UNA TRILL FILOCARDASSIANA ALLA DEEPCON
di Lia Mariani

Per il secondo anno di seguito eccomi qui alla Deepcon, questa volta non per il mordi-e-fuggi di un solo giorno dell'anno scorso, ma con la ferma intenzione di godermi finalmente appieno un bel weekend insieme a tutti i miei amici trekker e con l'intenzione di fare un bel po' di nuove amicizie!
Purtroppo a causa dei miei impegni lavorativi non ho potuto partecipare alle giornate di giovedì e venerdì, perdendomi con mio grande rammarico l'incontro con in fan delle serie Spazio 1999, Babilon5 e l'intervento iniziale di Lolita Fatjo, nonché la serata Disco 70-80! E pensare che non vedevo l'ora di scatenarmi al ritmo degli Abba, ma purtroppo mi sarebbe stato difficile spiegarlo al lavoro! ^____^
Così sabato mattina mi sono messa in marcia per recuperare un compagno di avventure che veniva nientepopodimeno che da Parigi! Tanto per dimostrare che noi fan di Star Trek non ci lasciamo intimorire da distanze intergalattiche pur di incontrarci e divertirci insieme.
Il nostro caro amico francese ci ha deliziato durante il viaggio verso Fiuggi con il suo perfetto italiano, reso ancora più simpatico dalle tipiche scivolate sulla "evve" francofona, ma cosa più importante ha risollevato l'umore di tutti noi poveri fan italiani, definendo la nostra Patria come il paese di Bengodi per quel che riguarda ST! Pare infatti che i nostri cugini d'oltralpe siano ancora più vessati di noi dalle televisioni locali, che trasmettono solo TOS e TNG e in maniera alquanto discontinua. La qual cosa ci ha non poco ringalluzziti, fino ad assumere una certa aria di commiserazione mentre lo spoileravamo senza pietà su DS9 E VOY ^___^.
Giunti infine in albergo siamo stati subito registrati e accompagnati alle nostre camere per poterci dare una rinfrescata, non prima di aver salutato tutti i nostri amici e aver fatto i complimenti a Flora e al resto dello Staff per l'ottima organizzazione.
Non avendo approfittato dell'ospitalità dell'albergo durante la scorsa edizione, devo dire di essere rimasta particolarmente entusiasta dal trattamento offertoci sia dall'organizzazione che dall'albergo stesso! Il pranzo del sabato era buonissimo, sia per quel che riguarda il cibo che per quanto riguarda i vini, di cui abbiamo abbondantemente abusato (^____^), per non parlare dell'ottimo servizio offerto dai camerieri, tanto che nonostante i miei propositi di mantenere un minimo di dieta ho finito per cedere su tutta la linea, citando Rossella in "Via col vento": "Domani è un altro giorno!" ^__^ Tant'è che mi sono concessa un ottimo assaggio di Birra Romulana, gentilmente offertoci dai simpaticissimi membri della nave Sarda USS Capella.
Il tutto, mi sembra doveroso sottolinearlo, ad un prezzo più che onesto, e con la gradita sorpresa di poter avere con noi a pranzo non solo gli ospiti, ma anche coloro che, fra i nostri conoscenti, erano intervenuti solo per un giorno, quindi senza prenotare il pranzo, a cui hanno comunque potuto partecipare versando un piccolo contributo di circa 30.000 lire (e se si considerano i tre primi, i secondi e le bevande a volontà, nonché la qualità di quanto mangiato, non è affatto un prezzo alto!). Non è certo cosa da poco, considerando che senza questa alternativa queste persone avrebbero dovuto organizzarsi da sole cercando un ristorante nei pressi di Fiuggi, rischiando tra l'altro di non arrivare in tempo per gli incontri con gli ospiti…

Dopo il pranzo, arriviamo dunque al momento più atteso: l'incontro con Stephen Furst e Andrew Robinson, rispettivamente Vir Cotto in Babylon 5 e Garak in DS9.

