MARINA "THE MOUTH", BAMBINI BORG, KARAOKE E LA FINE DEL VIAGGIO
di Anna "Ro Laren" Manfredini

Non è la prima STICCON cui partecipo, né sarà l'ultima; ma l'atmosfera che al Palacongressi di Bellaria si respirava quest'anno era davvero unica. Mai vista tanta disponibilità da parte degli ospiti, mai sentita nell'aria tanta voglia di comunicare, di condividere passioni, opinioni, momenti, segreti, mai provato così profondo il senso di far parte di un universo che va assai oltre i confini italiani, europei, terrestri... Dal delirio collettivo che ha accompagnato l'apparizione di Marina Sirtis e la visione di "Endgame" al cappuccino sorseggiato al bancone del bar insieme a Manu Intiraymi, alle discussioni sui vari perché di Star Trek fatte tra amici davanti a una birra in un pub, al sorriso di approvazione di fronte a una tra le più divertenti manifestazioni d'affetto verso questo meraviglioso mondo (vedi foto qui a destra)...
Tutti presenti all'appello, il neonato appena arrivato in una famigliola di trekker (e già in divisa) come la coppia di fans ampiamente sopra i sessanta, tutti con la stessa serena espressione di godimento sul volto e tutti ugualmente mossi dalla stessa brama di contatto, di scambio d'emozioni, di vivere un'esperienza che di anno in anno si rivela sempre nuova. Perciò, anche in questo report non seguirò la successione cronologica dei fatti, né compilerò un diario di bordo, ma mi lascerò guidare dalle emozioni.
L'organizzazione praticamente impeccabile ha consentito a un numero strabordante di fans di partecipare a tutti gli eventi più attesi della Convention; decisamente inappuntabili la gentilezza e la disponibilità degli addetti, dai membri della "sicurezza" ai rappresentanti più insigni dello STIC; anche il periodo prescelto (l'affacciarsi dell'estate) credo sia più indovinato: nonostante maggio e giugno rappresentino per me personalmente mesi da incubo (i miei piccoli Cardassiani a scuola sentono le vacanze e cominciano ad impazzire sul serio, mentre io sono travolta dagli scrutini e dagli esami), il sole, il caldo, il lento popolarsi della riviera contribuiscono sia a un maggiore afflusso che a una disposizione d'animo assai più allegra ed espansiva di quanto accada nel gelo desertico di novembre.
Insomma, l'impressione di familiarità, di spontaneità, di calore che ho provato quest'anno alla STICCON è stata veramente una piacevolissima sorpresa.

