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EMANAZIONI
Terza parte
di Anna "Ro Laren"
Manfredini
TNG, DS9 e VOY
"Quando un vecchio combattente come me muore... c'è sempre
qualcuno che si fa avanti per prendere il suo posto..."
(Macias a Ro Laren, in TNG "Il Tenente Ro")
Il 28 marzo 1994 esce l'episodio di TNG "La fine del viaggio" (Settima
Stagione), in cui per la prima volta nella storia della Federazione vengono
nominati i Maquis; circa un mese dopo, esattamente il 25 aprile, ecco
il doppio episodio di DS9 "La ribellione" (Seconda Stagione) seguito,
sempre a distanza di un mese circa, da TNG "Il Tenente Ro" (Settima
Stagione), quindi da DS9 "La nave rubata" (Terza Stagione)
e finalmente dall'inizio di VOY, con l'episodio pilota "Il Guardiano".
Lungo
la timeline di Star Trek i Maquis acquisiscono un peso sempre maggiore,
a partire dai primi sporadici accenni in The Next Generation fino
ad arrivare, attraverso interventi via via più significativi durante
Deep Space Nine, alla condivisione stabile di un'intera serie in
Voyager dove, come tutti sappiamo, una buona metà dell'equipaggio
è costituita proprio da ex "terroristi" anticardassiani.
L'idea di dar vita a un gruppo di estremisti armati e irriducibili, le
cui premesse ideologiche sono sostanzialmente equivalenti a quelle della
Federazione (impedire l'illecita ingerenza di Cardassia all'interno della
Zona Smilitarizzata) ma le cui soluzioni pratiche cozzano inevitabilmente
contro i suoi principi più sacri (la lotta armata in forma terroristica
è bandita dalla morale federale), è stata senza dubbio positiva
e si è caricata di sviluppi - sia dal punto di vista narrativo
che contenutistico - assai significativi.
Tutto
prende il via nell'episodio appena citato "La fine del viaggio",
in cui veniamo a conoscenza della presenza di pianeti già appartenuti
alla Federazione e da poco entrati in territorio cardassiano, ceduti conseguentemente
al trattato di pace tra le due potenze. Inevitabilmente, gli ex cittadini
federali che vengono ora a trovarsi entro i confini "nemici",
sono invitati senza troppi complimenti dai nuovi leader politici ad abbandonare
colonie, città, case e occupazioni per far rientro in territorio
federale. Inevitabilmente, e aggiungo pure comprensibilmente, parte degli
ex coloni rifiuta in modo categorico di lasciare il proprio mondo, sperando
prima nell'appoggio della Federazione e poi - non ottenendo da essa alcuna
soddisfazione - imbracciando i phaser in nome della causa.
Pienamente giustificabili, come dicevo prima, le premesse: a tutto il
Quadrante sono noti i metodi cardassiani nel controllo dei territori e
delle popolazioni assoggettate, né Cardassia è impreparata
di fronte a impeti di ribellione e di resistenza armata lunghi anche decenni
(il caso di Bajor è eloquente). L'impronta
fortemente militaristica del governo cardassiano - che in molti aspetti
palesemente ricorda gli anni del fascismo in Italia e del nazismo in Germania
- lascia poche alternative agli spiriti indipendenti, liberali e un tempo
pacifici degli ex coloni, ritrovatisi loro malgrado a dover subire ogni
sorta di arbitraria angheria. E la Federazione ne è a perfetta
conoscenza, la Federazione intimamente comprende e appoggia le ragioni
dei Maquis, ma - per dirla con un topos - ha le mani legate: si può
forse permettere che vada a rotoli una tregua da tanto tempo agognata,
rischiando una nuova guerra interplanetaria, per prendere le difese di
alcune cellule di patrioti estremisti? No, ovviamente. Ovviamente, la
Federazione tenta la via diplomatica e ovviamente fallisce. E quindi,
paradossalmente, è costretta a schierarsi dalla parte dei "carnefici"
e a puntare le armi contro i propri "fratelli". Una situazione
complessa, contorta, di difficile gestione, probabilmente di impossibile
soluzione.
