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SETTIMANE E MEZZO
di Francesco
Spadaro
"Avanti un altro!"
Molte volte ho ripetuto oggi questa frase. Insieme a quell'altra, che viene
subito dopo: "Specificare la natura del problema". Ho provato oggi a sostituirla
un po' di volte con "Mi dica, che problema ha?" o "Mi dica, l'ascolto…". Ma
"Avanti un altro" pare insostituibile, pur usufruendo delle variazioni "Avanti,
prego!", "Avanti un altro, prego!", e la forma brevissima "Avanti!" che è utile
nei giorni di intenso afflusso. In questo secolo l'ambulatorio medico è uno
degli ultimi posti dove sia necessaria una sala d'attesa, e dove lavoro io è
raramente vuota. Questa città, Shi Khar, è molto grande, e in più vi è un costante
movimento di persone che vanno e vengono da questo pianeta, Vulcano.
I Vulcaniani sono gente molto particolare, e l'organizzazione della USV (Unità
Sanitaria Vulcaniana) ha deciso che questo presidio medico, che è un ambulatorio
specializzato in problemi inerenti la mente, non venisse affidato a un medico
in carne ed ossa, a causa della estrema riservatezza che i Vulcaniani manifestano
riguardo tutto ciò che concerne il loro modo di vivere la sfera "emotiva". Già
la parola "emotiva" pare un tabù tra queste forme di vita, e il fatto che ci
siano momenti della loro esistenza in cui debbano scontrarsi con sensazioni
ben diverse dal loro abituale controllo degli istinti, ha reso necessario affidarsi
alla tecnologia della Federazione e assegnare a questa struttura un Medico Olografico.
Proprio così, sembro a prima vista un dottore in carne ed ossa, ma sono una
proiezione olografica generata da un sofisticatissimo computer, il mio programma
include un database di oltre 50 milioni di gigaquad di informazioni, relative
a più di 3000 culture differenti, e comprendente le più svariate metodologie
mediche.
Pare che i Vulcaniani, nel dover raccontare i loro problemi più intimi, si trovino
più a loro agio sapendo di aver davanti solo una proiezione tridimensionale
di luce ed energia.
La
stragrande maggioranza dei problemi psicologici dei Vulcaniani è legata
al loro peculiare sistema riproduttivo. Mentre la femmina vulcaniana è
sempre in grado di venir fecondata dal maschio, il maschio a intervalli
regolari (circa ogni 7 anni) entra in 'Pon-Farr'. Questo è uno
stato fisiologico che ne regola la riproduzione ed è caratterizzato da
un crescente stato di irrequietezza sempre più difficile da controllare,
con cefalee, crampi, intolleranza alla luce intensa e ai suoni acuti,
avversione al cibo. Il 'Pon-Farr' non è contrastabile né con tecniche
di controllo mentale, né con simulatori olografici o con mezzi farmacologici.
Non soddisfare "l'esigenza" può condurre il Vulcaniano alla morte, ed
è un bel problema, che ne dite?
Sappiamo tutti cosa accadde il 5 Aprile 2063. C'erano questi Vulcaniani che
stavano per tornare sul loro pianeta, e pure in tutta fretta, il Capitano dell'astronave
era appena entrato nel Pon-Farr e non c'era tempo da perdere. Ma individuarono
la traccia di curvatura della Phoenix (la prima astronave terrestre in grado
di oltrepassare i confini del sistema solare in breve tempo, costruita da Cochrane).
E la priorità divenne stabilire il "Primo Contatto" con i Terrestri. E come
"Primo Contatto" fu davvero degno di nota: al ritmo di alcuni brani di rock'n'roll
suonati da un juke-box di un bar nei pressi della rampa di lancio della Phoenix,
il Capitano vulcaniano familiarizzò profondamente con le donne presenti; la
leggenda dice che si intrattenne intimamente anche con una Betazoide che si
trovava lì, proveniente dal futuro, ma si sa che i pettegolezzi sulle storie
dei "Primi Contatti" sono incontrollabili.
È noto quanto accadde alla sacerdotessa T'Pingan, diretta a bordo dell'astronave
T'KUMBRA verso Sigma Draconis, ove doveva tenere una conferenza. Durante il
viaggio rimase accidentalmente bloccata nel turboascensore per sei ore con un
Vulcaniano in pieno Pon-Farr. Giunse su Sigma Draconis e la conferenza ebbe
svolgimento come previsto, solo che T'Pingan decise di mutare il titolo precedentemente
stabilito, "L'abbandono delle emozioni non è una perdita", con un altro: "Ogni
lasciata è persa".
