STRANE ALLEANZE
di Susanna Ricci


Molto spesso mi sono soffermata su uno dei principi basilari di Star Trek e cioè sul fatto che i personaggi o le situazioni presentate lasciano adito a diverse interpretazioni. Alle volte anzi i buoni vengono mescolati con i cattivi e viceversa, senza soluzione di continuità: non siamo insomma di fronte a un Beverly Hills o ad un Beautiful, telefilm in cui perdere qualche centinaio di puntate non compromette affatto la comprensione della storia, che rimane nei secoli uguale a se stessa.
Quando si tratta della storia del nostro futuro, perdere anche solo un quarto d'ora può delle volte risultare disastroso: si va un attimo a fare pipì e quando si torna si rischia di trovare sullo schermo Kira e Dukat che combattono fianco a fianco.
Ma come è possibile?
Siamo ancora nell'ambito del pesce d'aprile? Questo numero dello STIM allora è veramente una atomica burla?
No, no. È tutto vero. I prodromi della storia risalgono a qualche tempo prima e precisamente alla puntata "Indiscretion", nella quale un Dukat particolarmente remissivo chiede a Sisko il permesso di accompagnare Kira in una missione di soccorso: sembra che una nave Cardassiana, data per dispersa da tanto tempo, sia in realtà sopravvissuta ad uno spaventoso disastro, e che i passeggeri ancora vivi siano prigionieri su di un pianeta ostile. Sulla nave c'erano Bajoriani e Cardassiani: nel nuovo "spirito di collaborazione" tra i due popoli, la missione di soccorso sarà congiunta. Ben presto si viene a scoprire che uno dei passeggeri altri non era che la concubina bajoriana di Dukat, che viaggiava assieme alla loro figlia ibrida, Ziyal.
Lo scopo di Dukat è quello di trovare entrambe, nel caso siano ancora vive, e di eliminarle. E fin qui, uno dice, tutto normale.
Sappiamo infatti che Dukat è regolarmente sposato su Cardassia e ha qualcosa come una mezza dozzina di figli, per cui è normale che un padre di famiglia assennato cerchi di assassinare le prove del proprio passato un po' "libertino": d'altra parte in amore ed in guerra tutto è permesso e l'occupazione su Bajor era un'ottima occasione per sperimentare entrambe le cose.
La concubina è morta nello schianto dell'astronave sul pianeta, ma la figlia è ancora viva e anzi è diventata una bella giovinetta: ha il naso con le rughe, il collo con le scaglie, i capelli neri e la figuretta esile. Soprattutto ha un paio di occhioni scuri che commuoverebbero anche un cammello, cosicchè con l'aiuto anche di qualche sana minaccia di rappresaglia da parte di Kira, Dukat si lascia presto convincere del fatto che una figlia è un piezz' e core e decide di portarla su Cardassia, fiducioso del fatto che riuscirà a convincere la moglie e gli altri figli ad accettarla nella loro famiglia.
Ma Cardassia non è sui monti della Svizzera, e Ziyal non è Heidi. Soprattutto la moglie di Dukat deve essere una tipa che ormai non ne può più di questo marito che non torna mai a casa per cena, per cui, ben lungi dal perdonare per amore, passa alle vie legali e rivendica i suoi diritti di moglie tradita.
Cardassia è un pianeta un po' bacchettone: la famiglia occupa un posto fondamentale nella scala dei valori sociali e anche la donna ha il diritto di ripudiare il marito in caso di corna palesi.
Dukat viene privato di tutti i suoi diritti sociali e, assieme a Ziyal viene relegato ad occupare una posizione molto umile.
Ed è proprio qui che lo ritroviamo nello splendido telefilm "Return to grace", capitano di una nave passeggeri Cardassiana, con l'incarico di scortare il maggiore Kira ad un incontro diplomatico che vede coinvolti Cardassia e Bajor. Un incarico da autista.
È chiaramente sopraffatto da questa situazione, e in mente non ha altro pensiero che il ritorno agli antichi splendori, anche se non sa ancora come.
In tutto ciò si potrebbe essere giustamente portati a pensare che si sia definitivamente sbarazzato di quella figlia mezzosangue che è stata la causa di ogni sua disgrazia: invece Ziyal viaggia con il padre e ha per lui solo parole di amore ed affetto. Dipinge Dukat come non ci siamo mai immaginati di poterlo vedere: come un padre attento, sempre presente, straordinariamente affezionato.
Il viaggio non è tranquillo: la missione diplomatica fallisce prima di cominciare per l'intervento di uno sparviero Klingon, che elimina la sede della riunione diplomatica, compresi tutti i partecipanti alla riunione stessa.
Dukat cerca di dare battaglia ma viene ignorato: una nave da carico non è un target abbastanza onorevole per uno sparviero, che non si preoccupa neppure di rispondere alla scaramuccia e si allontana dal luogo della strage a velocità curvatura.
Ben presto, grazie a Kira ed alla sua infinita capacità di trovare risorse anche in mezzo al deserto, abilità acquisita durante gli anni passati nella resistenza, Dukat è in grado di tendere una trappola alla nave nemica e di catturare lo Sparviero, quasi senza colpo ferire.
E che bottino ha intercettato! La nave Klingon infatti contiene dati strategici importantissimi che potranno permettere finalmente a Cardassia di rispondere con forza all'offensiva Klingon e che potranno permettere a Dukat di riprendere il suo posto nella società "bene".
