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DIRITTO VULCANIANO
di Salvatore Carboni
Da che tipo di leggi è amministrato
il popolo vulcaniano? Quali sono le caratteristiche di un diritto regolante
una società fondata sulla logica?
E, prima ancora di questo, ha bisogno del diritto un popolo che fonda
ogni azione, individuale e collettiva, sui dettami della logica?
I
dati a disposizione sono estremamente scarni, ma consentono di rispondere
con sicurezza perlomeno all'ultimo quesito. Per gli altri è necessario
procedere per ipotesi.
Che i Vulcaniani abbiano delle leggi lo dice espressamente T'Pau nel famoso
episodio Il duello (CLA), nominando più volte le "nostre leggi
e usanze" e precisando che esse non possano applicarsi agli stranieri,
a meno che essi non vi consentano.
Da questo elemento possono trarsi con un ragionevole grado di certezza
una serie di considerazioni. In primo luogo il diritto vulcaniano è composto
di "leggi" e "usanze".
Con
il termine "legge" (a meno di gravissimi errori del traduttore simultaneo!)
si è soliti indicare un atto normativo formato da un'assemblea (in qualche
modo) rappresentativa della volontà popolare, mentre con "usanza" si indica
una tradizione (ossia un comportamento ripetuto nel tempo con la convinzione
della sua doverosità) assurta a valore di norma giuridica, e osservata
come tale. Tale commistione, insolita nelle società moderne, dove il diritto
consuetudinario opera in ambiti marginali, è giustificata dalla grande
importanza attribuita dal popolo vulcaniano alla tradizione, in particolare
nell'ambito familiare.
La seconda considerazione è che i Vulcaniani applicano la legge secondo
il principio personalistico, ossia sulla base della nazionalità del destinatario:
le leggi vulcaniane si applicano ai soli Vulcaniani, oriundi o acquisiti.
Questo con ogni probabilità non vale per le norme penali e quelle di pubblica
sicurezza, altrimenti uno straniero potrebbe commettere impunemente ogni
genere di reati.
Un
ulteriore riferimento al diritto vulcaniano può essere trovato nell'episodio
La ribellione - prima parte (DS9), quando la terrorista vulcaniana,
nel trattare con Quark per l'acquisto clandestino di armi, menziona una
"carta dei diritti vulcaniani che garantisce le libertà personali fondamentali
di tutti i cittadini". In quest'episodio, peraltro, viene pronunciata
una frase che risponde ad uno dei quesiti iniziali, ossia se un popolo
logico abbia bisogno del diritto; in risposta alla spiegazione fornita
da Quark sui fini delle Regole dell'Acquisizione, la Vulcaniana replica
"Molto lodevole. Codificare il modo di comportarsi durante le transazioni
d'affari è….. logico".
In effetti, sarebbe profondamente illogico che una società razionale come
quella vulcaniana non si desse delle regole di organizzazione. Qualunque
gruppo non può sussistere senza un minimo di norme organizzative: pensiamo
ad una fila in attesa, agli animali "sociali", persino ai giochi dei bambini.
Senza delle regole organizzative un gruppo si sfalderebbe rapidamente,
a causa dei conflitti tra i membri e della mancanza di uno scopo comune.
Detto questo, cominciamo ad indagare quali possono essere i caratteri
fondamentali dell'ordinamento vulcaniano.
Iniziamo ad analizzare le caratteristiche del diritto vulcaniano dal punto
di vista della tecnica di formulazione delle norme.
In linea di principio la tecnica di redazione di una norma giuridica può
ispirarsi a due criteri: descrivere nei dettagli le situazioni alle quali
la norma può essere applicata, oppure dettare dei principi generali, affidando
al giudice il potere di stabilire, motivando, in quali casi applicare
la norma e in quali no.