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"Risponderò a tutto, ma non chiedetemi niente su Star Trek X, non posso parlare, Patrick mi chiama Marina 'La Bocca', se dico una sola parola perdo contratto e soldi!"
Ha esordito
così, sabato pomeriggio in Sala Enterprise, una Marina Sirtis baciata dal sole rivierasco, fresca come una rosa, bellissima, spumeggiante, incontenibile, esplosiva, così carica e pronta a sparare a zero su tutto e su tutti (da se stessa ai colleghi, a sua madre, a un paio di fans che le hanno rivolto domande degne di un bradipo) che per un po' mi è parso di avere di fronte non la pallida e calibrata Deanna, ma la devastante Lwaxana... E non immagino a cosa avrebbero potuto dar vita insieme, se Majel Barrett non avesse dovuto rinunciare alla Convention!
Una professionalità indiscutibile, un senso del palcoscenico da vera star, un capino fasciante color azzurro cielo, un inglese perfetto, un delirio di parole, battute, pettegolezzi, doppi sensi... Insomma, due secondi dopo la sua apparizione eravamo già tutti piegati in due dal ridere sotto le poltrone. Nessuno si è salvato da un passaggio attraverso la sua Bocca tritatutto, particolarmente attiva nei confronti di "Sua Maestà" Patrick Stewart. Cominciando da se stessa, ci ha mandato in delirio raccontando di quanto Deanna sia negata alla guida di un'astronave e di come, in "Generazioni", abbia fatto schiantare l'Enterprise pochi minuti dopo averne preso in mano i comandi; da collasso il giochetto sul "joystick" di Riker (ancora piango dalle risate al pensiero), generato da una domanda un po' "insidiosa" di un fan; spassosissimi gli aneddoti sul fatto che Michael Dorn, non avendo una fidanzata - e anche su questo ne sono volate di tutti i colori - che gli faccia da mangiare, si presenta regolarmente ogni giorno a casa sua all'ora di pranzo, suscitando le gelosie del freschissimo e aitante maritino... Ha confessato che a lei piace soltanto la cioccolata fondente e che regolarmente sputava quella impostale in TNG, al latte, appena finita di girare la scena; ha stroncato "Insurrection" senza tanti complimenti, ha esaltato TNG (e "First Contact") sopra tutte le altre serie, ha ammesso che non interpreterebbe mai Worf e che se dovesse scegliere un ruolo nella Serie Classica senza alcun dubbio farebbe Kirk... Ha un cagnolino (uno yorkshire, ovviamente) cui ha dato un nome greco che significa appunto "Cagnolino" e che Brent Spiner - al quale in non so che occasione era stato affidato - stava per mettere nel microonde...
Non si è fatta scrupoli ad insistere spudoratamente (e in modo molto autoironico) su quanto lei tenga all'integrità del proprio conto in banca, invitando un malcapitato fan dotato di videocamera a spegnerla immediatamente, su quanto molti dei suoi colleghi (Patrick in primis) guadagnino più di lei e su quanto siamo importanti noi fans nella sua vita... ringraziandoci (naturalmente per scherzo!!!) per la casa, per la Porsche, per il viaggio in Italia...
Ma alla fine del suo secondo intervento, domenica pomeriggio, ci ha strappato un applauso scrosciante accompagnato da urla deliranti, perché al momento dei saluti le è scappata una lacrima...

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Alle 11.00 precise di sabato mattina è in programma uno degli appuntamenti più attesi di tutta la Convention, la proiezione dell'episodio finale di Voyager "Endgame". Consapevoli dei probabili ingorghi derivanti dalle masse di vacanzieri weekendisti bolognesi che regolarmente invadono strade e autostrade al primo raggio di sole serio della stagione, la sottoscritta e la Direttrice decidono di puntare la sveglia alle 7.00, imponendosi di salire in auto entro e non oltre le 8.30 (normalmente il tratto Bologna - Bellaria richiede al massimo un'oretta di macchina), onde arrivare con ampio margine al Palacongressi. Bene: in perfetto accordo con la tabella di marcia, all'ora stabilita siamo a bordo; con piglio deciso e con l'ansia di arrivare non in un'ora, non subito, non oggi, ma ieri, parto e imbocco la tangenziale; ed esattamente dopo i primi 300 metri ecco una coda che si snoda bloccando completamente tutte le corsie lungo tutti i 15 chilometri che separano casa mia dal casello autostradale... Per farla breve, lanciando ogni possibile anatema contro tutte le divinità deputate, impieghiamo qualcosa come tre ore e 1/2 per raggiungere l'agognata meta, fra Via Emilia, autostrada, appuntamenti vari, errori di navigazione... ma arriviamo appena in tempo per trovare un posticino in Sala Enterprise, rilassarci e immergerci completamente nella storia.
Non temete, non ho intenzione di raccontarvi come va a finire (anche perché credo ormai siano innumerevoli gli spoilers in rete); il mega-episodio - dura due ore circa - ci tiene incollati allo schermo, trabocca di effetti speciali bellissimi e di colpi di scena inaspettati, suscita applausi a scena aperta e qualche perplessità... Da un punto di vista strettamente personale (come ho già avuto occasione di dire, mi mancano parecchie stagioni di VOY e non è facile per me operare i collegamenti necessari) non l'ho trovato all'altezza di TNG "All Good Things"
e DS9 "What You Leave Behind", anche se alla fine il magone è venuto pure a me e - ripeto - sono rimasta a bocca aperta di fronte ad alcuni degli effetti che si sono visti. Parlando poi con i colleghi (e amici) redattori della pagina di Voyager, ho scoperto che siamo d'accordo su alcuni punti, come il mancato approfondimento di certe situazioni relazionali (Janeway e Sette di Nove, ad esempio) in favore di altre appena accennate e il procedere un po' lento (ma non troppo!) della prima parte della storia...

