UNBREAKABLE
di Maurizio "Zeno" Coro'


Amiche lettrici e, per conoscenza, amici lettori… È con immenso piacere che prendo le redini della rubrica dedicata ai Movies Sci-Fi, sperando che il mio ingresso nell'organico dello STIM possa contribuire, almeno in minima parte, alla diffusione della cultura della Fantascienza e alla mia personale crociata contro le ignobili traduzioni in italiano dei titoli.
In questo numero metteremo sotto la lente un film uscito da poco, ma dal prossimo analizzeremo, oltre ad una novità, anche una di quelle pellicole considerate cult da tutti gli amanti del genere, e che non devono mancare nella cineteca del vero appassionato.
Il film di questo mese è: Unbreakable.

Titolo originale: Unbreakable
Titolo italiano: Il predestinato
Titolo di Zeno: L'infrangibile

Regia di: M. Night Shyamalan
Scritto da: M. Night Shyamalan

"Il treno proveniente da Philadelphia è deragliato… ci sono state 131 vittime, un solo sopravvissuto. Chi è quest'uomo?…"
Così inizia un tanto insipido quanto inadeguato trailer. Ben altra avrebbe dovuto essere l'impostazione pubblicitaria per rendere l'idea di quello che avremmo trovato scegliendo di sborsare il biglietto d'ingresso.
Procediamo, però, con un minimo d'ordine. Innanzi tutto sappiamo di trovarci di fronte all'attore e al regista de Il Sesto Senso, per cui viene spontaneo associare i due film ed aspettarci qualcosa sulle stesse corde. Bene, prima di continuare a leggere l'articolo, rigettate dalla mente tutto quello che sapete di quella pellicola, perché Unbreakable non solo non ha nulla a che vedere con Il Sesto Senso, ma si tratta proprio di un diverso modo di intendere il cinema.

LA TRAMA

Vediamo, prima di tutto, la storia.
Dave Dunn (Bruce Willis) risulta essere l'unico superstite di uno spaventoso incidente ferroviario: esce illeso dal deragliamento e l'episodio alletta i giornalisti che fanno rimbalzare il suo nome da TV a TV, fino a raggiungere le orecchie di Elijah Price (Samuel Leroy Jackson): un esperto di fumetti che possiede una galleria d'arte.
Elijah è convinto dell'esistenza di un equilibrio universale nell'ordine delle cose: egli è affetto da una malattia terribile che rende le sue ossa fragili come il vetro. In effetti vive circondato da imbottiture e protezioni, poiché anche il minimo urto provoca lo sbriciolamento del suo apparato scheletrico. Con un numero di fratture che supera la quarantina, ha passato tutta la vita alla ricerca del suo opposto: un uomo che sia praticamente indistruttibile.
Dave non crede alla visione del mondo dipinta da Elijah ma, messo alla prova, è costretto a ricredersi: sebbene la sua vita sia perfettamente triste e banale (un matrimonio vicino al fallimento, un figlio che è quasi uno sconosciuto, un lavoro privo di stimoli), si rende conto lentamente di avere alcune doti eccezionali. Dave scopre di essere molto più forte di quanto dovrebbe; di non essere mai stato malato, né di aver mai subito danni fisici in seguito ad incidenti; ma soprattutto di avere un intuito speciale per individuare chi commette azioni malvagie.
Elijah mette in condizione Dave di prendere coscienza dei suoi "poteri" e lo spinge a studiarli e a metterli in atto. "Siamo sulla stessa curva, ma agli estremi opposti", commenta l'uomo di vetro.

