Una storia
dal sapore spionistico e mistico che ci presenta Sito Jaxa, bajoriana
da noi conosciuta in TNG in un episodio che la vedeva protagonista assieme
a Wesley Crusher (TNG: Il primo dovere) e in TNG: Giovani carriere.
In aggiunta, con questo racconto breve conosceremo anche il suo passato,
ignoto nella "realtà di Star Trek", ma ricreato per noi in questa storia
ed indispensabile al dipanarsi della trama.
Troviamo in esso anche personaggi più famosi come Garak e Gul Dukat
ed organizzazioni del calibro dell'Ordine Ossidiano e della "Sezione
31", i servizi segreti della Flotta Stellare.
Un buon equilibrio, dunque, di "realtà" e introspezione su uno dei personaggi
minori di TNG, in cross-over con una serie di fascino come Deep Space
Nine.
Buona lettura!
RIFLESSI NELLE LACRIME DEI PROFETI
di yuQ wa'DIch (Antonio Mercurio)
Capitolo 1
Il
cadavere del collaborazionista cardassiano stonava con l'interno razionale
della navetta della Federazione. La giovane bajoriana provava invece
un moto di repulsione nei confronti dei due componenti dell'Ordine Ossidiano
ma sapeva che una minima esternazione avrebbe fatto crollare la sua
impalcatura di agente triplo.
"È stato necessario uccidere il collaborazionista" disse Gul Senok,
il più alto in grado dell'Ordine Ossidiano a bordo "ma adesso dovrai
rientrare sull' Enterprise".
"Mi spiace," rispose la bajoriana "il capitano Picard voleva promuovermi
e, in tal caso, non sarei più utile all'ordine. Devo assolutamente far
rapporto a Gul Dukat poi decideremo, potrei infiltrarmi come vedek su
Bajor o nei Maquis".
"Sito, ma così verranno a cercarti..."
"No Senok!" ribatté Sito. Prese un faser cardassiano e si staccò il
braccio sinistro all'altezza della spalla.
L'operazione fece rabbrividire i componenti del gruppo.
"E adesso cosa significa questo gesto?" chiese Gul Senok.
"Semplice!" ribatté la giovane bajoriana contemplando l'arto
staccato sul pavimento della navetta "mettetelo in una capsula di salvataggio
e distruggetela al limite dei sensori federali… Devo far credere di
essere morta e vi serve un mio campione genetico per far risultare la
mia scomparsa. Più in la magari mi farò rigenerare il braccio; per ora…
Vi suggerisco di fare come ho detto. Mi spiace soltanto di non poter
vedere la faccia del signor Worf".
Più tardi a bordo di un incrociatore di classe Galor, Sito giaceva nella
cuccetta assegnatale. Il suo arrivo a bordo era stato fatto passare
per un normale trasbordo di una prigioniera riservata a Gul Damar, anche
se la mancanza di un braccio aveva dato adito alle classiche leggende
di bordo. Una squadra aveva caricato il braccio di Sito su un modulo
di soccorso e lo aveva distrutto nella zona limite dei sensori federali.
Dato che il viaggio verso Cardassia Prime era lungo, la giovane bajoriana
si permise il lusso di crogiolarsi nei ricordi, perlomeno per distrarre
l'arto fantasma che continuava a pruderle pur senza avere nulla in cui
grattare. La cuccetta non era uno standard di comodità ma comunque,
per una bajoriana abituata a dormire nella nuda terra dei campi di lavoro
e tutto l'insieme la riportò alle sue origini.
Sito era stata un'adolescente vispa, abituata a sgattaiolare tra le
gambe dei sorveglianti, pronta a raccogliere i pezzi di pane caduti
dai tavoli delle guardie per poterli rosicchiare di nascosto. Gul Senok,
era rimasto colpito dalla sfrontatezza della bajoriana ed aveva deciso
di allevarla per farne un'agente. Utilizzando i metodi di coercizione
tipici dei Cardassiani la giovane fu assoldata e cresciuta assieme ai
corpi elitari come una sorta di Nikita. Il progetto era di infiltrarla
nel gruppo della Kai Opaka o mandarla a studiare sulla Terra per infiltrarla
nella federazione. Le fu costruito un passato e, dopo attente riflessioni,
fu spedita a formarsi nell'Accademia della Flotta Stellare.
