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CRONACHE
DALLA DEEPCON
di Antonella Bellecca
Ed eccomi alla mia prima Deepcon!
Hotel
a quattro stelle, cucina da favola (due primi ad ogni pasto!), un sacco
di gente simpatica. Il primo evento a cui assisto tutta contenta, il giorno
stesso dell'arrivo, giovedì 8 marzo, è l'incontro con Giuliano Frattini,
il presidente dell'associazione Moonbase '99, che raccoglie i fan della
serie Spazio 1999. Giuliano ci ha parlato in maniera molto diffusa di
due grandi convention a cui ha partecipato personalmente, una a Los Angeles
il 13 settembre 1999 (i fan della serie conoscono l'importanza di questa
data!), ed una a New York l'anno seguente. Questo lungo racconto mi è
piaciuto moltissimo, perché ci ha portati con la fantasia veramente in
luoghi lontani, facendoci vivere con l'immaginazione gli incontri con
gli attori e lo staff della serie. Tra l'altro Francesco Miranda, il presidente
(almeno credo) di Deep Space One, presente all'incontro, ha annunciato
che lo sceneggiatore storico di Spazio 1999, John Byrne, ha appena firmato
per un sequel di Galactica, altra serie storica di fantascienza.
Infine è stata presentata la prossima convention italiana di Spazio 1999,
la seconda, che si chiama Moonbound Two e si terrà a Modena nei giorni
16-17 giugno 2001. Dopo il report circostanziato di Giuliano hanno proiettato
due brevi filmati, amatoriali, delle convention. Il primo soprattutto,
girato a New York, è veramente notevole, con un ottimo montaggio con scene
originali del telefilm... e tra gli ospiti c'era pure Grace Lee Whitney,
interprete storica dell'attendente Janice Rand nella prima stagione di
Star Trek Serie Classica! Che commozione, Spazio 1999... Come
ultima notazione, ho particolarmente apprezzato la discrezione dell'accenno
al materiale in vendita prodotto dal club.
Dopo cena c'è stato un altro interessante incontro, a cui però non ho
partecipato causa sonno, con il Dark Skies Italian Club, per il quale
è venuto dkfgeukfyga. Dark Skies è un telefilm di fantascienza, mai trasmesso
in Italia, di cui è stata prodotta una sola stagione. Eppure ha suscitato
molto interesse, a causa dell'originalità del plot: una rivisitazione
in chiave aliena dei maggiori fatti storici contemporanei (forse se l'avessero
ambientato in un'altra epoca non sarebbe stata interrotta così presto...).
E
veniamo al venerdì mattina, con due incontri brevi ma intensi. Il primo
con il Babylon 5 Italian Club; per chi non lo sapesse, Babylon 5 è una
serie di fantascienza di cui in Italia è stata trasmessa solamente una
stagione (la seconda! poi dici che uno diventa schizofrenico!). A rappresentare
il club è venuta Livia Montenapoleone, da me immediatamente riconosciuta
come la succinta klingon che alla Sticcon XIV ha affascinato i due ospiti
J.G Hertzler e R. O'Reilly al punto che l'hanno invitata a salire sul
palco durante la loro performance! In realtà Livia è una donna estremamente
schiva e sembrava che non vedesse l'ora di schizzare via da quella sedia
sul palco! Ha potuto poi dire ben poco su questo club di una serie fantasma,
eppure già molto amata in Italia; in effetti questa convention avrebbe
dovuto essere anche la convention del B5IC, ma la visibilità di quest'ultimo,
almeno per me, è stata minima.
Molto
più succoso è stato l'incontro con lo Star Trek Italian Club (STIC), rappresentato
da Gabriella Cordone e dallo strabordante Nicola Vianello, un vulcano
sempre in azione, tra l'altro mattatore della sfilata dei costumi che
c'è stata sabato sera. La mia impressione è stata quella di una chiacchierata
tra amici, si è parlato della prossima Sticcon, della rivista, delle gerarchie
all'interno del club, della prossima uscita dell'enciclopedia di Star
Trek. Gabriella, che presta la sua opera di collegamento con i soci ogni
sera per un'ora, al telefono, ha recentemente messo a disposizione anche
la propria e-mail.
