COMINCIA L'ATTESA
di Domenico Ciccone

Il grande fermento che ogni anno coinvolge gli iscritti allo Star Trek Italian Club per l'annuale convention è particolarmente alle stelle in questo periodo per la conferma della presenza all'edizione 2002 di Leonard Nimoy, l'ormai leggendario signor Spock.
Prima di continuare il discorso è necessaria una premessa di carattere generale: è fuori di ogni dubbio e nessuno potrebbe convincere un fan del contrario che Spock E' Star Trek nell'immaginario collettivo degli appassionati e non. Dirò di più: anche chi afferma di non sapere nemmeno lontanamente cos'è ST, 99 volte su 100 ha associato un concetto di fantascienza in genere con l'immagine di un uomo dalle orecchie a punta (a me è capitato di sentire questa cosa innumerevoli volte).
Sulla carta, quindi, avere Nimoy ad una convention è il colpo maggiore che il fan-club ufficiale potesse fare. Su questo nulla da dire.
Fatta questa doverosa premessa mi sento in dovere di sollevare alcuni dubbi e perplessità circa le modalità di questa apparizione e i "pericoli" che ne potrebbero nascere. Addirittura pericoli, direte voi? Sì, perché è molto pericoloso presentare al pubblico una leggenda vivente ponendo un determinato tipo di gabbie.
Nel numero di novembre dell'INSIDE STAR TREK MAGAZINE la parte dedicata ai soci riporta, per l'appunto, le ultime notizie e la scheda di iscrizione. Si fa presente che, a differenza di quanto accaduto in tutte le altre convention, non sono previste sessioni di autografi né di fotografie, questo perché, cito testualmente, "Nimoy è uno di quegli attori che non firma autografi alle Convention, e quando lo fa solitamente il prezzo da pagare è esorbitante (un autografo può costarvi anche 50 dollari, più di 100.000 lire). L'unico modo per avere la sua firma è quella di acquistare una delle foto (il numero è limitato) che lui porterà già autografate."
La scheda di iscrizione porta a proposito un ulteriore dettaglio, e cioè che le foto disponibili sono 400 e sono accompagnate da un certificato di garanzia. Si aggiunga il fatto che stavolta il classico" supplemento prime file" viene diviso in "supplemento primissima fila - prime file - prime file laterali" con diversi tipi di costo (qui devo fare una considerazione dotta: in italiano "primissimo" non solo non esiste, ma è un orrore grammaticale che più orrore non si può, essendo "primo" già un superlativo assoluto. Che sia linguaggio comune d'accordo, ma metterlo su una scheda di prenotazione ufficiale per me non era davvero il caso).
I pericoli di cui sopra non sono legati ad una questione di soldi, o almeno non solo. La Sticcon è sempre costata meno i giorni in cui non era previsto l'ospite, le foto di Nimoy hanno il prezzo di 16 € che in fondo non è niente di stratosferico: il vero problema è, per me, se valga la pena di presentare il mito per eccellenza di Star Trek come un qualcosa che si vende un tanto al chilo. Cioè, se per avere Nimoy in una convention si debba sottostare ad una serie di regole commerciali così assurde da creare un contrasto tra l'attore e il personaggio tale da distruggere il mito. Un esempio pratico: io concepisco la foto autografata dell'attore come un rito che abbraccia tante cose che creano un'atmosfera, un ricordo, come il fare la fila per ore in attesa di vedere la mano che scorre sotto i miei occhi e intanto parlare con gli altri della fila, addirittura anche arrabbiarmi per gli eventuali contrattempi. Avere la foto con tanto di certificato di garanzia, perché...perbacco…tu spendi dei soldi e ti dobbiamo garantire che la firma non è di uno qualsiasi…ecco, questo è di una tristezza infinita. Ovvio che non sia colpa dello STIC se ci sono certe regole da parte del menagement dell'attore, ma allora mi chiedo: a queste condizioni non era meglio rinunciare a Nimoy? Anche perché quando ci sono simili premesse, si sa dove si comincia ma non si sa dove si finisce. E' un fatto noto che quando Shatner va in convention tutti quelli che entrano in sala devono firmare un prestampato in cui si impegnano a non fare domande che riguardino il parrucchino o la linea del buon Bill, pena salatissime multe; ora, che ci garantisce che per Nimoy non verranno fuori divieti di entrare in sala con le proprie fotocamere o telecamere, o divieti di porre certe domande o cose simili?
Per concludere,da un rapido sondaggio redazionale ho ricavato due grandi correnti di pensiero nelle quali penso si riassumano tutte le perplessità e tutte le attenuanti che si possono muovere alla presenza di Nimoy a queste condizioni: da una parte c'è chi sostiene che Star Trek rimane pur sempre una passione di pochi, purtroppo, e si paga cara per questo, e che andare a vedere Spock a qualsiasi condizione è come comprare attimo di sogno, da vivere con persone simpatiche e con le quali sentirsi affini. Poter dire: "Io l'ho incontrato" e farsi dei bei cazzeggi dal vivo con gente con la quale si fa tutto l'anno via Internet.
Dall'altra c'e chi sostiene che proporre un' incontro con Nimoy a queste condizioni equivale a venderlo un tanto al chilo, come già detto sopra, e che sia uno sfruttamento inopinato della passione per Star Trek.
Il vostro redattore preferito vi terrà aggiornati come al solito su tutti gli sviluppi del "caso Nimoy".
Alla prossima.

Un sentito e affettuoso ringraziamento a Francesco Spadaro "Il Navarca" e Paolo Longarini "Exidor" per gli spunti offerti per la redazione di questo articolo.


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