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SPOCK
E LA FUSIONE MENTALE
di Antonella Bellecca
Cos'è la fusione mentale
I Vulcaniani sono una razza con una spiccata predisposizione per la telepatia;
essi hanno escogitato e perfezionato una tecnica telepatica del tutto particolare,
che in pochi minuti consente una comprensione totale e duratura della personalità,
dello spirito e dei pensieri di un'altra persona. Nella fusione mentale ci sono
un soggetto attivo ed uno passivo. Il soggetto attivo prende tra le mani la
testa del soggetto passivo e, grazie ad un formidabile sforzo di concentrazione,
fonde la propria mente con quella dell'altra persona. Pensieri, emozioni, ricordi,
sensazioni, ognuno percepisce nella sua intera complessità la mente dell'altro;
per pochi attimi hanno la medesima psiche e quest'esperienza indelebile costituirà
per sempre un caratteristico legame tra le due persone.
La fusione mentale è una disciplina acquisita nel corso della formazione spirituale
vulcaniana che porta poi alla scelta se intraprendere più o meno il kolinahr
(l'assenza dalle emozioni). La fusione si ottiene sono dopo anni di studi e
disciplina, ed è praticata specialmente in funzione del riversamento del katra
prima della propria morte: i Vulcaniani sono, diciamo, addestrati in funzione
di questa prospettiva. La fusione non è praticata né con leggerezza né con facilità,
e si deve imparare che mentre è eseguita si devono erigere barriere mentali
tali da riuscire a non "perdersi nella mente l'uno dell'altro".
Bisogna dire che spesso e volentieri la fusione mentale è stata utilizzata in
maniera impropria, per esempio con macchinari di vario tipo. Ma se una macchina
non ha una psiche, su cosa si baserà la fusione mentale? Inoltre c'è un aspetto
che a mio giudizio è stato assolutamente sottovalutato, e cioè che la conseguenza
di fusioni mentali multiple consiste in una conoscenza telepatica a catena,
da soggetto a soggetto, moltiplicando quindi il numero delle persone con cui
si è indissolubilmente legati.
Per fare un esempio, nell'episodio di TNG "Il segreto di Spock" avviene una
fusione mentale tra il capitano Jean Luc Picard e l'ambasciatore Spock; Picard
in questo modo avrebbe dovuto acquisire anche un'indelebile conoscenza dell'intera
psiche di Kirk e McCoy che, come vedremo, hanno entrambi usufruito di tale formidabile
meccanismo.
Ma veniamo ora ad una disamina più particolareggiata delle fusioni mentali effettuate
da Spock.
Trasmissione di pensiero
È
il 3 novembre 1966 (io ancora non ero nata, per la cronaca); il già nutrito
numero di spettatori di Star Trek si appresta a guardare l'ottavo episodio
della nuova serie. Non sanno che stanno per assistere ad un evento storico:
la prima rappresentazione di una fusione mentale vulcaniana.
L'episodio è ambientato in una colonia penale; non certo un bel posticino, nemmeno
nel 23° secolo. Ma il direttore della colonia risulta essere più criminale degli
stessi prigionieri; egli ha perfezionato una tecnica di lavaggio del cervello
che utilizza sui detenuti senza il loro consenso, sia a scopo di ricerca sia
allo scopo di renderli, diciamo così, mansueti e, soprattutto, onesti. Il medico
della colonia non è d'accordo con questa spaventosa procedura, ma tutto quello
che riesce ad ottenere è di essere sottoposto anch'egli, con la costrizione
fisica, al lavaggio del cervello. Qualche cosa però va storto, perché il medico
non solo non diviene mansueto e fedele, ma addirittura riesce a scappare e ad
approdare, come immaginate se già non lo sapete, sull'Enterprise. Inizialmente
Kirk crede che sia un evaso, ma ben presto l'identità del farneticante ospite
viene svelata e il capitano si teletrasporta sulla colonia penale; ahilui, il
direttore-scienziato pazzo non si perita di sottoporlo con l'inganno al lavaggio
del cervello (evidentemente oramai ci aveva preso gusto). Ma ecco che sta per
arrivare il momento clou: Spock vuole vederci chiaro in tutta questa faccenda
e per farlo, non riuscendo a cavare un ragno dal buco dal medico, che si trova
in stato confusionale, tira fuori questa nuova e mirabolante tecnica: la fusione
mentale.
È
da notare che questa capacità non era stata immaginata da Gene Roddenberry
nella fase di costruzione dei personaggi; a nessuno era mai venuto in
mente che i vulcaniani potessero conoscere questo metodo telepatico. La
fusione mentale è una trovata degli sceneggiatori di questo episodio (per
la storia, Shimon Wincelberg e collaboratori), che, dopo aver esaminato
varie possibilità per portare Spock alla conoscenza di come fossero andate
veramente le cose sulla colonia penale, "inventarono" la fusione mentale.
