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IL
DUELLO
di Riccardo
"Summer" Palazzani
The
Amok Time, questo è il titolo originale americano dell'episodio Il
Duello, scritto da Theodore Sturgeon; è il quinto della seconda stagione
di Star Trek, la migliore di TOS secondo la maggior parte dei fans.
Siamo di fronte ad uno dei capisaldi dell'universo trek in quanto, in
tandem con "Viaggio a Babel", costituisce la chiave di accesso per la
cultura vulcaniana. Fino a questo episodio, il personaggio di Spock possedeva
un background culturale molto limitato, fatto di piccole rivelazioni disseminate
in modo irregolare all'interno degli episodi.
Erano noti i suoi natali, a metà strada fra la madre umana ed il severo
padre vulcaniano, e la sua scelta di abbracciare interamente ed esclusivamente
la cultura vulcaniana, antica e nobile, basata sulla negazione di un lontano
passato fatto di grande violenza e superato attraverso la dottrina di
Surak, fondata sul rigido controllo delle emozioni, considerate fonte
dell'istinto violento della società vulcaniana di più di cinquemila anni
addietro. Il fascino del personaggio di Spock è racchiuso nella semplice
equazione che vede diverso+mistero=curiosità+sorpresa.
Spock è un diverso sull'Enterprise: spesso il dottor McCoy fa leva su
tale diversità, giudicandola un handicap, per far valere le proprie ragioni;
mentre un qualunque essere umano se ne risentirebbe, Spock pare invece
essere immune da qualunque stimolo diretto verso il suo orgoglio. Nello
spettatore cresce quindi l'interesse verso questo affascinante stile di
vita, in cui la Logica regna sovrana, ove qualunque azione è sempre, e
dico sempre, dettata da un'accurata valutazione delle circostanze e delle
variabili in gioco, come se gli episodi della vita non fossero che la
risultante di complessi calcoli matematici, degni del miglior computer.
La calma e la compostezza del primo ufficiale dell'Enterprise ci sono
diventati familiari, il suo pragmatismo, le sue incredibili facoltà
intellettive sono doti su cui fare affidamento. La sua capacità di reprimere
ogni emozione suscita in alcuni moti d'invidia, la sua Logica ineccepibile
è una bandiera che sventola sempre vittoriosa (o quasi…).
L'episodio
in questione arriva come un fulmine a ciel sereno a squassare questa visione
della cultura vulcaniana, rivelando che non è tutto oro quello che luccica
e che nonostante millenni di dottrina alcuni elementi del violento e barbaro
passato ancestrale non sono stati completamente eliminati, ma solo incanalati
secondo logica, attraverso rituali quasi tribali tenuti lontani da occhi
indiscreti, sentiti come una macchia nella limpidezza della vita sociale
di un Vulcaniano, eppure inevitabili ed accettati quali prezzo da pagare
ad una natura geneticamente votata alla violenza.
Il prequel si apre con il dottor McCoy che confida a Kirk di avere notato
dei segni di irrequietezza nel signor Spock ed il capitano, come un qualsiasi
spettatore, sorride facendo dell'umorismo su tale affermazione. Spock
capace di esprimere una qualsiasi emozione è impensabile, anche perché
contrario a quanto finora gli sceneggiatori hanno scritto.
L'infermiera
Chapel, una figura a volte patetica per il suo amore non corrisposto per
il Vulcaniano, spinta proprio dai sentimenti prepara una minestra tipica
vulcaniana. Anche lei, sicuramente più di tutti gli altri, ha notato che
Spock soffre di un misterioso disagio che lo ha portato a ridurre la propria
alimentazione al minimo indispensabile. Ed è proprio l'accoppiata McCoy-Kirk
a permettere alla donna di entrare nell'alloggio di Spock per consegnargli
il piatto.
Lo spettatore sa che Spock non gradisce le attenzioni della Chapel ed
attende impaziente di godersi la reazione del Vulcaniano, ma certo non
si aspetta di vedere il piatto di minestra volare fuori dalla porta e
spargere il suo contenuto sulla parete antistante, mentre Spock, con fare
maleducato, allontana malamente la donna che fugge in lacrime.
Sorpresa! Che accade? Che succede al freddo Vulcan? È malato? È
sotto l'influsso di un alieno?
Alla vista del proprio capitano egli pare riacquistare il solito autocontrollo,
ma ci sorprende ancora facendo una richiesta insolita: tornare immediatamente
sul suo pianeta natale: Vulcano. Non è da Spock anteporre i proprio bisogni
a quelli della nave, eppure… Nella prima parte dell'episodio, che si svolge
a bordo dell'Enterprise, vediamo Spock insistere con la sua richiesta.