La
prima tecnica presenta l'evidente vantaggio di ridurre la discrezionalità
del giudice, riducendolo ad un mero esecutore del precetto. In effetti,
con simili norme il giudice potrebbe essere sostituito da un computer,
dovendosi limitare ad associare meccanicamente il fatto alla norma. Lo
svantaggio, tuttavia, è che non è possibile prevedere in una norma l'enorme
numero di fattori variabili che si verificano nella realtà, così come
non è possibile (o perlomeno assai poco pratico) disegnare una carta geografica
con lo stesso livello di dettaglio del territorio da descrivere. I tentativi
di arrivare a tale risultato portano a norme complicatissime, oscure,
contraddittorie, che accrescono, paradossalmente, la discrezionalità del
giudice, aumentando il rischio di decisioni diverse in casi simili. Appare
evidente che una simile tecnica di redazione delle norme non sia logica.
Il
diritto vulcaniano, invece, adotta con ogni probabilità una legislazione
di principio: le norme sono poche, chiare e a carattere generale. E, cosa
più importante, sono logiche, ossia non contraddittorie tra loro. Non
è cioè ammesso che una norma prescriva una certa condotta e un'altra la
vieti, come accade negli ordinamenti che adottano forme di legislazione
dettagliata. È pertanto più che verosimile l'esistenza di appositi
organi che controllino sia la logicità dei progetti di legge di cui viene
proposta l'approvazione, sia la compatibilità logica della norme in vigore,
e che tali organi (una sorta di Corte Costituzionale della logicità normativa)
siano dotati del potere di annullare, e forse anche di correggere, le
norme illogiche.
Che la legislazione vulcaniana sia basata su norme di principio, che spetta
poi al giudice adeguare al caso concreto, può comunque essere desunto
anche dall'episodio Il lato oscuro (VOY), nel quale apprendiamo
che T'Pau, oltre che diplomatico e filosofo, fu anche giudice, "spietata
nell'applicazione dei suoi principi".
Funzione del diritto, anche su Vulcano, è assicurare la stabilità e la
coesione della società, dettando le regole che ne consentano il corretto
funzionamento e disciplinino le modalità di risoluzione dei conflitti
tra consociati, impedendo che gli stessi ricorrano a forme di giustizia
sommaria. La tutela dei valori fondamentali osservati dalla società vulcaniana
è affidata al diritto penale, che individua i comportamenti oggetto di
riprovazione da parte dell'ordinamento e commina le relative sanzioni,
graduate in base alla gravità dell'illecito.
Difatti,
contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche nella società vulcaniana
vengono commessi dei reati, sia pure con frequenza estremamente ridotta.
Di ciò abbiamo una serie di conferme in diversi personaggi che compaiono
nella saga: la terrorista vulcaniana del citato episodio di DS9, il tenente
Valeris del VI film, e la controversa figura di Sybok del V
film. La commissione di reati è possibile anche in una società nella
quale vengono insegnate fin dalla tenera infanzia le tecniche di controllo
delle proprie emozioni, e persino la meditazione, come apprendiamo nell'episodio
Il ciclo della vita (VOY). Un reato potrebbe difatti essere commesso
razionalmente, perché in quel momento viene ritenuto la cosa più logica
da fare. In Viaggio a Babel (CLA) Spock, illustrando la tecnica
vulcaniana di rottura del collo, dice che suo padre potrebbe uccidere,
se vi fosse una ragione logica per farlo), oppure a causa di una perdita
di autocontrollo (pensiamo alla reazione di Spock, provocato da Kirk,
in Al di qua del paradiso [CLA]).
Quale è il modo più logico per reprimere i (pochi) reati commessi nella
società vulcaniana?
Innanzitutto stabilire con chiarezza cosa sia illecito e cosa no, al fine
di consentire ai destinatari delle norme di conoscere in anticipo quali
comportamenti sono considerati illeciti, e agire di conseguenza.
In
secondo luogo, prevedere la punizione dei soli comportamenti commessi
volontariamente, con piena consapevolezza e possibilità di agire altrimenti:
sarebbe difatti illogico punire qualcuno per un'azione commessa senza
possibilità di scelta, o senza consapevolezza. Ad esempio, non può essere
considerato omicidio l'uccisione del rivale durante il koon-ut-kal-if-fee,
in quanto il Pon Farr, e in particolare la Plak Tow, privano il soggetto
della capacità di autodeterminarsi, per via dello sconvolgimento ormonale
conseguente.
