IL DIFFICILE LAVORO DEL CONSIGLIERE
di Domenico Ciccone

La prossima convention dello STIC, in programma dal 24 al 27 di questo mese, vedrà ospite Marina Sirtis, il Consigliere Troi di TNG. Chi scrive manifesta una venerazione assoluta per questa stupenda attrice (hem...), per cui in attesa del succoso report sulla STICCON che lo STIM vi regalerà nel prossimo numero, abbiamo pensato di farvi cosa gradita con questo piccolo omaggio dedicato a Marina Sirtis.

Buon ascolto!

Lo scorso 3 aprile si è tenuta in Italia la prima giornata dedicata alle malattie mentali, avvenimento che ha suscitato giustamente l'interesse dei mezzi di comunicazione. L'importanza dell'evento è stata determinata dal fatto che una volta per tutte si è compiuto lo sforzo di dare dignità e completezza di informazione a patologie ansiogene e depressive, troppo spesso relegate a problemi stagionali o facilmente risolvibili grazie alla sempre invocata "buona volontà".
Infatti, se la società ha da tempo preso coscienza della dignità di cura per gravi patologie come la schizofrenia o la dissociazione della personalità, molto era e resta da fare per ansia, depressione e disturbi da panico; chi si accorge di soffrire di disturbi di questo tipo e cerca come logico un primo conforto in famiglia o fra gli amici, una volta su tre viene liquidato con espressioni tipo "pensa a chi sta peggio" o "adesso con una bella chiacchierata risolviamo tutto" (e in quest'ultimo caso almeno la buona fede è salva). Le statistiche presentate a riguardo sono veramente impressionanti: una famiglia italiana su dieci ha nel suo nucleo un malato grave, con problemi schizofrenici, dissociativi, compulsivi, mentre un italiano su cinque soffre di disturbi da ansia, panico, depressione. Altro dato preoccupante è che la fascia di età a rischio si è spostata negli ultimi anni sempre più verso gli adolescenti e in una certa misura i pre-adolescenti, coprendo quindi un arco che va dagli 11 ai 20 anni. Per dovere di cronaca devo citare anche molte contestazioni a questi dati, in particolar modo nei confronti delle compagnie farmaceutiche, accusate di avere gonfiato le statistiche per poter aumentare i profitti dalla vendita di psicofarmaci; a prescindere comunque da tutte le polemiche, sempre legittime nel campo della scienza medica, sulla veridicità o meno di certi dati, un elemento a mio giudizio è assolutamente senza discussioni: ansia, panico e depressione devono essere seguite e curate come una malattia, con un percorso di terapia svolto da professionisti e senza alcun senso di vergogna da parte del malato. Poi si può discutere all'infinito sull'opportunità o meno di usare farmaci e/o in quali dosi e/o di quale composizione, ma rifiutare consciamente o inconsciamente l'aiuto medico ad un depresso o ad un ansioso equivale a negare un diritto della persona.
Come già detto per tanti altri aspetti della nostra società, se consideriamo il modo in cui l'universo virtuale di Star Trek affronta questi problemi, possiamo certamente trarre molti spunti di utile riflessione. La presenza di un consigliere a bordo delle navi stellari risponde proprio all'esigenza di affrontare in modo professionale gli inevitabili problemi di natura ansiosa di un equipaggio in prolungato servizio lontano anni luce da casa. Chi ha fatto il servizio militare, in tempi recenti e non, sa bene quanti e quali problemi psicologici ci si trovi ad affrontare in una caserma, problemi che possono essere più o meno gravi a seconda dell'Arma sotto cui si presta servizio, dell'ambiente della caserma, degli ufficiali comandanti, ma che ci sono sempre. I problemi legati ad una vita militare vengono inoltre moltiplicati se rapportati alla natura di una nave stellare. E' vero che le comunicazioni sub-spaziali video permettono un contatto immediato con amici e familiari, che i pianeti dove trascorrere ottimamente licenze brevi abbondano, che i ponti ologrammi consentono un'immersione reale in tutte le situazioni che possono aiutare la psiche ad essere