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NON
SEQUITUR
di Antonella Bellecca
La seconda stagione di Voyager è considerata
dai fan forse la peggiore in assoluto; eppure il secondo episodio, "Non
sequitur", è uno dei più amati e conosciuti della serie. Da segnalare
che questo episodio è stato scritto da Brannon Braga e diretto da David
Livingstone. La trama (spoiler): un bel giorno Harry Kim si sveglia...
sulla Terra, a San Francisco, nell'appartamento che divide con la sua
donna, Libby.
Attenzione però: non ci sono salti temporali, il giorno è quello giusto.
Né ci sono universi paralleli: esiste una sola Voyager, effettivamente
dispersa nel Quadrante Delta. Solo che Harry Kim, su quella nave, non
ci è mai salito. Ha continuato a vivere con Libby sulla Terra, lavorando
al progetto di una nuova navetta insieme ad un collega ed amico, il tenente
Lasca. Al suo posto è partito un suo compagno di Accademia, tale Daniel,
oramai dato per morto assieme al resto dell'equipaggio della sfortunata
astronave. La storia è mutata. Tutto a posto allora? Evidentemente no.
"Non
sequitur" in latino significa "non consequenziale". In effetti la storia
è mutata ma solo in parte, perché Harry ha i ricordi dell'altra realtà,
ed ha chiaramente la percezione di essere passato da una realtà all'altra,
percezione che tutti gli altri non hanno. Sì, perché oltre a Libby, per
la quale Harry non è mai partito, e quindi non ha la percezione che la
storia sia cambiata, c'è anche un altro personaggio la cui vicenda si
è svolta in maniera diversa da quella che conosciamo: è Tom Paris, il
quale trascina le sue giornate in maniera inconcludente in un bistrot
di Marsiglia. Anche lui non ha minimamente la percezione del mutamento
avvenuto nel continuum spazio-temporale. Harry Kim si trova quindi nell'assurda
situazione di essere l'unico, in tutto l'universo, ad aver capito che
"qualcosa" ha mutato la storia. E quel che è peggio, non ha il benché
minimo ricordo di quei mesi intercorsi dal suo (mancato) imbarco al giorno
del pasticcio e del conseguente "ritorno"; riesce a nascondere la sorpresa
quando Libby gli parla del loro imminente matrimonio, ma davanti alla
commissione esaminatrice che deve valutare il "suo" progetto di navetta,
non sa proprio che pesci prendere ed è costretto a ricorrere al classico
"malessere" che coglie abitualmente gli studenti impreparati!
A proposito di pasticcio, cos'era poi effettivamente accaduto? Oh, un
semplice intoppo durante una normale escursione con una navetta, uno di
quei piccoli impicci che possono ribaltare l'universo. Kim lo scopre grazie
ad un misterioso alieno, appartenente ad una razza che viaggia nel tempo
e nello spazio proprio per rimettere a posto le cose quando si "impigliano".
Un po' come quel cartone animato (emanazione di Yattaman?) in cui un gruppetto
di cattivi viaggia nel tempo per fare disastri, invariabilmente sbaragliati
dai "salvastoria".
A questo punto Harry ha due opportunità: lasciare le cose come stanno,
e godersi la sua vita sulla Terra, oppure tentare, appunto, di salvare
la storia così come la conosce lui. Mi chiedo: cosa avrei fatto io al
suo posto? Avrei cercato di rimettere le cose a posto o mi sarei adattata
alla nuova vita? La seconda che ho scritto, senza alcun dubbio! Harry
in questo caso avrebbe potuto tentare di aiutare la Voyager dalla Terra.
A dire il vero egli prova a raccontare la sua incredibile vicenda, ma
si rende conto che, nelle mani della burocrazia, sia lui che la Voyager
rimarranno una "scartoffia" nella memoria di un qualche computer muffito.
Decide quindi di agire da solo, recandosi in primo luogo a Marsiglia,
dove ha rintracciato Paris, e raccontandogli tutta la faccenda. Ma Tom
lo prende semplicemente per pazzo. A proposito (di nuovo), com'è che anche
Paris risulta residente sulla Terra, invece che disperso sulla Voyager?
Facile: ricordate che nel primo episodio di Voyager ("Il guardiano"),
mentre si trovano su Deep Space Nine, Kim sta per essere raggirato da
"un" ferengi, ma grazie all'intervento di Paris scopre le intenzioni truffaldine
di Quark? Ebbene, in questa realtà alternativa la vittima della tentata
truffa è proprio Tom Paris, il quale non gradisce affatto la manovra e
scatena quasi una rissa. Inutile dire che la speciale licenza che gli
aveva permesso di lasciare la colonia penale (dov'era confinato a causa
dei suoi precedenti maquis), al solo scopo di pilotare la Voyager attraverso
le Badlands, viene immediatamente revocata; Paris torna al "gabbio", da
dove, dopo aver pagato il fio delle sue colpe, raggiunge la Francia (Terra),
sperperando il suo tempo e la sua giovinezza in un bistrot che il nostro
Kim (e noi pure) riconosce immediatamente: è proprio il bistrot che Tom
ha ricostruito sul ponte ologrammi della Voyager, per ricordare l'amata
Terra.