E
così, ecco Picard - che a stento reprime la rabbia che dentro lo
rode - assecondare le proteste di Gul Evek, eccolo spedire il tenente
Ro Laren come infiltrata in una cellula maquis e programmare una trappola
per por fine una volta per tutte alla ribellione; ecco Sisko salvare Gul
Dukat e minacciare da un runabout il vecchio compagno d'Accademia comandante
Hudson, ora leader dei Maquis, eccolo inseguire con rabbiosa determinazione
l'ex ufficiale della sicurezza Michael Eddington, eccolo addirittura consegnare
l'amata Kasidy Yates, colpevole di un atto di collaborazionismo con i
Maquis, alle autorità federali, che la condanneranno a sei mesi
di galera; ecco la Janeway infiltrare Tuvok in un altro gruppo di ribelli...
Ma la causa è sentita, è legittima, è sacrosanta:
per questo molti ufficiali della Flotta decidono di schierarsi al fianco
dei Maquis, dando vita a un'organizzazione che si allarga a macchia d'olio
nel Quadrante, abbracciata da esponenti di tutte le razze; e una tra le
prime a fare il grande passo, memore del terribile passato trascorso dapprima
in un campo di lavoro cardassiano e poi tra le fila del Fronte di Liberazione
Bajoriano, è proprio Ro Laren, nel bellissimo episodio della Settima
Stagione di TNG "Il Tenente Ro". Inutile
per lei raccontare a se stessa (e a Picard) che non tradirà la
Federazione, inutili gli sforzi che compie per autoconvincersi (cfr. STIM
anno 1 n° 8) che porterà comunque a termine la propria missione:
i suoi reali sentimenti emergono immediatamente, disegnati sul suo volto,
non appena entra in contatto con la cellula maquis guidata dall'anziano
Macias.
Tra i due s'instaura subito un rapporto di totale fiducia, paterno, viscerale;
scopriamo che Macias e gli altri "terroristi" appartenenti alla
cellula di Ronara non sono affatto quei mostri sanguinari che Gul Evek
vuol far credere alla Flotta, anzi, attraverso la figura del loro leader
- puro di cuore, idealista e lungimirante - ci vengono disegnati con tratti
che definirei tipici di una visione romantica dell'idea di "ribellione"...
Tra le altre cose, in questo episodio ci viene reso noto che i Maquis
- come ogni organizzazione di guerriglieri anche nella nostra realtà
storica - sono organizzati in piccole cellule, sparse un po' dovunque
sui pianeti di nuova acquisizione cardassiana, che solo il capocellula
è a conoscenza dei nomi degli altri capi e che il vincolo di sincera
lealtà nei confronti della causa e dei compagni che lega gli appartenenti
ad ogni cellula è inattaccabile.
Sono gli stessi incrollabili principi, le stesse tecniche organizzative
che caratterizzarono la Resistenza partigiana durante la Seconda Guerra
Mondiale, la Revolución cubana del Che, di Castro e dei "Barbudos"
contro Batista e tutti gli altri movimenti di ribellione contro le dittature...
E
- s'impone questa parentesi - i Maquis non sono l'unico importante movimento
di resistenza in Star Trek. Il Fronte di Liberazione Bajoriano, impegnato
per più di cinquant'anni in azioni di guerriglia contro l'occupazione
cardassiana e in cui tanta parte ha avuto la nostra amata Kira Nerys,
ha operato secondo le stesse identiche tecniche di combattimento; tra
l'altro, il nostro Maggiore è stata assegnata a Deep Space Nine
come ufficiale di collegamento proprio al posto di Ro Laren, mancata emanazione
da TNG alla serie successiva. E paradossalmente sarà proprio Kira
- negli ultimi, indimenticabili episodi di DS9 - a insegnare quelle stesse
tecniche di resistenza armata ai suoi nemici di un tempo, vittime a loro
volta di una dominazione ancora più spietata, e a combattere fianco
a fianco con il legato Damar per la liberazione di Cardassia...
Ma
ritorniamo ai Maquis.