Il ricordo più vivo era stato il modo di collaborare e quella sottile
complicità instauratasi nella pattuglia Nova. Si ricordava ancora il
colloquio con Sloane della sezione 31, colloquio affrontato da tutta
la pattuglia prima che Wesley Crusher spodestasse yuQ wa'Dich (un terrestre
allevato dai Klingon) da quella che era diventata la Top Gun dell'Accademia.
Lei e gli altri colleghi erano rimasti entusiasti di poter operare nel
servizio segreto della flotta stellare anche se, a causa della ribellione
di un componente che minacciava di spiattellare tutto al comando di
flotta, erano stati costretti a causare l'incidente della pattuglia
Nova.
Se Wesley Crusher non si fosse comportato come un attore in cerca di
notorietà, riempiendosi di falso moralismo ed opportunismo alla vulcaniana,
quell'incidente sarebbe stato archiviato come molti altri che, al tempo
dell'Accademia, videro protagonista James T. Kirk.
"Per colpa di quel topo intinto nell'olio" disse all'epoca Sloane dopo
aver assistito al processo "ci siamo giocati la reputazione, avevo convinto
anche il cittadino Klingon a sabotare la navetta facendogli credere
che fosse la navetta di quel perfettino incozzato dal capitano Picard
che vuole accoppiarsi con la madre e non vuole il ragazzino in mezzo
alle…"
"Signor Sloane" disse all'epoca Sito "lasciamo perdere! Per fare il
nobile ci ha sputtanato davanti a tutta la Federazione e non so cosa
dirle. Siamo stati riammessi all'Accademia e prima o poi gliela faremo
pagare con gli interessi!"
Il "corso di recupero" dell'Accademia della Flotta Stellare era quasi
duro quanto quello che affrontavano, con durate e modi diversi, i giovani
cadetti della Tal Shiar. Tutti i componenti della pattuglia Nova, tranne
Crusher "premiato" per aver tradito i compagni secondo quanto di peggio
l'animo umano possa esprimere, avevano sudato le proverbiali sette camicie
e passato gli esami.
Dopo alcune assegnazioni marginali Sito era stata assegnata all'equipaggio
della nave ammiraglia della flotta. In tale occasione venne convocata
da Bette Traste e Sloane per assegnarle un incarico particolare.
"Visto
guardamarina Sito?" disse Sloane "Ci siamo riusciti nonostante quel
piccolo incidente, ora sarai assegnata a bordo dell'Enterprise e vedrai
che riuscirai a farti ammirare dal Klingon con il tuo addestramento."
"Sì signor Sloane, ma il capitano Picard avrà delle riserve sul mio
conto..."
"Non ti preoccupare, abbiamo le nostre pedine da muovere e ti stiamo
preparando a rendere la pariglia all'Ordine Ossidiano."
Sito aveva rivelato di essere stata reclutata dall'Ordine Ossidiano
al primo colloquio, opzione prevista all'epoca da Gul Senok e caldamente
appoggiata dall'Ordine Ossidiano. Addirittura si mormora che i vertici
all'epoca gongolavano per la possibilità di infiltrare un doppio agente.
"Vede questo orecchino bajoriano?" disse Bette Traste "All'interno abbiamo
un emettitore bioneurale a deviazione sinaptica. Regolando questo che
le sembra un ornamento potrà sintonizzarsi sulle frequenze sinaptiche
di Gul Dukat e instillargli una mania di persecuzione nei suoi confronti
da parte del comando centrale cardassiano."
"…Inoltre, con un semplice DiPadd, potrà attivare delle variazioni di
programma. Potrà per esempio far sviluppare un'attrazione sessuale nei
suoi confronti o far diventare omosessuale qualche cardassiano troppo
invadente."
Sito indossò l'orecchino particolare e non notò alcuna differenza di
peso o fattura: avrebbe potuto ingannare anche il più esperto bajoriano.
"Sito, in bocca al lupo. L'operazione "lacrima del Profeta" è iniziata!"
disse Sloane accompagnando la bajoriana dal suo anonimo ufficio.
Capitolo 2
Lasciò allora la sezione 31 e si apprestò a trascorrere gli inizi di
quella che per Worf era una promettente carriera nella flotta stellare.
Durante
una licenza decise di tornare sulla sua Bajor, e di incontrarsi con
Garak su Deep Space 9. Il primo incontro che fece fu sulla passeggiata
nel locale di Quark.
"Salve Jaxa" - disse il cardassiano che tutti su DS9 credevano un semplice
sarto.
"Ciao Garak, chiamami Sito innanzitutto e dimmi, che novità dall'Ordine?"
