UNIVERSI PARALLELI
di Susanna Ricci


Pochi giorni fa ho finito di leggere l'ultimo romanzo di William Shatner, "I Protettori".
Penso che, anche sforzandosi molto, non sarebbe stato possibile inserire più personaggi contemporaneamente ed attingere a così tanti intrecci e riferimenti incrociati, non solo nell'ambito delle centinaia di telefilm di Star Trek prodotti, ma anche nell'ambito più generale della fantascienza. Un esempio per tutti: viene citato il dott. Asimov quale fondatore della scienza della psicostoria, a cui sono dediti due emeriti scienziati, una Vulcaniana ed un Ferengi, sul pianeta Memory Alpha…
Shatner attinge a piene mani dai personaggi dell'universo dello Specchio, identificando il momento ed i motivi precisi della divergenza tra il nostro universo e quello alternativo; fa interagire tra loro un paio di Spock, un paio di Picard, una Janeway che non si è sperduta nel quadrante Delta, due Enterprise E ed altre amenità del genere.
Dal XXIII secolo, comunque, le cose sono cambiate parecchio.
Il nostro Kirk infatti, una volta ritrovatosi dall'altra parte, ben lungi dall'aver rispettato la Prima Direttiva, aveva interferito pesantemente sulla evoluzione dell'universo dello Specchio. Nel suo colloquio finale con l'intendente Spock aveva creato una breccia, aveva gettato un seme per lo sviluppo di un universo più "logico" e meno sanguinario (Specchio Specchio, TOS).
L'Intendente, dopo il ritorno del proprio Kirk, aveva seguito i consigli ricevuti ed aveva cercato di applicare, nel proprio universo, i principi di civiltà vigenti nell'altro.
Kirk era stato molto fiducioso: un uomo solo, con le idee giuste, secondo lui poteva fare la differenza e raddrizzare tutto ciò che era andato storto fino ad allora.
Purtroppo le cose non sono andate così, anzi sono evolute in peggio: venendo a mancare la presenza molto forte del Kirk alternativo, e considerato l'orientamento molto più aperto, moderato e meno guerrafondaio dell'Intendente Spock e del suo Movimento, l'Impero Terrestre si era ben presto sgretolato, cedendo il passo all'alleanza Klingon/Cardassia.
Anche DS9 ha interagito con l'universo alternativo ed in più di una occasione; è a questo punto infatti che troviamo la situazione nell'universo alternativo visitato da Sisko e compagnia: la Terra è soggiogata, gli umani resi schiavi, le condizioni di vita sono durissime.
Ovviamente i Terrestri non possono e non vogliono adattarsi ad essere servi di nessuno, per cui danno vita ad un movimento clandestino di resistenza, per poter riconquistare la propria libertà.
I telefilm della serie, ambientati nell'universo dello specchio, sono:
Crossover (seconda stagione)
Through The Looking Glass (terza stagione)
Shattered Mirrors (quarta stagione)
Resurrection (sesta stagione)
The Emperor's New Cloak (settima stagione)
Ben cinque episodi, che spaziano durante tutto l'arco delle sette stagioni e che vedono coinvolti, di volta in volta, molti dei personaggi della stazione spaziale. Ma perché le storie con i nostri beniamini in panni così poco caratteristici ci affascinano tanto?
Dopotutto se siamo attratti da Kira è perché è una ribelle che ha combattuto duramente per la libertà del suo popolo; se ci piace Bashir è perché è un dottore con un cuore d'oro e sempre pronto a qualsiasi sacrificio pur di salvare chi gli sta accanto; se siamo ammaliati da Worf è perché mette l'onore sopra ogni cosa.
E allora perché ci incuriosisce tanto vederli in ruoli così diversi?
Kira in abiti sadomaso e con vaghe tendenze lesbo, Bashir con la barba lunga, pronto ad attaccare briga ad ogni provocazione, Worf con i lunghissimi capelli al vento e l'occhio da pazzo sanguinario…
Sicuramente una buona componente è data dal desiderio del proibito: ognuno di noi è fondamentalmente buono (almeno lo spero!) e proprio per questo è affascinante pensare a cosa saremmo potuti diventare in un contesto diverso.