Il primo a intervenire è STEPHEN FURST . Dopo vari tafferugli per cercare di mantenere l'ordine (ricordo distintamente la voce di Flora che si alza per strillare: "Insomma Lia, vuoi metterti seduta???"(..eh…^____^;;) l'incontro ha inizio.
Il simpaticissimo attore ha cominciato lodando la cucina italiana, un po' rammaricato dal fatto di non riuscire più ad abbottonarsi la cintura dei pantaloni, eheheh (e , ahimè, non era il solo!). Poi si è lanciato in una serie di battute che hanno scatenato l'ilarità del pubblico ("Ma è vero quanto mi dicono, che B5 è così popolare in Italia che interrompono le partite di calcio per trasmettere spezzoni della serie?").
Furst non si è comunque allontanato di molto dal cliché che vuole gli attori ospiti di una convention rispondere sì alle domande del pubblico, ma mantenendo sempre il controllo totale sulla scena, facendo battute e non lasciandosi coinvolgere più di tanto nella discussione con i fans. Divertentissimo comunque l'aneddoto di come ottenne la parte: presentatosi al provino senza aver mai visto l'episodio pilota, si rese conto che TUTTI gli altri sfoggiavano capigliature assurde; nel tentativo di rimediare all'errore si cotonò prima i capelli e poi, non contento del risultato, se li riempì di litri di sapone a mo' di gelatina, che finì per scivolargli negli occhi: finì per presentarsi davanti alla commissione scusandosi di non sapere nulla dei capelli, col sapone che gli colava sugli occhi e sulla faccia. A detta sua fu talmente convincente che non ebbe nemmeno bisogno di fare l'audizione! ^____^
Insomma, un vero animale da palcoscenico, simpatico, divertente, capace di coinvolgere il pubblico e di una simpatia travolgente!
Come quando ha raccontato di quanto sia difficile per un attore recitare di fronte a "qualcosa" che in realtà non è sul set, come ad esempio un mostro che sarebbe poi stato aggiunto digitalmente. "Mi hanno messo una scopa davanti e mi hanno detto di reagire con orrore a quella scopa… Ma come si fa??? Io avevo bisogno di sentirmi DAVVERO spaventato! Allora hanno detto all'attrezzista di fare qualcosa per spaventarmi, e lui mi ha ringhiato a tradimento alle spalle…e HA funzionato!!! Ero TERRORIZZATO!!!" ^___^
Peccato che non abbia trovato altrettanto interessanti le domande del pubblico né, se è per questo, le risposte dell'attore, che non è stato molto originale, né si è dilungato più di tanto.
L'idea, del tutto personale, che ho avuto è che avesse questa specie di show già programmato, ma che non avesse il carisma o la bravura ad esempio di un Picardo per improvvisare di fronte a domande per cui non era preparato. Anche se è stata molto divertente la risposta data ad un ragazzo che gli chiedeva come fosse lavorare in Chicago Hope, serie in cui ha recitato solo una volta e in un ruolo abbastanza marginale. Dopo un primo minuto di imbarazzo Furst ha sorriso e ha detto "Ma io in realtà ho fatto anche Spock in Star Trek, solo che adesso non mi riconoscete perché non ho le orecchie a punta!!" Cosa che ha scatenato l'ilarità del pubblico. ^_____^

L'ospite che invece mi ha colpito di più è stato ANDREW ROBINSON, proprio per la sua estrema disponibilità a dialogare col pubblico e a rispondere con frasi non preconfezionate, ma con un vero interesse nel venire incontro all'uditorio e alle sue curiosità.
L'attore ha parlato approfonditamente del suo attaccamento alla filmografia italiana di una certa epoca, in particolare De Sica e il Neorealismo, ma soprattutto Fellini, di cui considera "8 e ½" il capolavoro assoluto.
Ha anche aggiunto che adora la commedia dell'arte, e secondo lui ogni personaggio cinematografico o televisivo, persino i personaggi di DS9, può essere accomunato ad uno o più personaggi tipici di questa forma artistica (molto divertente la sua visione di Quark come un misto fra Arlecchino e Pantalone). Purtroppo questo discorso non è stato ben recepito dal pubblico in sala, mentre, per quanto mi riguarda, poteva presentare spunti molto interessanti.
Robinson ha parlato molto anche delle sue esperienze come regista, sottolineando il fatto che comunque si considera PRINCIPALMENTE un attore che A VOLTE dirige.
"Da quando ho iniziato a fare il regista ho imparato ad essere un attore migliore, anche se ho sempre dedicato molto studio al lavoro recitativo. La mia forza come regista è che, da attore, sono capace di aiutare veramente gli altri con il mio lavoro, perché so che gli attori non sono marionette, e non li tratto come tali. Devono essere messi in condizione di lavorare al loro meglio". Il motivo per cui forse non si sente ancora completamente a suo agio nelle vesti di regista è che non gli è mai capitato finora, almeno in TV, di dirigere una propria sceneggiatura e, come ha polemicamente lasciato intendere, andare oltre una cattiva sceneggiatura è al di là di un attore, figurarsi di un regista…
Alla domanda su cosa ne pensasse di Garak, l'attore ha risposto che il sarto/spia cardassiano è paragonabile ad un iceberg che scivola sulla corrente: in realtà quello che si vede è solo la punta, e anche se questa punta può sembrare educata e gentile, in realtà sta solo cercando di fregarti il portafoglio! Sotto la punta dell'iceberg c'è tutto il resto, quello che potremmo, volendo, chiamare il sub-testo. E una buona sceneggiatura è quella che sfida l'attore a concentrarsi su questo sub-testo, su quello che non si vede. Un buon attore AMA questo tipo di personaggio, perché è una sfida continua a far intravedere, senza mai mostrarlo veramente, questo "sommerso"; tramite allusioni, sguardi, piccoli commenti casuali. Diventa una questione di sfumature, di inflessioni vocali, di gesti.