"Stt" ribatté Garak " ufficialmente sono "semplicemente Garak" e mi
costa già troppo dovermi sopportare quel dottorino. Comunque tutto tace,
puoi continuare a dormire. Piuttosto, come ben sai Kai Opaka è scomparsa
su un pianeta del quadrante gamma e, vedi, Gul Senok non ci crede… Dovresti
farci un salto."
Negli anni a venire Sito si sarebbe ricordata di quella esperienza:
mentre attraversava il wormhole, che la sua gente chiamava "Il tempio
dei Profeti", si ritrovò in una dimensione che il capitano Sisko della
DS9 aveva già sperimentato.
"Sito Jaxa" disse una giovanile donna di colore "Benvenuta tra noi."
Nonostante fosse cresciuta in un ambiente poco consono allo studio delle
religioni, la memoria genetica le fece realizzare che la persona con
cui parlava altro non era che quello che la sua gente chiamava "Profeta".
Si prostrò su un pavimento che non vedeva.
"Cara alleata, alzati, noi siamo forme di vita, evolute in modo diverso,
e non meritiamo adorazione."
"Ma" ribatté Sito "mi è stato insegnato che voi siete i Profeti e che
guidate le nostre vite."
"Sono le solite scuse, ci usano per sfruttarvi e farvi sperare," ribatté
la giovane "Profeta" "noi siamo una variazione del continuum, di cui
il tuo capitano ha conosciuto un elemento... Umoristico!"
"Ma allora siete dei Q !!" ribatté alzandosi la giovane bajoriana.
"Non
esattamente Jaxa, io sono la madre di quello che voi chiamate Emissario
e sono parte di una razza che non è quella dei Q. Nel continuum esistono
varie razze come nella tua galassia, la nostra dimensione non ha tempo
ma, talvolta, in alcuni crocevia come quello che voi chiamate Tempio
Celeste si apre un punto di contatto in cui particolari eventi si diffondono
nel nostro continuum alterandone la struttura. Ti abbiamo contattato
perché hai la possibilità di aiutarci: un nostro membro scappò dal nostro
continuum in una piega del tempo assieme ad altri dissidenti. Li lasciammo
stare, del resto siamo onnipresenti ed onnipotenti. Purtroppo Kosst
Amojan formò un gruppo che voleva distruggerci: i Pah-Wraiths. Grazie
ad una serie di coincidenze e all'intervento di un gruppo di vulcaniani
riuscimmo a congelarli. Purtroppo la situazione è instabile ed alcuni
segni ci fanno presagire che la porta sigillata nelle caverne di fuoco
stia per aprirsi. Diciamo che per il tuo continuum lineare un nodo quantico
si sta per aprire ed è necessario che in quella finestra il libro di
Kosst Amojan apra le porte ai Pah-Wraiths in modo che mio figlio chiuda
per sempre il continuum dei nostri nemici."
"Il libro di Kosst Amojan? I Pah-Wraiths? Capisci Profeta che io sono
cresciuta in questa ottica ed in pratica mi stai dicendo che devo scatenare
quello che la mia razza identifica come l'inferno!?"
"Sì Jaxa, ma vedi, l'inferno e il paradiso sono concetti che spesso
i vostri Vedek e Kai usano per giustificare le loro manie di potere,
come tutte le religioni del resto: l'entità suprema si limita a guardare
per accogliere in un diverso livello di entropia quello che voi chiamate
anime. Non ha bisogno di persone che vi impongono il loro punto di vista."
"Sì d'accordo Profeta; ma io che devo fare?"
"Per mandare in corto circuito la porta è necessaria la presenza di
due opposti, due leader di fazioni nemiche: una sarà Kai Winn e l'altra
deve essere una persona influente dei Cardassiani: Gul Dukat. Tu sei
stata dotata di uno strumento in grado di alterare la mente di cardassiani.
Aggiungi questo diamante ed al momento opportuno instillerai un percorso
sinaptico tale che Gul Dukat, pur non rendendosene conto, diverrà la
guida oscura per il ritorno dei Pah-Wraiths. Noi instilleremo false
visioni nella mente della Kai Winn. Essi crederanno di aprire le porte
dell'inferno, ma mio figlio Benjamin farà ciò per cui è stato creato:
chiuderà per sempre le porte del regno del nemico."
Sito guardò il diamante, una riproduzione in miniatura delle "Lacrime
dei Profeti". Lei si sentiva un riflesso in quella geometria, ora criminale
ed ora eroina, strumento e forgia nelle mani del destino. La "Lacrima"
entrò a far parte del suo orecchino bajoriano.