E passiamo al pomeriggio del venerdì, in cui c'è stato il primo incontro
veramente emozionante: quello con Lolita Fatjo, che da 13 anni si occupa
della supervisione delle sceneggiature in Star Trek (tra l'altro è fidanzata
con Max Grodénchik, che interpreta Nog in ST:DS9; erano in vendita
foto di lei che bacia quell'essere repellente!). È una donna molto simpatica
e alla mano, che ha risposto in maniera esauriente alle tante domande;
non ha un proprio sito perché non le piace mettersi in mostra, e "da grande"
vorrebbe fare l'attrice. Con Max Grodénchik ha messo su uno spettacolino
in cui lei interpreta la moglie di Nog, e che viene rappresentato di solito
alle convention.
Ha fatto anche alcune rivelazioni sulla quinta serie e sul prossimo film,
che potrete leggere nella sezione "News". Posso aggiungere che si è dichiarata
niente affatto soddisfatta del plot della quinta serie, cioè del fatto
che sia un prequel; una obiezione per tutte (che è venuta in mente pure
a me): come faranno a presentare una tecnologia che sia obsoleta rispetto
a quella degli anni Sessanta e all'avanguardia rispetto all'attuale?!
Chissà se era un "sondaggio" per tastare il polso al fandom...
Si
è dichiarata molto soddisfatta della sua iniziativa di prendere in considerazione
sceneggiature inviate da non professionisti; almeno il dieci per cento
degli episodi di Deep Space Nine e di Voyager (di più la prima e di meno
la seconda) hanno utilizzato sceneggiature non commissionate, inviate
più che altro dai fan. In un successivo incontro, tenutosi domenica, ha
spiegato in maniera più dettagliata come funzionava la selezione delle
sceneggiature e dei soggetti non commissionati, ha detto che ricevevano
sceneggiature da tutto il mondo e che non era necessario che l'autore
si recasse personalmente negli Stati Uniti (veramente non gli abbiamo
chiesto se sia mai stata acquistata una sceneggiatura non commissionata
arrivata dall'estero). A volte l'autore veniva chiamato a spiegare personalmente
la propria idea, ed ha pure raccontato alcuni aneddoti su sceneggiature
assurde, che loro semplicemente definiscono "stupide", mettendole in una
apposita lista che potremmo definire senza salvezza. Altre volte invece
di un soggetto o di una sceneggiatura viene utilizzata solo una parte
o uno spunto.
Dopo l'incontro con Lolita Fatjo c'è stata una affascinante conferenza
di egittologia, di cui, devo essere sincera, non ho capito quasi niente.
L'ha tenuta una straordinaria donna di nome Carmen Russo (ma somigliante
a Marisa Laurito bionda), archeologa e antropologa, che sembrava un piccolo
vulcano che stesse lì lì per esplodere, molto diretta, molto polemica
con alcuni colleghi, anche molto misteriosa (niente foto per favore),
proprio alla Indiana Jones. Sembra che quello degli archeologi sia un
ambientino molto poco raccomandabile e che ci sia sempre il pericolo che
qualcuno ti faccia le scarpe e ti freghi la scoperta. Ha contestato la
teoria secondo cui le piramidi sono allineate rispetto a non so quale
stella, e altresì la teoria dei riscontri matematici (credo che si dica
così); per esempio, "l'altezza della tal piramide moltiplicata per 12.563
è approssimativamente uguale alla distanza tra la terra e il sole". Giustamente,
la professoressa ("chiamatemi Carmen") ha detto che anche la sua altezza
moltiplicata per 125.369 può dare lo stesso risultato! Ha citato un sacco
di altri studiosi e poi ci ha fatto una rivelazione in anteprima, e cioè
che la piramide di Cheope sembrerebbe rispettare un disegno visto dall'alto.
Ha però precisato che lei è una scienziata, quindi non fa illazioni, si
limita a rilevare l'evidenza dei fatti, senza trarne conclusioni non provate.
Questo discorso vale anche per il mistero che circonda l'incredibile balzo
in avanti fatto ad un certo punto della storia (non chiedetemi quale!)
dall'antica civiltà egizia, che potrebbe far sospettare un apporto da
parte di un'altra civiltà (qualcuno dice quella di Atlantide...).