Su Ronara, Ro Laren aveva conosciuto e condiviso l'alloggio con una tra
i più intransigenti dei guerriglieri, Kalita,
l'unica a non fidarsi di lei - ma soltanto all'inizio - e a subodorare
la possibilità che si trattasse di un'infiltrata. Ritroviamo Kalita
in uno sconcertante episodio della Terza Stagione di DS9, "La
nave rubata", agli ordini di un'altra nostra vecchia e inquietante
conoscenza di The Next Generation, anch'egli ora passato ai Maquis:
Thomas Riker.
Occorre a questo punto fare un piccolo passo indietro e ritornare al 1993,
anno di uscita dell'episodio di TNG "Duplicato" (Sesta
Stagione). È a volte sconvolgente come
nulla (o quasi) nella linea temporale di Star Trek sia lasciato al caso:
il ruvido e sconvolto duplicato di se stesso che il Numero Uno dell'Enterprise
ritrova su Nervala IV, abbandonato per anni
al proprio destino dopo un incidente al teletrasporto di cui nessuno aveva
mai saputo niente, ci pare la classica "meteora" trek, protagonista
di un episodio isolato e condannato all'oblio per il resto della saga.
La
situazione che si viene a creare sull'Enterprise è a dir poco surreale,
assai difficile da definire e da controllare sia per i personaggi, che
per gli sceneggiatori, che per noi. Il William Riker n° 2, ribattezzato
Thomas dal secondo nome del Numero Uno, è molto di più di
una semplice fotocopia dell'originale, è un individuo assai ben
delineato, profondamente diverso dal suo gemello "omogenetico",
con il quale immediatamente, inevitabilmente, si pone in competizione.
Tom è ancora tenente, gli anni che ha trascorso dimenticato su
Nervala IV hanno stroncato la sua carriera, la sua rabbia è devastante
e tutto dentro di lui è rimasto congelato all'epoca dell'incidente,
compresa la passione bruciante per la sua imzadi, Deanna. Senza dilungarmi
troppo sulla vicenda specifica (che certamente meriterebbe un approfondimento
mirato), mi limito a dire che, a conti fatti, da un punto di vista prettamente
psicologico il rapporto tra Will e Tom si risolve a favore del primo,
causando nel secondo un logorante complesso di inferiorità. E il
distacco tra i due, alla fine dell'episodio, non lascia intuire alcuna
speranza in un possibile incontro futuro.
Quando
siamo già certi che non rivedremo mai più il tormentato
Tom, ecco che ci si ripresenta dopo poco più di un anno, sbarcando
su Deep Space Nine sotto le mentite spoglie di William, chiedendo ed ottenendo
di esaminare la Defiant... e sottraendola alla stazione come fosse un
gioco da ragazzi per lanciarsi a curvatura massima verso lo spazio cardassiano
("La nave rubata"). Scopriamo allora la sua vera identità,
scopriamo che è divenuto un leader dei Maquis, che sembra deciso
a portare a termine la propria missione a qualunque costo... ma che in
realtà il fervore rivoluzionario che lo esalta altro non è
se non l'ultima manifestazione dell'irrisolto conflitto interiore che
lo oppone a suo "fratello". Comunque, è grazie al suo
raid nel sistema di Orias - conclusosi con la cattura e l'arresto suo
e del suo equipaggio - che Sisko e Gul Dukat hanno finalmente la prova
che l'Ordine Ossidiano sta tramando qualcosa di estremamente pericoloso
all'insaputa persino del Comando Centrale Cardassiano.
Via
via che DS9 procede, poi, gli interventi dei Maquis si fanno sempre più
frequenti e con VOY la presenza dei ribelli "rinnegati" diviene
stabile. Nel corso degli anni l'organizzazione paramilitare anticardassiana
si è ingrandita e rafforzata, accogliendo tra le sue schiere rappresentanti
di tutte le razze, più o meno direttamente colpite dall'ingerenza
di Cardassia; ed ha anche stabilito un vero e proprio quartier generale
in uno dei luoghi più inaccessibili e inospitali del Quadrante,
le turbinose Badlands, le cui continue e terribili tempeste di plasma
garantiscono una sicurezza pressoché totale.
