LA CHIAROVEGGENZA
È
un dato di fatto che parlare di chiaroveggenza è quantomeno delicato.
Il termine è sfruttatissimo e spesso per scopi poco nobili. Maghi, indovini,
snocciolatori di numeri per il lotto, tutte queste figure, più o meno
professionali, si attribuiscono doti di chiaroveggenza.
Ma cos'è in realtà questa "dote"? La parola chiaroveggenza deriva dal
latino clarus, cioè "chiaro", e da videre, "vedere";
quindi "visione chiara, chiarezza di percezione". Per chiaroveggenza
si intende comunque la capacità di acquisire nozioni senza l'intermediazione
dei cinque sensi o senza che altri informino il chiaroveggente in qualsiasi
modo. In sostanza quindi la chiaroveggenza va ad intersecarsi con la
telepatia, senza però esserne totalmente compresa. La parte che si va
ad intersecare è quella che si potrebbe definire "telepatia involontaria".
In questa situazione il chiaroveggente acquisisce la "conoscenza" di
qualcosa che è già venuto in essere da un'altra persona la quale, telepaticamente
ma in maniera del tutto involontaria, informa il chiaroveggente. La
parte che si pone invece al di fuori della telepatia è la capacità di
un individuo di venire a conoscenza di un fatto non noto ai presenti
o non ancora accaduto.
Una
nicchia a parte se la ricava invece la divinazione, che è la capacità
di trasmettere una verità (normalmente riferita al futuro) rivelata
da un essere superiore. Il personaggio che meglio ha racchiuso questa
qualità è senz'altro Michel De Nostredame, meglio conosciuto come Nostradamus.
Nato nel 1503 in Provenza, fu iniziato dai nonni, stimatissimi medici
nonché esperti in arti magiche ed esoteriche. La sua opera più famosa
sono le Centurie, un complesso di 942 quartine raggruppate in
gruppi da 100, più uno da 42. All'interno di quest'opera, quasi sempre
in maniera indecifrabile fino al momento dell'avvenimento, sono riportate
le previsioni o meglio le profezie per il futuro fino alla "fine del
mondo". Un libro per certi aspetti sconfortante tanta è la sua ermeticità,
per altri misterioso ed affascinante, sia per il numero dei riscontri
avuti, sia per il fatto che ancora oggi, nell'era dei supercalcolatori,
non si è trovato il metodo di decodificare il genio e la poesia di un
signore morto 500 anni fa.
Di ben altri fenomeni si occupa la chiaroveggenza, che non è supportata
dalla conoscenza e dalla guida di esseri superiori. Numerose sono le
modalità di esternazione di queste qualità, le riassumeremo entro pochi
termini per comodità di analisi.
Le
tecniche tramite le quali il chiaroveggente acquisisce le sue informazioni
sono le più disparate. Alcune sono state oramai ben codificate, mentre
altre lottano ancora per affrancarsi dal loro status di giochi o imbroglio.
Tra le più praticate si ricordano la rabdomanzia, la radioestesia, la
cartomanzia e la chiromanzia. Rabdomanzia e radioestesia si prefiggono
sostanzialmente lo stesso scopo, cioè quello del ritrovamento di oggetti
o falde acquifere nelle profondità del suolo. Le due branche utilizzano
strumenti diversi: il rabdomante utilizza una bacchetta di legno o di
altro materiale a forma di Y o più raramente di L, mentre per la radioestesia
viene utilizzato un pendolo o un bastone. Tali strumenti in ogni caso
sono le "antenne" che forniscono il segnale dell'avvenuto ritrovamento,
segnale che si manifesta con vibrazioni o movimenti particolari. Va
detto che la casistica è enorme e tuttavia la catalogazione scientifica
è piuttosto carente. I due fenomeni hanno radici molto antiche e il
primo caso documentato risale al 1400. Dal quel secolo al nostro ci
sono solo polemiche, approssimazione e fazioni opposte che si danno
battaglia senza saper bene di cosa parlano. Solo nella metà del '900,
grazie al fisico francese Yves Rocard, si poterono portare a termine
alcuni esperimenti e misurazioni meticolose che permisero di arrivare
a queste conclusioni:
1) l'essere umano ha una sensibilità naturale alle variazioni del campo
magnetico. Quando, camminando, passa su un punto del terreno in cui
il campo magnetico terrestre ha uno "sbalzo", ha un riflesso inconscio,
che si trasmette alla bacchetta;
2) questa sensibilità è comune a tutti gli uomini, anche se individui
diversi possono averla più o meno sviluppata, così come possono avere
l'udito o la vista più o meno acuti;
3) ci sono determinati limiti per il corretto utilizzo di questa sensibilità,
che riguardano sia l'intensità delle stimolazioni che si possono avvertire,
sia la loro direzione, ecc.;
4) quindi è possibile rilevare, con la bacchetta, alcune particolarità
del terreno che provocano anomalie, sbalzi, ecc. del campo magnetico
terrestre. Tra queste, la presenza di vene d'acqua, di giacimenti di
metalli, di cavità sotterranee sono esempi tipici;
5) il pendolo può venir utilizzato per lo stesso motivo, con le necessarie
differenze di procedimento.
In definitiva il fisico francese, pur ammettendo l'esistenza del fenomeno,
si adoperò con successo per collocarlo al di fuori dei fenomeni "magici"
inserendolo nell'ambito dei più normali, anche se non ben conosciuti,
fenomeni fisici.
Entrando solo per un momento nella chiromanzia e nella cartomanzia,
possiamo dire che sono due tecniche, una attraverso la lettura della
mano, l'altra attraverso la lettura di carte particolari (tarocchi),
che si prefiggono di leggere e vedere il futuro di una persona. Addentrarsi
in queste due tipologie è impresa ardua e poco produttiva. Le prove
scientifiche sono poche e controbilanciate da una quantità infinita
di esperienze negative legate all'imbroglio e alla truffa.
Non
ci sono elementi sufficienti anche per un'analisi veloce come questa.
Si può solo affermare che coloro che si sono prefissi di studiare con
maggior profondità i due fenomeni hanno affermato in linea generale
che la chiromanzia (ma non la cartomanzia), ad esempio, più che la lettura
di ciò che sarà ci dice ciò che siamo in base al linguaggio del nostro
corpo (mano), questo in relazione al principio che tutto ciò che siamo
dentro si trasmette anche all'esterno. Parlare di cartomanzia è arduo,
il confine tra la suggestione che il cartomante esercita sul futuro
del suo cliente e la reale capacità di prevedere il futuro è troppo
labile per un'analisi serena. Inoltre sono davvero troppo poche le prove
documentate dalla comunità scientifica a supporto di questo mezzo di
chiaroveggenza.
Per chiudere questa veloce carrellata nell'ambito della chiaroveggenza
anticipo l'argomento dell'ultima parte di questo viaggio nel mondo esp:
Gustavo Rol e il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni
sul Paranormale, il CICAP.
In
pratica le due facce del fenomeno, da una parte l'uomo considerato praticamente
uno dei più grandi sensitivi della storia moderna e dall'altra un comitato
che ha come proprio obiettivo quello di promuovere un'indagine scientifica
e critica nei confronti del paranormale. Sarà l'occasione per tirare
qualche somma e capire quanto c'è di vero all'interno di questo mondo
affascinante, enorme ma poco valutato e studiato.
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Warp
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