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LE
CARCERI
di Davide
"Dans" Denti
Questo mese ci occuperemo di due civiltà in cui l'aspetto più rilevante
è la crudeltà dei sistemi penitenziari.
Gli Akritiriani
Da
VOY "The Chute" conosciamo Akritiri, un pianeta del Quadrante Delta
governato secondo un regime assolutistico. Contro il regime opera il movimento
terroristico Open Sky. Fisicamente gli Akritiriani si distinguono dagli
umani per una debole cresta frontale.
Il sistema carcerario della civiltà akritiriana è altamente repressivo
e crudele. La prigione comune dell'intero pianeta è un'immensa stazione
orbitale, la cui esistenza è celata a tutti, persino ai prigionieri, che
credono di trovarsi in una grotta sotterranea.
Essi
vi vengono rinchiusi senza nessuna assistenza, e lasciati a se stessi.
Inoltre viene loro impiantato uno stimolatore corticale che produce acetilcolina;
tale sostanza, entrata in circolo, provoca ai detenuti continui mal di
testa e ne aumenta il nervosismo e l'aggressività, impedendo loro
di pensare chiaramente e quindi organizzare una possibile rivolta. Il
cibo arriva sulla stazione una volta al giorno, sotto forma di tavolette;
la sua scarsità suscita risse e spesso anche omicidi, poichè sulla stazione
sono presenti armi da taglio di diverso genere.
Così, i prigionieri nelle carceri akritiriane sono spinti a lottare ed
uccidersi a vicenda per far fronte a necessità elementari come trovare
qualcosa da mangiare e un posto per dormire, poichè la stazione è affollata
e lo spazio per ciascuno è minimo.
Quello
degli Akritiriani è uno dei sistemi carcerari più spietati che si conoscano;
non c'è nessuno sforzo da parte dello stato per la rieducazione del detenuto,
né alcuna proporzione tra delitto e pena. Semplicemente, chi viene
imprigionato è condannato ad una morte lenta ed atroce, perpetrata da
persone come lui, senza alcuna speranza di poter fuggire da un tale inferno.
I Beniani
In VOY "Ex Post Facto" ci viene presentato un altro tipo di sistema
penitenziario, in atto sul pianeta Benian, sempre nel Quadrante Delta.
Qua non ci sono prigioni di sorta, ma per un estremo contrappasso agli
assassini viene impiantato un tratto della memoria della loro vittima.
Essi non sono fisicamente limitati in alcun modo e possono mantenere la
loro vita nella società, ma ogni 14 ore sono costretti a rivivere il delitto
dal punto di vista dell'ucciso.
Una
volta ogni 14 ore, 51 volte in un mese, 617 volte in un anno. Sicuramente
il sistema beniano è meno cruento della prigione degli Akritiriani, ma
non per questo meno crudele.
E' in grado un uomo di sopportare il peso di una tale condanna, o la sua
mente soccomberà sotto tanta violenza? La rieducazione del condannato
in questo caso dovrebbe provenire dalla consapevolezza dell'estrema violenza
e ingiustizia del proprio gesto criminale, ma i sensi di colpa rischiano
di farsi anche troppo gravosi. Un uomo condannato a sentirsi uccidere
due volte al giorno potrebbe anche pensare di morire, una volta per tutte.
Dov'è dunque la giustizia? Certo non nella pena di morte nè nella crudeltà
vendicativa. Star Trek ci offre ancora uno spunto di riflessione sulla
nostra società: coglierlo poi sta a noi.
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