L'ultima
considerazione sull'argomento riguarda VOY, in cui la presenza fissa dei
Maquis ha dato origine a una nuova prospettiva e a nuove possibilità
di sviluppo narrativo: è sicuramente molto interessante l'analisi
dell'interazione - in principio coatta - tra elementi "ortodossi"
e "schegge impazzite" a bordo della stessa nave e al comando
di una diade così carica di valenze come Janeway e Chakotay. Laddove
all'inizio la convivenza e la collaborazione erano imposte dalla situazione
contingente (salvare la pelle) e la coesistenza dei due equipaggi presentava
enormi difficoltà di gestione, con il proseguire della serie i
rapporti vanno via via affinandosi, evolvendosi, si approfondiscono molto
oltre l'antagonismo ideologico e danno origine a numerosissime forme di
inter-relazione estremamente salde e sincere (dalla collaborazione all'amicizia,
all'amore, alla condivisione di idee e norme di comportamento). Resta
da dire, e non poteva essere altrimenti, che comunque rimane uno zoccolo
duro di irriducibili (cito soltanto l'esempio di Seska), i quali - più
per una tendenza ormai divenuta "naturale" al sabotaggio e alla
guerriglia, io credo, che per reali motivi ideologici - non perdono occasione
per porsi sempre e in ogni caso contro ciò che rappresenta l'autorità
costituita, la Federazione, nello specifico appunto Janeway e l'equipaggio
regolare della Voyager.
Da
TNG a VOY
Come
accennavo all'inizio di questa lunga passeggiata attraverso le "emanazioni"
verso e da TNG, l'idea di approfondire questa analisi mi venne rivedendo
due episodi lontani sette anni uno dall'altro: TNG "Il tunnel
conteso" (Terza Stagione) e VOY "Profeti e perdite"
(Terza Stagione). A una visione posteriore alle prime stagioni di DS9
e VOY, l'episodio citato di TNG appare carico di evocazioni sconcertanti:
la prima riflessione incrociata che feci, alla scoperta del tunnel spaziale
apparentemente stabile - e apparentemente aperto sul Quadrante Gamma -
nello spazio di Barzan II, fu "Ah, ma allora un Tempio Celeste era
già apparso a Picard!"... restando ovviamente delusa alla
conferma che in realtà quel tunnel aveva sì un'apertura
stabile nel Quadrante Alfa, ma cambiava continuamente posizione in uscita
e non portava al Quadrante Gamma, bensì al Quadrante Delta.
Ma quando, in "Profeti e perdite", vidi Arridor e Kol
- su uno sperduto e arretrato pianeta del Quadrante Delta - vestire i
panni di due "Venerati Saggi", uscire dal tempio di Takar atteggiandosi
a dei, agghindati come sultani, e sciorinare alla popolazione inebetita
le Regole dell'Acquisizione pensai: "Pazzesco. Incredibile. Meraviglioso".
Avevamo lasciato i due Ferengi in "Il tunnel conteso",
intrappolati al di là del tunnel nel Quadrante Delta, ovviamente
a causa del solito eccesso di presunzione che li aveva fatti desistere
dal seguire Geordi e Data verso la salvezza. E non ne avevamo più
saputo niente, né ci aspettavamo di saperne più niente.
E
invece eccoli di nuovo protagonisti, in uno degli episodi tra i più
esilaranti di VOY: concepito al limite della commedia delle beffe, tutto
in "Profeti e perdite" è volutamente portato all'eccesso,
dall'ingenuità quasi balorda degli abitanti del pianeta all'insulsaggine
del "Canto dei Saggi", alle facce da ebeti dei popolani, alla
inverosimile performance di Neelix trasformato in Gran Delegato, alle
battute da cabaret dei due Ferengi, con Arridor - lo scaltro - primo attore
e Kol - il beota - che fa da spalla (vengono in mente Gianni e Pinotto),
al delirante rito finale...
Insomma, i nostri due troll dispersi - sicuri di essere ormai fuori tiro
a qualunque possibile "controllo" - si sono creati il loro piccolo
e indisturbato regno, sprofondano nel lusso più sfrenato sfruttando
la semplicioneria di un popolo cui il replicatore è presentato
come una "venerata icona" e le Regole dell'Acquisizione vengono
declamate come verbo divino... Tutto secondo le più ferree tradizioni
ferengi, quindi anche in linea (sebbene non proprio perfettamente) con
la Prima Direttiva federale.
