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LA GUERRA DEL DOMINIO:
IL TUNNEL TRA LE STELLE
di John Vornholt
di
Alessandra
"Deyanira" Ronconi
È un momento
di grande pericolo per la Federazione, e mentre l'Enterprise si prepara
alla battaglia, il capitano Jean-Luc Picard è impegnato in una disperata
missione di spionaggio nel cuore dell'ostile Impero Cardassiano. Il pericolo
che bisogna scongiurare è la creazione da parte del Dominio di un tunnel
spaziale artificiale che permetterà alle orde di guerrieri jem'hadar e
ai cambianti di riversarsi nel Quadrante Alpha, costringendo alla resa
la Federazione. Un traditore si nasconde tra le fila della missione segreta,
e Picard scoprirà che non può fidarsi nemmeno dei suoi alleati.
Prima di parlare di questo romanzo, in libreria da alcune settimane, è
doveroso notare come la scelta della casa editrice Fanucci di pubblicare
a distanza di mesi l'uno dall'altro i quattro volumi della serie "La
guerra del Dominio" penalizzi molto il lettore e la sua possibilità
di apprezzare fino in fondo la trama e la qualità di questi romanzi. Tale
decisione è ancora più penalizzante se si considera che i libri, pur ambientati
tutti nell'appassionante scenario della guerra tra la Federazione e il
Dominio, non sono consecutivi, ma alternati. Il primo e il terzo dedicati
cioè a TNG, e quindi all'equipaggio dell'Enterprise, e il secondo e il
quarto dedicati invece a Deep Space Nine.
Con
il terzo volume si conclude quindi la vicenda iniziata nel primo volume,
recensito su queste pagine a dicembre (STIM n. 21), vicenda che vede Picard
e la sua strana squadra di ex prigionieri, Maquis, spie e collaborazionisti
impegnata su due diversi fronti, la distruzione del tunnel spaziale artificiale
costruito dal Dominio e la propria sopravvivenza contro un insospettabile
traditore. A prima vista, in questo intreccio di guerra combattuta all'esterno,
e di guerra psicologica e interna al gruppo (ma entrambe all'ultimo sangue),
appare strano non vedere in piena azione l'Enterprise e il suo equipaggio
al completo. Eppure, il romanzo non soffre assolutamente di tale mancanza;
anzi, l'espediente dell'autore di tenere un po' "a riposo" (per riparazioni)
e defilati rispetto all'azione principale l'Enterprise e Riker con Beverly
Crusher e Deanna apre da un lato un coinvolgente spaccato delle retrovie
di una guerra così disperata come quella contro il Dominio, e dall'altro
rende ancora più coinvolgente l'intreccio a bordo della piccola e meno
tecnologica Orb of Peace, su cui si trovano Picard, Ro Laren e gli altri.
Si equilibrano quindi gli elementi più d'azione della vicenda "dietro
le linee del nemico" con i sentimenti di disperazione e di impotenza nelle
retrovie di una Base Stellare impegnata a mandare al fronte e alla morte
navi ed equipaggi della Flotta Stellare.
In questo quadro le azioni di Picard e della sua squadra "speciale" diventano
fondamentali, più che per la vittoria stessa della Federazione, per la
speranza da dare a tutti coloro che combattono contro il Dominio. In questo
senso, di fronte ad una galassia in cui nessuno, nemmeno sulla Orb of
Peace, può fidarsi del proprio compagno, tanto meno se questi non appartiene
alla propria razza, proprio la squadra di Picard, così eterogenea e mal
assortita, diventa l'esempio di come un obiettivo comune e gli ideali
della Federazione possano unirse persone così diverse. Tanto più che,
anche in mancanza del suo solito equipaggio, Picard si conferma un capitano
eccezionale, che sa sempre trarre il meglio dagli uomini a sua disposizione
anche nelle situazioni più difficili.