Per chi volesse sapere come finisce la storia, Spock si teletrasporta sulla
colonia e rimette tutte le cose a posto; il direttore muore, vittima accidentale
del suo stesso marchingegno, e il medico, curato, diventa il nuovo direttore.
Il mostro dell'oscurità
Passano
quindici episodi (siamo sempre nella prima stagione) e il geniale Gene
L. Coon, creatore occulto di molte delle caratteristiche di Star Trek,
pensa bene di recuperare la tecnica della fusione mentale in questo episodio,
considerato il cardine della filosofia di Star Trek perché per la prima
volta mostra chiaramente la tesi che qualsiasi forma di vita ha il diritto
di esistere e di svilupparsi senza interferenze.
La trama si svolge all'interno di una miniera, dove da un po' di tempo si susseguono
le uccisioni di molti dei minatori. Il responsabile è un "mostro" che vive apparentemente
nella pietra, e che ha la capacità di scavare velocemente delle gallerie per
apparire all'improvviso, uccidere e poi scappare. Kirk e Spock vengono scatenati
alla caccia del mostro, ma ben presto appare chiaro, in seguito ad un abile
sabotaggio, che questo è una forma di vita intelligente. Durante un drammatico
scontro Kirk ferisce la creatura, che appare effettivamente composta di silicio,
permettendo così a Spock di effettuare una fusione mentale con lei, allo scopo
di capire le motivazioni del suo terribile comportamento.
È
qui che appare in tutta la sua evidenza lo spirito di tolleranza e di
apertura mentale di Star Trek; l'Horta (questo risulta essere il nome
della creatura) non viene semplicemente uccisa, fatta fuori, ma ci si
chiede se il suo comportamento possa avere una base logica, comprensibile.
Infatti Spock, tramite la fusione mentale, scopre chi il mostro è in realtà.
Una mamma, che dopo aver deposto le uova si è trovata la casa invasa da
alieni che gliele stanno distruggendo ad una ad una (ovviamente senza
avvedersene, essendo le uova fatte di roccia). Le uccisioni quindi risultano
giustificate dalla legittima difesa. Infine, l'Horta e i minatori trovano
il modo di convivere pacificamente.
La sfida
In questo episodio della seconda stagione
appare la fusione mentale più atipica compiuta da Spock: quella con una macchina.
Ci si potrebbe chiedere, come ho fatto io all'inizio di questo articolo, come
si possa fare ciò con un oggetto privo di psiche; ma dato che stiamo in un telefilm
di fantascienza, immaginiamo che questa macchina, per singolari circostanze,
abbia sviluppato una coscienza.
La
trama narra di una sonda terrestre, chiamata Nomad, che, dopo essersi
guastata, ha "incontrato" una sonda di un altro pianeta; le due sonde,
in un modo che l'episodio non si preoccupa di spiegare, si "fondono" e
Nomad comincia allegramente a distruggere intere popolazioni, considerate
forme imperfette di vita. L'Enterprise accorre per distruggerla, ma si
trova subito a mal partito. Per fortuna Nomad scambia James Kirk per il
suo creatore (di nome Jackson Roykirk), e questo consente al capitano
di caricarla a bordo per capire come funziona questa macchina assassina
e cosa si possa fare per neutralizzarla. Appare qui fondamentale l'apporto
della fusione mentale eseguita da Spock, per scoprire l'origine della
sonda e le sue motivazioni; Nomad è programmato per cercare forme di vita
aliena; l'altra sonda è programmata per raccogliere campioni sterilizzati
di terreno. La "fusione" fra le due sonde ha causato la nuova, terribile,
programmazione che consiste nello "sterilizzare" i pianeti incontrati
eliminando tutte le forme di vita.
In
questo episodio, come nei due precedenti, la fusione mentale è utilizzata
con il preciso scopo di scoprire indizi utili per risolvere un mistero:
i tre soggetti passivi, per un motivo o per l'altro, non sono in grado
di comunicare e vengono coinvolti nella fusione mentale senza che abbiano
dato un chiaro consenso, probabilmente senza capire quello che sta succedendo.
L'episodio si conclude con una delle brillanti performance psicologiche di Kirk:
il capitano riesce a convincere Nomad di essere anch'esso (o anch'essa) una
forma di vita imperfetta, quindi la stupida macchina si autodistrugge (sempre
stupide le macchine in TOS; in TNG no perché c'è Data). Da notare che in Kirk
non alberga il medesimo sentimento di rispetto estremo per tutte le forme di
vita, anche meccaniche, che contraddistingue Picard; personalmente preferisco
il primo perché mi sembra più duttile.
