Come annunciato il mese scorso,
in quest'ultima parte del viaggio nel mondo ESP andiamo a conoscere
un po' più a fondo due "entità" che si pongono agli estremi dei fenomeni
che abbiamo man mano illustrato. Parleremo quindi di Gustavo Adolfo
Rol e del CICAP. Il primo lo si può definire come il più grande contenitore
di fenomeni "paranormali" che la storia d'Italia ricordi, il secondo
è il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale.
ROL (1)
In
un cognome così corto, tante cose da raccontare, ma prima di tutto un
po' di storia. Gustavo Rol nasce il 20 giugno del 1903 a Torino. La
sua è una famiglia agiata e suo padre Vittorio è uno dei fondatori della
sede di Torino della Banca Commerciale Italiana. Si distinse da giovane
per una spiccata intelligenza ed un amore intenso verso la figura di
Napoleone. Giornalista alle prime armi nel 1921, frequenta la facoltà
di Giurisprudenza dal 1923, e dal 1925 fino al 1930 girerà per l'Europa
(Marsiglia, Parigi, Londra, Edimburgo) come dipendente delle filiali
Comit. Il suo curriculum scolastico lo vedrà alla fine con tre lauree:
una in giurisprudenza conseguita alla Regia Università di Torino, un'altra
in scienze commerciali a Londra e la terza in biologia medica a Parigi.
Verso la fine degli anni '30 però avviene qualcosa di inspiegabile in
lui e il 28 luglio del 1927 Gustavo Rol fa quest'affermazione: "Ho scoperto
una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il
calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò
più nulla!".
Devo confessare che l'affermazione di per sé è sensazionalistica
e potrebbe essere attribuita a qualsiasi imbroglione che si incontra
per la strada; tuttavia il giovane Rol a seguito di questa affermazione
si rinchiuse in convento e ne uscì solo tre mesi dopo quando
la mamma lo convinse a sfruttare queste sue possibilità per far del
bene al prossimo. Da questo momento inizia per Rol una vita "particolare",
costellata di eventi inspiegabili pur se vissuti nella massima semplicità
e naturalezza. Lo stesso Rol, quando gli si chiedeva l'origine dei suoi
poteri, era solito rispondere: "Io sono la grondaia che convoglia l'acqua
che cade dal tetto. Non è la grondaia che va analizzata, bensì
l'acqua e le ragioni per le quali 'quella pioggia' si manifesta…"
Veniamo
a quelle che furono le qualità che lo portarono alla notorietà e all'essere
additato come uno dei più grandi sensitivi della storia: nell'arco della
sua lunga vita (morirà nel 1994 alla veneranda età di 91 anni) gli sono
state attribuite e riconosciute queste virtù: lettura dei libri chiusi,
endoscopia (la visione dell'interno del corpo umano), psicocinesi (cioè
poteva spostare a distanza oggetti di qualsiasi genere, o materializzarli
e smaterializzarli), scrittura automatica, chiaroveggenza, telepatia
e bilocazione. Infine, produceva due tipi di fenomeni originali, e cioè
la proiezione di figure a grafite su oggetti più o meno distanti, come
fogli di carta, carte da poker, pareti, tovaglioli, quadri, e la pittura
al buio, dove nella semioscurità i pennelli si muovevano da soli, dipingendo
in modo rapidissimo con l'aiuto dello "spirito intelligente" di un pittore
scomparso.
Moltissime personalità del nostro secolo si sono avvalse delle sue capacità,
a partire da Pio XII, Mussolini, De Gaulle, Elisabetta II, per finire
con Fellini, Zeffirelli, Gassman, Reagan, JF Kennedy ed altri ancora.
Può sembrare davvero esagerato, ma numerosi eventi e situazioni stanno
a dimostrare che non lo è. Nel 1945 a Pinerolo, ad esempio, Rol chiese
ad un comandante tedesco di rilasciare dei partigiani già messi al muro
e pronti per l'esecuzione. La sua motivazione fu: "Io sono sicuro che
questi uomini sono innocenti. Ne sono sicuro come sono sicuro di conoscere
cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa di Amburgo."
Subito dopo Rol descrisse minuziosamente ciò che si trovava nei
cassetti, soffermandosi sul contenuto di alcune lettere private e documenti
riservati. L'ufficiale, più spaventato che sorpreso, liberò i prigionieri.
