FUORI CAMPO
a cura di Alessandra "Deyanira" Ronconi



Scrivere racconti trek permette di esplorare con la fantasia nuove frontiere dell'universo di Star Trek, ben oltre i limiti, canonici e non, dati dalle serie televisive e dai film. Perciò è proprio una bella sfida immaginare come sarà la Federazione nei secoli futuri, quali saranno le nuove missioni della Flotta e i nuovi pericoli da affrontare, e quali nuovi eroi saranno chiamati a questo compito.
In questo lungo racconto, quasi un romanzo, l'autore Daystrom ci porta nel ventinovesimo secolo, e ci aiuta a scoprire l'ultima frontiera, dimostrandoci quanto la Federazione e i suoi principi possano essere solidi e affascinanti anche a distanza di decenni dalle avventure che già conosciamo, e come gli uomini che credono nella loro missione troveranno sempre nuove prove da sostenere, e la forza di affrontarle nei valori eterni che Star Trek ci ha trasmesso.

È possibile leggere un breve profilo dell'autore all'indirizzo
http://www.stdreams.net/autore.htm#Daystrom
su http://www.stdreams.net/testi/stoluf.htm è presente il racconto completo.

Buona lettura!


STAR TREK, OLTRE L'ULTIMA FRONTIERA
di Daystrom


La Repubblica Federale dei Pianeti Uniti (RFPU) è composta dalla Federazione dei Pianeti Uniti, dall'impero Klingon, dall'impero Romulano e dall'unione Cardassiana. Dopo secoli di guerre la Flotta è ora in pace da 171 anni e si dedica assiduamente alla ricerca di altre forme di vita. Nella metà del 29.mo secolo l'invenzione del motore Omega da l'impulso per un progetto ambizioso, il più ambizioso a cui la Repubblica abbia mai pensato...

Parte prima: L'imbarco

"Capitano in Plancia!"
Il Capitano Ryan fece il suo ingresso sulla Plancia della USS Columbus. La sua divisa, ordinata e pulita, lo faceva sembrare un novellino, in fondo erano più di 2 anni che non saliva a bordo di una nave come Capitano. Era una sensazione straordinaria che aveva quasi dimenticato. La USS Columbus era stata appena varata e questa era la prima missione, Ryan notò che la forma e la disposizione della Plancia erano cambiate, come al solito i progettisti non avevano altro da fare che rivoluzionare le cose. La forma di questa nuova Plancia assomigliava ad una specie di triangolo con gli angoli arrotondati, a prua c'era la base di questo triangolo che accoglieva i proiettori olografici per lo schermo e le postazioni dei due timonieri, mentre a poppa, al vertice del triangolo, era stata sistemata la postazione di comando con le tre classiche poltrone. Sui due lati c'erano le altre postazioni di controllo. Questa nuova disposizione permetteva effettivamente al Capitano di tenere tutto sotto controllo. Tutte le postazioni, tranne quelle dei timonieri, erano rivolte verso il centro in modo che, con una sola occhiata, il Capitano potesse essere visto da tutti, questo avrebbe sicuramente permesso una maggiore comprensione ed una maggiore velocità di esecuzione degli ordini.

Gli ufficiali presenti si alzarono in piedi.
"Comodi Signori!" esclamò Ryan mentre il suo sguardo si posò velocemente su ogni persona presente. I loro volti erano tesi, in fondo non lo conoscevano e molto probabilmente stavano cercando di capire che tipo di Capitano fosse. Improvvisamente vide un volto noto.
"Maledizione!" pensò. "È qui anche lei... avrei dovuto leggere i PADD riguardanti il personale invece di...".
In quel momento si rese conto che tutti erano in attesa di suoi ordini.
"Comandante Tark, riunione degli ufficiali superiori tra 2 ore in sala tattica!".
"Sissignore" rispose Tark.
"Sarò nel mio ufficio Comandante!" disse Ryan.
"Signore...?" lo interruppe Tark.
Ryan si girò: "Sì, comandante?"
"Benvenuto a bordo, Signore." Ryan non rispose, si girò di nuovo ed entrò nel suo ufficio.

