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IL
GUARDIAMARINA JONES, INDIANA JONES
Parte seconda
di Davide
"Questor" Galati
Il tenente Ro Laren annuì lasciandosi scappare un piccolo sorriso che
si affrettò subito a far sparire, non voleva certo incoraggiare eccessivamente
il guardiamarina, che invece si era già portato alle sue spalle e aveva
iniziato un massaggio, effettivamente rilassante, sulla cervice.
- Interessante anche la storia dei Kalandan - Ro trasalì alla voce del
guardiamarina. Ma cosa gli saltava in mente, era riuscito a creare l'atmosfera
perfetta e ancora parlava dell'articolo - Hanno costruito il loro avamposto
su un pianeta composto di diburio e osmio grande più o meno quanto la
nostra luna... uhm, cioè, volevo dire la luna terrestre, più o meno oltre
10.000 anni fa. Solo ora stiamo facendo dei passi avanti nella decifrazione
della tecnologia impiegata, che dimostra come questo popolo fosse parecchio
avanzato scientificamente. Peccato che questa sia stata anche la causa
della sua scomparsa, è ormai accertato che nella costruzione del loro
imponente avamposto hanno creato un organismo artificiale che li ha sterminati
tutti e che è stato poi accidentalmente trasportato sul loro pianeta natale,
provocando la scomparsa totale di questa grandiosa civiltà.
-
Non è la prima, né sarà l'ultima civiltà ad autodistruggersi grazie alla
propria arroganza. Sai che i tuoi massaggi non sono male, potresti proseguire
un po' più basso, verso la base del collo?
- Certo, ecco, ma proseguendo con l'articolo pensavo di inserire molte
notizie sulla civiltà Kataan. E' una civiltà estinta su cui possiamo avere
parecchie informazioni di prima mano grazie ai diari del capitano Picard.
- Il capitano Picard? E cosa c'entra, scusa, ha studiato anche lui i Kataan?
- Di più, ha vissuto con loro. Gli abitanti di Kataan, quando hanno capito
che la loro stella stava per trasformarsi in supernova, hanno costruito
un vero e proprio archivio della loro cultura all'interno di una piccola
sonda inviata alla deriva nello spazio. Quando l'Enterprise incontrò la
sonda, un raggio nucleonico colpì il capitano lasciandolo incosciente
per circa 30 minuti, ma in quel periodo di tempo la sua mente rivisse
trent'anni di vita sul pianeta Kataan. Ecco perché i suoi rapporti al
riguardo sono vitali per conoscere questa civiltà. Poi credo che meriterebbe
una menzione anche la civiltà koinoniana. Era una cultura estremamente
singolare, composta da due forme di vita: una incorporea e l'altra fisica.
Purtroppo, come spesso capita, i secondi si distrussero in una terribile
guerra, lasciando solo rovine che i nostri archeologi stanno studiando
con molta attenzione. Era una civiltà che dava una grande importanza alla
morte, viste le elaborate camere cerimoniali che abbiamo trovato, mentre
i koinoniani incorporei sembrano aver raggiunto un livello di consapevolezza
spirituale maggiore, che li ha portati però ad allontanarsi dai problemi
di chi possiede una forma fisica.
-
Filosofia, Galati, filosofia. Dev'essere un articolo storico, non filosofico,
attieniti ai dati e continua col massaggio... trovo che sia molto rilassante.
- Grazie, ma...
- Cosa c'è? Il guardiamarina borbottò qualcosa.
- Ah, l'uniforme... sì in effetti da un po' fastidio, aspetta che la sbottono...
- Ecco sì... di cosa stavamo parlando...
- Di filosofia, tendi a lasciarti prendere troppo la mano, dovresti citare
più fatti storici e dare riferimenti precisi.
- Ma non è proprio filosofia, si tratta di aspetti culturali imprescindibili.
Ad esempio, non potrei parlare dei Kurl, un'antica e fiorente civiltà
ormai scomparsa da millenni, senza citare i loro Naiskos.
