È quasi impossibile trovare sul
web racconti che riportino l'ambientazione della Serie Classica; noi
ci siamo riusciti! O meglio, ci sono riusciti i nostri amici del sito
di Star Trek Dreams.
I racconti trek effettivamente riprendono quasi sempre o TNG o DS9,
in misura minore VOY, ma raramente gli scrittori trek si sentono ispirati
da TOS. Probabilmente questo è dovuto al fatto che l'amata prima serie
ha più di trent'anni e non parla più al cuore delle nuove generazioni.
Tuttavia è ancora possibile trovare estimatori della Serie Classica
(eccomi!), e tra questi abbiamo avuto la fortuna di conoscere (virtualmente)
un ottimo scrittore, che ha saputo ricreare tutta la magia di quei vecchi
personaggi. Ma c'è di più: nel racconto che vi presentiamo questo mese
potete trovare addirittura un cross-over con TNG! La storia si svolge
attorno al mitico terzetto dell'Enterprise, ma Spock ha indubbiamente
un ruolo di rilievo, ed è per tale motivo che abbiamo scelto questo
racconto per lo speciale sui Vulcaniani.
Buona lettura!
UN AIUTO INATTESO
di Claudio Caridi
Capitolo
Uno
Diario del capitano. Stiamo stazionando nel cuore del sistema Omicron
Triangulis da circa dieci ore. La battaglia sostenuta con le navi Klingon
ha causato, purtroppo, notevoli danni alla struttura esterna dello scafo
ed ai motori a curvatura. Le riparazioni sono in corso, l'ingegnere
Scott mi ha appena informato che saranno necessari non meno di quattro
giorni prima di riprendere la rotta per le retrovie, nel frattempo restiamo
inermi nei confronti di eventuali rappresaglie da parte del nemico.
Ci è di conforto sapere che abbiamo notevolmente danneggiato la flotta
avversaria prima di essere costretti ad abbandonare il settore. A poca
distanza dalla nostra attuale posizione si staglia una strana conformazione
nebulosa piuttosto sorprendente, il signor Spock sta approfittando di
questa pausa forzata per studiare il fenomeno, nella speranza di catalogare
le onde elettromagnetiche che si diffondono copiosamente dal nucleo.
Onestamente
non sono molto interessato alla cosa, in effetti sono troppo impegnato
ad organizzare le riparazioni dell'Enterprise per potermi soffermare
sulle bellezze del Cosmo, ammetto tuttavia che l'aspetto di quella nube
gassosa mi ha lasciato alquanto perplesso, e da quello che ho sentito
sembra stia influenzando negativamente l'umore dell'equipaggio. La parte
più interna di quella "cosa" pulsa incessantemente come un faro nello
spazio, e le sue ramificazioni, estese per centinaia di anni luce in
ogni direzione, si aprono a ventaglio come volessero ghermire qualsiasi
oggetto le si avvicini troppo incautamente. Un motivo in più per lasciare
questa zona al più presto possibile.
Terminato il turno in plancia il signor Spock si diresse speditamente verso
la sua cabina. I dati preliminari che aveva raccolto erano insoliti e non vedeva
l'ora di poterli confrontare con le registrazioni precedenti, accese il terminale
e si sedette inserendo il dischetto nell'apposita fessura. Il cursore iniziò
a lampeggiare sulla parte alta dello schermo ed inspiegabilmente iniziò a scrivere
le seguenti parole:
- Salve, c'è qualcuno in ascolto?
Il Vulcaniano inarcò un sopracciglio e dopo alcuni secondi digitò incuriosito
la risposta.
- State utilizzando un canale riservato della Flotta Stellare, prego identificarsi.
- Non ti preoccupare, sono autorizzata a farne uso, con chi ho l'onore di parlare?
- Le ripeto, cessi immediatamente d'interferire con le nostre comunicazioni
o mi vedrò costretto a denunciarla al Comando di Flotta.