La
conferenza che è seguita a quella di Carmen è stata molto più comprensibile,
forse perché trattava un argomento abbastanza circoscritto: gli asteroidi
e le comete. Per un trekker, roba di tutti i giorni! Il relatore, l'astronomo
Gianluca Masi, che non è un vecchio con il barbone ma un giovane molto
simpatico e dall'aria comune, ha mostrato tutta una serie di fotografie
che certamente hanno aiutato la comprensione dell'uditorio. Sembra che
all'inizio del mondo, quando si è formato il sistema solare, l'enorme
campo gravitazionale di Giove abbia impedito ad una parte della materia
di aggregarsi (per formare pianeti e satelliti); è così che è nata la
cintura degli asteroidi, i quali oltretutto non seguono un'orbita fissa,
ma vengono più o meno fiondati fra Giove ed altri pianeti, per esempio
la Terra, facendo dei giri alquanto pericolosi per l'incolumità del nostro
pianeta (questo è tutto quello che ho capito, perdonatemi se ho scritto
delle sciocchezze!).
Il pericolo che un asteroide cada sulla Terra esiste realmente, è proprio
quello che è successo nella preistoria causando l'estinzione dei dinosauri.
Alcune foto ci hanno mostrato da molto vicino la superficie di un asteroide,
tutta bucherellata, come la Luna, però gli asteroidi non sono tondi, forse
perché cozzano fra di loro. Per quanto riguarda le comete, vengono da
regioni lontane dello spazio, sono fatte di ghiaccio e possono avere anche
due code, una breve e luminosissima, un'altra più opaca, lunghissima e
che si perde nello spazio assolutamente in linea retta, in una direzione
diversa rispetto all'altra; ciò è causato dal vento solare che spinge
gli ioni, il plasma, insomma quella roba lì... Singolare
il racconto della scoperta fatta da Hale e Bopp, che non sono due scienziati
che hanno lavorato per anni assieme, ma due dilettanti che non si conoscevano
affatto e che la stessa notte, a distanza di pochi minuti, hanno individuata
questa nuova cometa, che forse non era mai arrivata prima nel nostro sistema.
Il sabato mattina c'è stato un solo incontro, forse per far riposare i
nottambuli che hanno partecipato alla serata in discoteca del venerdì
(io no, alcuni di voi già sanno che sono una dormigliona). Si è trattato
della presentazione di un nuovissimo fumetto di fantascienza edito da
Bonelli, creato da Antonio Serra e sceneggiato, tra gli altri, da Gabriella
Cordone.
Si chiama Gregory Hunter, ha avuto una gestazione di circa venticinque
anni e riprende la classica space opera, un grande affresco western dello
spazio, con i ranger e gli sciamani, collocato in un universo ricchissimo
di razze e civiltà, sul genere di quello di Jeff Hawke. Ci sono state
mostrate alcune tavole, ricche di piccole citazioni per gli amanti della
fantascienza (qualcuna anche di Star Trek!). La time line prende inizio
nel 1963, anno in cui Serra ipotizza che siano stati inventati i viaggi
interstellari, dando inizio alla colonizzazione dell'universo (come nei
western appunto); trent'anni di violenze selvagge, poi sono arrivati i
ranger (tra cui lo stesso Hunter) a cercare di mettere un po' d'ordine
e di legalità. Quando Gabriella ha finito la presentazione, lei e Francesco
Miranda hanno telefonato ad Antonio Serra, e tramite un complicato quanto
empirico sistema di microfoni e un cellulare, abbiamo potuto tutti ascoltare
le risposte di Serra alle domande dell'uditorio (tra l'altro ha detto
di essere un grande fan di Star Trek).
Il sabato pomeriggio è stato il momento clou della convention, con gli
incontri con Stephen Furst e Andrew Robinson. Prima è arrivato Furst,
un attore che interpreta uno dei personaggi di Babylon 5, Vir Cotto. Il
grande pubblico lo conosce per essere stato l'adorabile Flounder nel film
"Animal House". Non si sa come, Furst ha dato vita ad una vera e propria
bagarre in sala, scatenando risate e ovazioni; per chi non capisce l'inglese
(come me) è stato abbastanza arduo distinguere le esili voci di Flora
Staglianò e Gabriella Ascari, che si davano il turno nella traduzione.
Personalmente Furst mi è sembrato un puro e semplice attore, che fa quello
che gli dicono di fare; non ha la pretesa di essere un intellettuale,
benché sia oramai, come ha detto lui stesso, più un regista che un attore.