Appena la porta dell'ufficio si chiuse dietro di lui tirò un sospiro di sollievo, se fosse rimasto in Plancia un solo secondo in più non ce l'avrebbe fatta a resistere. L'ufficio era spazioso, accogliente, luci soffuse, il tavolo, le poltrone ed una finestra sullo spazio da dove si potevano contemplare le stelle... Romulus, con il suo splendore, riempiva il vuoto esterno, era bellissimo, e, nonostante tutto, ne rimaneva sempre affascinato. Insomma tutto era così standard, ma in fondo gli piaceva, gli mancavano queste cose, era passato molto tempo dall' ultima volta.
"Maledizione... maledizione!" pensò di nuovo Ryan. "...avrei dovuto guardarli quei PADD... non avrei fatto la figura dell'idiota davanti a tutti. La missione più importante della storia era stata affidata a me... ed ero troppo preso a rallegrarmi con me stesso."
Ryan estrasse i PADD dalla sua borsa e cominciò a leggerli.
"Toh, guarda guarda, il nostro buon dottore..." esclamò Ryan."Non era in plancia..." pensò. "Sicuramente era occupato in cose più urgenti." Sorrise al ricordo del suo vecchio amico... "Certo, certo, so io cosa aveva da fare...".

Ryan conobbe il dottor Palmer quando era su Utopia Planitia, dove Ryan era distaccato come ufficiale della sicurezza, più di 10 anni fa. Palmer era un inguaribile donnaiolo, non ne perdeva una, e più era difficile e più si divertiva. Ricordava ancora le feste, i tremendi mal di testa del giorno dopo. Fu estremamente sorpreso quando lo incontrò su Romulus, circa 2 anni fa, Palmer cercava in tutti i modi di sedurre una giovane ufficiale romulana... Kara Tark... Ironia della sorte fu proprio il riservato Ryan, promettente ufficiale della Flotta, a conquistare la bella romulana... Tra Ryan e Palmer volarono insulti pesanti, litigarono furiosamente. Palmer se ne andò sbattendo la porta e non si rividero più.
Continuò a leggere i PADD velocemente. Il capo della sicurezza era cardassiano, l'ufficiale scientifico una vulcaniana e l'ingegnere capo un klingon. "Sarà un inferno!" pensò Ryan.
Si soffermò in particolare sulla scheda del Comandante Tark.
"È il mio primo ufficiale ora." pensò, "12 mesi, sono passati 12 mesi... credevo che fosse tutto passato... invece... ho fatto proprio la figura dell'idiota in Plancia!"
Continuando a leggere esclamò improvvisamente: "Si è sposata? Una settimana dopo...?"

I ricordi tornarono improvvisi agitandosi tumultuosamente nella sua mente. Due anni fa era stato distaccato su Romulus e Kara Tark era il suo ufficiale di collegamento. Dopo i primi problemi si resero conto di essere molto simili. La loro storia andò avanti per alcuni mesi, erano felici, forse troppo felici ed il loro amore era diventato talmente profondo da lasciare senza fiato. Una mattina lei sparì e lui non la rivide più. Fu un incubo, la cercò invano, era come fosse stata inghiottita da una misteriosa forza, nessuno sapeva niente, nessuno diceva niente... non riuscì mai a farsene una ragione. Richiese il trasferimento al comando della Flotta, sulla Terra, dove trascorse i 12 mesi più schifosi della sua vita. Ed ora, dopo avere accettato questa nuova missione, era come rinato. Una scintilla di vita si era riaccesa in lui. Voleva solamente andarsene, andare il più lontano possibile, per dimenticare.
Era da 50 anni che il Senato della Repubblica discuteva e rimandava continuamente questa missione, ed improvvisamente chiamarono lui, misero sulle sue spalle questa enorme responsabilità. Dopo tanto tempo era finalmente felice, era orgoglioso di se stesso, credeva di avere risolto i suoi problemi. Fino ad ora.