Lo spettro di una pistola
Ed eccoci arrivati alla terza ed ultima stagione, che vede la fusione mentale
utilizzata in quattro episodi (piaceva ai fan, e piace ancora!). Iniziamo con
questo, di ambientazione western, tema che evidentemente per gli americani deve
avere un fascino particolare, visto che non riescono a sottrarsi ad una citazione
western nemmeno in TNG (Per un pugno di Data).
I
nostri eroi (per la precisione, Kirk, Spock, McCoy, Scott e Chekov) si
trovano su un pianeta che ospita una civiltà chiaramente western: com'è
possibile? Inoltre il calendario riporta una data ben precisa, non una
a casaccio, ma il 26 ottobre 1881: il giorno in cui, e qui sto citando
un fatto storico, i fratelli Earp fecero fuori tre uomini della banda
dei Clanton, in località chiamata O.K. Corral, in quello che viene comunemente
definito un duello ma che possiamo tranquillamente chiamare assassinio.
Ebbene, i cinque dell'Enterprise scoprono con grande disappunto che in
questa ricostruzione della sfida all'O.K. Corral a loro tocca la parte
dei morituri, e sembra proprio che non ci sia possibilità di sottrarsi
a quel destino. È successo che un popolo di dispettosi, per punire Kirk
di non aver invertito la rotta in seguito alla intimazione di una loro
boa di segnalazione, in quattro e quattr'otto ha sondato la mente del
capitano, ci ha trovato dentro il vivido ricordo di quell'episodio storico
e ha messo su questa avvincente messinscena. La situazione si risolve
grazie ad un imprevisto: il guardiamarina Chekov viene ucciso durante
un futile alterco per una donna. Questo naturalmente fa capire ai quattro
superstiti che la vicenda non si ripeterà tale e quale come quattro secoli
prima (non mi soffermo sui particolari storici perché ho l'impressione
che nel telefilm ci siano delle inesattezze); anzi, Spock capisce che
stanno vivendo una realtà illusoria, e che in realtà quel posto e quelle
persone non esistono, sono illusioni.
A questo punto entra in gioco la fusione mentale; infatti è noto che i vulcaniani
possiedono una ferrea disciplina mentale che consente loro di mantenere il sangue
freddo e di seguire la ragione anche contro le impressioni trasmesse dai cinque
sensi. Spock, adesso che sa che le pallottole che dovrebbero ucciderli non esistono
per davvero, non avrà difficoltà a respingere l'illusione e a rimanere in vita.
Ma gli altri tre, che non riescono a vincere l'impressione di toccare e guardare
cose reali, faranno sicuramente una brutta fine (come Chekov). Il piano è presto
fatto: Spock si sottopone ad un tour de force e fonde la sua mente con ognuno
dei suoi tre compagni, uno dopo l'altro. Così essi acquistano temporaneamente
il rigore logico del vulcaniano e superano indenni la prova della sparatoria.
Per farla breve, quel popolo dispettoso cambia idea e tutto torna alla normalità.
Per la prima volta la fusione mentale non viene utilizzata per acquisire delle
nozioni; inoltre i tre soggetti passivi sono perfettamente consapevoli del significato
e dello scopo dell'operazione e, naturalmente, sono consenzienti. Bisogna dire
che l'utilizzo fatto in questo episodio della fusione mentale è alquanto sui
generis: non si era mai detto né visto che dopo la fusione il soggetto passivo
potesse acquistare, seppur temporaneamente, le qualità di quello attivo. Ho
l'impressione che la fusione mentale sia considerata dagli scrittori come un
recipiente che possa eventualmente contenere significati ed esiti diversi: mi
viene in mente la fusione tra Sarek e Picard (TNG: Sarek), che ha lo scopo di
scaricare la mente dell'ambasciatore dalle emozioni che, a causa di una malattia,
egli non riesce più ad arginare.
La bellezza è verità?