"Ora Jaxa torna su DS9, ricorda tu sei una nostra alleata, non un oggetto
nelle mani dei terrestri o dei cardassiani… Vai."
Dopo quell'incontro e quella licenza, l'ultima come Sito Jaxa, ritornò
sull'Enterprise a svolgere le sue solite mansioni. La sua cultura fece
pendere la scelta su di lei per accompagnare il collaborazionista ai
margini dei confini cardassiani.
"Sveglia Sito" la voce di Gul Senok riportò la bajoriana alla realtà,
a bordo della nave cardassiana.
"Salve Gul, scusami ma …"
"Capisco, il tuo gesto autolesionista ha portato il tuo nome nella leggenda:
sei la nostra Shevola. Il tuo riposo è una parte del premio che il tuo
comportamento ha prodotto!"
"Sì veramente notevole Sito" disse Gul Dukat "bentornata a casa."
"Salve Gul Dukat" rispose Sito " sono pronta a riferire!"
"Non qui! Andiamo nel mio alloggio e, stai tranquilla, non ho alcuna
intenzione di accoppiarmi con te. Voglio solo che mi racconti quello
che sai sulla nave ammiraglia della Federazione, non siamo riusciti
a cavare un ragno dal buco con Gul Madred quindi credo che lei, lavorando
a bordo di quella nave, sia riuscita a scovare qualche difetto."
Sito
si recò nell'alloggio di Dukat e gli riferì quello che la sezione 31
le aveva proposto, informazioni segrete ma che sarebbero state superate
con la nuova nave che su Utopia Planitia era in corso di progettazione.
"Perfetto Sito, adesso potremmo attaccare la nave anche se la discontinuità
degli scudi mi sembra difficile da gestire… Ma... cosa fai con quell'orecchino?"
Sito si era levata l'orecchino ed aveva attivato l'emettitore. Nella
stanza si materializzò il Profeta che asseriva di essere la madre di
Sisko.
"Ben fatto Sito" disse "ed ora ricuciamo lo strappo e prepariamo il
terreno."
Gul Dukat era caduto in catalessi, faceva uno strano effetto in piedi
come una statua. Sito realizzò comunque che il tempo era entrato in
stasi, anche le luci lampeggianti si erano fermate come per trattenere
il respiro.
"Ma Profeta, non doveva essere il mio orecchino a…"
"Sito, il tuo orecchino è stato modificato per trasmettere quello che
chiameresti la mia essenza, al di fuori del mio continuum. Adesso ho
instillato un richiamo che lui userà prima o poi quando vorrà distruggere
il tempio celeste. Allora tutto ciò che è compiuto si richiuderà su
se stesso ed uno dei nodi verrà chiuso per sempre!"
Quello che accadde successivamente, le operazioni del Profeta, non restarono
impresse nella memoria di Sito. Si ritrovò a porgere l'orecchino, che
aveva perso le sue caratteristiche, a Gul Dukat.
"Bello, mi intriga questo diamante..."
"Tienilo: non lo userò più : non ho mai creduto alle usanze che 4 monaci
di rosso vestiti ci hanno imposto, ho finito di giocare a fare la bajoriana
che aspetta i Profeti."
"Ora cosa farai?" ribatté Gul Dukat.
"Credo che mi unirò ai Maquis, per servire meglio l'Ordine Ossidiano"
disse Sito uscendo dalla stanza del simbolo della tortura del suo popolo.
Si diresse verso l'hangar dove era stata parcheggiata la navetta utilizzata
nell'ultima avventura. "Sito a ponte di comando..."
"Di
nuovo sulla breccia eh?" rispose la voce familiare di Gul Senok. "Dove
andiamo ora?"
"Non lo so, Senok, ho bisogno di un po' di riposo e credo che andrò
per un po' di tempo su Risa… Poi mi unirò ai Maquis."
"In bocca al lupo agente Shevola, da oggi sarà il tuo nome"
"Sì... Tua sorella" rispose Sito dopo aver chiuso il contatto. "Computer,
traccia la rotta verso Risa. Curvatura 3!"
Dall'oblò del suo alloggio Dukat osservò la navetta federale allontanarsi,
non l'avrebbero più rivista; ma prima di morire Dukat avrebbe ricordato
l'orecchino di Sito.
Nel wormhole i Profeti aspettavano…
The End