SESSUALITÀ VULCANIANA
di Salvatore Carboni

"Non c'è niente di logico nel Pon Farr".
(Tuvok in La febbre del sangue, VOY)

Con l'espressione "sessualità" suole intendersi da un lato l'insieme delle caratteristiche distintive dei sessi nelle varie specie, dall'altro le complesse modalità di estrinsecazione dell'istinto e dell'impulso sessuale (ed è il significato che sarà oggetto del presente lavoro), sia nella sua primordiale finalità riproduttiva, sia nelle più complesse implicazioni socio-culturali che il fenomeno in esame investe nelle specie senzienti.
La sessualità vulcaniana costituisce un argomento estremamente complesso, scarsamente studiato e conosciuto all'esterno di Vulcano in ragione della ben nota ritrosia vulcaniana ad affrontare, soprattutto nei confronti di altre specie, la discussione di tematiche attinenti alla sfera sessuale.
Un equivoco assai diffuso presso i non Vulcaniani è che la sessualità vulcaniana sia limitata e circoscritta al Pon Farr. È pertanto opportuno iniziare la presente trattazione con l'analisi del suddetto fenomeno.

Va innanzitutto premesso che il Pon Farr ha formato oggetto di un pregevole lavoro di ricerca da parte delle colleghe T'Sun di T'Giul e Myr di T'Pau (Pubblicato sull'IST n. 76, a pagina 42, con il titolo Considerazioni sul Pon Farr), che ne hanno esaminato gli aspetti più noti. Nel presente lavoro si eviterà di ripetere pertanto quanto esposto nell'articolo citato, e si procederà all'analisi di tematiche non affrontate dalle eminenti colleghe. Per maggiore comodità del lettore, specie se poco avvezzo alla cultura vulcaniana, si ricorda brevemente che con l'espressione Pon Farr (che significa, letteralmente, "tempo dell'accoppiamento") si indica una condizione che i maschi vulcaniani puberi attraversano ogni 7 anni circa della loro vita: essa comporta un irresistibile impulso all'accoppiamento, che induce il soggetto a fare ritorno alla propria terra e a congiungersi con una compagna che solitamente viene scelta, su accordo delle rispettive famiglie, quando i futuri sposi hanno l'età di 7 anni. Il Pon Farr si caratterizza, nelle fasi iniziali, con una progressiva irrequietezza del soggetto, connessa al disinteresse per il cibo, a turbe del sonno, a difficoltà nel controllo emotivo e istintuale. Tali sintomi si aggravano rapidamente, a seguito dello sconvolgimento ormonale e neurochimico che investe l'organismo dell'individuo e, ove non intervenga l'accoppiamento in tempi brevi, ovvero non operino altri fattori idonei a riportare l'organismo in condizioni normali, il soggetto può morire per l'intensissimo stress cui viene sottoposto l'organismo (verosimilmente per collasso cardiocircolatorio). Nelle fasi iniziali il soggetto conserva la lucidità e la padronanza di sé per la maggior parte del tempo, benché possa compiere atti poco meditati di cui in seguito non serba ricordo; nelle fasi finali l'autocontrollo viene quasi completamente meno, e soltanto il ferreo addestramento mentale tipico del popolo vulcaniano consente all'individuo di eseguire le complesse pratiche rituali elaborate nel corso dei millenni per evitare, per quanto possibile, che il Pon Farr trasbordi in un atto di incontrollata violenza.

