 |
|
AMICI
O COLLEGHI?
di Fabiano "Langley"
Piccione e
Matteo
"Norton" Bistoletti
Una delle cose che trovo più affascinanti delle
impostazioni iniziali della serie Voyager è la sua caratteristica
"ad ambiente chiuso". Il cinema e la televisione ci hanno da sempre proposto
diverse situazioni così definite: un gruppo, formato da elementi spesso
estremamente eterogenei ed estranei gli uni rispetto agli altri, si ritrova
casualmente compatto ed unito allo scopo di affrontare una determinata
situazione. Questi gruppi vengono definiti "chiusi" proprio per l'impossibilità
non solo di farvi entrare nuovi elementi, ma anche di consentirne l'uscita
in momenti di totale esasperazione, dovuta all'intolleranza verso gli
altri membri. In fondo la situazione della Voyager è proprio questa: Janeway
ha un equipaggio drasticamente ridotto, a causa dell'incidente col Guardiano,
e per circa un terzo reintegrato con terroristi ribelli, definiti Maquis.
Ed ecco qui, come dicevo, l'ambiente chiuso di una nave stellare, per
giunta non delle più grandi, in cui Maquis e Flotta Stellare si ritrovano
a convivere e collaborare.
Se infatti analizziamo la schiera di personaggi che iniziano ad affrontare
il viaggio, possiamo evidenziare da subito come essi siano diversi tra
loro e soprattutto in buona parte sconosciuti l'uno all'altro. Vediamo
un po' come si presentano all'inizio i personaggi principali della Voyager.
Abbiamo
degli ufficiali della Flotta Stellare (Janeway, Tuvok, Kim), un ex ufficiale
incriminato e ora ex-galeotto (Paris), due alieni dal Quadrante Delta
(Neelix e Kes), dei Maquis (B'Elanna e Chakotay) ed infine un neonato
a bordo della nave durante l'episodio pilota: Il Dottore Olografico. Se
fate il conto sono davvero poche le relazioni di amicizia, o almeno di
fiducia antecedenti alla loro convivenza a bordo della Voyager.
In primis, il caso Tuvok-Janeway. Lui ha lavorato con lei per diversi
anni e tra i due si è ormai instaurato un rapporto di fiducia e rispetto
(possiamo azzardare amicizia, anche se si tratta di un Vulcaniano?) molto
forti.
Rapporto simile, anche se nell'altra fazione, ossia quella Maquis, lo
abbiamo tra B'Elanna e Chakotay, che insieme ne hanno passate tante e
che hanno profonda stima delle rispettive capacità. Infine troviamo una
piccola e garbata storia d'amore tra i due alieni Neelix e Kes, dai toni
estremamente discreti ed esageratamente casti.
Quindi sono davvero pochi i rapporti preesistenti a bordo della Voyager;
addirittura nel pilot vengono dipinti dei rapporti di sfiducia tra alcuni
personaggi. Sembra che Paris e Chakotay abbiano avuto delle divergenze
in passato, nate quando il primo ha militato per breve tempo fra le fila
dei Maquis, senza contare il fatto che Tuvok è stato una spia a bordo
della nave maquis e che questo non rende distesi i rapporti iniziali tra
lui e i suoi "ex-compagni".
Se
analizziamo gli altri personaggi notiamo come gli autori di Voyager
abbiano cercato di mettere insieme personaggi per lo più sconosciuti e
soli. Kim è un novellino: è il suo primo viaggio e non conosce nessuno;
non solo, forse non conoce neanche ancora bene cosa vuol dire "viaggiare
nello spazio ignoto". Il dottore olografico inizia a "vivere" proprio
nel pilot, con non poca confusione ad onor del vero. E anche tutti gli
altri personaggi, bene o male, hanno ben poco da spartire con la loro
nuova e obbligata "famiglia". L'arrivo postumo di Sette di Nove segnerà
la necessità di un nuovo reintegro all'interno di una famiglia che a fatica
è già formata, e nella quale lei dovrà trovare il suo spazio. Di sicuro
nessuno di loro si sarebbe mai immaginato una tale crescita e sviluppo
dei loro rapporti nell'arco di sette anni di avventure ed esperienze a
bordo della loro nave. Infatti, se inizialmente il clima generale era
di sfiducia (vedi ad esempio il programma olografico ideato da Tuvok,
in cui si preparava l'equipaggio ad un possibile ammutinamento dei Maquis),
piano piano, anno dopo anno, avventura dopo avventura, nascono e si sviluppano
diverse relazioni di affetto e amicizia davvero incredibili. Il sospetto
sparisce, e si affaccia solo la collaborazione.
Il
capitano Janeway è sicuramente colei che più si prende cura del
suo equipaggio, assumendosi la briga di conoscerli ad uno ad uno e instaurando
con loro un solido rapporto. Il ruolo di Janeway viene spesso paragonato
a quello di una mamma nei confronti del suo equipaggio di piccoli e sperduti
pargoli. In effetti molte della relazioni che la Janeway sviluppa nel
corso degli anni sono orientate in questo senso; una donna forte e materna
si lega ai personaggi più problematici, complessi e difficili e bisognosi
di fiducia in loro stessi (come nel caso di B'Elanna e Paris), o anche
solo bisognosi di affetto e protezione (come nel caso di Kim e Kes).
Questi rapporti subiranno crescite e mutamenti: Kes lascerà la Voyager
per intraprendere una strada di crescita interiore e spirituale per conto
suo, B'Elanna verrà svezzata e troverà in Paris, suo compagno, nuova sicurezza
e solidità, mentre Kim si ribellerà al senso protettivo del suo capitano
in Disease della quinta stagione, dove la Janeway stessa ammetterà
(proprio come una mamma vera) di non essersi forse resa conto della sua
maturazione come uomo.