La richiesta di spiegazioni avanzata da Kirk viene respinta fermamente
da un sempre più nervoso Spock, che si appella alla fiducia che il capitano
gode di lui. Qualunque cosa abbia Spock, è sicuramente qualcosa di cui
si vergogna, perché non rivelare una qualsiasi informazione non fa parte
del suo personaggio, almeno per come lo abbiamo conosciuto fino ad ora.
Dapprima Kirk, colpito dalla fermezza della richiesta del suo ufficiale
e conscio che mai egli approfitterebbe del proprio grado e della fiducia
che gode presso di lui per meri fini personali, accetta di dirigere la
nave verso Vulcano. Ma come sempre in Star Trek ecco l'imprevisto mettersi
in mezzo.
La missione a cui precedentemente era assegnata l'Enterprise, rappresentare
la Federazione ad una importante cerimonia su Altair VI, viene anticipata
di sette giorni e Kirk si trova costretto a rimandare la visita su Vulcano.
Spock pare accettare senza battere ciglio questo cambiamento nei suoi
piani. Il punto massimo di tensione fra Kirk e Spock si raggiunge quando
il capitano scopre che il Vulcaniano ha ordinato al timoniere di cambiare
rotta e di dirigere l'Enterprise verso Vulcano, disubbidendo agli ordini
precisi di Kirk dimostrando mancanza di logica e pensando illusoriamente
di farla anche franca.
È la goccia che fa traboccare il vaso: Spock non è più lui, Spock
si antepone al suo capitano, tradendone la fiducia. Kirk affronta Spock,
il quale dichiara di non ricordare di avere dato quell'ordine e subito
dopo chiede di essere messo agli arresti, di essere in qualche modo neutralizzato.
Un barlume di logica nel mezzo di una mente confusa. Kirk capisce che
il suo ufficiale è in difficoltà e anziché fare appello alla disciplina
militare sceglie la via dell'amicizia, ignorando quanto appena accaduto
e ordinando al Vulcaniano un visita in infermeria.
La
diagnosi di McCoy è sconvolgente: Spock sta per morire. Un sostanza simile
all'adrenalina umana sta crescendo in quantità nel suo sangue. McCoy non
ne sa il perché e non sa come neutralizzare questa sostanza. Comprende
solamente che entro pochi giorni lo ucciderà.
A questo punto Kirk decide di violare la privacy di Spock e pretende di
sapere che sta accadendo, assicurandogli che tutto resterà fra loro due.
E dalla mente di Sturgeon nasce il Pon Farr, il tempo dell'accoppiamento.
Scopriamo che i freddi, logici, imperturbabili Vulcaniani nascondono un
lato oscuro, fatto di calde passioni, di incontrollabile violenza e che
la base di tutto questo è la biologia vulcaniana a livello riproduttivo.
Ogni sette anni, i Vulcaniani sentono l'impulso irrefrenabile di ricongiungersi
con la propria compagna per mero scopo riproduttivo: in questo periodo
essi perdono ogni controllo e a nulla vale la loro disciplina mentale.
Il prezzo da pagare è alto: opporsi al Pon Farr significa morire.
Ci
viene anche rivelato che i matrimoni vulcaniani sono combinati fin da
bambini, come si usava in passato anche sulla Terra. Anche Spock l'ultima
volta che ha visto la sua promessa sposa era solo un bambino. Eppure il
suo corpo sa che è giunto il momento di ricongiungersi con essa. Kirk
cerca di convincere i suoi superiori ad autorizzarlo a recarsi su Vulcano,
ma sfortunatamente il comando non vuole sentire ragioni, anche perché
Kirk non fornisce alcuna spiegazione all'ammiraglio Komack. Ma credete
che basti un misero ammiraglio a fermare Kirk?
Conoscete già la risposta. E l'Enterprise riprende la rotta per Vulcano.
Divertenti gli intermezzi che inquadrano la plancia ed il duo Sulu-Checkov
alle prese con i continui cambi di rotta: "Mi verrà il mal di spazio!"
A questo punto la scena si sposta nell'orbita di Vulcano, mentre Spock
chiede a Kirk e McCoy, quale suo diritto, di accompagnarlo sulla superficie
per assistere al suo rito nuziale. L'Enterprise prende contatto con il
pianeta ed ecco comparire una splendida fanciulla sullo schermo principale:
è T'Pring (Arlene Martel), futura moglie di Spock.
"T'Pring, separata da me e mai lasciata
T'Pring, sempre presente e mai avuta".