Passiamo ora ad analizzare le ragioni evolutive che hanno condotto ad una simile strategia riproduttiva, apparentemente assurda e controproducente.
Il pianeta Vulcano orbita attorno alla stella Eridani 40 A, distante circa 16 anni luce dalla Terra. Si tratta di una stella arancione, di età approssimativamente pari a quella del sole della Terra, facente parte di un sistema triplo, composto, oltre che della stella citata, da una nana bianca (Eridani 40 B) e da una nana rossa (Eridani 40 C), distanti da A circa 40 miliardi di chilometri e orbitanti, con un periodo di 252 anni, attorno al centro comune di gravità (Informazioni attinte dall'articolo "Il sistema solare di Eridano" del vice rettore Marco "Sabich" Vittorini, disponibile presso il sito dell'Accademia Vulcaniana) . Vulcano ha massa maggiore di quella della Terra e atmosfera più rarefatta; orbita attorno alla sua stella a una distanza minore di quella esistente tra la Terra e il Sole, e di conseguenza l'anno vulcaniano è un po' più breve di quello terrestre [Eridano 40 A è difatti una stella di classe spettrale K, avente temperatura superficiale inferiore a quella del sole della Terra (di classe G2)]. Poiché sono dati canonici sia l'elevata temperatura di Vulcano, sia la maggiore rarefazione della sua atmosfera (che non consente di imputare all'effetto serra la maggiore temperatura del pianeta), ne deriva che Vulcano sia più vicino al proprio sole di quanto lo sia la Terra. Ne consegue inoltre che la velocità orbitale di Vulcano nel suo moto di rivoluzione è maggiore di quella della Terra, in base alla terza legge di Keplero (l'anno vulcaniano è pertanto più breve di quello terrestre). Vulcano è un mondo in gran parte desertico e la vita, soprattutto in passato, si è concentrata nelle poche zone dotate d'acqua, benché esistano forme di vita, sia animale che vegetale, adattatesi all'ambiente desertico. La maggior parte della superficie del pianeta è costituita da terre emerse e la temperatura media del pianeta è di 45° Celsius. Le condizioni climatiche avverse hanno fortemente inciso sulla disponibilità di risorse idriche ed alimentari e di conseguenza gran parte delle specie autoctone hanno adottato strategie riproduttive tese da un lato a contenere il numero delle nascite, dall'altro ad una forte selezione degli individui idonei a riprodursi.
Il Pon Farr non è dunque, come taluno potrebbe pensare, una sorta di reazione dell'organismo vulcaniano alla rigida filosofia surakiana di controllo delle emozioni e degli istinti, che viene inculcata negli individui sin dalla più tenera età, bensì una caratteristica appartenente al genotipo del Vulcan Sapiens, e prima di lui dei predecessori vulcanidi, avente il fine di contenere la prolificità della specie e di operare una sorta di primitiva eugenetica, tesa ad assicurare la perpetuazione della specie attraverso l'imposizione di una sorta di standard quali-quantitativo alle nuove nascite. Prima che un fenomeno culturale, difatti, il Pon Farr è un fatto biologico, che i Vulcaniani hanno imparato ad accettare, sia pure con disagio, come parte integrante e necessaria della loro esistenza. Il fatto che la pur avanzatissima scienza medica vulcaniana non sia riuscita ad eliminare gli effetti indesiderabili del fenomeno (che rappresentano una sorta di ironia della natura per un popolo votato alla logica) testimonia l'essenzialità della funzione nella fisiologia vulcaniana, con conseguente impossibilità di soppressione della stessa, con tecniche farmacologiche o di ingegneria genetica, senza arrecare gravi danni all'organismo.
Se, come concordemente ritenuto dai ricercatori dell'Accademia, funzione del Pon Farr è in primo luogo il contenimento del numero delle nascite e poiché, come si vedrà in seguito, i Vulcaniani posso accoppiarsi, come di fatto si accoppiano, anche fuori da tale fase (e non certo una volta ogni 7 anni, come malignamente ritengono taluni stranieri male informati), il corollario che la logica impone di trarre è che soltanto nel momento del Pon Farr è possibile la procreazione. Se difatti i Vulcaniani fossero perennemente fertili il Pon Farr non avrebbe alcun senso, e l'evoluzione avrebbe ben presto soppresso una carattere genotipico tanto dannoso quanto inutile.

A questo punto è possibile formulare e discutere una serie di ipotesi:

A) soltanto nel Pon Farr si ha la produzione di spermatozoi nel maschio;
B) soltanto nel Pon Farr la donna vulcaniana è fertile;
C) il Pon Farr e l'estro femminile insorgono contemporaneamente.

L'ipotesi A è del tutto verosimile, posto che sarebbe un'assurdità, per l'organismo maschile vulcaniano, la continua produzione di cellule destinate ad essere usate ogni 7 anni.
L'ipotesi B è più complessa: la femmina vulcaniana potrebbe ben essere fertile a prescindere dalla condizione del maschio; l'organismo femminile non ha difatti modo di sapere quando il maschio che la famiglia o i casi della vita sceglieranno per lei sia pronto alla riproduzione e dovrebbe perciò, al pari di quello delle femmine umane, attraversare delle periodiche fasi di fertilità nelle quali è possibile la fecondazione (meno verosimile, sia pure non impossibile, è l'ipotesi che la donna vulcaniana sia fertile in ogni momento della vita adulta). Le Vulcaniane dovrebbero avere, di conseguenza, un ciclo mestruale.
Sorge però, a questo punto, una difficoltà: come avviene la "sincronizzazione" tra lo stato di fertilità della femmina e l'insorgere del Pon Farr nel maschio? In altre parole, come può il periodo fertile della donna coincidere con lo stimolo riproduttivo esplosivo nel maschio?
Anche qui vi sono varie possibilità: il Pon Farr, ad esempio, potrebbe durare sinché la donna non entra nello stato fertile e continuare sino all'avvenuta fecondazione (il che implicherebbe giorni, o settimane, o al limite mesi di accoppiamenti ripetuti, ma l'organismo vulcaniano è capace di ben altre imprese!); oppure (e ritengo che sia l'ipotesi più plausibile) potrebbe accelerare, o anticipare, o persino indurre la condizione fertile nell'organismo femminile, come si vedrà più diffusamente in proseguo.
L'ipotesi C, salvo quanto detto nel paragrafo precedente e quanto si esporrà tra breve, presupporrebbe che tanto il Pon Farr nel maschio che l'estro nella femmina insorgano contemporaneamente e indipendentemente l'uno dall'altro. Si tratta di un'ipotesi assai improbabile, in quanto gli organismi viventi hanno un funzionamento talmente complesso ed esposto alle influenze di innumerevoli fattori interni ed esterni, che l'eventualità in esame si verificherebbe in occasioni talmente rare da porre a serio repentaglio la perpetuazione della specie. A tal fine non è sufficiente invocare un ipotetico effetto "sincronizzante" della fusione mentale reciproca, cui i promessi sposi vulcaniani vengono tradizionalmente sottoposti all'età di 7 anni, e che instaura un legame telepatico tra i due: nei Pon Farr finora mostrati nella saga (Il duello - CLA, Star Trek III - Alla ricerca di Spock, La febbre del sangue - VOY) gli interessati si trovano a distanze di decine, centinaia o migliaia di anni luce dalle compagne, e, anche a tacere del fatto che i Vulcaniani sono essenzialmente telepati a contatto, appare inverosimile che le comunicazioni telepatiche (connesse necessariamente all'attività elettromagnetica del cervello) si propaghino a distanze interstellari, magari via subspazio.