- Sei sempre così affabile con chi desidera chattare con te?
- Chattare? Prego fornire una spiegazione completa del termine.
-
Avanti, non fare lo gnorri, lo sai benissimo, non dirmi che non vuoi
partecipare al gioco.
- Non so assolutamente a cosa si stia riferendo, vuole per piacere identificarsi?
- No, fallo prima tu, non ho nessuna intenzione di perdere la scommessa con
il comandante Riker.
- Non conosco il comandante Riker.
- Sei proprio spiritoso sai? Coraggio, dimmi chi sei, attraverso il monitor
non posso utilizzare i miei poteri empatici.
- La devo avvisare che sto registrando la comunicazione, sarà arrestata per
abuso d'utilizzo di un canale protetto.
- Uhhh... quanta paura mi fai, sono veramente spaventata, giù la maschera, sei
per caso il tenente La Forge? Ho indovinato?
- Ovviamente no. Adesso spengo il terminale.
- Non farlo! Mi hai dato pochi indizi, ti prego parla ancora con me.
- Solamente se vorrà fornirmi una spiegazione esauriente per quello che sta
accadendo.
- D'accordo, probabilmente non sei stato avvisato in tempo dell'inizio della
gara. Dunque, da una ricerca effettuata dal signor Data è risultato che nel
tardo ventesimo secolo era di moda utilizzare l'allora primordiale rete telematica
chiamata Internet, o qualcosa di simile, per mettere le persone in contatto
in ogni parte del pianeta. "Chattare" veniva chiamato il modo con cui i navigatori
della rete si conoscevano attraverso quel mezzo. Noi stiamo facendo un gioco
a premi, o meglio un esperimento scientifico utilizzando la nostra rete interna,
lo scopo è d'indovinare il più velocemente possibile chi sia l'interlocutore
dall'altra parte del video. Devo ammettere che mi stavo divertendo... almeno
finché non ho incontrato te.
- Il suo ragionamento è totalmente privo di logica.
- Logica? Ma certo, avrei dovuto capirlo subito, sei un Vulcaniano non è vero?
Fammi ricordare dove ti ho già visto... ci sono! Sei il guardiamarina Tarvik,
addetto di primo grado alla sala macchine.
- No, sono il signor Spock.
- Spock? Perché adesso mi prendi in giro? Non è ammesso barare oppure fingersi
un'altra persona, queste sono le regole di base stabilite dal regolamento. Forse
è veramente meglio se esci dalla rete, non voglio più continuare con te.
- Le assicuro che si pentirà presto d'aver interferito con le operazioni della
nave.
- Certo, come no? Magari mi manderai proprio il capitano Kirk in persona per
farmi arrestare.
- Questo non è per nulla escluso.
Il signor Spock spense il computer e tolse il dischetto di registrazione, entrò
nel turboelevatore piuttosto turbato, quella ragazza era riuscito a farlo innervosire
oltre il dovuto, e ciò per un Vulcaniano non era assolutamente tollerabile.
Entrò con passo deciso in plancia pronto a fare rapporto al capitano.
Capitolo Due
Il
capitano Kirk osservò il signor Spock con una strana espressione. Ciò
che il Primo Ufficiale gli aveva appena riferito non aveva molto senso,
e considerando la stanchezza e lo stress degli ultimi giorni, preferì
liquidare la questione con poche semplici parole.
"Poteva continuare a giocare signor Spock."
"Ma capitano." ribatté il Vulcaniano con indignazione. Alle loro spalle il dottor
McCoy si frappose inserendosi prontamente nella discussione.
"Glielo avevo detto Jim, quest'uomo passa troppo tempo davanti al computer.
Per caso sono cresciute le gambe al suo terminale ed è fuggito dal suo alloggio,
signor Spock?"
"Il suo umorismo è del tutto fuori luogo dottore, in questo dischetto ho la
prova inconfutabile che ciò che affermo corrisponde ad assoluta verità," sottolineò
lo scienziato. "Capitano, probabilmente non si rende conto della gravità della
situazione." aggiunse tradendo una certa apprensione.