In terzo luogo, prevedere delle forme di punizione adeguate alla gravità
del fato commesso e tendenti da un lato a dissuadere, preventivamente,
i destinatari delle norme dal commettere atti illeciti (e pertanto la
sanzione dovrà comportare un disagio maggiore del vantaggio conseguibile
con la commissione del reato), e dall'altro ad evitare una ripetizione
della condotta criminosa, sia con la minaccia della reiterazione della
sanzione, sia con un insieme di interventi educativi tesi al recupero
del colpevole.
Che
tipo di sanzioni può verosimilmente prevedere il diritto vulcaniano per
i colpevoli? Non può essere del tutto escluso il ricorso alla pena di
morte, anche se con carattere certamente eccezionale, e limitatamente
a casi di inadeguatezza delle altre sanzioni. Dal V film apprendiamo
che è prevista la pena dell'esilio, o comunque dell'espulsione dal pianeta,
per gravi reati di carattere ideologico, nei quali l'allontanamento dell'individuo
sovversivo dalla società è sufficiente a preservare la stessa dalle sue
influenze negative, e a sanzionare adeguatamente il colpevole. È
più che verosimile il ricorso alla pena detentiva, o a sanzioni limitative
dei diritti civili e politici del colpevole (divieto di ricoprire cariche
pubbliche, di condurre veicoli, di recarsi in certi luoghi, o di allontanarsene,
sanzioni pecuniarie ecc.). Per reati connessi a difficoltà del controllo
delle emozioni, o a problemi di carattere psichico, è inoltre verosimile
il ricorso ad apposite tecniche di fusione mentale (che, come apprendiamo
dal VI film, può essere effettuata anche senza il consenso del soggetto)
tese a rimuovere, correggere o contenere le pulsioni aggressive o antisociali
del colpevole. Va difatti ricordato che, poiché secondo la logica "le
esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi, o di uno", il rispetto
della libertà di pensiero, di coscienza e di autodeterminazione dell'individuo
non può arrivare ad impedire interventi tesi a proteggere la società (e,
in definitiva, l'individuo medesimo) da condotte pericolose o sovversive.
Per
quanto riguarda le modalità di accertamento dei reati, ossia le norme
disciplinanti il processo penale, l'ordinamento vulcaniano recepisce certamente
i principi fondamentali vigenti presso tutti i popoli civili: in primo
luogo la presunzione di non colpevolezza, in base alla quale l'imputato
non è considerato colpevole sino alla sentenza definitiva di condanna
(sarebbe difatti illogico celebrare un processo il cui esito viene già
stabilito prima ancora della sua conclusione); in secondo luogo la possibilità
dell'accusato di assistere al processo, essendo preventivamente informato
della natura delle accuse rivoltegli, al fine di consentirgli di approntare
le sue difese, sia personalmente che col ministero di un difensore (il
processo difatti tende all'accertamento della verità, e sarebbe illogico
non consentire all'imputato di dare il suo contributo); in terzo luogo
l'imparzialità del giudice, che non deve avere alcun coinvolgimento nella
vicenda che è chiamato a decidere (non può essere, cioè, parente, o amico,
o nemico, o debitore o creditore dell'imputato) e deve essere selezionato
secondo criteri rigorosi, che ne garantiscano la preparazione sia sotto
il punto di vista giuridico che logico. Non è facile stabilire se il diritto
processuale penale vulcaniano ammetta l'interrogatorio dell'imputato mediante
fusione mentale: se è vero che tale pratica sia certamente idonea all'accertamento
della verità, va anche osservato che le informazioni così ottenute sarebbero
possedute esclusivamente dall'esaminatore, mentre uno dei principi fondamentali
in materia processuale è che le prove siano assunte in modo quanto più
possibile oggettivo, in pubblica udienza. È comunque possibile
che a tale pratica si ricorra col consenso dell'imputato, o per reati
particolarmente gravi (si pensi ancora all'interrogatorio di Valeris:
è difficile pensare che Spock abbia commesso un atto illecito), e che
il giudice possa valutare adeguatamente, ai fini della decisione, il rifiuto
dell'imputato di sottoporvisi.