Da quanto detto può quindi ragionevolmente desumersi come il Pon Farr sia l'unica fase della vita del maschio vulcaniano in cui avviene la produzione degli spermatozoi e che il Pon Farr medesimo condizioni, inoltre, l'insorgere dell'estro nella donna. Quest'ultimo punto, in particolare, costituisce il supporto narrativo dell'episodio La febbre del sangue (VOY). In esso il guardiamarina Vorik, giovane Vulcaniano a bordo della Voyager alle prese col primo Pon Farr, sceglie come compagna B'Elanna Torres (beh, 7 di 9 non era ancora arrivata, bisogna capirlo…) e quando questa respinge il suo kunut surik (proposta di matrimonio) cerca istintivamente, con la forza, di iniziare una fusione mentale con lei. Come conseguenza, provoca nella giovane klingon-umana uno stato di forte eccitazione sessuale, anche se l'oggetto delle attenzioni di lei si rivelerà essere l'imbranatissimo Tom Paris. L'episodio è particolarmente importante perché dimostra la possibilità di indurre l'estro non solo in femmine vulcaniane, ma anche di altre specie (Amanda non avrà pertanto trovato tanto sgradevole il Pon Farr di Sarek, anche se umana), e l'importante ruolo giocato dalla telepatia nella sessualità vulcaniana.

La fusione mentale con un maschio in stato di Pon Farr fa pertanto insorgere nella femmina sia un forte desiderio sessuale che la capacità riproduttiva: è verosimile ritenere che occorrano diverse ore, se non alcuni giorni, perché avvenga la produzione della cellula uovo da parte delle gonadi, il posizionamento della stessa nell'equivalente vulcaniano delle tube di Falloppio, l'ispessimento della mucosa uterina per accogliere l'uovo fecondato, e più in generale le modificazioni fisiologiche ed ormonali tipiche dello stato fertile. Se quest'ipotesi fosse fondata, le donne vulcaniane avrebbero l'invidiabile caratteristica di essere praticamente prive di ciclo mestruale (essendo fertili solo quando occorre), il che giustificherebbe l'affermazione di Kirk nell'episodio Elena di Troia (CLA), secondo il quale "le donne vulcaniane sono logiche, ed è l'unico posto della Galassia dove questo avviene"!

Esaminato il problema della fertilità della coppia, passiamo ad analizzare altri aspetti del Pon Farr: perché si verifica ogni 7 anni? Da cosa è determinato? Cosa succede se non interviene l'accoppiamento? Esiste l'equivalente vulcaniano dell'andropausa (e della menopausa)? Come per la maggior parte del presente lavoro, i dati a disposizione sono insufficienti per fornire risposte precise ed esaurienti, così è necessario anche in questi casi individuare ed esaminare le ipotesi più plausibili.