Ma l'integerrima Pulzella del Quadrante Delta, invece di concentrarsi
sul tentativo di raggiungere con la sua nave l'ingresso del tunnel, decide
di rompere le uova nel paniere ai due poveri diavoli e alla fine riesce
a scaraventarli dentro il tunnel, col risultato che un impulso di gravitoni
scagliato come ultima difesa da Arridor compromette definitivamente la
stabilità del passaggio e preclude per sempre alla Voyager anche
quella strada verso casa.
MOE: "Ho programmato io il signor Paris così maleducato?"
Barclay: "No, l'ho programmato io... In realtà mi sono
ispirato a mio cugino Frank."
MOE: "Hm. Computer: cancellare Paris."
(VOY "Proiezioni")
È
uno dei tanti gustosissimi scambi di battute tra il Dottore Olografico
e il mitico, inimitabile, insostituibile Reginald "Reg" "Broccoli"
Barclay nella prima - sebbene virtuale - delle sue numerose apparizioni
in Voyager, nel contorto episodio intitolato appunto "Proiezioni"
(Seconda Stagione).
L'impacciato, maniacale, maldestro e ipocondriaco tenente - capace però
di illuminazioni spesso risolutive - che avevamo imparato a conoscere
fino da TNG "Illusione o realtà?" (Terza Stagione)
ritorna in questo episodio di VOY in forma di ologramma dell'assistente
del Dottor Zimmerman, ideatore del programma medico olografico d'emergenza,
"evocato" casualmente proprio dal MOE - che si trova sul ponte
ologrammi durante un incidente ai generatori d'immagine.
La
figura di Barclay è certamente una tra le più azzeccate
e originali che Star Trek abbia saputo offrirci, grazie senza dubbio anche
alla maestria di Dwight Schultz (che, come molti altri famosi nomi apparsi
nella saga, fece espressa richiesta di prendere parte a qualche episodio);
spassose certe situazioni che lo vedono protagonista e che prendono quasi
sempre spunto da qualcuna delle sue fobie: si pensi al demenziale programma
olografico che crea per sfuggire alla realtà nel sopracitato episodio
di TNG (nel quale assistiamo tra l'altro alla memorabile gaffe di Picard,
che distrattamente gli si rivolge chiamandolo "Signor Broccoli"),
in cui trasforma Troi in "dea dell'empatia", Riker, Picard e
Data nei tre moschettieri e Beverly in una leggiadra fanciulla dalle vesti
svolazzanti su un'altalena... Si pensi alla sua fobia da teletrasporto
in TNG "Paure nascoste", o alla sua degenerazione in
un eccitatissimo quanto indovinato aracnide in TNG "Genesi"
(a causa di una sindrome che Beverly denominerà proprio Protomorfosi
di Barclay)...
Come
indiscusso esperto del ponte ologrammi, dunque, non potevamo non ritrovarlo
(reduce anche da evidenti trattamenti tricologici) in situazioni analoghe
negli episodi di VOY che lo vedono protagonista, i quali però -
a parte "Proiezioni" - appartengono tutti alla Sesta
e alla Settima Stagione, che io ancora non ho visto. Insieme a Reg in
questi episodi terminali di VOY riappare anche la sua "dea dell'empatia"
di un tempo, Deanna Troi, chiamata a cercar di districare le ossessioni
sempre più devastanti del nostro iperteso ingegnere. Come per l'episodio
"Q 2" nel numero scorso, grazie alla rete e al prezioso aiuto
di Fabiano Piccione cercherò comunque di inquadrare i punti salienti
nella storia evolutiva di questi due personaggi.