- Certo, ma continua col massaggio, ti prego, poi mi spiegherai cosa sono
i Naiskos Kurliani.
- E' semplice, si tratta di statue che si aprono per rivelare al loro
interno altre statuine più piccole, ma sono incomprensibili se non si
conosce la convinzione kurliana che all'interno di ogni individuo ci sia
un'intera "comunità" di voci e desideri diversi. - Nel parlare il guardiamarina
si era lasciato trasportare dalla foga e gesticolava mimando l'aspetto
di un Naiskos Kurliano, il tenente gli afferrò le mani di scattò e le
appoggiò decisa sulle proprie spalle. Galati sorrise e riprese il suo
massaggio.
- Ha finito, guardiamarina?
-
No, a dire il vero ci sono ancora diverse civiltà di cui si potrebbe parlare.
Ad esempio i minosiani: sono stati una grande civiltà che ha deciso di
arricchirsi sfruttando le tendenze distruttive delle altre razze. Peccato
che alla fine le armi sempre più perfette e letali che costruivano risultarono
anche la fonte della loro rovina e totale scomparsa. Pensa che sembra
che alcuni dei sistemi d'arma del pianeta siano ancora attivi dopo tutti
questi anni. Comunque la guerra è sempre stata la causa principale della
scomparsa delle civiltà. Emblematico è il caos dei Promelliani e dei Menthariani:
i primi erano una razza molto simile ai rettili terrestri e avevano un
vero e proprio culto per l'eleganza, che si rifletteva nello stile delle
loro navi stellari; i secondi invece, più simili agli umanoidi, sono passati
alla storia per la loro astuzia e la capacità di inventare strategie di
combattimento davvero innovative. Le due razze si fecero guerra a lungo
e rischiarono l'annientamento totale in prossimità del pianeta Orelius
IX.
- Affascinante...
- Ma ancora più affascinate è la storia dell'impero TKON, una vera e propria
federazione con una popolazione di triliardi di persone che prosperava
600.000 anni prima della nostra Federazione. Pensi che le leggende dicono
che fosse in grado di spostare interi pianeti, avevano mappe galattiche
di tutta la galassia ed erano soliti misurare il tempo con il movimento
delle stelle. Dividevano la loro storia in ere, le più importanti erano
quelle di: Bastu, Cimi, Xora, Ozari, Fendor e Makto. Alla fine scomparvero
a causa dell'esplosione del loro sole che divenne una Supernova nell'era
di Makto. Ancora oggi comunque esistono alcuni avamposti di questo glorioso
impero.
-
Uhm, interessante, scendi pure più giù... - sussurrò maliziosa il tenente
Ro.
Il guardiamarina, tornò a guardare la donna, gli occhi socchiusi, l'uniforme
scivolata ancora più in basso, molto più in basso.
- Ma p-più giù-ù... - balbettò - ... v-vuol dire...
- Più giù. Hai delle mani fatate. - sorrise l'ufficiale.
Galati annuì e cominciò a far scendere delicatamente le proprie mani lungo
la schiena del suo superiore quando l'interfono lo interruppe, riportandolo
alla realtà: - Plancia a tenente Laren.
Ro recuperò il comunicatore : - Qui tenente Laren, dica pure signore.
- Il Navarca è appena arrivato dalla sua vacanza siciliana sulla Terra
e ha chiesto espressamente di vederla.
- Ora?
- Sì, la sta aspettando nel suo alloggio. E' un problema?
- No signore, gli comunichi che sto arrivando. - Così dicendo si risistemò
l'uniforme e sorrise al guardiamarina. - Buon articolo, forse un po' lungo.
Magari rivedremo insieme anche quello del mese prossimo... - ed uscì lanciandogli
un sorriso di complicità.
Galati si buttò sul divano a peso morto, la testa abbandonata sul cuscino
ed un unico pensiero in testa : - Come si può estinguere un Navarca? -
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