VENTO DI PRIMAVERA... ALLA STICCON XV
di Fabiano "Langley" Piccione

L'aria di primavera ha fatto proprio bene alla STICCON, giunta ormai alla sua quindicesima edizione. Sarà per il caldo sole di maggio, che mi ha permesso di usufruire anche della spiaggia di Bellaria, o per la grande affluenza di soci e non soci, o per la marea di ospiti che sono intervenuti, o per il mitico e tanto atteso finale di Voyager, ma devo dire che rispetto all'anno scorso non ci sono paragoni.

Bellaria è decisamente più animata verso la fine di maggio rispetto a quanto non lo fosse in autunno inoltrato, e vedere bar, gelaterie e negozi aperti è decisamente confortante. Ho potuto, per la prima volta, apprezzare il fatto che la Convention avesse luogo in una località balneare, tanto che mi sono cimentato in nuotate e bagni di sole a più non posso. È tutta un'altra vita rispetto alla parata di serrande abbassate e all'atmosfera desertica che aveva ad ottobre e novembre, periodo in cui noi trekkers rappresentavamo quasi le uniche anime che vagassero per le strade della cittadina romagnola. Molti di noi, tra cui altri redattori come me, hanno persino assaggiato la vita notturna di Bellaria, tirando le 5.30 del mattino di sabato in un disco-pub, in preda ad una euforia in parte innata ed in parte alcolica, all'insegna della baldoria più pura e liberatoria.
I soci quest'anno sono stati decisamente molti di più dell'anno precedente: il record raggiunto con la STICCON cui aveva partecipato Robert Picardo è stato battuto, seppure non di moltissimo, e le giornate di massima affluenza sono state, come prevedibile, il sabato e la domenica, giorni in cui è apparsa la grande ed incommensurabile dea dell'empatia Marina Sirtis. Credo si siano toccate, se non superate, circa le 2000 presenze durante i 4 giorni. Questo mi ha dato la chance di conoscere e di rivedere anche gente conosciuta durante gli anni passati o sentita solo via internet.
Non saprei dire cosa fosse, ma si respirava decisamente un'aria diversa rispetto all'anno scorso: più cordialità da parte dello staff, più cose da fare e da vedere. Forse anche grazie al maggior numero di banchetti vendita, che non si sono più limitati ad essere quelli dell'Ultimo Avamposto di Bologna, ma addirittura internazionali, essendo intervenuti anche negozi tedeschi, oltre a quello di Richard Arnold e di Eric Stillwell, ospiti di cui parlerò tra poco.
Gli ospiti sono stati tanti e tutti interessanti: per quanto riguarda le tre attrici France Nuyen, Barbara Luna e Celeste Yarnall, rispettivamente interpreti nella serie classica di Elena in "Elena di Troia", Marlena in "Specchio, Specchio" e Martha in "La mela", non posso dire fossi particolarmente interessato; appartengono ad una generazione dello show da cui non mi sono mai fatto veramente catturare. Ciò non toglie che siano state disponibili e visibilmente entusiaste dell'accoglienza che noi caldi italiani abbiamo saputo dare loro, tanto che ho saputo sono rimaste stupite dal fatto che in seguito alla loro partecipazione lo staff Sticcon offrisse loro tutti i pasti per tutti e quattro i giorni (che volete, forse gli americani sono degli spilorci incredibili, altro che gli scozzesi!).
Eric Stillwell, americano tipo per quanto riguarda l'aspetto (pacioccone, cicciotello e sempre con pantaloncini corti e scarpe e calze da tennis, rigorosamente bianche), coautore di "L'Enterprise del passato" in TNG e di "Fattori Primari" in Voyager, è intervenuto con la moglie Debra, e mi ha offerto indimenticabili minuti di conversazione a tu per tu riguardo la futura quinta serie (povero… gli ho fatto capire che secondo me l'impostazione di questa futura serie è una ciofeca dalla A alla Z, ma del resto lui mi ha fatto capire che non può darmi torto) e riguardo al finale di Voyager che di lì a poco avrei visto e di cui avevo sentito parlare in termini discordanti. Devo dire che sia lui che la moglie mi hanno rincuorato, dato che molti prima di loro mi avevano detto che da ciò che avevano letto non doveva essere granché: mi hanno detto entrambi che a loro era piaciuto, che pur sollevando degli interrogativi e delle perplessità, sarebbe stato un finale d'effetto e che avrebbe colpito nel segno. Così è stato, almeno secondo me, e devo dire che dopo averlo visto sono tornato a discuterne con loro, sempre a disposizione nel banchetto vendita pieno di script di puntate e di "ST: Insurrection", cari come l'oro tra l'altro. Risultato: anche loro erano d'accordo con me che l'unico difetto di questa puntata finale fosse la coppia Chakotay-Seven of Nine, che funziona davvero poco in verità. Bizzarra idea degli scrittori, che non comprenderò mai fino in fondo.
Non posso non ricordare Richard Arnold, ex-braccio destro di Gene Roddenberry e anche lui presente con un banchetto vendita a base di card da collezione, di tutti i tipi e di tutte le maggiori e più attuali serie di sci-fi. Da lui non sono andato: aveva una faccia piuttosto arcigna mi era stato riferito che non apprezzava affatto nessuna delle serie comparse dopo la morte di Gene. Sapete…non avevo voglia che mi demolisse Voyager, prima del finale specialmente, quindi ho evitato accuratamente di parlarci (mi sarei fatto del male da solo, e il masochismo non fa per me).
Manu Intiraymi, interprete 23enne del giovane Borg Icheb a bordo della Voyager dalla metà della sesta stagione in poi, è stato tanto simpatico che gli abbiamo proposto di unirsi a noi nei bagordi del sabato sera, protrattisi fino alla domenica mattina: il giorno dopo è tornato a farsi vedere in Convention verso le 13 e rotti, con un'aria tutt'altro che sveglia, poverino. La faccia che aveva quando alle 8.30 del mattino mi ha bussato alla porta, chiedendomi un accendino, è stata davvero memorabile, ma credo che anche la mia non fosse molto più sveglia della sua, a pensarci bene, dopo solo 2 ore di sonno.
È intervenuto anche Tony Amendola, apparso più volte in Stargate SG-1 e in un episodio di Voyager della sesta stagione, "Muse". Anche lui con relativo banchetto vendita di autografi.
Ciliegina sulla torta, ma anche attrazione principale di questa STICCON, è stata Marina Sirtis, apparsa sabato pomeriggio, sabato sera alla sfilata dei costumi e ancora il pomeriggio seguente. Siete abituati ad un personaggio tutto "dolcezza, pacatezza e amorevolezza"? Beh, dimenticatevi che lei sia come il personaggio che interpreta: dopo pochi minuti sul palco si è capito subito che Deanna e Marina sono due donne ben diverse. Marina è simpatica, e si muove davvero bene sul palcoscenico (dimostrando ancora una volta quanto sia un lavoro a tutti gli effetti per loro, specie una volta che la serie si è conclusa), ma sa tirare fuori frasi pungenti e molto sarcastiche; ne aveva una su tutto e su tutti, da Deep Space Nine, da lei soprannominata "Deep Sleep Nine", ad "Insurrection", secondo lei il film più brutto del cast di TNG e davvero soporifero; dagli aneddoti sul suo cane, ironicamente e scherzosamente maltrattato dai suoi colleghi sul set, a ironiche ammissioni di invidia nei confronti di Patrick Stewart e altri colleghi che guadagnavano di più o avevano ruoli più pregnanti dei suoi. Un vero animale da palcoscenico, con una spiccata simpatia ma anche con un pizzico, bisogna dirlo, di divismo in più rispetto agli ospiti dell'anno scorso (comprensibilissimo, del resto).