Parte seconda: La missione

"Come prevedibile, la politica della Repubblica aveva avuto il sopravvento sull'intelligenza," pensò Ryan guardando gli ufficiali presenti in sala tattica. "Mi hanno assegnato un rappresentante di ogni governo, un cardassiano, un klingon, una vulcaniana e Kara, una romulana... ottimi ufficiali, ma sarà difficile, maledettamente difficile..."
Il tavolo della sala tattica era rotondo, "Un altro tocco dei progettisti" pensò Ryan, in fondo l'idea non gli dispiaceva, in questo modo si poteva creare un ambiente meno formale, ed i partecipanti alla riunione si sarebbero sentiti meno sotto pressione. Una specie di tavola rotonda con tutti i cavalieri seduti attorno, come nelle antiche e mitiche storie terrestri di Re Artù.

"Benvenuti Signori!" Disse Ryan rivolgendosi ai presenti.
Senza tanti preamboli, come sua abitudine, Ryan continuò "Come saprete questa è una missione esplorativa molto particolare. Dopo 50 anni di problemi e ripensamenti, finalmente è stato deciso che la missione si farà!". Ryan fece un cenno all'ufficiale scientifico.
Sefhira Lar si alzò in piedi. I suoi lineamenti non lasciavano dubbi sulla sua provenienza. Sefhira era una giovane donna vulcaniana, sulla settantina, giovane per i canoni vulcaniani. Con fare sicuro, tipico della sua razza, cominciò la sua relazione.
"Grazie Capitano Ryan. Bene signori, come anticipato dal Capitano questa volta ci siamo..."
Da un impercettibile tremolio nella sua voce si rese conto di essere estremamente nervosa, "Non è normale..." pensò. Si fece forza e continuò la relazione.
"Come sapete all'inizio del 28.mo secolo, prima della fondazione della Repubblica Federale dei Pianeti Uniti, gli scienziati hanno scoperto come controllare l'enorme potenziale contenuto nelle particelle Omega..." Fece una breve pausa, rendendosi conto che nella sala c'era un silenzio penetrante, il suo nervosismo aumentava. "Non è normale..." pensò ancora.
"In questi 260 anni..." continuò "... abbiamo esplorato le galassie più vicine a noi. La maggior parte delle forme di vita che abbiamo incontrato non hanno ancora sviluppato la necessaria tecnologia che consenta loro i viaggi spaziali."
Cominciava a sentirsi a suo agio. "La tecnologia del motore Omega è stata ulteriolmente sviluppata e circa 100 anni fa fu scoperto che facendo interagire le particelle Omega con il gas interstellare, era possibile ottenere una velocità estremamente alta, per motivi di tempo non entrerò in particolari, ma sappiate che tale velocità è possibile, per motivi gravitazionali, solamente fuori dalla galassia."
Mostrando estrema sicurezza si diresse verso lo schermo posto sulla parete, lo accese e cominciò a spiegare: "Questa è la nostra galassia, una volta usciti dal quadrante Beta ci dirigeremo verso la galassia di Andromeda. A questo punto, attiveremo i motori Omega. Nel vuoto extragalattico la nostra velocità continuerà ad aumentare esponenzialmente fino a superare la velocità di espansione dell'universo stesso e, tra 2 anni, arriveremo nei pressi dell'asteroide Adamus... Lì comincerà la nostra missione."
Mentre Sefhira si chiedeva se dovesse anche spiegare cosa fosse l'asteroide Adamus, il capitano prese di nuovo la parola. ...

Il racconto continua sul sito di Star Trek Dreams, all'indirizzo
http://www.stdreams.net/testi/stoluf.htm

Grazie per la vostra attenzione!





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