SUL PRETESO CARATTERE MATRIARCALE DELLA SOCIETÀ VULCANIANA
di Salvatore Carboni

La società vulcaniana ha carattere matriarcale? È possibile sostenere che il sesso femminile sia su Vulcano fonte di privilegi di classe o, sotto un altro profilo, un indice di superiorità intellettuale? I ricercatori che si sono occupati della questione (e mi riferisco in particolare al saggio della Preside T'Sun di T'Giul pubblicato sull'IST 74) propendono per tale conclusione, con argomentazioni però che, a mio parere, non resistono ad un'attenta analisi del complesso dei dati a disposizione.
Occorre premettere che, come riconosciuto dalla stessa T'Sun, i dati a disposizione non consentono conclusioni univoche e inconfutabili. In effetti, benché quella vulcaniana sia la prima razza aliena comparsa in Star Trek, la sua organizzazione sociale non è mai stata mostrata con sufficiente chiarezza, a differenza di quanto accaduto con tante altre razze. Basti pensare che in nessun episodio sono comparse città vulcaniane (benché ovviamente esistenti), né si è parlato della forma di governo, o del sistema normativo (tranne i cenni di diritto matrimoniale nel noto episodio Il duello - Amok Time).
Ciò premesso, logica impone che le ipotesi che possono essere avanzate sulla società vulcaniana debbano tenere conto del complesso dei dati disponibili, e non solo di quelli utili a sostenere le proprie tesi; e che sarebbe opportuno, specie se si parla a nome dell'Accademia delle Scienze (e non, come fa il sottoscritto, a titolo strettamente personale e in questa sede), evitare che le proprie personali convinzioni giungano ad un travisamento dei fatti, errore nel quale a mio avviso T'Sun finisce per incorrere.
Cominciamo col contestare la natura propriamente matriarcale della società vulcaniana: per matriarcato si intende un'organizzazione sociale nella quale (simmetricamente a quanto accade nel patriarcato) la maggior parte, o la totalità, dei diritti civili e politici siano esercitati (solo) da donne. In Star Trek, l'unico esempio di tale società è formato dagli Angeliti (Missione di soccorso - Angel One, TNG) e, forse, dai Betazoidi.
Su Vulcano, invece, non vi è dubbio che i maschi ricoprano funzioni e cariche pubbliche di estremo rilievo. T'Sun presenta la figura di Sarek come eccezionale, ipotizzando che abbia dovuto fare chissà quali "enormi sacrifici" per "emanciparsi" (cosa avrà mai fatto? Si sarà rifiutato di dare la cera ai pavimenti, sopportando con rassegnazione le sculacciate della madre e le matterellate della dispotica Amanda?); ma di tutto ciò in Star Trek non vi è né traccia né accenno. E non è vero che sia l'unico Vulcaniano "importante" comparso nella saga. Oltre allo stesso Spock, e a Surak, sono maschi i delegati vulcaniani che sedevano nell'Assemblea della Federazione Unita dei Pianeti nel 2286 (quando l'Ammiraglio Kirk fu degradato, in Star Trek IV - The Voyage Home), come pure il comandante della nave vulcaniana che ebbe il primo contatto con i terrestri (Star Trek VIII - First Contact), e la controversa figura di Sybok (per tacere di Tuvok).
In realtà, essendo quella vulcaniana una società fondata sulla logica, l'arbitraria prevaricazione di un sesso sull'altro appare francamente inverosimile. Un tale tipo di società deve avere necessariamente carattere meritocratico: ogni incarico, dal più elevato al più umile, deve essere ricoperto da individui in grado di espletarlo nel modo più efficiente, maschi o femmine che siano (nel rispetto, ovviamente, delle personali inclinazioni ed aspirazioni). Ciò porta alla delicata e spinosissima questione dello stabilire se, al pari di quanto avviene in ogni razza, la differenza di sesso comporti, in relazione a determinati incarichi, differenze di capacità e di attitudini.