"Al contrario signor Spock, capisco perfettamente, saranno guai seri se non
riusciremo a riattivare i propulsori a curvatura e ritornare in fretta nel territorio
della Federazione prima che i Klingon ci trovino qui. Tuttavia effettui un controllo
diagnostico e riferisca qualsiasi anomalia dovesse riscontrare, e signor Spock...
consideri anche la possibilità che qualche buontempone si sia divertito a farle
uno scherzo."
Il
Primo Ufficiale annuì e lasciò la plancia piuttosto deluso, fece ritorno
nel suo alloggio e riaccese il terminale. Tutto sembrava a posto, la
linea era libera e non vi era traccia di alcuna interferenza, inserì
le nuove equazioni ed i postulati matematici attendendo pazientemente
il responso del computer. La complessità dei calcoli avrebbe richiesto
alcuni minuti d'elaborazione, la macchina iniziò a comporre i risultati
tanto attesi dal Vulcaniano quando inspiegabilmente lo schermo ritornò
nero come la pece ed il cursore di scrittura iniziò a lampeggiare ritmicamente.
- Ciao, c'è qualcuno che vuole chattare con me?
- No, non ancora! - esclamò il Vulcaniano nella speranza che nel frattempo i
suoi dati non fossero stati cancellati dalla memoria centrale.
- Avanti, non essere timido, questo è un modo come un altro per conoscerci,
rilassati e dimmi cosa stavi facendo.
- Tentavo di confrontare delle equazioni molto complesse, signorina. Le sarei
veramente grato se volesse, finalmente, lasciarmi in pace.
- Sei un ricercatore?
- Sono uno scienziato, e lei non sta certo facilitando il mio compito, le rincrescerebbe
tanto d'andarsene?
- Ma se abbiamo appena iniziato... anche io sono una scienziata, m'interesso
di medicina.
Esasperato Spock spense il computer, dopo alcuni minuti lo riaccese sperando
che l'infausta presenza non fosse ancora lì in attesa. Purtroppo non era così,
come ben evidenziato dal cursore che continuava imperterrito a scrivere.
- Perché hai smesso di comunicare? Puoi mandarmi una tua fotografia? Sono curiosa
di vedere il tuo volto.
- Il gioco è durato anche troppo, se non sparisce immediatamente farò disinstallare
questo terminale dal mio alloggio.
- Non dirmi che mi stai parlando proprio dalla tua camera da letto! Descrivimela,
scommetto che è dipinta a colori vivaci e ricca di fiori profumati.
- Temo che lei sia totalmente fuori strada.
- Almeno mandami una foto, su coraggio, non farti pregare.
- In questo caso lei riuscirebbe ad identificarmi vincendo la sua scommessa
con il comandante Riker, non è forse lo scopo di questo esperimento?
- Veramente è la prima volta che entro nella rete, prima devi aver parlato con
il consigliere Troi, ti è piaciuta l'esperienza?
- Assolutamente no! Vorrebbe essere così gentile da spiegarmi in quanti state
partecipando?
- Che sappia io praticamente tutti.
- La prego di essere più precisa.
- Mille, forse mille e cento, escluso il capitano ed il signor Worf. Il primo
perché è di servizio in plancia, il secondo perché nessun Klingon perderebbe
mai il suo tempo in simili divertimenti infantili.
- Un Klingon è a bordo della vostra nave? Siete l'incrociatore da battaglia
al nostro inseguimento?
- Veramente non saprei, le tue domande mi sembrano piuttosto strane, sei sicuro
di aver già chattato?
- Mio malgrado sì. Le chiedo d'attendere un paio di minuti, ritorno subito,
resti in linea per favore.
Spock iniziò ad elaborare una strategia per affrontare efficacemente il problema,
le informazioni che aveva ricevuto valevano la pena d'essere opportunamente
approfondite, si alzò e si diresse rapidamente verso l'interfono.