Il sibillino titolo di questo episodio fa riferimento all'alieno protagonista,
Kolos, talmente brutto che chiunque abbia la sventura di posare gli occhi su
di lui diventa pazzo. Be', l'alieno in realtà è un piccolo ammasso di luci colorate,
ma l'effetto è lo stesso. Per questo motivo viaggia dentro una cassa, comunicando
telepaticamente con una certa Miranda, che lo accompagna sempre e gli è molto
affezionata. Questo però suscita le ire di un innamorato respinto della donna,
che nel tentativo di uccidere Kolos lo guarda e impazzisce. In preda alla pazzia,
il delinquente conduce l'Enterprise in un'altra dimensione. Meno male che Kolos
ha la conoscenza necessaria a far tornare indietro la nave; ma certo non è una
cosa che si possa dire così in due parole. Ecco allora che torna l'utilizzo
della fusione mentale per acquisire delle nozioni che altrimenti rimarrebbero
ignote. Spock in pochi minuti impara l'equivalente di una laurea in astrofisica
e riporta felicemente la nave nella nostra dimensione. Ci si chiede come abbia
fatto il vulcaniano a poggiare le mani sul capo di Kolos, che non ha testa e
che anzi, essendo fatto di luce, a rigor di logica non potrebbe essere toccato
nel senso che intendiamo noi.
Requiem per Matusalemme
In
questo episodio la fusione mentale non ha, letteralmente, nessuna funzione;
si vede che è stata appiccicata lì a beneficio dei fan di Spock. Per essere
precisi, non si tratta di una vera e propria fusione, ma di un contatto
mentale compiuto a distanza, come vedremo.
La trama narra di un uomo, un terrestre, che per motivi ignoti è nato immortale
e che, dopo aver vissuto sulla Terra migliaia di anni, si trasferisce su un
lontano pianeta per vivere in santa pace (ma alla fine si scoprirà che l'aver
lasciato il pianeta natale ha provocato un mutamento nel suo metabolismo che
l'ha reso mortale). Per avere compagnia egli ha costruito un androide donna,
Rayna; i nostri la scambiano per una donna vera e, immancabilmente, Kirk si
sente attratto da lei. Alla fine l'androide, lacerata dalle emozioni contrastanti
causate da questo amore, muore. Al ritorno sull'Enterprise, a vicenda interamente
conclusa, abbiamo questo inusuale e mai più ripetuto (almeno fino a ST:VOY)
contatto telepatico a distanza: mentre Kirk, solo nel suo alloggio, si affligge
per la morte dell'androide, Spock, dal corridoio del ponte, manda alla sua mente
un ordine, l'ordine di dimenticare.
Ci
troviamo di fronte ad una serie di avvenimenti secondo me pochissimo plausibili.
Intanto l'eccessivo attaccamento del capitano per una donna (o pseudo-donna)
è inusuale; durante tutta la serie Kirk ha avuto molte donne e si è sempre
mostrato un estimatore della bellezza femminile, ma io ricordo di averlo
visto innamorato soltanto nell'episodio "Il paradiso perduto"
(e non era in pieno possesso delle sue facoltà mentali); invece qui si
mostra talmente perso che il rimorso per la morte di Rayna lo sconvolge,
lo distrugge psicologicamente. e teniamo conto che il tutto si svolge
nel giro di poche ore!
Altra cosa inusuale è il metodo utilizzato da Spock per consolare il suo capitano:
non vi sembra un atto arbitrario cancellare dalla memoria di una ignara persona
un ricordo, benché doloroso, a sua insaputa, senza neanche chiedere il suo parere?
Non è da Spock una tale mancanza di rispetto. Inoltre non è chiaro quale sia
l'effetto del contatto mentale a distanza: Kirk dimentica l'intera vicenda oppure
solamente l'esistenza di Rayna? Sembra davvero poco credibile che un capitano
di astronave, che tiene un diario di bordo e che ha delle responsabilità verso
la Flotta, possa, per l'arbitrio di un amico, dimenticare bellamente un avvenimento
accadutogli nell'esercizio delle sue funzioni. Forse Spock cancella soltanto
il dolore, il lutto; Kirk ricorderà l'androide ma non soffrirà per la sua morte.
Ma come farà il capitano a spiegare a se stesso questo mutamento di atteggiamento
verso la morte di Rayna? La mia impressione, mi spiace ripeterlo, è che la scena
del contatto mentale a distanza sia stata inserita come riempitivo per soddisfare
la "sete di Spock" dei suoi fan.
L'inversione di rotta
Ed
eccoci arrivati all'ultimissimo episodio, dove scopriamo con grande sorpresa
che nel 23° secolo alle donne non è permesso pilotare un'astronave. Infatti
la protagonista femminile dell'episodio è una donna che ha maturato negli
anni una profonda frustrazione a causa dell'impossibilità, per lei, di
pilotare una nave stellare. Ella matura un folle piano che consiste nell'effettuare
uno scambio di personalità con James Kirk, per coronare il suo sogno di
diventare capitano. Il piano criminale va in porto e Kirk, divenuto donna,
si ritrova nell'infermiera dell'Enterprise a spiegare ai suoi increduli
ufficiali che lei è lui e che lui in realtà è lei.
