VULCANIANI
di Davide "Questor" Galati

Il vulcaniano Stuck entra nella stanza e il guardiamarina Galati scatta sull'attenti nel tentativo di salutarlo, purtroppo nella fretta inciampa e scaraventa il Di-pad verso il volto del suo ospite che con incredibile calma si limita a scansare leggermente la testa.

- Mi scusi. Non volevo, è stato un incidente...
- È la stessa deduzione a cui ero arrivato anch'io, anche perché era l'unica logica; d'altra parte quella di esplicitare l'ovvio è una caratteristica di voi umani.
- Certo... - sorrise il guardiamarina raccogliendo il Di-pad e accomodandosi di fronte a Stuck. - Oltretutto il suo saluto militare era del tutto illogico, io non faccio parte della Flotta Stellare, sono uno scienziato civile.
- Certo...
- Credo che sarebbe più logico se lei smettesse di balbettare ed iniziasse a pormi le domande che ha preparato.
- Certo... cioè volevo dire iniziamo con la prima eh, che ne dice?
Stuck alzò il sopraciglio sinistro.
- Sì, ecco un po' di storia per i nostri lettori: è vero che il popolo di Vulcano non è sempre stato così dedito alla logica?
- Non vedo il motivo per cui non dovrebbe essere vero, visto che è riportato da tutti i file storici relativi all'argomento.
- Ma il motivo per cui ho richiesto questa intervista è proprio perché volevo evitare di copiare pedissequamente quei file, pensavo di vivacizzare l'argomento, mi capisce?
- Sì, purtroppo. Leggo con molta attenzione lo STIM ogni mese e trovo lodevole ciò che sta tentando di fare.
- Legge lo STIM ogni mese? E cosa ne pensa, da Vulcaniano ovviamente?
- Ovviamente. Ottima rivista. L'unica parte che trovo un po' scialba sono i suoi articoli, per fortuna che li scrive un mese sì ed uno no.
- Sta scherzando, vero?
- I Vulcaniani non scherzano. Dovrebbe saperlo.
- Allora ha parlato con Rossella?
- Non conosco nessuno con questo nome.
- Allora questo è uno scherzo del Navarca...
- Insistere sugli scherzi mi fa credere solo di stare perdendo tempo e oltretutto dubito che i capi militari bajorani si dedichino a certe attività. Vogliamo tornare al punto?
- Forse il capitano Sum...ok, torniamo alle domande. Le chiedevo se poteva brevemente riassumere le caratteristiche del pianeta Vulcano e la sua storia, in modo da dare ai nostri lettori un quadro generale...
- Vulcano o Vulcanis è un pianeta di classe M che presenta un atmosfera più sottile e rarefatta di quella terrestre con una elevata gravità. Il clima è principalmente caldo e arido. È opinione comune che i miei antenati siano arrivati lì dal pianeta Sargon oltre 500.000 anni fa. Per molto tempo il mio popolo è stato violento e in totale balia delle proprie emozioni, fino a quando, 2000 anni fa, un filosofo - Surak - ci mostrò la via della logica. Avendo la logica come principio basilare di ogni attività, le guerre che prima caratterizzavano la mia gente cessarono immediatamente. Quest'epoca è da noi ricordata come il Tempo del Risveglio. Da allora abbiamo sempre esplorato pacificamente il cosmo alla ricerca di nuova conoscenza. Il primo contatto con la razza umana ci ha portato poi alla formazione della Federazione Unita dei Pianeti nel 2161.
- Ma non tutti Vulcaniani sono stati contenti di come sono andate le cose, vero?
- È esatto. Un primo gruppo di Vulcaniani lasciò il pianeta all'epoca di Surak, incapace di accettarne gli insegnamenti, o forse ancora prima, non ne siamo ancora certi. Di sicuro c'è che questo gruppo diede poi vita alla società romulana. Esistono poi dei dissidenti ancor oggi. Si tratta di Vulcaniani che ritengono, in base alla pura logica, che sia meglio isolare il pianeta dai contatti con le altre razze per evitarne la contaminazione culturale.
- Lei è d'accordo con questo?
- No, l'esperienza ha dimostrato che solo insieme, pur nelle diversità, si progredisce. Isolarsi vorrebbe dire regredire.
- Eppure la logica suggerirebbe...
- Credo che lei, guardiamarina, abbia un'idea totalmente sbagliata della logica. Logico non è sinonimo di intelligente. Logico vuol dire logico. Quindi se so che nella diversità progredisco e nell'isolamento regredisco e il mio obiettivo è progredire, qual è la scelta più logica?
- L'unione.
- Bene, forse per lei c'è ancora speranza.
- Passando all'aspetto fisiologico eh..eh...
- Perché sorride?
- Per il gioco di parole...
- Non comprendo la sua ilarità.
- Non importa. Quali sono le maggiori differenze tra umani e Vulcaniani?