A proposito della trama del romanzo, ben costruita e sapientemente portata
avanti con numerosi colpi di scena da parte dell'autore, merita una segnalazione
l'episodio della Valle della Morte nelle Badlands, in cui i nostri eroi
si trovano di fronte a strane navi abbandonate e popolate da fantasmi.
Tale episodio da solo, a mio avviso, meriterebbe un romanzo a sé
stante, in quanto l'incontro con civiltà sconosciute apre come sempre
molti interrogativi e suscita curiosità nel lettore.
Come già nel primo volume, l'autore del romanzo, John Vornholt, riesce
molto bene nel presentare personaggi "classici" come Ro Laren (che qui
finalmente trova un'occasione di essere presentata più approfonditamente
che nella serie televisiva), Picard e Geordi La Forge, insieme ad altri
nuovi personaggi introdotti per l'occasione.
In questo senso può essere molto utile rileggere le parole che lo stesso
Vornholt rilasciò in un'intervista recente a proposto della difficoltà,
ma anche delle peculiarità, dello scrivere un romanzo per Star Trek: "Ci
sono molti vantaggi, ed il principale è che non occorre creare personaggi,
ambientazione e situazioni: si può iniziare subito una storia che funzioni,
basta solo trovare l'occasione giusta." Per uno scrittore come
Vornholt dunque sembra facile inserire i personaggi di Star Trek, in questo
caso di una serie così amata e conosciuta come TNG, in un nuovo romanzo,
per "giocare" quindi con un universo ben definito come quello di Star
Trek. E del resto lo dimostrano i suoi romanzi scritti per Star Trek,
come quello di cui stiamo trattando, ma anche i numerosi altri frutto
della sua ventennale esperienza di scrittore, anche per Babylon 5, Buffy,
Earth 2 e altri. Tale esperienza gli fa affermare che "dal
punto di vista della narrazione, la sfida di questi romanzi basati sui
media è che bisogna sempre riportare l'universo alla condizione in cui
lo si è trovato". In effetti, specie di fronte a un pubblico
attento come i fans di Star Trek, per taluni autori è un vero e proprio
azzardo scrivere basandosi su personaggi e vicende così ben note, ma soprattutto
amate dai propri lettori. In questo caso, possiamo affermare che Vornholt
ha affrontato bene il suo compito in questo suo "Tunnel fra le stelle",
anche se possiamo certo riflettere sulle affermazioni che nella medesima
intervista aggiunge a proposito del fatto che "un
vantaggio dello scrivere libri su Star Trek è che sono sempre in stampa.
Infatti molti best seller di dieci anni fa sono fuori edizione, mentre
i romanzi di Star Trek non sono mai fuori catalogo. Inoltre tu non devi
preoccuparti troppo a proposito delle vendite, perché il tuo nome in copertina
non deve sostenere tutto il carico. Questa, tuttavia, è un'arma a doppio
taglio."
Se di sicuro in questo caso Vornholt si riferisce alla realtà d'oltre
oceano (è infatti utopia pensare che i romanzi di Star Trek rimangano
in catalogo qui in Italia per oltre dieci anni), tale affermazione, considerata
a fronte di un romanzo così ben strutturato come questo in questione,
ci fa riflettere: chi acquista i romanzi di Star Trek, quante volte acquista
un romanzo per il nome dello scrittore che appare in copertina, e quante
volte solo per la serie di cui tratta, o per i personaggi che compaiono
in copertina? Forse rispondere a questa domanda aiuta noi lettori a capire
e ad apprezzare maggiormente le nostre letture Trek.
Rispondendo, e aspettando in libreria (speriamo presto!) il volume conclusivo
della serie "La guerra del dominio"…
NOTA: Il testo dell'intervista citata si trova in originale (e in lingua
inglese) all'indirizzo
http://www.casfs.org/connote/features/interview/vornholtinterview.html
Il sito ufficiale di John Vornholt, in cui è possibile leggere alcune
anticipazioni (in lingua inglese) dei suoi prossimi romanzi su Star Trek,
si trova all'URL
http://www.sff.net/people/Vornholt/index.htp
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