Torna qui l'utilizzo della fusione mentale per svelare un mistero, per trovare
il bandolo di una matassa. In questo caso però il soggetto passivo è perfettamente
consenziente e, anzi, è ben felice di poter inequivocabilmente dimostrare la
sua vera natura. Scopriamo, però, che la fusione mentale non può essere portata
come prova in un processo. In questo episodio c'è anche un altro utilizzo delle
capacità telepatiche di Spock; infatti la vicenda si conclude quando Spock,
con una acrobazia telepatica non molto chiara, scambia di nuovo le personalità
del capitano e della donna, rimettendo ancora una volta tutte le cose a posto.
LA SERIE ANIMATA
Benché
abitualmente misconosciuta, la serie animata di Star Trek trova posto
in questo articolo per aver ospitato in due episodi su 22 l'operazione
Vulcaniana di cui ci stiamo occupando. Il primo si intitola Il tocco
vulcaniano e tratta il già logoro argomento dei cloni. Tralasciando
qualsiasi veridicità scientifica, vediamo qui il clone di uno scienziato
del 20° secolo, di proporzioni gigantesche, che si mette in testa di clonare
Spock e alla fine ci riesce, lasciando però il vulcaniano in fin di vita.
Anche il clone di Spock è un gigante. A questo punto interviene Kirk che
rivela al nuovo clone la sua vera natura; impietosita, la creatura effettua
una fusione mentale con il suo originale restituendogli le piene facoltà
mentali. Abbiamo quindi un raro caso di fusione mentale utilizzata allo
scopo di curare una persona. A dire il vero questa fusione mentale, a
voler essere rigorosi, non è effettuata da Spock, ma dal suo clone. È
comunque in assoluto l'unico episodio di fusione mentale in cui Spock
è contemporaneamente soggetto attivo e soggetto passivo!
Il
secondo episodio si intitola È scomparso un pianeta e narra di
una entità spaziale, che ha la forma di una nube, la quale "inghiotte"
i pianeti che incontra sulla sua strada. In perfetto stile Trek, gli ufficiali
dell'Enterprise decidono di non uccidere la creatura, ma, sospettando
che sia un essere senziente, tentano di mettersi in comunicazione con
lei. Spock effettua una fusione mentale con la nube, evento altamente
anomalo; in questo modo ella apprende che la distruzione di un pianeta
comporta anche la morte di tutti i suoi abitanti e, mostrando il medesimo
rispetto degli umani per tutte le forme di vita, acconsente ad abbandonare
la nostra galassia. È il primo caso di fusione mentale utilizzata per
fornire informazioni, invece che per acquisirle.
I FILM
Star Trek - The movie
Il
motto potrebbe essere: una fusione per ogni film. In effetti non è proprio
così, ma la fusione mentale viene utilizzata spesso e volentieri. Nel
primo film vediamo l'Enterprise alle prese con una enorme astronave che
distrugge tutto quello che trova sulla sua strada. A seguito dei primi
contatti con l'entità che abita l'astronave si viene a sapere che V'ger,
questo è il suo nome, è alla ricerca del suo creatore; ma questo non aiuta
molto a risolvere la situazione. Di nascosto da tutti, cosa a dire il
vero non molto credibile, vista la rigorosa fedeltà da sempre dimostrata
verso il regolamento della Flotta, Spock riesce a penetrare all'interno
della nave e arriva fino a V'ger; sorpresa, l'alieno è in realtà una macchina.
Ripetendo l'esperimento già effettuato nell'episodio La sfida, Spock si
mette mentalmente in contatto con la macchina aliena e scopre così che
si tratta di una macchina vivente, proveniente da un pianeta di macchine
viventi (è stato ipotizzato, con il senno di poi, che si trattasse del
pianeta natale dei borg). Non molto, per la verità. Lascia perlomeno perplessi
che Spock non abbia appreso anche, dalla fusione mentale, che V'ger è
in realtà Voyager, una sonda terrestre che, dopo aver acquistato l'autocoscienza
grazie all'incontro con quelle macchine viventi, torna sulla Terra per
cercare il suo creatore, per ottemperare al suo programma iniziale che
prevedeva un suo ritorno sulla Terra dopo aver raccolto informazioni in
giro per l'universo.
La
fusione mentale viene utilizzata in questo film con il suo classico scopo:
acquisire nozioni che non si riesce ad ottenere in nessun'altra maniera.