Come rilevato all'inizio, l'insufficienza dei dati a disposizione non consente di pervenire a conclusioni certe. T'Sun ha esposto le sue opinioni, e io vorrei qui (in armonia con i dettami dell'IDIC, o se preferite, nell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero) illustrare le mie.
Benché sia innegabile che la maggior parte dei Vulcaniani che compaiono in Star Trek sia di sesso femminile, si tratta nella maggior parte dei casi di figure ambigue, discutibili e, come nel caso delle sacerdotesse, ricoprenti ruoli essenzialmente formali, di cerimonia.
Pensiamo a T'Pau, forse il personaggio più autorevole e dotato, come apprendiamo in Il duello, di indubbia influenza anche in ambiente federale (riesce a convincere il comando di flotta ad autorizzare la deviazione di rotta dell'Enterprise verso Vulcano). Eppure sorprende la facilità con cui si lascia raggirare da McCoy, a cui consente di somministrare a Kirk un composto a lei ignoto, senza neanche ipotizzare un nesso di causalità con la successiva "morte" del capitano (sull'accertamento della quale si fida poi sulla mera dichiarazione di un medico amico dello stesso, resa senza alcun serio accertamento!).
Pensiamo a T'Lar, che rimprovera Sarek della mancanza di logicità della sua richiesta di procedere al fal tor pan, per poi effettuare il rituale con successo. Qui di illogico vi è solo il suo rimprovero, giacché i casi sono due: o il fal tor pan è impossibile, e allora è illogico avere approntato il rituale, oppure esso è possibile, sia pure con scarse possibilità di successo, e allora è illogico non tentarlo (l'alternativa era rappresentata dal condannare Spock a una non-esistenza puramente vegetativa e McCoy alla schizofrenia).
Pensiamo a T'Phann, Direttrice dell'Accademia delle Scienze che compare nell'episodio Sospetti - Suspicions, TNG, che, contro ogni logica e buon senso, proclama non funzionante lo scudo metafasico creato dallo scienziato ferengi senza neanche averlo visto in funzione! Stante l'importanza della ricerca scientifica nella società vulcaniana, non resta che ipotizzare (ed augurarsi!) che nell'Accademia la nostra poco logica eroina si limiti a svolgere funzioni amministrative e di rappresentanza, e venga tenuta alla larga dai laboratori e dalle aule (il che è poi quello che fanno effettivamente i rettori)! È vero che in tale episodio T'Phann viene descritta come "una leggenda nel campo della morfologia subspaziale"; d'altra parte tale lode proviene da una profana della materia (Beverly Crusher). E va rilevato che il marito (umano) si occupa anch'egli di argomenti affini, che la stessa Beverly confessa di non comprendere…
Lascia sconcertati, inoltre, il fatto che T'Sun esprima dei giudizi positivi su personaggi come Valeris e T'Pring, che rappresentano la negazione degli ideali vulcaniani. La prima, per puro e semplice (nonché illogico) fanatismo, rinnega il pacifismo surakiano partecipando ad una cospirazione atta a scatenare una guerra tra la Federazione e l'impero Klingon, e comunque alla fine esce sconfitta (guarda caso dall'ingenuo Spock); tra l'altro, la scena della fusione mentale tra lei e Spock indica che i poteri mentali delle donne vulcaniane sono minori di quelli degli uomini, dal momento che non riesce ad opporsi all'interrogatorio (a meno che questi non aumentino con l'età). T'Pring, d'altra parte, perseguendo un "illogico" interesse personale (l'attrazione per Stonn), non esita a mettere a repentaglio la vita di un innocente (Kirk). Tra l'altro, non capisco l'affermazione di T'Sun per cui Stonn "avrebbe tutte le ragioni di fuggire a gambe levate"; egli è difatti quello che nella vicenda ci guadagna di più: ottiene la donna che desidera senza muovere un dito!
Valeris e T'Pring si rivelano dunque personaggi fondamentalmente cinici e meschini, pronti ad anteporre le esigenze personali a quelle altrui, e a sacrificare vite innocenti.