Quello che lascia incantati di questa puntata, è la forza dei dialoghi che si svolgono tra Dukat e Kira, soprattutto quando la storia volge al termine e lo sforzo unanime di questo strano equipaggio contribuisce alla buona riuscita dell'impresa ed alla cattura dello sparviero.
Kira terrorista ha tantissime cose da insegnare a chi era sempre stato dall'altra parte della barricata, a chi, come Dukat, ha sempre interpretato la parte dell'aguzzino che i terroristi doveva cercare di fermarli: da una parte c'è chi fa della propria astuzia e disperazione un'arma pericolosissima, dall'altra c'è un burocrate che pensa non si possano infrangere certe regole solo perchè sono sempre esistite.
Kira insegna a Dukat a pensare differente, perchè solo pensando in modo originale si riesce a sorprendere l'avversario e ad avere la meglio: tutte cose che Kirk metteva in pratica ben due secoli prima, antesignano del ribelle, colui per il quale le regole venivano inventate proprio per permettergli di trovare nuovi modi di infrangerle.
Dukat sembra non essere molto preparato in materia, ma ha tanta buona volontà e pensa che Kira possa risolvere ogni situazione, quasi come per magia: durante lo svolgersi del telefilm infatti le dimostra tutta la propria ammirazione e la propria stima con una sincerità ed una franchezza che sono totalmente disarmanti.
La corte che le fa è serratissima, smaccata, e non si cura per nulla del fatto che Kira non lo ha alcuna intenzione di ricambiarlo.
Persino Ziyal cerca di convincere il Maggiore che suo padre è armato solo delle migliori intenzioni: è commovente come questo scricciolino di ragazza cerchi di convincere Kira del fatto che Dukat non è un "assassino a sangue freddo" (!) e che l'unica cosa di cui ha bisogno è la stima proprio di Kira. Sarebbe un bel sogno che si avvera, per lei, se tra i due sbocciasse qualcosa: sarebbe forse un inizio di vera famiglia…
Lo scambio di battute tra Kira e Dukat è intensissimo, e tutta la puntata si svolge in un fuoco incrociato di primi piani. Praticamente sono gli unici protagonisti presenti, gli altri regolari appaiono solo per qualche breve sequenza: la maggior parte delle scene si svolge tra i due, in un testa a testa, che alle volte non si capisce bene nemmeno dove possa andare a parare.
Si rimane un po' con il fiato sospeso…. forse che forse…. tutto sommato…. hai visto mai delle volte… no Kira no… beh, però sembra quasi che ci stia pensando seriamente…
L'appello che Dukat le rivolge alla fine ha dei risvolti commoventi.
Siamo di fronte ad un uomo rimasto solo, che non ha più l'appoggio non solo della sua famiglia, ma di nessun Cardassiano "rispettabile": non conta nemmeno il fatto che la missione sia stata un successo, perchè l'Alto Consiglio di Cardassia non ha intenzione di rispondere alla violenza dei Klingon con altra violenza, ma vuole tentare la via diplomatica. Una scelta veramente poco cardassiana, la scelta di un popolo che ha paura di poter perdere anche quel poco che gli è rimasto e che preferisce non rischiare, nonostante abbia sempre fatto, della lotta per la conquista, un'arte di vita.
Dukat non si riconosce in questo popolo sconfitto dalla paura, non vuole arrendersi, vuole combattere, ricacciare i Klingon da dove sono venuti, lontano dallo spazio Cardassiano.
Ha una sola nave, un manipolo di soldati e sua figlia.
Ha un debole per Kira.
"I'm not asking you to like me, Major; I'm not asking you to be my friend; I'm asking you to join me..."
"Non ho la pretesa di piacerle, Maggiore; non pretendo la sua amicizia; voglio solo che si unisca a me: e anche se in questo momento ogni fibra del suo corpo sta urlando NO NO NO, io so che da qualche parte esiste un sì. Ascolti quel sì."
Queste, più o meno, le parole che Dukat rivolge a Kira, chiedendole di diventare la sua maestra di guerriglia, chiedendole di unire le loro forze in una squadra invincibile, destinata a raccogliere attorno a sè tutti quei Cardassiani che la pensano come Dukat, ma che non hanno ancora trovato un leader carismatico che li porti in battaglia.
Star Trek ci ha sempre abituato a pensare in modo multidimensionale e a non rimanere confinati nei nostri limitati schemi mentali (Q docet), ma a tutto c'è un limite.
Sarebbe stato veramente molto interessante vedere cosa avrebbe potuto accadere se Kira avesse dato retta a quel sì: però gli anni della resistenza sono passati e non c'è niente di glorioso nel dover uccidere per la propria libertà, c'è solo dolore.
Non possiamo biasimare Kira se declina l'invito, e anzi non possiamo fare altro che ammirarla per la proposta di prendere Ziyal sotto la sua protezione, per non doverle far vivere quella spaventosa giovinezza che lei stessa ha dovuto subire.
Dukat ovviamente non è sorpreso del no, anche se è un po' deluso; si rifà al pensiero che ora ha qualcosa di veramente importante che lo lega al Maggiore: la vita della figlia.
E mentre Ziyal inizia una nuova vita su DS9, lo sparviero "Cardassiano" si allontana a velocità curvatura verso il suo destino di guerriglia e ribellione per combattere, da solo, contro l'impero Klingon…
Dukat è l'ultimo vero eroe romantico?
Mah, cosa ci tocca di pensare!



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