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Appena usciti - felici come bambini - dalla sala, ci siamo precipitati sulla Passeggiata, dove per la prima volta in una STICCON (almeno a memoria personale) ho visto, ognuno alla propria postazione, attori, attrici, consulenti e sceneggiatori mettersi a completa disposizione del pubblico per foto, autografi, chiacchiere, discussioni... Tutti assolutamente gioviali e bendisposti, mai infastiditi, né atteggiati, anzi, quasi desiderosi di scambiare un'opinione con quante più persone possibile.
Eric Stillwell saltava subito all'occhio con la sua aria rubiconda e spensierata, sorrisone stampato sul faccione simpaticissimo e spudoratamente americano; Richard Arnold non vedeva l'ora di scambiare due parole con chiunque fosse disponibile, anche lui appostato dietro il suo banchetto traboccante di gadgets (tra l'altro ha condotto di persona un'asta di beneficenza in cui ha messo in vendita alcune rarità trek); Carolyn Seymour sembrava davvero appena sbarcata da un pianeta alieno, pallida, delicata come se fosse stata disegnata da una mano leggera, occhi di un azzurro purissimo, pronta a dispensare sorrisi di un'affabilità disarmante; le tre Babes della TOS - BarBara Luna, France Nuyen e Celeste Yarnall, davvero ben conservate - si aggiravano tranquille tra i banchetti, fermandosi a chiacchierare ora con l'uno ora con l'altro e dispensando baci a destra e a manca; Tony Amendola, anche lui disponibilissimo, ha un volto che ispira sicurezza e simpatia; e il piccolo Borg di Voyager, Icheb, al secolo il 23enne Manu Intiraymi, sembrava esortarti con gli occhioni da bambino - un po' birichini e un po' malinconici - a fermarti al suo banchetto, per poter parlare di tutto, chiedere informazioni su tutto, scherzare su tutto...
Beh, vi dirò, il piccolo Borg è riuscito ad assimilarmi, tanto che non ho resistito e mi sono fatta fare pure un autografo personale! Proprio con lui, infatti, ho approfondito diversi discorsi, un po' sostando in vari momenti alla sua postazione sulla Passeggiata, un po' fumandoci una sigaretta seduti sulle scale esterne del Palacongressi, un po' incrociandolo in mezzo alla folla tra un evento e l'altro. Tra le varie cose, Manu ha rivelato che il suo particolarissimo nome è di derivazione hare-krishna, che ha trovato molto piacevole lavorare a stretto contatto con Jeri Ryan ("Mi piacerebbe che fosse la mia ragazza! Ma io ho 23 anni e lei ne ha 30..." ha detto con l'ingenua spontaneità di un ragazzino) e che non ha apprezzato del tutto il fatto di essere stato relegato ai titoli di coda nell'episodio finale di Voyager, visto che è proprio grazie all'intervento del suo personaggio negli episodi precedenti che può accadere quanto accade in "Endgame". Naturalmente, non vedeva l'ora di essere invitato a un'uscita in totale relax post-Convention e la redazione STIM non si è fatta pregare... Ma su questo tornerò tra poco.
Altra novità assolutamente positiva e assai gradita è stata la presenza di diversi stand stranieri, oltre a quelli mitici dell'Ultimo Avamposto (come sempre incarnantesi nell'ormai leggendaria figura del Grande Nagus Massimo Romani), nonché di una serie di creazioni artistiche (sculture, disegni, oggetti vari); divertentissimo e delirante il karaoke organizzato nella Sala Vic Fontaine (dal memorabile personaggio olografico di DS9), culminante domenica pomeriggio con un'esibizione di gruppo in Sala Enterprise, grande schermo con regolare interfaccia LCARS, basi musicali e testi scorrevoli ("Insurrection" mode, ovviamente)... Tutte cartoon-cover famosissime, perfettamente riscritte per l'occasione da eccezionali menti creative: "Kiss me Kira" (sul tema di "Kiss me Licia"), "Kathryn Janeway" (sul tema di "Heidi", veramente da morire), solo per fare un paio di esempi...
Sabato sera, dopo la cerimonia klingon R'uustai, hanno avuto luogo - alla presenza di tutti gli attori ospiti della STICCON - le tradizionali elezioni di Miss Sticcon, del Sirenetto dello Spazio e dei sosia trek, nonché la sfilata dei costumi, vinta da una tenerissima bimba che ha sfoggiato un perfetto look Deanna Troi in TNG Prima Stagione (sinceramente io avrei premiato insieme a lei anche un altro tenerissimo bimbo che interpretava Sulu impazzito, mezzo nudo e con la spada in mano). L'apice della sfilata si è avuto però al momento dell'ingresso in sala di un gigantesco cubo borg, che ha suscitato l'esaltazione del pubblico (e la mia); al suo passaggio sul palco, Manu Intiraymi, scatenando un applauso generale, si è alzato come in trance, ha sfoderato un micidiale sguardo borg e ha seguito a passi lenti il cubo... Assimilato...