In un'altra occasione, nel 1949, Rol fu ospite in un albergo in Costa
Azzurra. Lì Andrè Sella era con Giorgio Cini e la sua fidanzata Merle
Oberon. Tutti dovevano ripartire il giorno dopo con l'aereo alla volta
di Venezia. La sera stessa Rol disse a Sella: "…Quel Cini ha la morte
molto vicina…". Il mattino dopo Andrè Sella, troppo impaurito per salire
sull'aereo, lasciò ripartire il solo Cini. Dopo pochissimi secondi
dal decollo si staccò un'ala dell'aereo, che precipitò senza lasciare
superstiti.
A margine di questi, come di molti altri eventi particolarmente significativi
e drammatici, Rol era solito intrattenere i suoi ospiti con giochi di
carte e con numerosi esperimenti di scrittura a distanza sulle superfici
più disparate.
Eccone
alcuni esempi: una sera, nello studio dell'avvocatessa Lina Furlan,
Rol invitò il professor Marco Treves, docente d'università e direttore
del manicomio di Torino. "In questa scatola" disse Rol "io pongo un
foglio di carta piegato in quattro e un pezzo di grafite di lapis (mostrò
la carta bianca e la grafite). Chiudo la scatola. Tutti voi appoggiate
le vostre mani. E ora lei, professore, mi dica una frase qualunque".
Il professore citò un verso di Dante: 'Amor che a nullo amato amar perdona'.
"Sollevate le mani, aprite la scatola e leggete", disse Rol. Sul foglio
era scritto il verso di Dante. Il 6 agosto 1965, il Corriere della Sera
porta alcune testimonianze di Federico Fellini: "Mi fa scegliere una
carta da un mazzo. Era, mi ricordo, il 6 di fiori. 'Prendila in mano',
mi dice, 'tienila stretta sul tuo petto e non guardarla: ora in che
carta vuoi che la trasformi?'. Io scelgo a caso. Nel 10 di cuori gli
dico. 'Mi raccomando', ripete lui 'tienila bene stretta e non guardarla'.
Lo vedo concentrarsi, fissare con intensità spasmodica la mia mano che
tiene la carta. Intanto io penso: perché mai non devo guardare? Sì,
me lo ha proibito, ma il tono non era tanto severo. Che me lo abbia
detto apposta per indurmi a trasgredire? Insomma, non resisto alla tentazione.
Stacco un po' la carta dal petto e guardo. E allora ho visto... ho visto
una cosa orrenda che le parole non possono dire... la materia che si
disgregava, una poltiglia giallastra e acquosa che si decomponeva palpitando,
un amalgama ributtante in cui i segni neri dei fiori si disfacevano
e venivano su delle venature rosse... A questo punto ho sentito una
mano che mi prendeva lo stomaco e me lo rovesciava come un guanto. Una
inesprimibile nausea... E poi mi sono trovato nella mano il 10 di cuori".
Questi non sono che pochissimi aneddoti che fanno riferimento a Rol,
in realtà su di lui sono stati versati parecchi chilometri di inchiostro,
sia sotto forma di articoli che di libri. I più significativi sono:
Rol il mistero, Renzo Allegri, 1986 Musumeci Editore; Oltre
l'umano - Gustavo Adolfo Rol, Giorgio Di Simone, Reverdito Edizioni,
1996; Rol e l'altra dimensione, Maria Luisa Giordano, Sonzogno,
2000.
In ultima analisi questo signore, in apparenza tranquillo e discreto,
ha avuto in se qualità e potenza inimmaginabili. Lo scetticismo dei
tanti e la prova dei fatti trovano in questa persona un ottimo punto
di riferimento per chi vorrà accostarsi in maniera critica ma senza
preconcetti allo studio dei fenomeni paranormali.
CICAP
Di
tutt'altra pasta è fatto il CICAP. L'acronimo significa Comitato Italiano
per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. In altre parole,
il Comitato si propone di studiare ed analizzare con un'indagine scientifica
critica i vari fenomeni rientranti nel campo del paranormale.
Il CICAP nasce nel 1989 su iniziativa del famoso giornalista televisivo
Piero Angela e di un gruppo di studiosi. Ad oggi esso si può vantare
di avere tra gli iscritti calibri del livello del Nobel Rita Levi Montalcini,
del Nobel per la fisica Carlo Rubbia, dell'astrofisica Margherita Hack
e di molti altri ancora.
I presupposti di partenza del CICAP sono senz'altro seri: in primo luogo
si pone l'accento sul fatto che nella maggior parte dei casi i media,
nel riportare notizie a carattere "paranormale", si occupano poco della
veridicità del fenomeno cercando in larga parte di fare "audience" o
di vendere copie in più. Si legge nel documento programmatico del CICAP:
…portiamo dunque avanti un'opera d'informazione
ed educazione rispetto a questi temi, per favorire la diffusione di
una cultura e di una mentalità aperta e critica e del metodo razionale
e scientifico nell'analisi e nella soluzione di problemi.