Il ciclo settennale (dato canonico irrefutabile), che tanta ironia desta presso altre specie, non è a ben vedere così irragionevole come potrebbe apparire, soprattutto nell'ottica della ragione biologica ed evolutiva del fenomeno (la più volte richiamata esigenza di contenimento del numero delle nascite e di selezione degli individui idonei alla procreazione). Occorre difatti tenere conto sia della lunga durata della vita vulcaniana (circa il doppio di quella di un terrestre sano), sia della minore durata dell'anno vulcaniano. I Terrestri, che pure sono fertili per la maggior parte della vita adulta, tendono a costituire nuclei familiari con in media un paio di figli. La frequenza riproduttiva della specie vulcaniana non è perciò tanto bassa come potrebbe sembrare, anche considerato il fatto che, come si vedrà in seguito, non necessariamente al Pon Farr consegue una gravidanza. Per quanto riguarda i 7 anni, va osservato che, al pari di ogni ciclo biologico, innumerevoli fattori interni ed esterni all'individuo possono comportarne il ritardo o l'anticipazione, come esattamente osservato dalle colleghe T'Sun di T'Giul e Myr di T'Pau.
In ogni caso il fenomeno ha un'innegabile, tendenziale regolarità, le cui cause devono essere ricercate in un remoto passato, probabilmente antecedente alla comparsa del Vulcan Sapiens: è possibile che, all'epoca nella quale i protovulcanidi vivevano in gruppi poco numerosi di individui, ragioni climatiche, geologiche o meteorologiche comportassero una relativa abbondanza di risorse con frequenza grossomodo settennale, seguita da periodi di carestia, o comunque di minori risorse, e che l'evoluzione abbia selezionato quegli individui che riuscivano a riprodursi in corrispondenza delle fasi di abbondanza. Ormai da millenni il ciclo settennale ha carattere soggettivo e non assoluto, ma è probabile che l'origine del fenomeno abbia una spiegazione del genere. In seguito il progresso tecnologico, la maggiore disponibilità di risorse e l'allungamento della vita (i protovulcanidi vivevano molto meno dei Vulcaniani attuali), oltre all'incremento della popolazione, resero anacronistica tale strategia riproduttiva, ma ormai la selezione naturale aveva premiato gli individui dotati di tale caratteristica, che perciò fu trasmessa alle generazioni future e sino ai nostri giorni (e non può certo escludersi che l'evoluzione, o l'ingegneria genetica, portino in futuro alla sua scomparsa). La periodicità del Pon Farr è determinata, ovviamente, da un orologio biologico, che scatta con la pubertà e viene innescato dalla produzione dell'equivalente ormonale vulcaniano del testosterone. Il meccanismo responsabile è verosimilmente di natura anch'essa ormonale, e dovuto ad una proteina la cui concentrazione nel sangue cresce lentamente nel tempo, fino a raggiungere un valore "soglia" con frequenza all'incirca settennale. Al superamento della soglia, vengono attivate nell'organismo, con effetto "a cascata", le complesse modificazioni neurofisiologiche caratteristiche del Pon Farr, con profonde alterazioni del quadro ormonale complessivo. Il fortissimo stimolo all'accoppiamento, di intensità decine o centinaia di volte di volte superiore al normale, è indice di un rilevante aumento di attività delle zone del cervello sede degli istinti primordiali (l'equivalente vulcaniano dell'ipotalamo). L'organismo viene sottoposto ad uno stress intensissimo, sia per il forte desiderio sessuale che viene indotto, sia per l'eventualità del combattimento con altri maschi, che porta il Pon Farr a quella condizione estrema nota come Plak Tow (febbre del sangue).
Il Pon Farr funziona così come forma di selezione naturale: solo un individuo sano può sopportarne gli effetti; è probabile che in un individuo malato o anziano il Pon Farr non insorga neppure, non essendo l'organismo in grado di sostenerlo. I maschi vulcaniani anziani, pertanto, sperimentano con la cessazione del Pon Farr l'equivalente dell'andropausa, benché l'età di insorgenza del fenomeno sia fortemente variabile da soggetto a soggetto, a seconda delle condizioni complessive dell'organismo (un discorso analogo può essere condotto per quanto riguarda la menopausa nella donna).