Però non sembra che questo scopo venga raggiunto. Infatti i nostri eroi
sono costretti a recarsi in cinque all'interno dell'astronave per scoprire
il modo di fermare V'ger. Solo ora si intuisce, leggendo la scritta V---GER
sulla parete esterna della sonda, di che si tratta in realtà: ma Spock
non l'aveva letta, durante la sua precedente visita? Alla fine, comunque,
è proprio Spock a rivelare che V'ger desidera un contatto fisico con il
suo creatore, da effettuarsi tramite la provvidenziale riproduzione meccanica
dell'ufficiale Ilia (preventivamente uccisa); si trova proprio lì un ufficiale
miracolosamente disposto all'orrido accoppiamento, unione che si rivela
essere pericolosamente travolgente per gli altri tre, che scappano precipitosamente
sull'Enterprise. V'ger, finalmente accontentato, se ne va per i fatti
suoi.
L'ira di Khan
In
questo bellissimo film non abbiamo una vera e propria fusione mentale,
come vedremo. La storia è molto complessa, ma a noi interessa solamente
che alla fine del film Spock muore. La situazione infatti è tale che l'Enterprise
si trova nelle vicinanze di un pianeta che sta per emanare una portentosa,
e distruttiva, onda d'urto. Purtroppo i motori a curvatura non sono attivi
e questo significa che la nave non potrà sfuggire al suo destino di morte.
È a questo punto che il coraggioso Spock si reca nella sala macchine ed
entra nella camera a reazione, incurante delle radiazioni mortali, per
ripristinare la velocità di curvatura. Ci riesce infatti; l'Enterprise
si allontana in tempo, ma Spock muore. È inutile scrivere qui un bel necrologio,
tanto sapete tutti che nel film successivo resuscita. A noi interessa
che Spock, prima di entrare nella camera a reazione, riesce ad artigliare
velocemente la testa del malcapitato McCoy (in effetti, che ci faceva
lì?); non è chiaro se gli dica anche qualche parolina, comunque la cosa
finisce lì e, per quel che riguarda questo film, non c'è più niente da
dire.
Alla ricerca di Spock
Ricollegandosi direttamente al film precedente,
questo terzo episodio ci mostra un dottor McCoy sull'orlo della follia. Cosa
è successo? Sembra che quella veloce fusione mentale da Spock effettuata prima
di morire, sull'ignaro Leonard, avesse lo scopo di trasmettergli il Katra del
vulcaniano, cioè il suo spirito vitale. Il dottore arriva addirittura a parlare
con la voce di Spock, cosa che ho trovato alquanto ridicola. È opportuno a questo
punto spiegare che è una usanza Vulcaniana trasmettere il proprio Katra a un
parente o a un amico, prima di morire; evidentemente però la costituzione umana
di McCoy non riesce a resistere a questa esperienza, e il dottore mostra di
essere fortemente soggiogato dalla personalità del vulcaniano; per esempio,
tenta di praticare la presa Vulcaniana su una persona, ma non ci riesce. A dire
il vero, non si capisce come mai il dottore, che ha ereditato tanta parte della
personalità dell'amico, con la quale la sua propria combatte incessantemente,
non abbia acquisito anche la tecnica della presa Vulcaniana. C'è da riconoscergli
che purtroppo non ha avuto il necessario addestramento né per ricevere il dono
del Katra di un vulcaniano, né per saperlo gestire. La sua completa inesperienza
lo porta a fare quel che fa. Solo dopo avere saputo quel che gli era successo
capisce che può riuscire a gestire questa presenza vitale all'interno di sé
in determinate circostanze.
I
nostri eroi a questo punto si lanciano in una lunga e complicata avventura
per recuperare il cadavere di Spock, che invece si rivela essere vivo
e vegeto, ma privo del suo Katra. Tutti insieme si recano poi su Vulcano,
ed è per questo motivo che ho citato questo film: infatti su Vulcano viene
celebrata una cerimonia che ha molto a che spartire con la fusione mentale.
Si tratta per essere precisi di una doppia fusione. Il suo nome è fal-tor-pan
e consiste nella restituzione del Katra al suo legittimo proprietario.
Non è chiaro in quali circostanze possa avvenire che un Katra consegnato
in punto di morte possa essere restituito.
Comunque nel fal-tor-pan abbiamo due soggetti passivi ed uno attivo. Così Spock
e McCoy si stendono su due lettini e una sacerdotessa, che sta nel mezzo, mette
una mano sulla testa dell'uno e l'altra su quella dell'altro. Anche in questo
caso abbiamo una grande concentrazione e alcune parole rituali; sembra anzi
che i presenti possano supportare telepaticamente il soggetto attivo.
Come avrete capito, o come già sapete, il Katra di Spock torna al suo posto;
McCoy riacquista la sua solita sanità mentale, se così si può dire, e Spock
si appresta ad una lunga rieducazione.
Non tutto è limpido, a mio avviso, in questa vicenda.
