccia" e alla buona (trovata a mio avviso davvero geniale); scherza con gli ufficiali di plancia in modo molto disinvolto e tiene nel suo alloggio addirittura un cane. Ci immagineremmo mai Picard alle prese con un cane a bordo della sua nave? Forse Jean-Luc sarebbe più il tipo da gatti, animali dall'aura molto più pacata e riflessiva. Di sicuro meno esuberanti della maggior parte dei cani. Picard non ha mai avuto predisposizione particolare per l'irruenza e la spontaneità dei bambini, figuriamoci come sarebbe a disagio con un quadrupede fra i piedi!

Sisko vs. Archer
Archer, così come Benjamin Sisko, ha fra le mani qualcosa di decisamente più grande di lui. Come Ben Sisko deve barcamenarsi fra una guerra di dimensioni galattiche, con tutti gli annessi e connessi che vanno dalle cospirazioni ai tradimenti, dalle tattiche militari agli scontri a fuoco, così anche John Archer ha fra le mani una situazione di enormi proporzioni: una guerra fredda temporale, al cui timone ci sono fantomatici alieni appartenenti ad un futuro non ben definito e i cui fini sono ancora oscuri, ma le cui intenzioni sono ormai chiare, cioè alterare il corso della storia. Sia Ben che John sono una specie di "pettine" che porterà a galla tutti i nodi che stanno dietro alle trame di specie aliene, volte allo scopo di alterare l'equilibrio e le sorti della Galassia.
DS9 è stata la serie trek più serializzata, nel senso che è stata quella i cui episodi sono stati molto spesso correlati l'uno all'altro, portando avanti un plot molto complesso e articolato. Enterprise si è impostata come una serie con molti episodi autoconclusivi, ma con alcuni correlati fra loro nel portare avanti la trama della guerra fredda temporale, che dovrebbe fare da fil rouge attraverso gli anni di programmazione del telefilm. Logico che, con questa impostazione, anche Archer, come Ben prima di lui, vedrà le sue azioni avere delle conseguenze non da poco nello scenario del divenire delle sorti delle civiltà aliene che ruotano e ruoteranno attorno alle avventure dell'Enterprise NX-01. Archer sarà sicuramente un Capitano che farà la storia futura (nel senso che contribuirà, oltre tutto, a preservarla così come la conosciamo noi trekkers ).

Che parallelismo fra Janeway e Archer?
Janeway è, a suo modo, una pioniera come Archer, benché egli abbia scelto consapevolmente questo compito delicato. Ma su entrambi io vedo, seppur in modo diverso, il peso di una certa responsabilità che il loro ruolo ha imposto: entrambi al comando di una nave che, volenti e nolenti, si ritrova da sola a viaggiare nello spazio e ad affrontare ciò che esso ha in serbo per loro. Archer sa che sta facendo la storia: sua è la responsabilità di fare le scelte più oculate per guidare i primi passi dell'uomo nello spazio nella giusta direzione. Ma il modo che hanno di affrontare le loro due situazioni è tutt'altro che simile: ciò è dovuto al fatto che, come già detto, nel caso di Archer la situazione è stata scelta consapevolmente, mentre nel caso di Janeway essa è piovuta sulle sue spalle, portandole addosso anche una grossa fetta di senso si colpa per le scelte da lei prese.
La responsabilità di Archer, di cui ho parlato poco fa, è per ora molto più potenziale che definita e chiara: gli scrittori non hanno ancora tirato fuori "dal cappello" la consapevolezza della grossa responsabilità che Archer dovrebbe avere, cioè quella di essera alla guida della prima spedizione esplorativa umana nello spazio profondo. John è un pioniere, un eroe coraggioso e spavaldo, ma a dire il vero mi piacerebbe che gli scrittori sviluppassero di più l'aspetto della criticità delle decisioni che un Capitano dovrebbe prendere in contesti tanto delicati come quello in cui Archer si trova. L'avevano fatto per Kirk, in controversissime puntate come "Guerra privata", e l'hanno fatto per Janeway più e più volte, in una lunga lista di puntate di cui è facile perdere il conto. Quindi più che "quanto Janeway e Archer possano avere in comune" qui sarebbe più opportuno parlare, per quanto mi riguarda, di quanto mi piacerebbe che gli scrittori mettessero un pizzico di Janeway in Archer, per il futuro della serie.
Credo che le puntate che più si presteranno a questo saranno quelle mitologiche, cioè quelle che porteranno avanti la trama di base della "guerra fredda temporale" e dei Sulibani. Vedremo cosa faranno.

Quello che ho tentato di fare è l'istantanea di un Capitano attraverso un approccio comparativo molto "peculiare". Non posso negare che molte delle similitudini e delle differenze che ho visto, nei paragoni fatti fra i personaggi, siano basate essenzialmente su mie sensazioni e pareri personali, che chi legge potrà condividere o meno.
Ma del resto, alla fine, quando si parla dei nostri beniamini…non è sempre una questione di gusti?!


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