In
"Pathfinder" (Sesta Stagione) - che si svolge quasi integralmente
sulla Terra - Barclay è nuovamente vittima della "dipendenza
da ponte ologrammi", sul quale ha ricreato l'intero equipaggio della
Voyager per seguire un'idea del tutto personale all'interno del progetto
federale attivato per accelerare il ritorno di Janeway & co. dal Quadrante
Delta. Ossessionato dall'idea di contattare la nave dispersa, Reg ha una
delle sue fulminanti intuizioni e asserisce che dirigendo un impulso tachionico
verso una pulsar vagante da poco rilevata sia possibile creare un tunnel
spaziale artificiale, attraverso il quale trasmettere un messaggio. Né
il suo diretto superiore, Comandante Harkins, né il sopraggiunto
Ammiraglio Paris (padre di Tom) sono però disposti a dar credito
alle sue teorie, sviati dalla piega paranoica che sta prendendo l'atteggiamento
del nostro tenente, il quale finisce per essere addirittura allontanato
dal "Progetto Pathfinder".
Al
limite della degenerazione psicologica, dunque, e ormai irreparabilmente
invischiato nella sua nuova "famiglia olografica", Reg rischia
di perdere il lume della ragione: è a questo punto che, prendendosi
un periodo di "ferie" dall'Enterprise, Deanna Troi decide di
rispondere alla sua richiesta di aiuto e di raggiungerlo, per tentare
di trovare il bandolo della sua ennesima crisi esistenziale. La presenza
di Deanna - pur segregata qui al limitato ruolo di ascoltatrice - si rivela
fondamentale: grazie al suo apporto di consigliere, infatti, Reg riesce
a superare la crisi e portare avanti il progetto, rischiando perfino l'arresto,
ma riuscendo alla fine a stabilire il contatto con il Quadrante Delta
e a comunicare con Janeway. Doverose, a questo punto, le scuse ufficiali
che il Comandante Harkins gli porge e le lodi illimitate che riceve dall'equipaggio
della nave dispersa, mentre l'Ammiraglio Paris annuncia finalmente la
partenza del "Progetto Voyager".
Grazie
al lavoro svolto da Barclay, quindi, ora la Voyager può comunicare
regolarmente con la Terra, spedendo mensilmente pacchetti di dati attraverso
la pulsar "amplificata". In "Life Line" (Sesta
Stagione) il MOE viene a sapere proprio da Reginald che il suo creatore,
il dottor Lewis Zimmerman, sta morendo di una malattia praticamente sconosciuta
e ottiene da Janeway il permesso di essere spedito sulla Terra assieme
al pacchetto di dati in risposta, onde tentare una terapia. L'incontro
tra creatore e creatura si rivela inaspettatamente "piccante":
nonostante i tentativi del povero Reginald, assistente di Zimmerman (come
già noto dall'episodio "Proiezioni"), il dottore
non vuole saperne di avere a che fare con la sua creazione, né
tantomeno di sottoporsi al trattamento medico. Ed ecco che Barclay chiama
nuovamente in causa Deanna, sperando che almeno lei sia in grado di far
ragionare l'isterico e cocciuto scienziato. Tutto l'episodio è
giocato sull'ironia derivante dall'interazione tra Zimmerman e MOE, identici
- è ovvio - negli atteggiamenti, entrambi scontrosi, arroganti,
orgogliosi, cinici, sempre pronti al sarcasmo più nero...
Il
motivo del plateale rifiuto del dottor Zimmerman nei confronti della sua
creazione è svelato soltanto alla fine: il modello MOE Mark 1 (quello
cui appunto appartiene il Dottore Olografico della Voyager) si è
rivelato un sostanziale fallimento, tanto da dover essere sostituito dal
nuovo modello Mark 2, ed è stato fonte di grande ilarità
da parte dei colleghi ai danni di Zimmerman. Comunque, tutto è
bene quel che finisce bene: Deanna e Barclay riescono a convincere il
recalcitrante dottore a sottoporsi alla cura, provandogli che il MOE è
un caso a parte nella storia dei programmi medici olografici, in quanto
rimasto attivo ininterrottamente per sei anni ed evolutosi ben al di là
delle aspettative iniziali.
In
"Inside Man" (Settima Stagione) per la prima volta l'equipaggio
della Voyager entra in contatto visivo - seppur, naturalmente, tramite
una proiezione olografica - con Reginald Barclay.