Così recita Spock nel vederla, e con le stesse parole ella gli risponde.
Scesi
sul pianeta, rimaniamo un po' delusi. Chi sperava di poter vedere qualche
scorcio suggestivo del pianeta di Spock, delle sue città, di vedere un
spaccato di vita vulcaniana deve accontentarsi di un banale allestimento
d'interni in cartapesta.
Chiaramente Gene non avrebbe mai potuto permettersi nulla di più, però
se ben ci pensiamo, in tanti anni di Star Trek non esiste praticamente
un solo episodio o film che ci abbia illustrato nel dettaglio le caratteristiche
morfologiche e architettoniche di Vulcano. Un'occasione perduta.
Quale sacerdotessa che celebrerà il rito del "Koon ut kal if fee" è presente
T'Pau (Celia Lovsky), un'anziana Vulcaniana, molto influente su Vulcano
e non solo, unica ad avere rifiutato un seggio presso il consiglio federale.
Di per sé non vuol dire gran che, però questo dettaglio valorizza
la figura di T'Pau come personalità singolare e allo stesso tempo sopra
le parti.
T'Pau è sorpresa di vedere due umani presenti al rito e chiede spiegazione
di ciò a Spock, il quale si limita a far valere i propri diritti. Ma T'Pau
comprende che lo spettacolo a cui assisteranno i due necessita di una
spiegazione, affinché essi comprendano appieno il profondo significato
della cerimonia e non fraintendano.
T'Pau
ci parla di Cuore Vulcaniano e di Anima Vulcaniana, di riti antichi che
risalgono a migliaia di generazioni all'indietro nel passato. Insomma,
siamo di fronte ad un avvenimento solenne e fondamentale nella vita di
un Vulcaniano. Spock intanto è andato come in trance.
Con gli indici congiunti e gli occhi semichiusi e rivolti verso l'alto,
si è estraniato dall'ambiente circostante: è il Plak Tow, ovvero la febbre
vulcaniana, che precede il rito dell'accoppiamento. Ma ecco l'ennesimo
imprevisto: T'Pring rifiuta il matrimonio e pretende un duello, di per
sé previsto nel rituale, e a lei spetta di scegliere lo sfidante.
Indovinate un po' a chi tocca l'onore?
Beh, naturalmente al povero capitano Kirk, il quale trasecola all'idea
di combattere con Spock. Curioso che il rituale preveda che nel caso la
donna scelga il duello, qualunque sia poi l'esito dello scontro ella diventerà
proprietà del vincitore…un modo di concepire la donna molto simile a quello
umano, non trovate?
Stonn,
un Vulcaniano che fin dall'inizio accompagnava T'Pring e che ora si rivela
essere un suo pretendente e ne reclama il possesso e soprattutto il diritto
ad essere lo sfidante, viene ignorato da T'Pau, la quale invece concede
a Kirk e McCoy, in quanto non Vulcaniani, di sottrarsi al rito e di evitare
lo scontro. Anche se Kirk rifiutasse, Spock dovrebbe comunque battersi
con un altro sfidante. Kirk valuta che Spock è in condizioni fisiche non
ottimali e che potrebbe non farcela contro un avversario determinato,
per cui, nonostante McCoy lo sconsigli, decide di accettare la sfida,
convinto del fatto di potere mettere al tappeto Spock senza fargli del
male.
Kirk accetta senza però avere letto le clausole scritte in piccolo: il
duello è all'ultimo sangue!
Ovvero, comunque vada uno dei due contendenti deve perire! Inutili le
proteste, ormai il contratto è firmato e a Kirk non resta che mettersi
in guardia.
Il duello ha inizio…e come duellano i Vulcaniani? Beh, anche se siamo
nel ventitreesimo secolo, niente armi sofisticate: solo una specie di
alabarda chiamata lirpa, che si dimostra subito piuttosto pericolosa.
Questo
episodio ci mostra anche un classico combattimento alla Kirk, ovvero cazzotti,
voli pindarici e soprattutto l'uniforme fatta a pezzi, con tanto di profondo
taglio sanguinante sul petto. Nonostante Kirk si difenda bene, l'aria
rarefatta e calda di Vulcano finisce ben presto con lo sfiancarlo: viene
salvato sul filo di lana una prima volta da T'Pau, che interrompe il duello
(e non si sa il perché!) mentre il buon capitano è praticamente spacciato.
McCoy chiede a T'Pau di poter somministrare a Kirk una sostanza che almeno
gli permetta di combattere ad armi pari con Spock, lenendo gli effetti
negativi legati all'atmosfera aliena.