Ha raccontato un sacco di aneddoti divertenti, ma ho l'impressione che
fosse già tutto programmato, cioè si è affidato pochissimo all'improvvisazione,
e alle domande di approfondimento ha sempre svicolato. Ha raccontato un'assurda
storiella riguardante la sua audizione, e ancora adesso mi chiedo se fosse
vera o scherzosa! Per chi non lo sapesse, il personaggio di Vir Cotto
porta una gran cresta di capelli sulla testa (ovviamente una parrucca),
e Furst ha raccontato che quando ha visto gli altri candidati con questa
cresta di capelli è andato in bagno ed ha cercato di farsene una con il
sapone, si è irritato gli occhi e quando lo hanno chiamato si è scusato
per l'assurda acconciatura e per il sapone negli occhi, e la persona che
faceva le audizioni ha esclamato: "He's Vir!" (è Vir!). Be', forse a pensarci
bene è una storiella! Ha anche raccontato che l'attore Andreas Katsulas,
che interpreta un personaggio-lucertolone di nome G'Kar, fumava in continuazione
e che Furst avrebbe voluto mandare una sua foto alle associazioni contro
il fumo, perché venisse fatto un poster da mandare nelle scuole: "ecco
come diventerai se fumi!". In un successivo incontro, domenica, ha mostrato
quanto è lungo e noioso girare una scena; ha preso un ragazzo e una ragazza
che dovevano avere un dialogo. La scena deve essere girata cinque volte:
la prima volta deve essere ripresa la ragazza che parla, in primo piano;
la seconda sempre la ragazza che parla, ma si vedono anche le spalle del
ragazzo; poi si ripete la stessa cosa per il ragazzo; infine la scena
dev'essere ripetuta la quinta volta per riprendere i due insieme (santo
cielo!!).
Dopo
averci fatto riposare dieci minuti, è venuto l'ospite più atteso: Andrew
Robinson, l'attore che interpreta Garak in Deep Space Nine! L'atmosfera
stavolta era completamente diversa: silenzio in sala, dotte citazioni,
una performance quasi teatrale. Inizialmente Robinson ha chiesto a quale
personaggio della commedia dell'arte potremmo paragonare Garak, ma credo
che abbia fatto troppo affidamento sulle conoscenze scolastiche e letterarie
dell'uditorio! Capita l'antifona, ha lasciato perdere la commedia dell'arte
e si è detto felice di aver potuto visitare, tra tante città italiane,
proprio Fiuggi, poiché il suo film preferito, quello che lo ha indotto
a desiderare di diventare attore, è "8 e mezzo" di Federico Fellini (che
è stato girato a Fiuggi). Ha risposto in maniera molto diffusa a tutte
le domande, ha approfondito moltissimo il personaggio di Garak e il ruolo
dell'attore nel rapporto produttore-sceneggiatore-regista-attore. Dopotutto,
Garak avrebbe dovuto apparire soltanto in un episodio, invece la sua ottima
interpretazione (ed anche una buona sceneggiatura, ovviamente) lo hanno
rivelato quale migliore spalla del dottor Bashir; anzi, se posso esprimere
un'opinione personale, alla fine Bashir è diventato la spalla di Garak!
Ha fatto un sacco di spoiler, il che mi ha reso molto contenta, però qui
non ve li posso ripetere perché ci sono persone che non li gradiscono.
Vi dirò solo che il suo personaggio, soprattutto nell'ultima stagione,
acquista una eccezionale importanza.
Robinson
ha detto di aver sempre avuto un'ottima interazione con gli sceneggiatori,
non si è mai trovato a dover protestare per come veniva trattato il suo
personaggio (cosa che gli sceneggiatori detestano, ci ha detto); inoltre
Garak è un personaggio che ama tantissimo, al punto che, dopo la fine
di Deep Space Nine, ha scritto una "autobiografia" di Garak in forma epistolare
(al dottor Bashir), 400 pagine dense di informazioni e commenti sul presente
(il dopo DS9), il passato prossimo (l'epoca di DS9) e il passato remoto
(l'infanzia e l'adolescenza di Garak). In quest'ultimo caso l'autobiografia
di Garak è divenuta, a tratti, l'autobiografia di Robinson, un bambino
che ha perso il padre a tre anni e ha passato lunghi e solitari anni in
un collegio. È abbastanza inconsueto che un romanzo di Star Trek sia scritto
sotto forma di autobiografia; evidentemente Robinson aveva bisogno di
parlare, con Garak, di se stesso.