L'episodio, a quanto pare intricatissimo e ricco di situazioni al limite
della comicità, prende il via per l'appunto con l'arrivo sulla
Voyager, nel pacchetto mensile di dati inviati dalla Terra, di un holo-Barclay
che annuncia ai membri dell'equipaggio di aver trovato il modo per farli
ritornare a casa. Il piano - così complicato che non so se riuscirò
a spiegarlo - consisterebbe nel far passare la Voyager attraverso una
"piega" geodesica creata collegando due giganti rosse (una nel
Quadrante Alfa e una nel Quadrante Delta) tramite un campo magnetico amplificato
da un raggio verteron... L'unico problema, ma secondo l'holo-Barclay risolvibile
semplicemente adottando i nuovi sistemi tecnologici e medici che ha portato
con sé, è che le radiazioni geodesiche sono letali per l'organismo
umano.
Intanto,
nel laboratorio Pathfinder sulla Terra il vero Barclay scopre che il programma
olografico da lui inviato non ha mai raggiunto la Voyager: improvvisandosi
detective, comincia a fomulare teorie e ad avanzare sospetti su Borg e
Romulani, finché lo scettico Harkins gli ordina di lasciar perdere
e di prendersi una bella vacanza. Ma ormai conosciamo il nostro Reg e
sappiamo che non si arrenderà mai, soprattutto sapendo che può
contare sull'aiuto di una psicologa empatica ed esperta come Deanna. Ed
eccolo allora raggiungere il consigliere sulla spiaggia (anche lei si
era presa una vacanza), convincerla a rimandare il week-end di relax...
e mettere sotto torchio insieme a lei (e ai maggiori rappresentanti della
Flotta) una certa Leosa, con la quale Reg ha da qualche tempo una storiella
e che ha sempre manifestato molto interesse nei confronti del "Progetto
Pathfinder". Incapace di sfuggire ai poteri empatici di Deanna, Leosa
confessa di essere in realtà una specie di ragazza-dabo al servizio
di un gruppo di Ferengi i quali, interessati alle nanosonde di Sette di
Nove e al possibile profitto da esse ricavabile, hanno intercettato e
riprogrammato l'holo-Barclay, inviandolo poi alla Voyager allo scopo di
sterminarne l'equipaggio nel presunto passaggio attraverso la "piega"
geodesica. Tra
un colpo di scena e l'altro, Reg alla fine ha la meglio, riuscendo ad
avvertire la Janeway e ad ingannare a sua volta i Ferengi, evitando il
rapimento di Sette e riconfigurando il proprio oloprogramma con nuovi
protocolli di sicurezza... Anche questa volta, comunque, la Voyager deve
rimandare il proprio rientro.
Ritroviamo ancora una volta volta il nostro Broccoli in uno degli ultimi
episodi di VOY, "Author, Author", in cui viene messo
a punto un sistema di comunicazione che permette ai membri della Voyager
di parlare con i loro cari nel Quadrante Alfa tramite un raggio tachionico
fatto rimbalzare fuori da una singolarità quantica (cioè
un buco nero).
Barclay arriva davvero fino in fondo a Star Trek, partecipando anche all'episodio
finale di Voyager "Endgame", che ho avuto la fortuna
di gustarmi pochi giorni fa alla STICCON di Bellaria.
Che dire in conclusione? Nonostante i nostri beneamati (Reg e Deanna)
ci appaiano inevitabilmente un po' invecchiati, i tratti distintivi che
li caratterizzano sono sostanzialmente e gradevolmente rimasti inalterati
attraverso più di dieci anni di storia... Beh, cari compagni di
navigazione, Star Trek è anche questo!
Avrei voluto concludere questo lungo viaggio alla scoperta delle emanazioni
verso e da The Next Generation con una carrellata dei più
significativi casi di "interpretazione poliedrica" sostenuti
dagli attori trek, nonché con un breve excursus sulle prove registiche
in cui quasi tutti gli interpreti si sono cimentati, ma tempo e spazio
mi impongono di rimandare questa ulteriore ricerca a un numero futuro.
Siatene certi, però, non mancherò di farlo... è una
promessa (o una minaccia, come preferite...)!
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