più equilibrata, ma per ogni medaglia esiste sempre un rovescio: maggiori sono i vantaggi che la tecnologia può dare, più pericolosi gli effetti negativi che la stessa tecnologia può provocare. Un uso non controllato del ponte ologrammi, ad esempio, può portare a fenomeni di dissociazione, di attaccamento a figure non reali ma scambiate come tali perché di carne, ossa e sentimenti per la nostra percezione (e il caso del tenente Barclay con la sua dipendenza è solo la punta di un iceberg); inoltre è facile che sulle navi stellari si sviluppino delle relazioni tra membri dell'equipaggio o civili a bordo, per missioni anche di mesi, relazioni che poi si possono bruscamente interrompere per esigenze di trasferimento o di lavoro in genere. La figura del consigliere si rivela dunque preziosissima per aiutare a superare tutte i possibili disagi legati a queste situazioni, e a prevenire quanto possibile situazioni di trauma nei soggetti dalla sensibilità più accentuata e quindi più a rischio: sedute di terapia, presenza costante accanto al capitano, interscambio continuo con l'ufficiale medico fanno del consigliere di bordo una figura assolutamente all'avanguardia per i nostri tempi.
Si è letto e scritto molto sul fatto che Roddenberry abbia inserito la figura del consigliere nel cast di TNG sull'onda del "costume" americano anni'80 che considerava la psicoterapia quasi uno "status-symbol" (come a dire: se non senti l'esigenza di entrare un po' in analisi vuol dire che non sei veramente qualcuno). Questo è senz'altro vero, ma dagli inizi stentati che ricordiamo, con un Consigliere Troi statico e impacciato, c'è stata un'evoluzione crescente che ha portato a delineare un ufficiale professionale ed indispensabile per l'equipaggio, ancorché non infallibile: tornando al citato tenente Barclay, Deanna Troi, nell'episodio "Illusione o relatà?" non capisce appieno la gravità del suo problema finché non si scontra con la sua copia olografica nelle vesti di "Dea dell'empatia". Ma nella maggior parte dei casi l'opera del Consigliere Troi è sempre stata quella di una seria professionista: quando nell'episodio "Questione di etica" Worf medita il suicidio perché paralizzato e non più in grado di comportarsi da guerriero, la persona a cui pensa di affidare il proprio figlio perché cresca quanto più sereno possibile è proprio il Consigliere Troi; ancora in "Generazioni" nel momento della disperazione di Picard alla notizia della morte del fratello e del nipote la presenza del Consigliere Troi si rivela fondamentale per l'equilibrio del capitano. Si può apprezzare meglio l'opera di un consigliere, inoltre, soprattutto guardando cosa succede su una nave stellare a causa di una sua pur forzata assenza, come accade sulla Voyager. Il tentativo di Janeway di essere allo stesso tempo capitano e consigliere per un equipaggio alla deriva nello spazio profondo non può riuscire, nonostante la buona volontà del personaggio, perché la competenza e l'esperienza nel campo psichiatrico non si possono certo improvvisare (e ci ricolleghiamo così a quanto detto all'inizio dell'articolo). Il guardiamarina Wildman, ad esempio, oltre che lontano dal marito si ritrova ai primi mesi di gravidanza senza alcuna possibilità di seria assistenza psicologica; in "La febbre del sangue" il guardiamarina Vorik affronta un ponn-farr particolarmente violento e l'unico sostegno che il dottore olografico riesce ad escogitare è una bella "sveltina" virtuale sul ponte ologrammi, complice anche un Tuvok particolarmente irritante nella sua chiusura oltranzista a fornire un qualche tipo di collaborazione.
Dunque impariamo ancora una volta dal mondo di Star Trek e non neghiamo dignità di cura a chi soffre di disturbi psicologici solo perché non riusciamo a comprenderne la gravità, soprattutto se sono queste persone a chiedere il nostro sostegno. Da ansia, depressione, panico e fobie si può guarire, a patto di affidarsi ad un buon consigliere di bordo.


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