Curiosamente Robinson aveva inizialmente partecipato alle audizioni per la parte di Odo, che, ovviamente, non ottenne.
Quando venne richiamato per l'audizione di Garak non era molto convinto, ma grazie all'insistenza della moglie finì per presentarsi. E nel momento in cui si trovò davanti questo personaggio scoprì che gli calzava a pennello.
Inizialmente Garak nasce come "spalla" del Dr. Bashir, ma piano piano si è creata un'alchimia particolare che ha dato grosso risalto all'esule cardassiano.
Lavorando con le stesse persone così a lungo, ha ammesso Robinson , si viene a creare un legame particolare, che continua oltre la serie, anche se lui non ha mai fatto parte del cast fisso.
La cosa che rimpiange un po' è di non aver avuto modo di partecipare allo sviluppo di Garak, anche se il modo in cui un attore recita può influenzare gli scrittori e suggerire loro nuove vie da far percorrere al personaggio. Garak era già definito, e nessuno ha chiesto a Robinson la sua opinione, ma il fatto che fosse lui a interpretarlo e che lo facesse in una certa maniera ha portato gli sceneggiatori a vedere delle prospettive nuove a cui non avevano ancora pensato.

Ma, dunque, perché Garak aiuta Sisko? ("In the pale moonlight").
In realtà solo per soddisfare il suo smisurato ego. Vuole dimostrare a Sisko che è migliore di lui. Che Sisko ha BISOGNO di lui. "Credo che Machiavelli fosse in parte Cardassiano".
Sisko non può pensare di fare un "piccolo" patto col Diavolo… come non si può dire che una donna è "un po'" incinta… La lezione che Benjamin impara è che non si può chiedere a qualcuno completamente immorale di fare qualcosa di sporco cercando di restarne puliti. "E' come andare a letto col cane: il giorno dopo hai le pulci".

Riguardo a Dukat e Damar, Robinson ritiene che lui, Biggs e Alaimo interpretino tre tipi molto diversi di Cardassiano. Dukat è il vero "macho", il "gul". Damar è il "lacchè", il "servo", che però alla fine si riscatta.
Mentre Garak vive una vita nell'ombra, mai alla luce del sole. E' il meno classificabile dei tre.

La relazione fra Garak e Bashir è molto importante, quella che Robinson preferisce.
Alla fine entrambi hanno imparato l'uno dall'altro, anche se per sua natura Garak rimane sempre piuttosto imperscrutabile.
Cosa ha imparato Garak da Bashir? Con lui il Cardassiano coglie il meglio dell'umanità, comincia a capire la compassione, vedendo come in determinate occasioni Bashir rischi DAVVERO la sua vita per salvarlo, senza aspettarsi ricompense. Questo sbalordisce completamente Garak, che è sempre cresciuto imparando a non fidarsi mai degli altri. Ciò che fa Bashir lo disorienta completamente.
Robinson stesso ammette "Mi dispiace che poi questo rapporto non sia stato sviluppato, ma conclude la sua evoluzione in 'Our man Bashir', quando Garak vuole salvare la sua vita e Bashir gli spara. Garak si accorge finalmente che Bashir non è più lo 'studente' fra i due. Purtroppo da quel momento in poi questa relazione non è più stata sviluppata, ed è un vero peccato".

Robinson ha poi ipotizzato sulle possibili similitudini tra Yago e Garak. Entrambi rappresentano il MALE in modi diversi. La cosa terribile di Yago è che egli giustifica il male che fa dicendo " Io sono quel che sono".
"Ho dovuto fare un grosso sforzo per interpretare Garak, perché sebbene io creda nel MALE non riesco a capirlo. Anche perché secondo me il male non è spiegabile".

Quando gli viene chiesto come si è sentito alla conclusione di DS9, Robinson risponde che è stata sicuramente una cosa molto triste, anche per via del legame che si era sviluppato fra gli attori, ma d'altra parte è stata anche una cosa positiva, perché quando una cosa è finita è finita! Si sa, e si può andare avanti. "E venire qui a Fiuggi, ahahah!!"