Si ripropone il mistero se ciò che siamo sia determinato in massima parte dalla genetica o dall'ambiente in cui viviamo: esistono il gene della bontà e quello della cattiveria? Oppure alla nascita siamo come un disco rigido da formattare ed in attesa di istruzioni?
La creazione di un universo alternativo spinge le conclusioni di questa teoria fino alle massime conseguenze, mostrandoci cosa potrebbe succedere a persone che hanno lo stesso bagaglio genetico e che sono cresciute in due ambienti completamente differenti: da una parte un humus culturale florido e ricco di civiltà come quello della Federazione Unita dei Pianeti; dall'altro un ambiente ostile, nel quale non esiste la parola fiducia, nemmeno nei confronti dei fratelli.
Ma se l'ambiente è in grado di forgiare in maniera così diversa le persone, allora forse in ognuno di noi esiste già il germe di quello che potremmo diventare, se sollecitati in maniera opportuna?
È un serpente che si morde la coda. Tornando agli opposti che si attraggono, se io fossi cattiva sarei, per esempio, come Kira dello specchio: gelida, spietata e sadica, proprio perché sono le caratteristiche esattamente opposte a quelle che normalmente mi caratterizzano!
Credo che ognuno di noi abbia fatto ragionamenti simili e, se da una parte proviamo un forte senso di identificazione ed appartenenza nei confronti di un particolare personaggio, perché incarna in positivo tutto ciò che vorremmo essere, dall'altra siamo ugualmente attratti da un doppleganger.
Oltre a questo elemento di fascino, secondo me ne esiste poi anche un secondo, altrettanto potente ed intrigante: in ben due occasioni l'universo dello Specchio offre agli abitanti della stazione spaziale l'opportunità di interagire con personaggi che, nella linea temporale che conosciamo, sono morti: Jennifer Sisko e Vedek Bareil.
Quando una persona che abbiamo tanto amato viene strappata al nostro affetto, ci sembra di non poter più vedere le cose che ci circondano con lo stesso sguardo di prima; ci si trova spesso a pensare a chissà come sarebbero andate le cose se la persona in questione avesse continuato a condividere la sua esistenza con la nostra.
Con l'andare del tempo poi, il dolore si stempera e rimane la malinconia, il rimpianto di non poter più mangiare un gelato assieme: ma rimane comunque anche una immagine di fondo, che non muta più, e che in qualche modo ci rimane accanto per il resto della vita.
Allora come ci si può sentire, trovandosi di fronte a delle persone che sono fisicamente identiche a quelle che ci hanno lasciato, hanno la stessa voce, magari alcuni stessi comportamenti, ma che sono assolutamente e totalmente diverse da quelle con cui abbiamo condiviso parti della nostra esistenza?
È naturale aspettarsi qualcosa da loro, così come è naturale provare il desiderio di riprendere le fila del discorso da dove esso era stato interrotto e raccontare, e sentirsi raccontare, tutto ciò che è successo nel frattempo.
Poter toccare il volto di una persona cara, riascoltare la sua voce o la sua risata, sentire il suo profumo.
Credo siano emozioni tanto potenti da travolgere ogni proposito di razionalità.
È quello che succede soprattutto a Jake Sisko, il più vulnerabile in assoluto: perdere la propria madre è traumatico per un adulto, lo è ancora di più per un bambino. A poco valgono gli sforzi per autoconvincersi che non è la stessa persona: i sensi e l'istinto sono le uniche cose che contano e, con buona pace dei Vulcaniani, le uniche che ci guidano nelle nostre scelte.
Non stupisce quindi che i nostri beniamini cadano regolarmente nelle trappole loro tese dai malvagi abitanti dell'universo alternativo. E non possiamo non soffrire con loro nello scoprire il tradimento e nel dover tornare forzatamente nella realtà di tutti i giorni, dopo avere per un attimo pensato che un sogno, coltivato segretamente, fosse alfine diventato realtà.
Ritengo che i telefilm ambientati nell'universo alternativo siano veramente ricchi di spunti interessanti, e che gli attori abbiano avuto modo di "sfoggiare" la loro bravura in maniera più completa, dando delle prove di notevole spessore nell'interpretare personaggi così sopra le righe.
Rimane il problema, non indifferente, di spiegare in maniera logica come sia possibile che, in un universo che ha cominciato a divergere dal nostro in un tempo ormai abbastanza lontano, ci siano esattamente le stesse persone, solo più cattive!



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