Altro
presupposto, questo piuttosto impegnativo, è la negazione del fenomeno
paranormale. Negazione non significa non accettazione di ciò che non
si riesce a spiegare, bensì l'inesistenza di fenomeni da spiegare. Si
legge all'interno del sito CICAP: "La scienza
non riesce a trovare alcun vero fenomeno paranormale da spiegare. Qualsiasi
disciplina scientifica infatti non solo accetta, ma addirittura cerca
l'esistenza di nuovi fenomeni (che ovviamente, essendo nuovi, non possono
essere già spiegati). Se così non fosse, non ci sarebbe stato alcun
progresso scientifico, e il sapere umano sarebbe rimasto sempre fermo
ai secoli e ai millenni passati, proprio come è accaduto per l'astrologia
o per la lettura della mano che, non essendo discipline scientifiche,
non hanno mai cercato nulla di nuovo per migliorare le proprie conoscenze
e si sono accontentate della visione del mondo che avevano gli uomini
migliaia di anni fa."
E si legge ancora: "La conoscenza di un fatto
nuovo avviene, per logica, prima della sua eventuale spiegazione: prima
si osserva un fenomeno e poi se ne cerca (e non è detto che si trovi)
la spiegazione. Non si dovrebbe, come fa la parapsicologia, invertire
quest'ordine. Insomma: prima di cercare la spiegazione di come facciano
le vacche a volare senza avere le ali, sarebbe ragionevole osservarne
almeno una che voli davvero.
Eppure, per quanto banale possa sembrare, questo concetto non è ancora
entrato a far parte del bagaglio culturale della persona media, e si
continua così a pensare che la scienza non voglia accettare dei fatti
veri solo perché non sono spiegabili con le attuali conoscenze.
È invece proprio l'osservazione di 'fatti veri non spiegati'
che ha sempre portato evoluzione nelle teorie scientifiche (si pensi
ad esempio alle osservazioni che hanno portato alla formulazione della
teoria della Meccanica Quantistica). Nel campo della parapsicologia,
invece, quello che dopo più di cent'anni di osservazioni manca ai fenomeni
paranormali non è una spiegazione, ma una prova della loro esistenza.
La telepatia, la psicocinesi, o la chiaroveggenza non sono 'inspiegabili',
sono molto più banalmente non-accaduti, nel senso che tali fenomeni
non si sono mai verificati in condizioni di controllo, cioè sotto gli
occhi di prestigiatori e scienziati esperti."
Alcune considerazioni finali
È senz'altro vero che la menzogna e l'imbroglio sono caratteristiche
spesso individuabili all'interno di questo settore, tuttavia per onestà
intellettuale credo che una posizione più equilibrata sia necessaria.
Chiaramente la scienza ha le sue ragioni e se persone tanto autorevoli
decidono di appoggiare un pensiero come quello del CICAP ci saranno
senz'altro dei perché più che giustificati. C'è solo un fatto che non
riesco a far quadrare all'interno della posizione ufficiale della scienza,
ed è una riflessione fatta da Stefano Beverini (3): "…Se
il fenomeno paranormale, per definizione, contraddice le leggi fisiche
note, cioè le leggi deterministiche, come possiamo utilizzare, nell'analisi
dello stesso fenomeno, metodi e criteri che seguano le leggi fisiche
note, essi stessi fondati su principi deterministici?"
La
cosa non è di poco conto e semplificando in maniera esagerata il concetto
sopra riportato si potrebbe dire che è come se si stesse cercando di
misurare la velocità di un aereo con una bilancia di precisione!
In definitiva: ammettendo che sia vero ciò che afferma il CICAP, e cioè
che la scienza ufficiale non ha ancora individuato un solo caso di fenomeno
paranormale, ciò potrebbe essere dovuto al fatto che non si sono
adoperati strumenti congrui alla rilevazione di tali fenomeni? Chi può,
risponda.
Vi lascio infine con questa citazione trek da uno dei personaggi più
rappresentativi: Spock, scienziato alieno dedito alla logica più ferrea,
il quale in questo frangente avrebbe senz'altro detto: "La logica
è solo la premessa della saggezza, non il suo epilogo." (ST
VI - dialogo con il Ten. Valeris)
Fonti:
(1) - http://www.gustavorol.it/
(2) - http://www.cicap.org
(3) - http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1421/teorie.html
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