Il duello riprende con nuove armi, questa volta una specie di fascia bianca,
utilizzata a mo' di bolas della Pampa. Kirk ben presto è in difficoltà,
riesce ad evitare di finire arrostito in un braciere, ma non di farsi
stringere il collo ed ormai Spock sembra sul punto di prevalere…ed infatti
prevale. Kirk si accascia, come morto, anzi proprio morto, come McCoy
conferma un istante dopo.
Il
duello è terminato, Kirk ha perso e ora Spock può prendere T'Pring come
sposa. McCoy si teletrasporta sull'Enterprise con il corpo del capitano,
lasciando Spock, ormai rirpresosi dal Plak Tow, a sbrigare i dettagli
finali.
Lo spettatore è attonito. Kirk morto? Kirk non può morire! È il
protagonista della serie! È semplicemente impossibile! E si resta
incollati allo schermo per sapere come diavolo andrà a finire! Lo shock
causato dall'uccisione del suo capitano fa scemare nel Vulcaniano ogni
desiderio verso T'Pring la quale, senza manifestare alcuna emozione da
perfetta Vulcaniana (ma la febbre non dovrebbe crescere in entrambi? Mah!),
svela il proprio piano, che aveva come unico scopo quello di avere Stonn
e non Spock come marito.
Il
perché? La ragazza non gradisce l'idea di essere la moglie di un
Vulcaniano la cui popolarità ed importanza stanno crescendo sempre più.
Ok! Ok! Anche su Vulcano le donne rimangono un mistero! Qui sulla Terra
si ammazzano fra di loro per sposare il primo burino che sa destreggiarsi
bene con un pallone… Su Vulcano evitano come la peste coloro che potrebbero
offrire popolarità, vita agiata ecc. ecc... De gustibus!
Spock lascia Vulcano - non senza prima aver dato una piccola stoccata
a Stonn, il preferito di T'Pring (e diciamocela… costui ha confezionato
un bel paio di corna al povero Spock! Il quale sarà pure Vulcaniano ma
rivela, molto umanamente, che gli rodono!).
Le sue parole sono pacate ma inequivocabili:
"Possedere non è dopotutto così importante come desiderare… non è logico
ma è spesso vero".
Come dire: "Adesso che ce l'hai (T'Pring), vedrai che il tuo desiderio
scemerà e poi saranno cavoli tuoi con questa serpe!".
Spock saluta T'Pau e torna sulla sua nave, pronto a presentarsi in infermeria
da McCoy, chiedendo di essere messo agli arresti per l'omicidio del proprio
capitano.
E
qui, signori miei, una delle scene sicuramente più belle di Star Trek:
Kirk compare magicamente alle spalle del Vulcaniano, vivo e vegeto e pure
sorridente (e con una uniforme nuova di zecca!), mentre Spock piroetta
su sé stesso afferrando il capitano per le spalle e gridando esultante
il suo nome: "Jim!"
E non finiamo di sorprenderci: Spock ci regala un sorriso vero e spontaneo,
sicuramente scaturito dal profondo del suo bistrattato lato umano. In
questa scena Nimoy è stato semplicemente grande!
Naturalmente il tutto dura giusto un istante, il tempo che la rigida disciplina
vulcaniana riprenda il controllo della situazione e Spock come se nulla
fosse accaduto si ricomponga. Ma McCoy, che ha assistito alla scenetta,
non può certo perdere l'occasione per far notare al Vulcaniano che la
sua reazione è stata a dir poco emotiva!
Spock
è alle strette e si giustifica parlando di logico sollievo al pensiero
che la Flotta Astrale non avesse perso un così valido comandante. Kirk
sorride, non crede ad una sola parola nemmeno lui, ma finge di accettare
la spiegazione mentre McCoy, nella battuta finale, non fa che ribadire
quello che lo spettatore già sa: l'esplosione emotiva di Spock era talmente
palese che solo un cieco non avrebbe potuto notarla!
Concludo invitandovi, sempre che ne abbiate la possibilità, ad andare
a rivedere questo episodio; se siete dei trekker con meno di quindici-vent'anni,
età per la quale è difficile che siate riusciti, in qualche modo, a vedere
anche un solo episodio della Serie Classica in TV, il consiglio è praticamente
un ordine.
Perché saranno telefilm vecchi, la plancia farà ridere, i calcinacci che
cadono dal soffitto sotto i colpi del nemico tecnicamente improbabili,
le uniformi con colori da circo, metteteci tutto il peggio che vi viene
in mente… Ma fidatevi, hanno ancora grandi storie da raccontare. Per chi
le sa cogliere, ovviamente!
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