Per
quanto riguarda il diritto civile, è certo che la società vulcaniana consenta
la ricerca del profitto e promuova l'iniziativa economica individuale.
Difatti nell'episodio Missione di pace (CLA) Spock adotta come
plausibile travestimento quello di un mercante vulcaniano, con ciò svelando
che i vulcaniani sono dediti al commercio sia interno che interstellare.
Commercio che non può sussistere senza la ricerca del profitto e la cura
del proprio interesse (Ferengi docent!).
Ne deriva inoltre che il diritto vulcaniano ammette e tutela la proprietà
privata: Spock dice espressamente, nell'episodio Il duello, che
il terreno dove si svolgerà il koon-ut-kal-if-fee appartiene alla sua
famiglia "da oltre 2000 anni terrestri". E da ciò si desume anche un altro
importante elemento: il diritto vulcaniano ammette il trasferimento dei
beni a causa di morte, ossia la successione ereditaria.
Il diritto di famiglia, invece, è retto in gran parte da norme di carattere
consuetudinario, profondamente radicate nella cultura vulcaniana e legate
al processo riproduttivo del Pon Farr. La famiglia vulcaniana, come ho
sostenuto in un mio precedente scritto, appare avere una forte connotazione
patriarcale.
Anche su Vulcano sono ovviamente possibili controversie di carattere civile:
la ricerca del profitto, pur senza raggiungere gli eccessi tipici di altri
mondi, presuppone difatti che negli affari ciascuna delle parti cerchi
di ottenere un vantaggio quanto più ampio possibile, per cui è del tutto
naturale che sorga la necessità di affidare ad un soggetto terzo, imparziale
e qualificato (giudice o arbitro) la decisione su contrasti di questo
tipo.
Le controversie civili su Vulcano, pur più numerose dei processi penali,
sono comunque in numero piuttosto ridotto: i contratti su Vulcano vengono
difatti stipulati in modo estremamente logico e razionale, senza che le
parti si lascino trasportare da considerazioni di carattere emotivo. La
loro interpretazione ed esecuzione avviene dunque, nella maggior parte
dei casi, senza problemi, oppure gli stessi vengono risolti dalle stesse
parti, di comune accordo.
L'elevato
livello tecnologico della società vulcaniana, unito all'educazione alla
logica della popolazione, rendono invece estremamente rare le cause di
risarcimento danni.
Per quanto riguarda, infine, la forma di Stato vigente su Vulcano, è assai
probabile che si tratti di una monarchia costituzionale.
Apprendiamo difatti dal V film che la prima moglie di Sarek, nonché
madre di Sybok, fu una "principessa vulcaniana". Poiché nella razionale
società vulcaniana non avrebbero senso dei titoli nobiliari non connessi
all'effettivo esercizio delle cariche, se ne desume che sia la monarchia
la forma di stato vulcaniana.
L'esistenza, come visto, di carte codificanti i diritti fondamentali degli
individui induce inoltre a ritenere che non si tratti di monarchia assoluta,
nella quale il sovrano detiene ogni potere. Il sovrano ha probabilmente
poteri analoghi ai capi di stato delle forme di governo repubblicane.
È dunque più che probabile l'esistenza di un'assemblea in qualche
modo rappresentativa della volontà popolare, che abbia il compito di emanare
le leggi (una sorta di Parlamento) , e di un organo tecnico, avente il
compito di attuare le direttive dell'assemblea. Le modalità di formazione
e di funzionamento di tali organi possono essere oggetto soltanto di ipotesi
più o meno plausibili. La competizione politica ha su Vulcano, per ovvi
motivi, forme meno accese ed estreme di quelle consuete su altri mondi.
Tenente Comandante Sooran (al secolo Salvatore Carboni)
Ufficiale Scientifico, con funzioni di Ingegnere Capo della USS Capella
NCC 54999
http://www.usscapella.org
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