Il Pon Farr si risolve, normalmente, una volta conseguita la meta: il rapporto sessuale con la compagna riporta l'organismo alla condizione normale. Non sono sufficienti, al riguardo, tecniche onanistiche più o meno sofisticate, in quanto il rapporto sessuale tra Vulcaniani è accompagnato dalla fusione mentale, che non può essere sostituita, attualmente, neppure dalle più avanzate tecnologie olografiche. Infatti nell'episodio La febbre del sangue l'accoppiamento di Vorik con un realistico ologramma raffigurante una fanciulla vulcaniana, che il MOE aveva proposto come terapia contro un Pon Farr che non poteva giungere alla sua naturale conclusione, fallisce nel suo scopo in quanto inidoneo a riprodurre le reali sensazioni di un congiungimento accompagnato dalla fusione mentale.
Può però succedere che vengano frapposti ostacoli all'accoppiamento: nel caso di promessi sposi, come è noto, la femmina può esercitare il suo diritto al kal-if-fee, scegliendo un campione che la rappresenti nel duello e accettando di divenire proprietà del vincitore; oppure, fuori da tale caso, può semplicemente accadere che la femmina, specie se non vulcaniana, rifiuti l'accoppiamento. Ciò scatena nel maschio la cosiddetta febbre del sangue (Plak Tow), una condizione di estrema aggressività che lo porta a combattere, sino alla morte, con l'eventuale rivale. Anche la Plak Tow opera come forma di selezione naturale: in epoca primordiale, difatti, la femmina rifiutava probabilmente l'accoppiamento con maschi presentanti difetti o problemi fisici, e forse anche psichici: la scelta di una altro partner, e il combattimento mortale che ne conseguiva, assicurava che solo i più forti e sani potessero riprodursi, impedendo la trasmissione alle generazioni future di tare genetiche. In epoca più recente il rifiuto può presentare altre motivazioni (in Il duello T'Pring non voleva divenire "la sposa di una leggenda", ed era attratta, ricambiata, da un altro maschio; in La febbre del sangue B'Elanna Torres non prova alcuna attrazione per il giovane Vulcaniano, nonostante l'estro successivamente indotto dalla breve e grossolana fusione mentale tentata da Vorik). In ogni caso la Plak Tow conduce ad un combattimento solitamente mortale (in La febbre del sangue il duello non giunge all'esito mortale per le particolarissime condizioni del combattimento).
Nella Plak Tow, soprattutto dopo l'inizio del combattimento, il soggetto perde la padronanza e il controllo di sé, pur essendo in grado, grazie all'intenso addestramento, di usare le armi rituali e di eseguire gli ordini del maestro di cerimonia, come esattamente osservato dalle colleghe Myr e T'Sun. L'alterazione psichica è talmente profonda che il soggetto in Plak Tow può combattere sino alla morte persino con il suo migliore amico (Il duello) o contro la stessa donna oggetto di desiderio, che abbia designato se stessa come campione per il kal-if-fee (come visto in La febbre del sangue, anche se si tratta di un'ipotesi assolutamente eccezionale). Questo dato induce a porre in discussione l'ipotesi avanzata dalle citate ricercatrici, secondo le quali la donna vulcaniana potrebbe in sostanza disporre a piacimento della vita del maschio, essendo in grado di causarne la morte col semplice rifiuto all'accoppiamento: è vero che il Pon Farr non risolto può uccidere il maschio, ma proprio per questo motivo il soggetto, di fronte ad un rifiuto della donna, cercherà ugualmente, con la forza, di congiungersi con essa, come avveniva indubbiamente nel remoto passato; e ciò, se non altro, per semplice istinto di sopravvivenza. L'intero cerimoniale del koon-ut-kal-if-fee, apparentemente barbaro ed anacronistico agli occhi di uno straniero, ha precisamente il fine di evitare, in un modo socialmente accettabile, che ciò avvenga. È difatti del tutto inverosimile che il maschio si fermi e si lasci morire di fronte ad un rifiuto della donna, quando sappiamo essere in grado di uccidere persino il suo migliore amico pur di congiungersi con lei. Nessun tribunale vulcaniano condannerebbe mai un individuo per violenza carnale commessa durante il Pon Farr, sia perché in tale stato non è possibile agire diversamente e il soggetto non è in grado di autodeterminarsi (non è, in altre parole, responsabile delle sue azioni), sia perché è in gioco la vita stessa dell'individuo, e l'ordinamento non può imporre al maschio il suicidio, o consentire alla femmina di uccidere per capriccio. D'altra parte le donne vulcaniane sono ben coscienti della loro posizione e, conoscendo le conseguenze di un loro eventuale rifiuto, si adeguano, forse tutt'altro che di mala voglia, al loro ruolo nel rapporto: nel III film vediamo difatti il tenente Saavik che, lungi dal darsela a gambe quando il rigenerato Spock entra nel suo primo Pon Farr, gli resta accanto, lo assiste, e con ogni probabilità ha un rapporto sessuale con lui, come rivelato dall'imbarazzo e dal disagio che mostra la ragazza nel finale del film, quando Spock, reduce dal fal-tor-pan, la fissa cercando di ricordare l'esperienza avuta con lei.

In particolari circostanze è possibile che la Plak Tow determini uno shock o un turbamento talmente intensi da fare cessare lo stimolo all'accoppiamento, come avviene nei Pon Farr mostrati nei due episodi citati (in Il duello Spock è sconvolto per avere dovuto uccidere il capitano Kirk, e la reazione emotiva mostrata dall'ufficiale alla vista dell'amico vivo dà la misura dell'intensità del turbamento patito. In La febbre del sangue la risoluzione del Pon Farr è probabilmente dovuta all'avere Vorik dovuto combattere contro la stessa compagna da lui scelta (e all'esserne stato sconfitto). Si tratta, evidentemente, di casi anomali, in quanto normalmente la vittoria (o, per ragioni diverse, la sconfitta…) nel duello risolve la Plak Tow e consente al maschio di accoppiarsi con la compagna.
Se si eccettua tale ipotesi, è possibile superare indenni il Pon Farr, reprimendo lo stimolo all'accoppiamento? In La febbre del sangue Tuvok afferma che un'intensa meditazione può essere in grado di fare regredire il Pon Farr e riportare l'organismo in condizioni normali, ma si tratta di un'eventualità eccezionale, richiedente doti e capacità certamente non comuni: prova ne sia che né Vorik né Spock, nonostante gli sforzi, riescono ad impedire al fenomeno di agire con tutta la sua veemenza.

L'accoppiamento nel Pon Farr è finalizzato alla procreazione, e ad esso dovrebbe pertanto conseguire la gravidanza. Ovviamente, non sempre si giunge al concepimento e al parto: a parte le cause più ovvie (morte di uno dei partner, sterilità patologica, donna già gravida, aborto spontaneo), è ovviamente possibile che la donna che non desideri restare gravida prenda per tempo le opportune precauzioni, che certamente l'avanzatissima medicina vulcaniana è in grado di offrire: spetta alla donna provvedere perché non è pensabile che un maschio in Pon Farr provveda egli stesso all'uso di misure contraccettive, non avendo la lucidità necessaria.
Una volta avvenuta la fecondazione, e prescindendo dall'ipotesi di aborto spontaneo, è possibile, ed è lecito, per la donna che eventualmente lo desideri, interrompere la gravidanza?
Le ricercatrici T'Sun e Myr avanzano l'ipotesi che la donna vulcaniana, grazie al controllo mentale sul proprio organismo, sia in grado di interrompere una gravidanza indesiderata. È certamente un'ipotesi plausibile, se si considera che, come osservato dalle colleghe, i Vulcaniani hanno un notevole controllo sul loro corpo e sulle funzioni fisiologiche (possono astenersi per lunghi periodi dal sonno, entrare in uno stato di trance per accelerare la guarigione da ferite o malattie ecc.). In contrario potrebbe sostenersi che una simile facoltà sarebbe pregiudizievole per la perpetuazione della specie e difficilmente verrebbe trasmessa alle generazioni future, ma non si hanno comunque elementi a favore o contro tale eventualità.
È tuttavia certamente possibile, per una donna vulcaniana, interrompere la gravidanza con metodiche farmacologiche o chirurgiche. A questo punto, però, il problema diviene etico e giuridico: su Vulcano è lecito l'aborto volontario?
Nel caso in cui la gravidanza, per l'insorgere o il preesistere di stati patologici a carico della madre o del feto, ponesse in pericolo la vita della donna, la logica consente il ricorso all'aborto perché è irragionevole, parafrasando l'affermazione di Spock in La Galileo (CLA), sacrificare due vite anziché una sola.
Fuori da tale ipotesi, tuttavia, ritengo che l'aborto su Vulcano sia illecito, o perlomeno condannato dall'etica, in quanto il pacifismo surakiano impone il rispetto di ogni forma di vita, e tale è certamente il feto o l'embrione, anche a prescindere dalla questione se esso possa o meno considerarsi una persona, o comunque un soggetto di diritto. Sarebbe altamente illogico, come è costume su Vulcano, astenersi dal consumo di carne (è dubbio se tale divieto si estenda alla carne replicata, che non implica, ovviamente, la soppressione di alcuna vita. D'altra parte si tratta di un divieto di carattere prettamente etico, non logico) per evitare la soppressione di un animale, per poi consentire l'uccisione di un essere vivente per motivi non connessi alla sopravvivenza della donna che lo porta in grembo.
Parlando di gravidanza vulcaniana, non può evitarsi un cenno alla gestazione di Spock, che consente anche di discutere sul fenomeno di interfecondità tra specie diverse, assai diffuso in Star Trek.
Spock, come è noto, ha padre vulcaniano e madre umana: genitori non solo di due specie, ma addirittura di due mondi diversi, con una fisiologia assai differente (basti pensare alla diversa disposizione di alcuni organi nel corpo umano e in quello vulcaniano, e al fatto che il sangue umano trasporta l'ossigeno attraverso l'emoglobina, basata sul ferro, e quello vulcaniano mediante l'emocianina, basata invece sul rame). Non sono certo necessarie approfondite nozioni di biologia per comprendere come una gravidanza naturale tra le due specie sia praticamente impossibile, non più di quanto lo sia sulla Terra quella tra uomini e pesci (per un maggiore approfondimento dell'argomento raccomando la lettura del saggio Segni di vita - la biologia di Star Trek, di Susan e Robert Jenkins, edizioni Longanesi). La risposta evidente è che il concepimento e la gestazione di Spock (ma anche di B'Elanna Torres, di Deanna Troi, e di tutti gli ibridi della saga) sono stati resi possibili da avanzatissime tecniche di ingegneria genetica, consistenti nel combinare e rendere compatibili i genotipi delle due specie. Al di là dei rapporti sessuali che Sarek e Amanda hanno certamente avuto, il concepimento di Spock deve essere avvenuto in laboratorio [nell'episodio Al di qua del paradiso (CLA) Kirk insulta Spock definendolo "figlio di una provetta"]: i genetisti vulcaniani hanno combinato il patrimonio genetico di Sarek con quello di Amanda, probabilmente immettendo il DNA di quest'ultima (con opportune manipolazioni) in una cellula uovo di una donna vulcaniana, fecondando quindi la cellula uovo con uno spermatozoo di Sarek. Nel genotipo di Spock sono state resi preponderanti i geni vulcaniani (tenendo conto del fatto che Spock avrebbe dovuto nascere e crescere su Vulcano). In effetti non si nota in Spock alcuna differenza fisiologica rispetto ad un Vulcaniano "puro", mentre il disagio che talvolta prova per la sua natura ibrida è in realtà dovuto alla coscienza della sua condizione, più che a cause organiche.