A conclusione di questo intenso pomeriggio c'è stata la cena di gala,
che poi non è che si sia molto differenziata dalle cene precedenti, alle
quali pure erano presenti gli attori; solo che questa volta mio marito
mi ha costretto a mettere calze e scarpe col tacco! In ogni modo, mi sembra
di aver capito che la cena è di gala per chi lo desidera, in realtà si
può andare anche in jeans e maglione.
Dopo
cena c'è stata la sfilata dei costumi; dopo aver perso quella della Sticcon
XIV, ho pensato di rimandare l'ora della nanna e di assistere a questa,
ma non mi è sembrato che ne valesse davvero la pena. Intanto avrebbe dovuto
durare due ore e mezza, dalle 22.00 alle 00.30, invece è cominciata quasi
a mezzanotte ed è durata meno di un'ora. Poi avrebbe potuto essere organizzata
meglio, per esempio le sedie avrebbero potuto avere la fronte alla "passerella";
se ci fosse stato più tempo, i costumi avrebbero potuto sfilare due volte.
Voglio dire, mesi di lavoro per una breve apparizione, mi sembra che non
dia soddisfazione! Penso tuttavia che, a quel punto della convention,
quelli dello staff fossero letteralmente a pezzi. In ogni modo, i costumi
erano veramente belli, da quello di Gundam di Francesco Miranda a quello
di Barbarella di Flora Staglianò, che ha suscitato notevole ammirazione
nel pubblico maschile, da due costumi femminili tratti da Babylon 5 (Livia
Monteleone e Silvana Vorlic) ad una coppia di sorelle vestite come le
avvenenti parruccate di Base Luna (da U.F.O.; da segnalare con questo
costume anche la piccola, deliziosa Isabella Staglianò), da un perfetto
Capitan Harlock (uguale) ad una intera famiglia Simpson, da una maschera
di metallo tratta da un fumetto, che ha vinto un premio e infatti era
accuratissima, alla maschera vincitrice, un alieno di Babylon 5 praticamente
fatto a cubo (e mi scuso con quelli che ho dimenticato).
Ha presentato la serata Nicola Vianello, vestito da alieno di "Incontri
ravvicinati del terzo tipo", che si portava dietro altri due alieni come
lui muniti di una assurda cassettina dalla quale fuoriusciva la sigla
di Heidi!!!!
Be',
inutile dire che la domenica mattina l'hotel era quasi un deserto, soprattutto
se si pensa che molti ospiti hanno partecipato al Babylon Game "iniziato"
alle 00.30! In ogni modo Robinson ha ripetuto l'incontro nella mattinata,
e Fatjo e Furst nel pomeriggio. Dopo è iniziata l'asta, ma dopo poco me
ne sono andata, perché si presentava una cosa lunga, era già tardissimo,
e il banditore Nicola Vianello mi pareva particolarmente privo di freni
inibitori! Purtroppo così ho perso lo spettacolo dei Jedi Knights (i cavalieri
Jedi), però ho avuto la fortuna di vederli prepararsi nell'atrio, alcuni
duellavano nel cortile e c'era pure una bellissima regina Amigdala.
In conclusione, il giudizio sulla convention è ottimo; per dovere di cronaca,
però, metto anche i punti deboli. Intanto mostruosi ritardi sul programma,
anche di una o due ore; è stata la vera pecca della convention, che mi
è balzata all'occhio sin dall'arrivo all'hotel, in mezzo agli scatoloni.
La cena di gala, benché squisita, è stata un tormento, abbiamo aspettato
seduti tre quarti d'ora. Non c'era nemmeno un computer collegato a Internet
(il che mi ha fatto toccare con mano quanto sia ormai diventata dipendente!).
Le proiezioni sul "ponte ologrammi", infine, erano spesso in inglese con
i sottotitoli in inglese (!) o senza sottotitoli, il che ha diminuito
notevolmente la possibilità di trascorrerci un po' di tempo. Spero vivamente
che queste piccole pecche spariranno o si attenueranno alla prossima Deepcon!
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Un ringraziamento speciale ad Angelo Ghigi e Morgan Chane per le bellissime
foto.
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