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Soddisfatti dalla giornata incredibilmente piena, dopo la sfilata decidiamo di darci alla pazza gioia, portando con noi - come promesso - il piccolo e tenero Manu, che non credo si aspettasse una serata a un tasso alcoolico tale (vista l'ora in cui si è presentato al Palacongressi il giorno dopo), e un numero piuttosto cospicuo di trekker nottambuli. Il pub che ci accoglie a Bellaria è abituato a performance di questa portata, quindi nessuno fa una piega quando il nostro tavolo apre i canti e le danze: su fiumi di birra, di vodka, di rum l'animo festaiolo viene fuori al meglio e ci sgoliamo in un karaoke devastante corredato di urla disumane (FOR CARDASSIAAAAAAAAAAA!!!), di grassissime risate e di coreografie demenziali fino alle sei del mattino; parliamo di tutto e di tutti, con tutti; a un certo punto ci raggiunge tra i fumi e la musica assordante l'Ammiraglio dello STIC, Alberto Lisiero, naturalmente in alta uniforme, il quale tra l'altro immortala la nostra Direttrice in un momento di sublime espressione artistica...
Verso l'alba la distruzione è quasi totale (ma se il pub non avesse chiuso credo che non ci saremmo mossi da lì), un timido raggio di sole ci accoglie all'uscita, a me viene quasi voglia di mettere in pratica un'idea accarezzata da Fabiano poche ore prima e gettarmi verso il mare per un bagno mattutino... Ma fa ancora troppo freddo, così si decide per il letto. Descrivere in che stato ci siamo svegliati due ore dopo sarebbe impresa davvero molto ardua. Io so solo che ho ricominciato a connettere dopo forse il quinto caffè... e all'arrivo trafelato di Marina Sirtis, in leggero ritardo per l'intervento di domenica pomeriggio (e oggi, lunedì, ho un pauroso abbassamento di voce).
Comunque, la serata è stata veramente indimenticabile: in vino veritas, è vero, e attraverso il gioco, la spensieratezza, le confidenze più o meno importanti, le battute più o meno pesanti, le discussioni più o meno sentite il vincolo che ci lega si è notevolmente rafforzato e la prossima volta saremo piacevolmente meno nuovi gli uni agli altri.
Le conventions, io credo, servono anche e soprattutto a questo.

Quest'altr'anno mi farò di sicuro tutti e quattro i giorni...
Quest'altr'anno sarà l'anno di Leonard Nimoy...


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