È
da ricordare che quell'avvenimento su Deep Space Nine aveva segnato l'inizio
dell'amicizia di Harry e Tom, mentre l'assenza di tale circostanza ha
segnato la sconfitta e il fallimento di Tom. Successivamente, Kim tenta
di rubare una navetta per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente
che ha cambiato la storia; in questa impresa egli viene inaspettatamente
aiutato proprio da Paris, repentinamente giunto a San Francisco da Marsiglia
per tentare di riscattare la sua confusa vita... eliminando se stesso,
il se stesso che conosce lui. Alla fine, quindi, Tom decide di dare credito
a Harry, decide che può esistere un'altra vita per Tom Paris, una vita
di eroismo e promozioni sul campo, una evoluzione in senso positivo della
propria personale, piccola storia, all'interno degli immensi ingranaggi
della Storia.
Possiamo dire, quindi, che la (mancata) amicizia di Harry e Tom ha trovato,
anche in questa realtà alternativa, il modo di costituirsi, ed anche stavolta
Tom accorre in aiuto di Harry, arrivando a sacrificargli quella che, ora,
non è più una inutile vita. Ma anche la giovane Libby, assolutamente incredula,
assolutamente terrorizzata all'idea di perdere il suo Harry, proprio mentre
compiange i parenti di Daniel, di cui Kim asserisce di dover prendere
il posto, anche lei, dicevo, dà al fidanzato il suo piccolo aiuto, senza
capire quasi nulla di quello che sta succedendo, ma agendo unicamente
in base all'amore, che le comanda di essere solidale con l'uomo che ama,
al di là di tutto, anche della ragione. E così, il coraggioso Harry Kim,
perdendo per la seconda volta tutto il suo mondo, in nome di una correttezza
morale senza sbavature, corre incontro all'incrocio col suo destino, quello
vero, che ritrova nell'istante stesso in cui c'era stata la "stortura"
della storia. Nessuno si è accorto di nulla ma, ancora una volta, a Kim
spetta il singolare compito di ricordare...
Quella sera Harry sarà andato a letto con l'odore della pelle di Libby
nelle narici; dopotutto, non è stato un immenso regalo questo breve tuffo
nella normalità, nella quotidianità di un rapporto di coppia spezzato
dal destino? (Non il solo rapporto interrotto dalla sparizione della Voyager,
a dire il vero.) Chi dei dispersi nel Quadrante Delta può vantare di aver
avuto una "licenza" dalla lontananza e dalla separazione... e dalla solitudine,
probabilmente?
Anche l'amicizia con Tom esce ulteriormente rafforzata dagli eventi di
"Non sequitur", benché questi non se ne renda affatto conto. Singolarmente,
l'altro Tom, quello che non aveva mai neanche conosciuto Harry Kim, ha
ugualmente mantenuto un comportamento da "amico", improntato cioè all'ascolto
e alla disponibilità; un modo di agire che avrà fatto apprezzare a Kim,
ancora di più, le eccezionali doti di coraggio e sensibilità che il giovanissimo
guardiamarina aveva per primo individuato nel tormentato tenente (dopo
il capitano Janeway, s'intende).
Questo episodio, oltre che per l'avvincente trama, si fa ricordare anche
per un evento rarissimo in Star Trek (da TNG in poi), e in particolare
proprio in Voyager: finalmente qualcuno quaglia in campo sentimental-sessuale!
Be', capiamo che quello non era il vero posto di Harry, ma che doveva
fare, perdere l'unica occasione a lui riservata dagli sceneggiatori in
sette anni?!
Per
quanto riguarda la ricostruzione di San Francisco, benché sembri presa
da un plastico, è molto carina; magari le nostre città fossero così. Credo
che quello che è piaciuto tanto ai fan, di questo episodio, sia la visione
di come sarà (o sarebbe, bho) la Terra nel 24° secolo, di come sarà pulita
l'aria, di come saranno pulite le città (ma la nostra ossessione allora
è lo sporco? Anche il rumore, direi, per chi vive in una metropoli, come
me). Si volerà da San Francisco a Marsiglia in una mezz'oretta e le persone
sotto sospetto potranno girare liberamente, con le cavigliere, avendo
come unico limite... tutto il pianeta! Sembra che Braga trovi la soluzione
delle cavigliere elettroniche molto civile, e anch'io, mentre molte persone
si sono lamentate che sia una forma di controllo inumana. I neolaureati
e i neodiplomati troveranno subito lavoro e, anzi, avranno lussuosi uffici
(bhe forse questa è un po' grossa...).
Molto originale la trovata del popolo alieno che si muove attraverso il
tempo (come i Viaggiatori!), assistendo a chissà quali disastri perpetrati
dagli scrittori di fantascienza. Pensate che l'idea dei pirati del tempo,
per la Quinta Serie di Star Trek, sia venuta dal telefilm "I Viaggiatori"?
Insomma, per concludere abbiamo conosciuto la famosa Libby e abbiamo visto
uno scorcio della grande solitudine di Kim, benché alleviata da amici
e colleghi. Immaginate, in una situazione del genere, come sarebbe brutto
se si creassero degli attriti? Vi è mai capitato di allentare i rapporti
con qualche gruppo di persone perché non vi trovavate più a vostro agio,
avendo come consolazione un intero mondo da esplorare e da conoscere?
Immaginate se invece foste condannati a vedere quelle persone tutti i
giorni in pochi metri quadrati! Certo ci si chiede come mai dal quarto
piano si vedano i tetti dei grattacieli e come si faccia a dormire in
una casa che ha un'enorme vetrata senza serrande, davanti a dei lampioni.
Però queste sono quisquilie, l'episodio, anche se non vi sono trovate
sconvolgenti, è bello e merita.
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