Che altro dire? Che la saletta video "Excelsior", spostata al piano seminterrato e decisamente più ampia, aveva questa volta una temperatura più che accettabile, al contrario della sala da pranzo all'ultimo piano, in cui le uova avrebbero potuto friggere anche fuori dalla cucina. Organizzazione migliore, decisamente, vuoi perché sono state mandate addirittura le conferme di prenotazione via posta a tutti i soci (non più fantascienza…ma realtà), vuoi perché lo spazio utilizzato è stato davvero il doppio rispetto agli anni scorsi, quando il seminterrato non era utilizzato per i banchi vendita e per la sala video, ma solo per il guardaroba e i bagni. Sala computer in ordine, come tutti gli anni, e dotata come tutti gli anni di cd a modico prezzo realizzati da volenterosi membri dello STIC: quest'anno la guida agli episodi di Voyager, con tutti i trailer e alcune papere (da me comprato, ovviamente! ), l'immancabile e ben fatto Multimedia Trek…e qualcos'altro che ora non ricordo.
La STICCON sta diventando per certi versi sempre più simile ad una convention di stile americano, ma sa mantenere l'atmosfera di familiarità e di calore che gli ospiti apprezzano ogni volta che vi partecipano, e che fa in modo che tra loro, per loro stessa ammissione, si sparga la voce che alle convention italiane si sta davvero davvero bene. Tanto che è già certo che l'anno prossimo ci sarà, oltre alla penitente Majel Barrett, non intervenuta quest'anno, niente di meno che Leonard Nimoy. Basterà il palazzo dei congressi di Bellaria per contenere tutti i fan che accorreranno? Il record delle presenze sarà battuto di nuovo, e via così, verso altre nuove e fantastiche avventure...


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