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SEGUGI DEL FUTURO
- Collana Millemondi Urania
Eric Frank Russell
Charles Eric Maine
William F. Nolan
Traduttori vari
Mondadori - lire 9900
di
Paolo
"Exidor" Longarini
Uno
su tre non è poi una brutta media. Non è da scudetto, ma neanche da retrocessione.
Mi spiego.
Da parecchio tempo seguo una regola di condotta con i libri Urania: non
li compro, o meglio, li compro solo se consigliati da amici fidati, se
di autori che mi piacciono e in ogni caso acquisto sempre il Premio Urania
dell'anno. Fine. Sono stanco di fare esperimenti, le "ultime possibilità"
che ho concesso alla Mondadori sono state parecchie e tutte inevitabilmente
mi hanno portato a pentirmene.
Il motivo che mi ha spinto ad acquistare questo libro è molto semplice:
era consigliato dall'editore stesso. Nelle note di quarta di copertina
si accenna ad una fantomatica "sfida al lettore" e cito testualmente "Con
romanzi come questi vi sfidiamo a chiudere occhio prima di essere arrivati
alla parola fine", il tutto sottolineato.
Solo un'altra volta mi era capitato di leggere una cosa del genere ed
era un libro Feltrinelli, più precisamente si trattava de "La famiglia
Winshaw" di Jonathan Coe; se ne stava solo soletto in un angolo di una
libreria di Roma con addosso una striscia di carta con su scritto: "Caro
lettore, questo libro è uscito due anni fa nell'indifferenza generale,
pochi lo hanno acquistato, ancora meno lo hanno letto. Ma è un libro molto
bello. Fidati." Quel "fidati" ebbe su di me un effetto immediato, lo comprai,
lo lessi subito e da allora è uno dei cinque libri più belli che abbia
mai letto.
Tutto questo cosa c'entra?
In realtà volevo solo dirvi che se l'Urania dovesse ripetere una fantomatica
sfida al lettore, non cascateci.
Dei tre libri contenuti in questo volume ne prenderò in esame solo uno:
il primo, "Wade Harper, investigatore", libro veramente bello di
cui parlerò tra poco; gli altri due, "Delitto alla base spaziale"
e "Sam Space, spazio-investigatore", sono di una bruttezza tale
da far sembrare gli stupidi titoli che li accompagnano delle rare perle
di saggezza. A tal proposito (questo è il mese della divagazione, ve ne
sarete accorti) vorrei davvero fare i miei migliori complimenti ai traduttori
o chi per loro per i fantastici titoli: quelli originali erano, nell'ordine,
"Call him dead", "Spaceway" e "Space for Hire", quest'ultimo
sicuramente più decente di una fesseria come "Sam Space, spazio-investigatore".
Degli
obbrobri in questione, il primo è un gialletto da due soldi che
si è meritato il posto in una collana di fantascienza solo perché ambientato
in una base di lancio, il secondo sembra uscito dalla penna di un Michele
Serra sotto l'effetto di qualche tipo di peyote. Ve ne faccio leggere
un pezzetto, si parla dell'ex-ragazzo di una "protagonista": - "Si chiamava
Thiam Ghong, viene da uno dei pianeti che ruotano intorno a Sirio. Lo
trovai attraente e convivemmo per sei mesi. Poi lo lasciai per stringere
un vincolo trisessuale con un contrabbandiere di cipolle di Nettuno. Questo
è successo prima delle mia relazione con un mercante d'erba spugna dell'Orsa
Maggiore". -
La cosa grave è che l'autore scrive questa roba non con l'intento di far
ridere, ma di fare "fantascienza". Ridicolo.
Il libro di cui voglio parlarvi è invece l'ottimo "Harper Wade, investigatore",
una vera bellezza. Il signor Wade non è un investigatore, non è un poliziotto
e neanche un avvocato, astronauta o cose del genere; fabbrica strumenti
per microchirurgia. Si è comunque costruito una fama presso la polizia
locale per aver risolto alcuni casi in maniera apparentemente inspiegabile.
Nessuno sa come fa e, per la verità, a nessuno interessa.
È un telepate. L'unico sulla Terra.
Mentre percorre un'autostrada s'imbatte nell'omicidio di un poliziotto,
fa il suo bravo dovere di cittadino fermandosi per aiutare, ma è troppo
tardi. Le pattuglie lo invitano quindi in centrale per la testimonianza,
che lui rilascia. Naturalmente, vista la sua fama, gli chiedono di collaborare
alle indagini. Il caso sembra complicato: degli uomini hanno rapito una
ragazza e purtroppo il poliziotto si è trovato da solo nel posto sbagliato
al momento sbagliato. Il nostro eroe rifiuta. Come detto non gli interessa
prendere parte attiva alle investigazioni, lui si è sempre limitato a
farsi i fatti suoi e ad intervenire solo in casi di gravità straordinaria.
Non che non sia pronto all'azione, nel corso del romanzo lo scopriamo
determinato e deciso, anche dotato di una certa abilità nel corpo a corpo.
Suo malgrado si trova, grazie a delle coincidenze, sulle tracce della
ragazza rapita; se ci pensate è molto semplice scoprire determinate cose
se si è in grado di leggere nel pensiero.
Arriva addirittura a trovarla.
Il
problema è che non appena i loro occhi s'incrociano, lui non esita a tirare
fuori la sua speciale pistola dalla fondina e scaricargliela addosso senza
apparente motivo.
La domanda da porsi è: perché lo ha fatto? E perché decide di sfuggire
all'arresto da parte della polizia locale solo per attraversare mezzo
paese e consegnarsi di sua spontanea volontà nelle mani dell'FBI?
Io non me lo aspettavo affatto e ci sono rimasto come davanti ad una torta
in una festa a sorpresa per il mio compleanno.
Non aggiungo altro perché rovinerei l'effetto a chi lo vorrà leggere (sarebbe
come dire "Se non lo sapete, Rosebud è la sua vecchia slitta").
Mi permetto di darvi solo un piccolo consiglio: certamente qualche edicola
con un gestore lungimirante lo avrà ancora disponibile, quindi vale la
pena acquistarlo; ancora di più varrebbe la pena di farselo prestare da
un amico che lo ha già fatto, oppure cercarlo in qualche libreria dell'usato
visto che l'Urania lo pubblicò singolarmente parecchi anni fa.
In ogni caso, mi fareste un favore personale se, come me, inviaste una
e-mail alla Mondadori chiedendo di non essere presi nuovamente per i fondelli
a questo modo. Grazie.
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