Il ruolo di mamma non viene mai dimenticato dagli sceneggiatori, che trovano
presto in Sette di Nove una sfida per il Capitano Janeway, che dovrà accudire
questa nuova figlia, accompagnandola passo per passo verso la sua umanità.
Lo stesso primo passo, ossia il distacco forzato di Sette dalla Collettività,
viene arbitrariamente deciso da Janeway, con un pizzico di arroganza tipico
di una madre che sa cosa è meglio per i propri figli.
Ma in sette anni Janeway non si è limitata a ciò. All'inizio poteva sembrare
impensabile, eppure è riuscita a creare un'alchimia perfetta con un primo
ufficiale Maquis, quindi opposto alla Federazione che lei stessa rappresenta.
Il loro rapporto si basa su una fiducia molto forte; in Quarantena
addirittura il loro rapporto sembra prendere risvolti sentimentali fin
lì inesplorati. Sono in una relazione che definirei quasi complementare:
Chakotay è spesso una specie di peso contrario che porta la Janeway a
riflettere sulle sue decisioni. Molto importante la sua figura e la loro
amicizia in puntate come Equinox o Il patto dello scorpione.
Un'amicizia che aiuta Janeway a dividere il peso della responsabilità
e a non sobbarcarsene per intero l'onere. Un'amicizia che più volte è
sembrata vicina ad osare un passo ulteriore. Indicativo quando la Janeway
del passato, nell'episodio Shattered, chiede a Chakotay quanto
effettivamente diventeranno "vicini" loro due. Lui risponde: "Diciamo
che ci sono delle barriere che non abbiamo mai veramente oltrepassato".
A
proposito di legami affettivi, sicuramente uno dei legami più forti e
solidi nati tra due perfetti sconosciuti (ed inizialmente non si sopportavano
nemmeno molto) è quello tra due personaggi che si riscoprono in
realtà molto simili: B'Elanna e Tom Paris. Il loro fidanzamento ufficiale
avviene nella quarta stagione, anche se già nella terza si respirava un'aria
molto romantica tra i due. Solo nella settima stagione, in Drive,
compiranno il passo decisivo per poi, poco dopo, scoprire che B'Elanna
è incinta di una bambina. Riguardando le prime puntate sembra incredibile
come questi due personaggi abbiano saputo ricreare da una situazione sfavorevole
come quella della Voyager una condizione che loro stessi sembrano preferire
al ritorno a casa. Infatti sono forse i due personaggi che bramano meno
un rientro nel Quadrante Alfa, perché, come dice Paris una volta: "Quello
che ho qui è meglio di tutto quello che ho mai avuto a casa".
Anche il Dottore Olografico non resterà solo nella sua infermeria. "Nato"
nella prima puntata, viene svezzato da "mamma" Janeway e dall'amicizia
cristallina e ingenuamente sincera di Kes, per poi trovare in Sette la
compagna ideale che ancora gli mancava (a sua insaputa, ovvio!). Inoltre
il Dottore è forse il personaggio che maggiormente viene approfondito
dal punto di vista della crescita interiore, anche attraverso le sue doti
artistiche musicali.
Sette
di Nove arriva solo nella quarta stagione, portando nuova eterogeneità
in un gruppo che pian piano cercava una sua unità. B'Elanna infatti prova
per lei una certa ostilità, e questo non rende le cose più facili. Per
quanto riguarda gli altri, sembra che essi si facciano in quattro per
aiutarla a ritrovare la sua umanità; soprattutto Janeway, come detto sopra,
e il Dottore, che una volta svezzato, si sente in dovere di tramandarle
quegli insegnamenti umani ricevuti nel corso degli anni.
Un'amicizia molto bella e forte è quella che si crea già dai primi episodi
tra Kim e Paris. Diversissimi come carattere, ma entrambi soli e spaesati
a bordo della Voyager, i due si trovano subito e passano molto tempo insieme.
L'amicizia trova il suo apice nella bellissima puntata della terza stagione
La prigione, dove questo solido rapporto viene messo a dura prova
da una situazione davvero al limite. In seguito, però, la loro relazione
viene purtroppo messa in secondo piano e limitata a situazioni di non
primaria importanza all'interno delle storie.
Altre
strane amicizie si formano a bordo della Voyager: ad esempio quella, secondo
me poco riuscita, tra Tuvok e Neelix, per cui due caratteri assolutamente
all'antitesi si incontrano e sembrano voler riportare sugli schermi in
maniera chiaramente forzata e troppo "calcolata" quel rapporto tipico
tra McCoy e Spock della Serie Classica; o lo stuzzichevole, frequente,
ma anche abbastanza superficiale battibecco tra lo stesso Tuvok e Paris,
che comunque funziona già meglio del rapporto con Neelix.
In definitiva, guardando la settima stagione e la prima, possiamo notare
una crescita davvero eccezionale nei personaggi e nelle loro interazioni;
trovo che questa sia una caratteristica molto positiva della serie. Come
in ogni buona circostanza "ad ambiente chiuso" che si rispetti, alla fine
dell'avventura il gruppo, inizialmente eterogeneo, scopre una propria
omogeneità, uno spazio in cui far crescere forti rapporti, proprio grazie
alla situazione negativa che accomuna tutti.
"Non tutti i mali vengono per nuocere," verrebbe da dire! Se lo chiedete
a un membro dell'equipaggio della U.S.S. Voyager vi risponderà certamente:
"Sì!"
Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp
Mail
|