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FINZIONE
GIURIDICA O REALTÀ POSSIBILE?
di Domenico
Ciccone
Riprendendo l'argomento affrontato
nel penultimo numero con la descrizione degli organi legislativi della
Federazione, affronto questo mese la figura e le competenze dell'organo
esecutivo, vale a dire il Presidente della Federazione.
Attenendoci alla lettera della Costituzione, la figura del Presidente
e i suoi poteri non presentano molti articoli di riferimento. L'unico
di una certa rilevanza è l'art. 30, nel quale si afferma che "Il Consiglio
Federale adotterà tutte le procedure relative al suo funzionamento, comprese
le regole per la scelta del suo presidente" (sui poteri del Consiglio
Federale e dell'Assemblea Suprema v. STIM nr. 22, n.d.R.).
Tuttavia
è possibile verificare l'ampiezza dei poteri del Presidente attraverso
l'osservazione degli atti compiuti da chi ha rivestito questa carica nel
corso dei secoli: anche nel diritto costituzionale infatti trova legittimità
la pratica propria nel diritto privato della "forza legislativa di usi
e costumi". Vale a dire che, in mancanza di regole che disciplinino una
certa materia o quando le regole esistenti non vengono applicate in favore
di altre regole comunemente accettate, se determinati comportamenti vengono
tenuti nel corso del tempo da più persone con la stessa frequenza, allora
questi comportamenti possono assumere forza di legge.
Facciamo un esempio concreto: nella Costituzione italiana nessun articolo
prescrive che il Presidente della Repubblica debba consultarsi con i rappresentanti
dei gruppi parlamentari prima di affidare l'incarico di Presidente del
Consiglio, come non è prescritto da nessuna legge o regolamento. Essendo
tuttavia le consultazioni politiche per l'affidamento dell'incarico pratica
corrente fin dai tempi dello Statuto Albertino, esse hanno ora assunto
una forza vincolante; non effettuarle potrebbe portare a seri problemi
di costituzionalità.
Dalla
visione dei film di "Star Trek" e in minima parte da episodi di DS9 osserviamo
allora alcuni compiti svolti dal Presidente attraverso i quali possiamo
risalire ai suoi poteri e ai suoi doveri. In "Rotta verso la Terra"
le prime sequenze mostrano una riunione del Consiglio presieduta da quello
che successivamente verrà identificato come Presidente della Federazione;
considerando il fatto alla luce del citato art. 30 della Costituzione
possiamo affermare a ragione che fra i compiti del Presidente vi è anche
quello di presiedere l'organo legislativo federale. Anche in "Rotta
verso l'ignoto" viene mostrata una riunione del Consiglio Federale
preparatoria alla Conferenza di Khitomer, e di nuovo il Presidente del
Consiglio è il Presidente della Federazione.
Ecco quindi che, assegnando la Costituzione facoltà esecutiva alle decisioni
del Consiglio e assodata la facoltà del Presidente Federale di presiedere
il Consiglio stesso, si deduce la potestà esecutiva del Presidente con
poteri analoghi a quelli di un Primo Ministro parlamentare o di un Capo
di Stato sul modello nordamericano. Si deduce inoltre che oltre alla Costituzione
anche i regolamenti acquistano dignità di fonte originaria del Diritto
Costituzionale. Sempre
sulla base di un'analisi, per così dire, "televisiva e cinematografica",
sappiamo che l'Ufficio di presidenza si trova a Parigi e il Presidente
rimane in carica per un periodo di quattro anni. Egli è inoltre è Comandante
in Capo della Flotta Stellare.
Mi voglio ora soffermare sugli episodi di DS9 "Homefront" e "Paradise
Lost", nei quali viene ampiamente documentata una facoltà presidenziale
fra le più dense di significato per il mondo di Star Trek: l'imposizione
della Legge Marziale.
Negli episodi suddetti l'Ammiraglio in Capo della Flotta Stellare convince
il Presidente della Federazione ad imporre la Legge Marziale per difendere
il pianeta dalla minaccia sempre più pressante del Dominio. Secondo le
procedure descritte, il decreto di imposizione deve essere firmato dal
Presidente, mentre l'applicazione pratica con il dispiegamento delle forze
militari relative viene attuato dall'Ammiraglio in Capo della Flotta.
Il provvedimento viene poi ritirato grazie all'azione di Sisko, ma i termini
del problema rimangono: ci troviamo di fronte al primo esempio nella storia
federale di limitazione militare dei diritti fondamentali garantiti dalla
Costituzione.
In
mancanza di norme scritte a proposito, possiamo applicare anche per la
Legge Marziale la regola della validità di diritto in base al fatto che
non ci sono precedenti contrari? In questo caso ho dei seri dubbi. Torniamo
infatti a "Rotta verso la Terra": la sonda delle megattere, nel
suo tentativo di comunicare con le balene, sta distruggendo l'ecosistema
della Terra. È chiaramente descritta una situazione di perdita
di energia in tutto il pianeta, copertura totale del cielo e pericolo
di morte certa per miliardi di persone; dunque una situazione estrema
simile nella sostanza a quella di un attacco militare. Ma la prospettiva
di applicazione di misure drastiche per contenere eventuali disordini
non è assolutamente presa in considerazione: al contrario, il Presidente
decide di inviare un messaggio per avvertire le navi stellari in transito
di non avvicinarsi al pianeta, e dunque aiutarle a salvarsi.
È un'opinione personale, ma credo fermamente che l'applicazione
della Legge Marziale costituisca una grave violazione dello spirito se
non della lettera della Costituzione dei Pianeti Uniti, per la quale sia
il Presidente che l'Ammiraglio in Capo avrebbero dovuto rispondere ai
competenti organi federali.
Tuttavia, come per la realtà, anche per l'universo virtuale di Star Trek
la certezza del diritto, e soprattutto del diritto costituzionale, non
è cosa facilmente raggiungibile.
Auguriamoci comunque di arrivare a sperimentare presto cosa significhi
essere soggetti ad un vero "Diritto Planetario".
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