Come ultima domanda è stato chiesto a Robinson quale preferisca tra i "vari modi di essere attore", e la sua risposta è stata: "Il teatro, perché riesco ad avere un rapporto diretto e di scambio con il pubblico, cosa che non posso fare con il cinema o la televisione. Però il cinema ha, d'altra parte, una potenza evocativa visiva che il teatro non potrà mai avere.
Mentre la TV è come Garak: simpatica, educata, sorridente, tranquilla…e intanto cerca di fregarti il portafoglio!"


Quasi subito dopo queste due conferenze abbiamo partecipato alla Serata di Gala, con una cena così buona che l'unica della mia tavolata che ha osato chiedermi "Ma non eri a dieta?" si è beccata un grosso grugnito in risposta! ^_____^
Dopo innumerevoli caffè, e altrettanto innumerevoli grappini vari sono andata a prepararmi per la sfilata dei costumi. Ovviamente io non partecipavo, ma non ho perso occasione per sfoggiare una tutina TNG rossa, peccato per i gradi che avevo dimenticato... sigh...
Ma prima di parlare della sfilata vera e propria mi piacerebbe fare un piccolo sunto del "dietro le quinte", che a mio modesto parere era ancora più divertente della sfilata stessa! Nel frenetico tentativo di recuperare un temperino per disegnarmi le macchie trill con la mia povera matita per gli occhi, ho bussato a tutte le porte possibili dell'albergo... Il CAOS!!! Ma non un semplice fermento, una vera e propria Babele extraterrestre!!! ^____^
Nel tentativo di trovare un possessore di lapis mi sono imbattuta in Bajorani, semi-Klingon, persino un Dottor Doom direttamente uscito dalle pagine dei Fantastici 4!!!
Alla fine, e come poterne dubitare, un Klingon si è offerto di fare la punta alla mia matita con un coltellino da caccia!!! E meno male che non ha usato un pugnale! ^_____^
Comunque alla fine tutto è andato per il meglio e sono riuscita a scendere nel salone principale, dove ho potuto ammirare, fra gli altri, una sexy Flora in costume da Barbarella, una Ripley alle prese con il suo lanciafiamme e una intera Famiglia Simpson con le uniformi della Flotta.
Ha vinto un qualche alieno di B5, anche se era molto bella anche la maschera di uno dei guerrieri di Ra direttamente da Stargate!!! (Hem, credo che abbia vinto il Guerriero Stargate, si vede che Lia era stanca N.d.R.).
Non contenta della stanchezza accumulata, mi sono lasciata convincere da neo amici conosciuti poco prima a partecipare a quello che veniva perfidamente definito "gioco", il Babylon Game, che SI SUPPONEVA iniziasse alle 0,30 ma che in realtà è iniziato verso le 3.00, con i concorrenti ormai stremati e quasi agonizzanti. E' cominciato così un divertentissimo calvario, tra 1000 e passa quiz (alcuni dei quali impossibili da risolvere anche per lo stesso Braga, secondo me ^___^) e allucinanti prove klingon, in una delle quali temo di aver tramortito un povero ragazzo di cui non so nemmeno il nome e a cui vorrei chiedere pubblicamente scusa adesso (e comunque non ci si mette a un metro da una che ti sta tirando palle da tennis addosso, uhmpf).
Sono tornata in camera alle 6 di mattina, completamente distrutta ma divertitissima. Giusto il tempo di cambiarmi, scartravetrarmi le macchie e scendere per la colazione (ottima!!!!!)
Purtroppo ero ormai così distrutta che non ho fatto in tempo a sentire tutto il secondo intervento di Robinson, ma mi è sembrato che stesse più o meno ampliando i temi affrontati il giorno prima (e una dose di sub-testo a settimana basta!! ^____^)
La sessione autografi è stata una delle migliori cui abbia mai partecipato, perché era organizzata molto bene, senza code chilometriche in piedi e con la possibilità di chiacchierare un pochino con gli attori, tutti gentilissimi e disponibili. Così me ne sono tornata a casa con la dedica di Robinson "For your eyes only", e per una filocardassiana come me... WOWWW!!! ^____^
Il pomeriggio ero veramente esausta e sono tornata a casa prima della chiusura, ma sono molto contenta che per una volta la stanchezza fosse associata al divertimento e non ad altro.
Ovviamente non potevo non lasciare un segno della mia presenza, così ho pensato bene di scordarmi i documenti in albergo (ehm…), ma a parte questa piccola seccatura mi sono divertita moltissimo, ho conosciuto tantissima gente nuova e tutta simpatica. Per quel che mi riguarda una delle migliori convention a cui abbia mai partecipato! ^______^

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Un ringraziamento speciale ad Angelo Ghigi e Morgan Chane per le bellissime foto.


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