LA REGIA

Il modo migliore di reclamizzare questa pellicola sarebbe stato quello di prendere l'inizio del film stesso: una dissertazione statistica su quanti fumetti legge nel corso della sua vita un uomo medio.
In effetti questo non è un film d'azione, non è un thriller, né alcun altro genere di film che abbiate mai visto: è un fumetto.
L'intero taglio registico rende perfettamente questa illusione: ogni singola scena è un film a sé, o meglio è una tavola a sé stante. Micro avventure, mini storie limitate a pochi secondi o lunghi minuti di film. Il vero colpo di genio, però, risiede nella lentezza delle inquadrature e della recitazione. All'inizio rimaniamo smarriti, chiedendoci se per caso i protagonisti hanno dimenticato come si recita, ma quando entriamo nella visione globale del film ci rendiamo conto di quanto siano eccezionali tutte le singole scene.
Anche la scena più vivace, uno scontro tra l' "eroe" e un "cattivo", è densa di questo alone magico e disarmante: vista con superficialità questa sembra una scena in cui il supereroe mette in mostra la sua forza distruggendo pareti a spallate senza subire danni e, a causa del suo unico punto debole (l'acqua), corre il rischio di venire battuto proprio un attimo prima di sconfiggere l'avversario. Analizzata con attenzione, invece, questa scena mostra come anche un uomo scaraventato da una parte all'altra della stanza può apparire come fermo, paralizzato in aria, costretto dai confini del suo stesso disegno, messo su carta dall'autore. Quando poi compare su un quotidiano l'identikit del supereroe, provvisto del suo costume da battaglia (una cappa impermeabile con cappuccio), possono accadere due cose: se ci scappa un sorriso, vuol dire che non abbiamo, nostro malgrado, afferrato lo spirito del film; altrimenti vedremo questa scena come l'inevitabile destino dell'eroe dei fumetti dopo la prima uscita: diventare famoso e celebre.

LA RECITAZIONE

Come già accennato gli attori hanno fatto qualcosa di incredibile. Certamente Bruce Willis e Samuel Jackson (più il secondo che il primo) hanno già dimostrato grandi doti recitative, ma in questa pellicola hanno superato loro stessi distruggendo ogni forma di personalizzazione fisica e verbale (nota di merito anche ai doppiatori), adattandosi all'imperscrutabile linea di matita che contorna un disegno.

IL FINALE

Non vorreste mai che qualcuno vi rovinasse il finale di questo capolavoro, e a maggior ragione non sarò io a farlo. Una cosa però è da tenere presente, il finale supera ogni aspettativa. Avete visto Il Sesto Senso? Siete rimasti sbalorditi dal finale? Vi siete gonfiati come tacchini per averlo capito prima? Bene. Questa è un'altra storia. Scopritela...

LA SCENA MIGLIORE

Senz'altro la scena migliore del film è quando Dave mette a frutto i suoi poteri per trovare un malfattore. Nell'atrio di una stazione, Dave viene a contatto con decine e decine di persone, sfiorandole, percependole dentro di sé, condividendone sensazioni e passioni. Un turbine di sentimenti che a tratti sembra sopraffarlo. Finché non individua il suo bersaglio, e passa all'azione.

FOTOGRAFIA e COLONNA SONORA

A dire il vero non vi sono molte parole da dedicare a questi aspetti. La cosa importante è che essi seguono a ruota la perfezione dell'intero contesto.

LA PERLA

Questo non è X-Men, dove già sappiamo che i protagonisti hanno poteri strabilianti, questo è infitamente meglio, perché il potere nascosto è appena delineato, quasi plausibile, e più di ogni altra cosa abbiamo la lenta presa di coscienza del protagonista che è resa eccezionalmente, soprattutto dal punto di vista psicologico suo e di chi lo circonda.

CONCLUSIONE

Impossibile dire a chi piacerà questo film; di certo non aspettatevi il classico film di Bruce Willis con sparatorie, massacri, esplosioni o effetti speciali; tanto meno il protagonista fa la classica figura del superuomo dal codice morale ferreo e dalle capacità stile McGyver. Ricordate soprattutto che non ha nulla a che vedere con Il Sesto Senso, sarebbe come paragonare un documentario di Piero Angela al "Quiz Show" di Amadeus. Una cosa è certa: non deve mancare nel background dei cinefili.

IL PROFILO

Voto globale: 825/1000
Collocazione nella cineteca: una nicchia a sé, separato da tutti gli altri
Umore migliore per guardarlo: calma e pace interiore
Ora ideale del giorno per guardarlo: tutte buone
Prerequisiti cinefili: nessuno
Effetti benefici: riduce lo stress mentale
Controindicazioni: non adatto a persone depresse o troppo assonnate

Al prossimo mese.

K'pla!

 

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