- Quelle più evidenti sono la conformazione delle orecchie. I Vulcaniani hanno le orecchie appuntite e, di conseguenza, un udito più fine a causa dell'atmosfera più rarefatta del nostro pianeta. Inoltre l'evoluzione ci ha forniti di una seconda palpebra per proteggerci dall'intensa luce emanata dalla nostra stella. Vulcano ha poi una gravità maggiore della Terra e di conseguenza noi abbiamo una forza ed una resistenza maggiore dei Terrestri. Il nostro sangue è verde, non rosso, perché la nostra emoglobina è a base di rame e non di ferro. Il cuore di un Vulcaniano è molto simile a quello di un umano, ma è posizionato diversamente, si trova infatti dove voi avete il fegato.
- Questo è interessante, sa spiegarci il perché di questa differenza?
- Sì, abbiamo fatto diversi studi e il risultato è stato sempre lo stesso. A differenza degli esseri umani noi possiamo, concentrandoci in quella che voi definireste "ipnosi autoindotta", diminuire il tempo di recupero dalle malattie e dalle ferite dirigendo, letteralmente, gli anticorpi e le energie necessarie lì dove necessitano. Di conseguenza i nostri organi interni sono disposti in maniera tale da facilitare questo compito.
- Interessante... Parliamo ora della sessualità vulcaniana. È vero che i Vulcaniani fanno sesso solo ogni sette anni durante il rituale del Fal-tor-pan?
- No. Il Fal-tor-pan è un rituale antichissimo tramite cui il katra, quella che voi chiamate mente, di un Vulcaniano viene riunita al corpo. Si tratta comunque di una pratica usata assai di rado di cui preferirei non parlare. Quello a cui voleva riferirsi lei è il Pon-farr.
- Sì, esatto mi scusi.
- Ogni sette anni, ogni Vulcaniano abbandona il sentiero della logica e si abbandona totalmente al plak-tow, la febbre del sangue. Durante questo periodo lo stress è così elevato che se il rituale non venisse completato si rischia la morte.
- E il completamento del rituale cosa prevede?
- L'accoppiamento solitamente con la propria compagna, scelta dai genitori sin da bambini. Ciò porta poi al koon-ut-kal-if-fee, il matrimonio. Questo in ogni caso garantisce la riproduzione, che è lo scopo primario dell'atto sessuale. Non tutte le razze sono affascinate dal piacere come gli umani.
- Ma io non ho detto nulla... ah, certo lo ha avvertito con le sue capacità telepatiche...
- Non ho bisogno di usare la telepatia per comprendere certe cose. In ogni caso la telepatia vulcaniana è una telepatia che funziona principalmente tramite contatto anche se, in casi particolari, si sono potute effettuare esperienze telepatiche a lunga distanza.
- Ci parli delle capacità telepatiche vulcaniane.
- C'è poco da dire, attraverso una fusione mentale vulcaniana si possono condividere ricordi, pensieri ed emozioni. Può essere effettuata anche senza una partecipazione volontaria, ma alcune razze si sono dimostrate più resistenti di altre al riguardo. È una tecnica che può dare risultati interessanti anche con forme di vita molto diverse tra di loro. Può essere usata per diversi scopi, con essa un individuo può trasmettere, in punto di morte, il proprio katra ad un altro, oppure due individui legati da una fusione mentale possono agire in simbiosi con le loro menti.
- Ma tutto questo non ha delle controindicazioni?
- Indubbiamente, la mente vulcaniana è molto delicata e un uso improprio di queste abilità può destabilizzarla facilmente danneggiandola; in quel caso è necessario ricorrere ad un pyllora, ovvero un consigliere che attraverso una fusione mentale analizzi i ricordi dell'interessato e ne suggerisca una possibile chiave di lettura per ripristinarli.
- Si è molto parlato della presa mortale vulcaniana, cosa c'è di vero in questo?
- Nulla, si tratta solo di una leggenda nata da un'astuta idea dell'ambasciatore Spock.
- Ma i Vulcaniani hanno sviluppato delle mortali tecniche di combattimento...
- ...che usiamo raramente se si esclude la presa vulcaniana, che prevede l'applicazione di una giusta pressione con la punta delle dita su una specifica area della spalla alla base del collo.
- E che cosa mi può dire della tal-shaya?
- Si tratta di un'antica tecnica di esecuzione considerata indolore per la sua rapidità. E solo come curiosità le faccio notare la strana somiglianza fonetica col nome che si sono dati i servizi segreti romulani.
- È vero, non ci avevo fatto caso. Grazie, signor Stuck, non ho più domande da porle, credo proprio di aver evitato l'iguana dell'ufficio del capo e che lei possa andare.
- Io la comprendo sempre meno, guardiamarina, lei è strano anche per essere un umano, sa?
Il guardiamarina Galati si alzò per salutare tenendo ben stretto il Di-pad stavolta.
Stuck lasciò la stanza in silenzio. "Ok, il grosso è fatto" pensò Galati. "Ora devo solo rileggere il tutto e trovare qualche foto con cui accompagnare il pezzo e poi spedisco il tutto alla O'Hara".



Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail