AI CONFINI DELLA REALTÀ
Rod Serling - 1960
Trad. Maurizio Nati
Fanucci Editore - lire 9900

di Paolo "Exidor" Longarini



C'e una quinta dimensione oltre a quelle che l'uomo già conosce, è senza limiti come l'infinito e senza tempo come l'eternità. È la regione intermedia tra le luce e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione dell'immaginazione, una regione che si trova…
...ai confini della realtà.


(Ho sempre avuto una particolare passione per i telefilm con un'introduzione...)

Non si può leggere tutto, non si può conoscere tutto.
Non offenderò la vostra intelligenza con la scioccante rivelazione dell'esistenza di una serie televisiva chiamata "Ai confini della realtà", e ritengo superfluo farne anche il benché minimo riassunto; dirò solo che è la base, anzi La Base.
In un epoca in cui la fantascienza ed il fantasy erano considerate cose per cerebrolesi o buoni per vendere cereali, un uomo di nome Rod Serling ha avuto il coraggio e la tenacia di aprire una strada per tutti, con una fantasia ineguagliata ha dato la possibilità all'ignoto di entrare nelle nostre case.
La grandezza di questi racconti sta nel mostrarci un mondo "possibile" seppur fantastico, un mondo che probabilmente potremmo trovare non appena svoltato l'angolo; potremmo vivere una vita in cui da un momento all'altro un regista alle nostre spalle potrebbe dare lo stop e scoprire che siamo gli interpreti principali di un film sulla nostra vita o scoprire gli uomini blu che "costruiscono" il tempo minuto dopo minuto.
Adesso parlo come il più grande degli esperti, ma fino a pochi giorni fa non sapevo neanche che esistessero libri come questo, libri in cui si trovavano le sceneggiature delle puntate, o meglio, i racconti che Serling stesso scriveva dalle sue sceneggiature. Come ho detto in apertura non si può leggere tutto, esiste sempre qualcosa che non si conosce; tutto sta ad avere la fortuna di avere un amico che dà l'imbeccata, la giusta iniziativa editoriale e 10 carte in tasca.
La cosa che più mi ha sorpreso di questa scoperta è stata quella di essermi trovato di fronte un autore con un'ironia ed una passione che non traspaiono così forti dagli episodi televisivi; in effetti, non è sorpresa il sentimento che ho provato e che provo, ma rabbia.
Avrei voluto leggere prima questo libro.
Un altro motivo per il quale vi consiglio vivamente di leggerlo è questo: non avete idea di quante piccole citazioni ironiche e battute divertenti troverete qui dentro. Il bello è che sono tutte "perfette", mai fuori luogo o fatte apposta per chiamare la risata sguaiata, ma sono anzi di una rara intelligenza.
Insomma, qui troverete ancora più marcata la differenza tra il leggere un libro e vederne la trasposizione cinematografica, qui non dovrete affidarvi alla bravura degli attori o a quella del regista, qui avrete un collegamento diretto con l'autore fatto apposta per farvi scoprire sfumature della serie che neanche immaginavate.
Inizialmente avevo paura. Avevo paura che leggendo questo libro andasse via dalla bocca quel buon sapore che ho ancora dei vecchi episodi. Parliamoci chiaro: possiamo tranquillamente andare da Cipriani e prendere il sorbetto alle castagne, ma niente batterà mai la torta che la nostra mamma faceva con la cioccolata a dadoni. Tutto quello che mangiamo da adulti, tutti i sapori che riusciamo a cogliere in questa nostra veneranda età sono basati, o meglio, sono stati "allenati" da quelli che sentivamo da piccoli.
Fatemi vedere qualsiasi film horror, ma niente mi farà lo stesso effetto di "La casa dalle finestre che ridono" (se adesso lo vede un 15enne medio si addormenta prima dell'intervallo; io ho passato settimane a guardarmi le spalle); fatemi vedere qualsiasi cosa che debba provocare angoscia, ma niente batterà "Tempo di leggere", una puntata di "Ai confini della realtà".
Leggendo questi racconti non si ha la sensazione di accostarsi a qualcosa di vecchio, di già sentito, ma si sente di leggere la storia con l'esse maiuscola, un po' come leggere della seconda guerra mondiale nei libri al confronto di farsela raccontare dai propri nonni: la storia è la stessa, l'abbiamo già sentita tante volte ma, cavolo, raccontata da chi l'ha vissuta è tutta un'altra cosa.
Ci sono nove racconti in questo libro, vanno da un tema classico nei telefilm come l'angoscia da abbandono (manifestata in tante forme) - com'è descritta in "La barriera della solitudine" - al timore che l'americano medio iniziava ad avere per la "tecnologia" (stiamo parlando della fine degli anni 50 e i primi 60) - in "Antipatia per le macchine" -, fino ad arrivare ad una storia di fantascienza pura, con tanto di alieni che fanno esperimenti sociologici sugli uomini - in "Quel grand'uomo del Sig. Dingle".
Insomma, abbiamo una bella carrellata di riusciti voli di fantasia. Fantasia, orrore, divertimento e angoscia che torneranno a luglio per la seconda uscita dell'antologia dei racconti di Serling.
Io ne ho già prenotato una copia.


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