Per terminare il discorso sul Pon Farr, ancora due spunti di riflessione: 1) I Romulani hanno il Pon Farr, tenuto conto che sono diretti discendenti dei Vulcaniani e che la separazione risale grossomodo all'epoca di Surak? 2) Altre specie su Vulcano hanno sviluppato un'analoga strategia riproduttiva?
Alla prima domanda occorre, a mio avviso, rispondere affermativamente: se è vero, come è vero, che i Romulani hanno lo stesso genoma dei Vulcaniani e che la separazione è avvenuta circa 2000 anni fa (termine brevissimo, in termini evolutivi, perché le differenti condizioni ambientali di Romulus e Remus abbiano determinato la scomparsa di tale carattere genetico), occorre concludere che anche i maschi romulani subiscano il Pon Farr, sebbene ciò non sia mai stato mostrato nella saga. Appare inoltre assai improbabile che i genetisti romulani siano riusciti laddove i loro più avanzati colleghi vulcaniani hanno fallito.
La risposta dovrebbe essere affermativa, a mio avviso, anche alla seconda domanda, sebbene in termini meno certi rispetto alla prima: se il ciclo settennale è stato determinato da remote cause meteorologiche o astronomiche, appare improbabile che tali fattori abbiano operato soltanto sui vulcanidi e non sulle altre forme di vita vulcaniane, quantomeno animali.

Esaurito il discorso sul Pon Farr, passiamo ad esaminare, a conclusione di questo lavoro, l'esplicazione della sessualità vulcaniana al di fuori del "tempo dell'accoppiamento".
È opinione comune tra i ricercatori che i Vulcaniani abbiano rapporti sessuali anche fuori dal Pon Farr: ma quali elementi canonici è possibile citare a sostegno di questa affermazione?
Va premesso che i Vulcaniani, pur ponendo la logica al centro della loro esistenza, mostrano anche di sapere apprezzare, sia pure con la loro tipica moderazione, i piaceri che offre la vita: consumano bevande alcoliche [nell'episodio La ribellione - prima parte (DS9) Quark offre a Sokona del "Porto vulcaniano"], coltivano e apprezzano l'arte e la musica, ricercano il profitto nel commercio (vedasi il mio articolo Diritto vulcaniano, disponibile anche sul sito della USS Capella), curano la forma e l'efficienza fisica, indossano gioielli e monili. Le donne, inoltre, truccano con cura il volto e indossano anche abiti seducenti (si pensi all'abito nuziale di T'Pring o alle tuniche trasparenti delle giovani sacerdotesse viste nel III film). Non vi è dunque motivo di ritenere che si astengano, per chissà quale oscuro motivo, da un'attività tanto piacevole come il sesso, tenuto anche conto del fatto che per la maggior parte del tempo non devono preoccuparsi di ricorrere a meccanismi contraccettivi più o meno scomodi. Il fatto che non ne facciano ostentazione è solo un elemento tipico della loro cultura: il riserbo che tradizionalmente accompagna il Pon Farr si riflette necessariamente sulla sfera sessuale, ma riserbo non significa certo astinenza (in La febbre del sangue il MOE definisce "vittoriano" l'atteggiamento dei Vulcaniani nei riguardi della riproduzione, al che Tuvok replica che si tratta "di un giudizio molto umano")!
Passando ai dati canonici, si pensi all'episodio Una città tra le nuvole (CLA), in cui Spock corteggia apertamente la bella Droxine e, alla domanda della fanciulla se qualcosa possa alterare il famoso ciclo riproduttivo settennale, risponde, accarezzandole il viso, che "la bellezza è sempre sconvolgente". Si pensi all'episodio Al di qua del paradiso (CLA), in cui Spock intreccia una relazione con Leila Kalomi. Si badi che le spore responsabili delle modifiche comportamentali dell'equipaggio dell'Enterprise non inducono certo sentimenti o emozioni nelle menti dei soggetti colpiti, ma si limitano a rimuovere i freni inibitori: nell'episodio non vediamo pertanto uno Spock impazzito, ma soltanto privato del suo forte attaccamento al dovere e del suo autocontrollo: prova ne sia l'evidentissimo disagio che prova nel congedarsi da Leila una volta ridiventato "normale". Assistiamo ad un episodio analogo in Un tuffo nel passato (CLA), in cui uno Spock in procinto di divenire un vulcaniano pre-riforma prova un'evidente attrazione per Zarabeth (ah, come lo capisco…).
Possiamo ancora ricordare l'episodio Incidente all'Enterprise (CLA), in cui Spock, sia pure per motivi… professionali, corteggia la comandante romulana, la quale non trova nulla di strano o sospetto in tale comportamento, pur essendo certamente a conoscenza (come detto in precedenza) del Pon Farr. Spock, insomma, dimostra un'evidente interesse per il sesso femminile anche al di fuori del Pon Farr, e si dimostra di gusti assai ricercati, scegliendo sempre fanciulle di estrema avvenenza e sensualità, e snobbando elegantemente, al contrario, la povera Christine Chapel, che pure sbava per lui!
E Spock non è certo, come sostiene qualcuno, un Vulcaniano anormale, da questo punto di vista; Stonn non è certo nel Pon Farr quando si fa avanti per rivendicare T'Pring, tanto è vero che non entra nella Plak Tow davanti al perentorio Kroyka! di T'Pau; Sokona e Valeris usano la loro avvenenza per raggiungere i loro scopi, rivelandosi tutt'altro che inesperte nell'arte della seduzione.