Quanto alla prima moglie di Sarek (la principessa vulcaniana citata nel 5° film, e madre di Sybok), le illazioni di T'Sun circa il suo abbandono del marito "per perseguire più elevati obiettivi" sono a dir poco arbitrarie, come pure quelle sulla pretesa misoginia di Spock, che in diverse occasioni mostra di gradire la compagnia femminile e che, nell'episodio Una città tra le nuvole - The cloud minders, CLA, smentisce chiaramente la diceria che i Vulcaniani si accoppino solo ogni 7 anni, in occasione del Ponn Farr.
Occorre comunque chiedersi perché su Vulcano le sacerdotesse siano donne. Nel 4° film Spock menziona tale T'Plan A'Hat, "madre della nostra filosofia". Sappiamo però che il fondatore della disciplina della logica è Surak. Si può perciò supporre che T'Plan si sia occupata, dopo la rivoluzione, della formalizzazione della nuova filosofia, dell'approntamento dei riti e del cerimoniale, oltre che dell'insegnamento, e che i Vulcaniani, popolo attaccato alle tradizioni, abbiano deciso in seguito di affidare alle donne tali compiti.
Vi sono, infine, numerosi elementi che inducono a ritenere che in passato la società vulcaniana abbia avuto carattere patriarcale e che in seguito alla rivoluzione si sia verificato un (solo parziale) "ammorbidimento". Innanzitutto, a seguito del koon-ut-kal-if-fee, la sposa diviene proprietà del marito. T'Sun sostiene che si tratta di una formula priva di concreto significato, ma è poco plausibile che un popolo fondato sulla logica resti ancorato ad una tradizione priva di contenuto. La stessa T'Pring dice alla fine "Stonn mi voleva, e io volevo lui.", e Spock replica a Stonn "È tua."
Spock sottolinea in varie occasioni la grande importanza della figura del padre nella famiglia vulcaniana. Nonostante si usi presso l'Accademia (quella di Napoli, non di Vulcano) fare seguire i nomi degli individui da quello della matriarca (usanza da cui io mi dissocio: sono Sooran e basta), di un simile costume non vi è traccia in alcun episodio o film di Star Trek! Al contrario, nel 3° film T'Lar si rivolge a Sarek come figlio di Skon, e accetta la presentazione di McCoy come figlio di David. La questione viene definitivamente risolta dalla stessa T'Pring, quando dice a Spock che, anche se l'avesse sposata, poi sarebbe tornato nello spazio e lei avrebbe avuto in ogni caso "il tuo nome e i tuoi beni... e Stonn". E questo mi sembra che chiuda il discorso. D'altra parte, nelle scene di vita familiare mostrate nella serie, appare chiaro il ruolo di capofamiglia di Sarek. Nell'episodio Viaggio a Babel - Journey to Babel, CLA, Amanda mostra chiari segni di, seppure affettuosa, sottomissione. Nel V° film, Spock, appena nato, viene subito posto tra le braccia del padre, mentre la sacerdotessa-levatrice proclama "Sarek! Tuo figlio!" (la povera Amanda non viene neppure presa in considerazione).
Tirando le somme, mi sembra che si possa concludere che la società vulcaniana abbia una chiara impostazione patriarcale, ma che alle donne non sia preclusa arbitrariamente alcuna posizione, anche se compare la tendenza ad assegnare loro ruoli essenzialmente formali, mentre le vere leve del potere e della conoscenza restano probabilmente nelle mani dei maschi. Teniamo conto che nessuna delle numerose vulcaniane comparse nella serie ha fornito, al suo popolo o alla Galassia, contributi di importanza paragonabile a quelli di Surak, Sarek e Spock.
Ma non credo che le amiche trekker abbiano troppe occasioni di lamentarsi: in fondo, tutto si può dire di Star Trek, tranne che non dedichi spazio ed attenzione a figure femminili.

Lunga vita e prosperità.
Salvatore Carboni (Sooran)
http://www.usscapella.org


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