Perché mai quando si scopre che è il dottore, e non il capitano, a possedere
lo spirito vitale di Spock, il padre Sarek non si reca da Leonard per acquisire,
tramite una fusione mentale, il Katra del figlio, liberandolo così da quel tormento?
Rotta verso la terra
Anche nel quarto film abbiamo una fusione mentale, una classica
fusione, benché un po' atipica. La trama racconta di una sonda aliena che, dopo
aver inviato sulla terra una serie di indecifrabili messaggi, la attacca creando
una copertura di nubi attorno all'atmosfera, il che causerà in pochi giorni
la totale devastazione climatica del pianeta. Soltanto il megagalattico Spock
riesce a capire che i messaggi sono nella lingua delle balene, che però sono
ormai estinte e quindi non possono rispondere. I nostri eroi allora effettuano
un fantastico viaggio nel tempo, indietro di quattro secoli, allo scopo di catturare
una balena e portarla nel 23° secolo, affinché risponda alla sonda aliena, che
così, si spera, lascerà in pace la Terra. Infatti, è proprio quello che succede;
ma allora la fusione mentale? Be', direi che in questo film è assolutamente
superflua. Le due balene che gli uomini dell'Enterprise hanno puntato si trovano
all'interno di un acquario; comportandosi in una maniera davvero inopportuna,
Spock, che ancora non ha recuperato pienamente le sue facoltà mentali, si tuffa
all'interno della vasca (non chiedetemi come) e, mostrando di avere dei polmoni
di ferro, rimane in immersione il tempo necessario per poggiare le mani sul
testone di una delle due balene e comunicarle che intendono portarsele nel 23°
secolo. Quel che stupisce è che Spock, allevato su Vulcano, un pianeta arido
e con sicuramente poca acqua a disposizione per determinate attività sportive,
sia un Maiorca in erba.
Abbiamo quindi un esempio di fusione mentale effettuata allo scopo di fornire
informazioni; è anche il primo e unico esempio di fusione con un animale. A
dire il vero, non si vede il senso di tutto ciò: le balene non collaborano in
alcuna maniera alla loro cattura e al successivo trasporto nel futuro. Che necessità
c'era di avvisarle? Forse per buona educazione. Mi chiedo se il messaggio di
questo film sia che le balene sono una razza intelligente, cioè una forma di
vita senziente, come gli umani, i klingon, i fondatori, i medusiani, i velariani,
gli exocomp, i naniti, l'Horta eccetera. Mah, voi che ne dite?
Il film è sicuramente un inno alla educazione mondiale sul fatto che i mammiferi
acquatici (balene in primis) siano da considerarsi come esseri intelligenti
e raziocinanti a tutti gli effetti. Il canto delle balene interpretato come
forma di linguaggio, una loro probabile provenienza da un altro mondo, sono
indice del fatto che queste creature marine sono state nei secoli ingiustamente
cacciate a scopi crudelmente commerciali invece di cercare di capirle e di cercare
di comprenderne il linguaggio e l'intelligenza.
Rotta verso l'ignoto
Ed eccoci arrivati a quella che sembrerebbe l'ultima fusione
mentale di Spock. È il 1991 e l'ultimo film della serie classica ci mostra i
prodromi dell'alleanza tra la Federazione e l'Impero Klingon. È una complicata
storia di spionaggio interplanetario; sia all'interno della Federazione sia
dell'Impero esiste una fazione contraria all'alleanza; le due fazioni, ovviamente,
sono in combutta tra loro. Solo verso la fine gli uomini dell'Enterprise riescono
a smascherare la spia che, dalla nave, rema contro: si tratta di un tenente
vulcaniano, tra l'altro pupilla di Spock. Inaspettatamente Spock si avventa
sulla donna e la costringe a subire una fusione mentale, allo scopo di scoprire
i nomi dei traditori. È la prima e unica volta che vediamo una fusione mentale
tra due vulcaniani; è altresì la prima e unica volta che vediamo attuare una
fusione mentale con la violenza, su un soggetto dichiaratamente contrario: una
cosa davvero inusuale, sia per Spock sia per i vulcaniani in generale. Diciamo
che, almeno per questa volta, il fine giustifica i mezzi e il grande valore
della causa perseguita da Spock, la pace, consente di scavalcare il rispetto
dei diritti civili di una singola persona.
Alla fine della storia Kirk, che era inizialmente contrarissimo a questa alleanza,
sventa un attentato durante la conferenza di pace, con l'aiuto dei suoi ufficiali,
e diventa così, paradossalmente, l'eroe della pace tra la Federazione e l'Impero
Klingon.