Il problema del Pon-Farr è divenuto veramente un problema da quando i Vulcaniani,
con i viaggi interstellari, sono costretti a stare lontani dal proprio pianeta.
Giusto oggi è stato qui un giovanotto di Vulcana Regar che conduce una astronave
deputata a portare in lunghe gite per il Quadrante Alfa un gruppo di anziane
Vulcaniane (età media: 237 anni). Manco a dirlo, è stato colto da Pon-Farr durante
il viaggio, le anziane signore hanno gradito il servizio "extra", ma il giovane
pilota da allora urla nel sonno e ha pure cominciato a bere sostanze altamente
alcoliche.
E non possiamo non ricordare il povero Tarmadok (non si chiamava proprio così).
Viveva in un piccolo asteroide colonizzato dai Vulcaniani a scopo minerario.
Tarmadok era molto brutto, talmente brutto che quando si compì la data del suo
Pon-Farr tutte le donne dell'asteroide evacuarono l'asteroide, il locale notturno
del vicino avamposto chiuse per restauri, e persino la casa di tolleranza nei
pressi della miniera chiuse l'esercizio. Tarmadok morì dilaniato dalla tempesta
del suo sistema ghiandolare.
Per non parlare del povero Sgubok (ovviamente non è il suo vero nome) il cui
stato di Pon-Farr, coltolo in un avamposto sperduto oltre Delphi Ardu, ha portato
la sua casata alla rovina. L'unica umanoide di sesso femminile nel raggio di
molti anni luce sarebbe stata disposta a placare le frenesie di Sgubok solo
se il Vulcaniano avesse provveduto a munirsi di un "CTRL" (particolare accessorio
in lattice che determinate civiltà usano come dispositivo di protezione da "eventi
biologici da contatto" durante occasionali relazioni confidenziali). L'unico
individuo disposto a vendergli un CTRL era un Ferengi che, approfittando della
esigua capacità di concentrazione che in quel particolare momento Sgubok manifestava,
gli cedette l'accessorio in cambio di tutte le sue proprietà, compresa una fattoria
nei pressi del Monte Seleya.
Nei miei banchi di memoria c'è anche la storia di quel Vulcaniano (che chiameremo
Stubirok), affetto da una perniciosa irregolarità del proprio ciclo. Stubirok
veniva colto da istantanei e imprevedibili attacchi di Pon-Farr nei momenti
meno opportuni e a causa di questo si era trovato spesso senza lavoro, avendo
perso, nell'ordine, gli impieghi di:
1) Postino (consegna di pacco fragile contenente calici in "cristallo di Cardassia"
e frantumazione del plico, impropriamente usato come oggetto ove stendere la
destinataria, peraltro consenziente all'accoppiamento, ma non alla distruzione
dei calici).
2) Assistente di Sala in Teatro (urla scomposte durante frenetico contatto con
ballerina e impossibilità del pubblico ad ascoltare le battute del dramma "Morte
di un cigno cardiopatico").
3) Banditore d'asta (danneggiamento di antico tappeto persiano, è inutile dirvi
come).
L'esperienza peggiore fu quando si presentò come concorrente del gioco televisivo
"La Ruota della Fortuna di Vulcano" (anziché scegliere una consonante o una
vocale, "scelse", e in diretta, la signorina che girava le lettere del tabellone).
A proposito delle irregolarità di ciclo che affliggono alcuni soggetti, c'è
una signora che porta ogni settimana il marito per farlo visitare da me: il
Pon-Farr del paziente era previsto circa due anni fa, ma non si è manifestato.
Dopo averlo sottoposto a diversi collaudati protocolli di terapia, ma senza
successo, ho deciso di somministrare al paziente alcune pillole azzurre provenienti
dalla Terra. La terapia è assolutamente sperimentale, ma questa settimana i
coniugi in questione non sono venuti in ambulatorio. È venuto invece
un anziano ambasciatore, un ex-Ufficiale Scientifico della Federazione, che
abita al piano di sopra nel palazzo della suddetta coppia. Lamenta cefalea da
insonnia, da qualche giorno viene disturbato tutte le notti da urla che ha stranamente
definito "Peggiori di quelle di Jim quando socializzava con le aliene".
Scusate, bussano alla porta.
"Avanti, prego. Specificare la natura del problema".
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