I Vulcaniani insomma sono, per parafrasare il MOE nell'episodio La febbre del sangue, tutt'altro che "vittoriani" nei confronti del sesso: soltanto, come detto, non ne fanno ostentazione. È improbabile, anche se non impossibile, che su Vulcano vi siano sale ologrammi "a luci rosse" (Vorik si dimostra difatti perplesso davanti alla… terapia proposta dal MOE), o si tengano spettacoli hard-core; è invece più plausibile l'esistenza di arte e letteratura erotica.
I Vulcaniani hanno inoltre, in campo sessuale, un vantaggio unico (condiviso forse solo dai Betazoidi): la fusione mentale durante il rapporto. La comunicazione telepatica difatti, e ancor più la fusione mentale (che comporta una completa condivisione dei pensieri, dei sentimenti, delle sensazioni dei due partners) consente un livello di intimità e di gratificazione difficilmente raggiungibile dalle specie non telepatiche: quand'anche fosse vero, pertanto, che i Vulcaniani lo fanno meno spesso delle altre specie, sicuramente lo fanno meglio!
Esistono su Vulcano le deviazioni e le perversioni sessuali? È noto come il tasso di criminalità su Vulcano sia estremamente contenuto; va inoltre osservato che in una società telepatica tali anomalie sono molto più facilmente individuabili e, ove possibile, eliminabili, per cui la loro eventuale esistenza ha carattere certamente eccezionale.
Un discorso a parte merita l'omosessualità, di cui è discussa la natura di "devianza": qui mi limito ad esprimere un'opinione personalissima, che si estende al delicato, e più volte dibattuto, tema dell'omosessualità in Star Trek. Io sono dell'opinione che nel XXIII e XXIV secolo l'omosessualità non esista più, né su Vulcano né in nessun altro mondo della Federazione, probabilmente grazie ai progressi dell'ingegneria genetica, della psicanalisi e della pedagogia.

A sostegno di tale tesi invoco due elementi: in primo luogo in 34 anni di Star Trek non si è visto un solo personaggio sessualmente "ambiguo"; tutte le relazioni mostrate, persino quelle coinvolgenti androidi o forme di vita particolari, erano indiscutibilmente eterosessuali. Nel famoso episodio di DS9 Rejoined occorre tenere presente che l'attrazione scatta essenzialmente tra i simbionti (verosimilmente asessuati o ermafroditi), e non tra i corpi ospiti (dire che Jadzia sia omosessuale è affermazione certamente falsa!), che ne sono coinvolti senza potersi opporre.

Vi sono, in secondo luogo, due significativi episodi di TNG in cui la questione è trattata, sia pure marginalmente. In Il diritto di essere Riker si innamora dell'ermafrodito J'naii Soren (niente equivoci col nome vulcaniano del sottoscritto!!!), ma questi presenta tratti somatici ed atteggiamenti decisamente femminili. Nella puntata L'ospite, invece, Beverly, pur innamorata del trill Odan, lo respinge quando esso viene impiantato in un ospite femminile, affermando di "non essere pronta" per questo tipo di rapporto.

La questione, comunque, è ancora aperta.

Lunga vita e prosperità
Tenente Comandante Sooran (Salvatore Carboni) USS Capella - NCC 54999

http://www.usscapella.org


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