"Tenente
Uhura, azioni i sensori a lungo raggio e registri qualsiasi forma di
comunicazione stia raggiungendo la nave in questo momento, inoltre convochi
il dottor McCoy con urgenza, c'è qualcosa che vorrei mostrargli."
Astutamente il Vulcaniano riprese posto alla consolle, se non altro adesso aveva
un'idea precisa su come procedere.
- Sono tornato, mi stava dicendo che s'interessa di medicina, è forse un medico?
- Non posso dirtelo, mi scopriresti subito, se non ti dispiace vorrei divertirmi
anch'io... però diciamo che ci sei andato vicino.
Il dottor McCoy entrò proprio in quel momento, storse immediatamente il naso
per l'odore nauseabondo di spezie vulcaniane che si spandevano attraverso una
brace cerimoniale e stringendosi le narici domandò.
"Signor Spock, non le sembra il caso d'attivare gli aeratori? Qui dentro non
si respira."
Il Primo Ufficiale non si degnò di commentare ed indicò il terminale acceso
con le scritte in sovrimpressione.
"Dottore, venga e chatti anche lei con la nostra misteriosa interlocutrice."
disse alzandosi dalla poltroncina, "è una creatura altamente irrazionale, sono
certo che vi capirete alla perfezione."
"È forse impazzito signor Spock? Cosa significa tutto questo?"
"Sono semplicemente le mie fantasie, non diceva così prima sul ponte? Si sieda
e tenga occupata la linea mentre tento di localizzare la fonte della chiamata."
McCoy lesse i messaggi scritti sul video, non poté credere ai propri occhi quando
uno nuovo se ne aggiunse al termine della lunga lista.
- Ehi, io sono ancora qui, non vuoi più parlare con me?
Volgendosi interdetto verso il Vulcaniano lo vide aggirarsi per la camera con
il tricorder, gli passò a pochi centimetri facendogli segno di digitare in fretta
una risposta appropriata.
-
Veramente, non saprei cosa dirle.
- Tutto qui? Nessuna foto, nessun indizio, mi stai veramente deludendo.
- Non era mia intenzione, cosa vorrebbe che le raccontassi?
- Qualsiasi cosa, insomma, dimmi che lavoro svolgi a bordo della nave.
- Sono il chirurgo capo.
- Scherzi, non è vero? Non conosci il regolamento?
- Quale regolamento?
- Ascoltami bene, io non ho tempo da perdere, e soprattutto mi urta il fatto
che ti voglia spacciare per me stessa.
- Ma io sono il medico di bordo.
- Questo è falso, perché stai chattando proprio con il medico dell'Enterprise,
dottoressa Beverly Crusher, e adesso esci subito dalla rete o ti denuncio al
Master di gara.
- No, aspetti un attimo, questa non la mando proprio giù! Le ripeto, io sono
il dottor Leonard McCoy, l'unico medico capo a bordo dell'Enterprise, se ne
ha il coraggio venga nel mio studio e parliamone a quattr'occhi, le toglierò
subito ogni dubbio!
La comunicazione venne interrotta dalla fonte prima che la dottoressa potesse
leggere la risposta, McCoy rimase a bocca aperta mentre osservava lo scienziato
richiudere lo strumento di rilevamento.
"Allora
dottore, pensa ancora che soffra d'allucinazioni? Il tricorder ha rilevato
dei dati molto interessanti, se vuole può accompagnarmi in plancia per
riferire l'episodio al capitano, forse questa volta vorrà ascoltarmi
con più attenzione."
"Ci può scommettere, signor Spock! Una donna come medico dell'Enterprise? Siamo
forse impazziti tutti?" borbottò il medico affiancandosi al Primo Ufficiale
scomparendo all'interno del turboelevatore.
Continua…
(Potete leggere il seguito di questo racconto sul sito di Star
Trek Dreams, nella Sezione Cross-Over).