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TRON
di Maurizio "Zeno"
Coro'
Niente paura, il redattore non
è impazzito e non recensirà Mary Poppins puntando il dito sugli effetti
speciali quando le governanti volano via o quando i protagonisti entrano
in un madonnaro, cionondimeno sarà comunque un film della Walt Disney
ad occupare la rubrica di questo mese. Parliamo di TRON.
TRAMA
La
storia è piuttosto semplice: alcuni software si ribellano ai loro programmatori,
mettono in schiavitù i software rimasti fedeli e cercano di prendere il
controllo della software house. Uno dei programmatori scopre il tutto
e cerca di fermare il cervello centrale (un super processore colonniforme
dalla faccia incarognita), il quale, tramite un nuovo hardware messo a
punto dai tecnici della casa, scompone il protagonista in mille bit e
lo risucchia all'interno delle memorie del computer centrale.
Il richiamo a "Viaggio allucinante" di Asimov è decisamente evidente,
ma non infastidisce: l'ambientazione muta del tutto e sono passati anche
diversi anni, per cui ingoiamo il piccolo rospo e godiamoci le tante chicche
di questa pellicola.
Tron non è altri che un software (un "programma", nella traduzione che
talvolta lascia a desiderare) creato da un collega di []. Il programmatore
cercherà di sfuggire al Cervello centrale e ai suoi "programmi", portando
Tron fino ad un collegamento col mondo esterno: in questo modo il suo
programmatore potrà arricchirlo con un software in grado di mandare in
pappa il processore cattivo e tornare a casa in tempo per la cena.
L'introduzione non appare tra le più allettanti, potreste chiedervi cos'ha
questo film per essere entrato nella lista dei cult movie. In effetti
TRON è divertente ed esaltante: venne girato nel 1982 quando le
tecniche della computer graphic erano più simili a martello e scalpello
che non a righe di codice. La sezione in cui i "programmi" buoni vengono
buttati nell'arena a combattere gli uni contro gli altri a colpi di videogiochi
è sicuramente la preferita da tutti (me compreso).
REGIA
La Walt Disney non si è mai appoggiata a grandi nomi o a grandi
soluzioni cinematografiche. Nella sua filosofia c'è sempre stato il fine
di divertire, commuovere, appassionare… Gli aspetti della regia, la fotografia
e altro hanno sempre occupato un piano secondario rispetto alla musica,
al canto e alla sceneggiatura.
RECITAZIONE
Qui
troviamo nomi che non sempre risuonano come grandi alle orecchie di chi
li sente, ma la WD non si è mai fatta mancare attori bravi e capaci.
Jeff Bridges lo conosciamo tutti (citiamo solo "La leggenda del re pescatore"),
ma è importante citare anche molti altri.
Bruce Boxleitner (Tron) ha recitato e continua a recitare principalmente
in produzioni per la televisione ("Babylon 5"); David Worner (Sark e la
voce del Marter Control) lo abbiamo visto tutti in Star Trek VI (era il
cancelliere Gorkon), ma ha sfruttato principalmente la sua voce per lavorare:
compare infatti in tantissimi videogiochi, da quelli ispirati a Star Trek
a Baldur's Gate II, a Descent 3.
GIOCHI
Ecco la parte che ha resto questo film un culto. Nella storia la software
house crea videogiochi per i coin op (le macchine da bar), e all'interno
della memoria i cattivi usano gli stessi giochi per eliminare i programmi
buoni. Molto divertente è quello in cui due avversari si affrontano su
delle pedane distanziate e si tirano una sfera di energia cercando di
colpirsi o di colpire gli anelli della base, cancellandoli uno ad uno.
Un altro è quello in cui il giocatore viene attaccato da altri programmi
e si sfidano a colpi di freesbie (scusate l'irriverenza, è una eprom:
ovvero una parte riprogrammabile all'interno della memoria del software
stesso).
Mentre
assolutamente mitico è il gioco delle moto. Due squadre di tre elementi
si sfidano su un campo quadrato; ognuno guida una moto la quale lascia
dietro sé una striscia di energia (un muro); lo scopo del gioco è chiudere
la strada agli avversari costringendoli ad andare a sbattere contro le
pareti o i muri di energia lasciati dalle moto stesse. La scena è tanto
divertente ed esaltante che dopo l'uscita del film il mercato venne invaso
da gadgets di TRON, delle moto e di tutti gli altri elementi che
compaiono nella pellicola. Non solo: venne persino realizzata una serie
di videogiochi ispirati non solo al film, ma agli stessi giochi che nel
film semplicemente compaiono.
SCENA MIGLIORE
Abbiamo già citato il gioco delle moto come punta di diamante del film,
ma ci sono diverse scene molto belle, se non altro da un punto di vista
di immagine.
I colori nel mondo del computer sono sempre molto offuscati, in pratica
tutto è grigio fumo e blu tranne per le strisce di energia che circolano
nei corpi dei programmi (blu elettrico per i buoni, rosso per i cattivi):
un effetto decisamente accattivante e ben realizzato per la data di uscita.
Forse una delle scene migliori è quella in cui i mega robot combattono
contro i carri armati: i buoni si impossessano di un robot (ora diremmo
old style, ma all'epoca non esisteva nulla di simile) e attaccano carri
armati elettronici disegnati con la grafica caratteristica del film.
Anche la scena finale, in cui Tron riesce a lanciare il programma dentro
il Master Control, avrebbe potuto essere il punto chiave del film, ma
il processore a forma di colonna è troppo fanciullesco e il volto truce
assomiglia troppo all'orco cattivo perché tale scena possa essere
considerata allo stesso livello del resto della pellicola.
LA
PERLA
Una vera e propria perla non c'è in questo film. In effetti è una pellicola
che ha fatto storia, una pietra miliare… ma non esplode mai se non in
occasione delle scene dei giochi.
Consideriamo azzeccata (ma è difficile a dirsi se non è originale o se
hanno copiato in seguito) l'idea di raffigurare i singoli software con
il volto dei loro programmatori: lo spettatore si diverte a rivedere gli
attori nei due ruoli.
CONCLUSIONE
Come già detto TRON è una pietra miliare. Tutti quelli che, come
me, erano bambini (fuori e/o dentro) quando l'hanno visto, lo conservano
nel cuore come parte integrante della loro formazione umana… e tutti i
"ragazzi difficili", o le persone che hanno seri problemi, di certo hanno
avuto un'infanzia difficile… o non hanno mai visto TRON.
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