In
VOY: Fusione Mentale
Tuvok afferma che questa operazione provoca una temporanea
acquisizione delle caratteristiche dell'altra mente, ma sembra che lo scambio
sia reciproco; d'altra parte il medico olografico afferma, nel medesimo episodio,
che la fusione mentale è una "follia" e che genera problemi più spesso di quanto
i vulcaniani vogliano ammettere.
THE NEXT GENERATION
Sembrerebbe che oramai di fusioni mentali
da parte di Spock non se ne debbano più vedere. Invece, dopo un lasso di tempo
di circa cento anni. (ehm, non chiedetemi di orientarmi con le date stellari.
Non ci ho mai capito niente). Posso dirvi che Rotta verso l'ignoto si svolge
in data 9521.6, invece la vicenda che vado a illustrarvi, narrata nell'episodio
di TNG Il segreto di Spock (parte seconda) (quinta stagione), si svolge in data
45245.8, all'incirca un secolo dopo. Fate voi. Una curiosità: l'episodio fu
trasmesso negli Stati Uniti l'11 novembre 1991, mentre il film apparve sugli
schermi un mese dopo. Nimoy quindi, nel giro di pochi mesi, interpretò il signor
Spock in due età differenti, con uno scarto di quasi un secolo. È superfluo
spiegare che questo può accadere perché i vulcaniani vivono in media il doppio
dei terrestri. Ma veniamo all'episodio che ci interessa. Il vecchio signor Spock
è diventato ambasciatore e, dopo decenni di onorata carriera, è fuggito sul
pianeta Romulus per motivi sconosciuti, scatenando grande timore all'interno
della Federazione. Il capitano Picard viene mandato in missione segreta su Romulus
per indagare sulla faccenda; durante il viaggio apprende che il padre di Spock
è morto.
A questo punto è necessario fare un piccolo passo indietro, precisamente all'episodio
"Sarek" della terza stagione. In quel frangente avevamo visto una fusione mentale,
di cui abbiamo già parlato, tra Sarek, il padre di Spock, e Picard; era accaduto
che Sarek, anch'egli ambasciatore, non era in grado di partecipare a delle importanti
trattative diplomatiche a causa di una malattia senile che gli impediva di arginare
le proprie emozioni. La fusione mentale aveva permesso di scaricare temporaneamente
tutte le emozioni di Sarek su Picard; allo stesso tempo l'autocontrollo di Picard
aveva giovato a Sarek, in modo da consentire all'ambasciatore di svolgere il
proprio compito. Come ormai sappiamo molto bene, questa fusione mentale ha avuto
come conseguenza un'unione indelebile e duratura tra i due soggetti. Adesso,
passati due anni, Sarek è morto e Picard si trova ad essere la persona in assoluto
più legata a lui e alla sua memoria.
Dopo
varie peripezie Picard finalmente incontra Spock, che sta lavorando segretamente
per la pace tra la Federazione e l'Impero Romulano, insieme con un'organizzazione
clandestina. Al capitano dell'Enterprise spetta l'ingrato compito di comunicare
a Spock la morte del padre. A questo punto Picard rivela al vulcaniano
di aver condiviso una fusione mentale con Sarek; grazie al contatto multiplo
di cui parlavamo all'inizio dell'articolo, Spock effettua a sua volta
una fusione mentale su Picard e ottiene così la meravigliosa opportunità
di comprendere totalmente e completamente la psiche, la mente, l'anima
del padre. Sembra che su Vulcano sia usuale una fusione mentale tra padre
e figlio all'uscita del discendente dalla casa del genitore: dal momento
che Spock se ne era andato da casa senza il beneplacito del genitore per
aggregarsi alla Federazione, questa unione non ha avuto luogo.
È da notare che Spock e suo padre non andavano d'accordo letteralmente da secoli.
È questo l'unico esempio di fusione mentale effettuata allo scopo di condividere
la mente di una terza persona. L'episodio si dipana con una complicata trama
spionistica, dove vediamo addirittura un tentativo Romulano di conquistare il
pianeta Vulcano. Alla fine il progetto criminale viene sventato e Spock decide
di rimanere a vivere su Romulus, continuando a lavorare per la pace.
E così, cari amici, questa è proprio l'ultima volta in
assoluto che vediamo il nostro beniamino. Non sappiamo se il signor Spock abbia
effettuato altre fusioni mentali dopo il suo definitivo trasferimento su Romulus,
né se nel corso della sua vita abbia partecipato ad altre fusioni mentali oltre
quelle riportate in questo articolo, sia come soggetto attivo sia passivo. Se
volessimo fare una scorpacciata di fusioni mentali, comunque, ora sappiamo quali
videocassette prelevare dalla nostra videoteca.
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