I trekkers sanno benissimo (e se non lo sanno, dopo questo numero dello STIM
lo sapranno sicuramente) che la razza vulcaniana è dotata di poteri ESP; in
particolare, i nostri amici dalle orecchie a punta hanno la fama di formidabili
telepati. La tecnica della fusione mentale vulcaniana, presente fin dai primissimi
episodi della Serie Originale, è diventata uno dei simboli più significativi
e intriganti di tutta la saga. Per questo motivo colgo l'occasione di questo
numero speciale sui Vulcaniani per iniziare un piccolo viaggio in tre tappe
all'interno dei fenomeni ESP.
ESP
è l'acronimo di Extra Sensory Perception, cioè "Percezione Extra Sensoriale".
In altre parole, con questo termine si intende la capacità di "percepire"
determinate informazioni senza utilizzare i cinque sensi conosciuti.
Lo studio - o quantomeno la curiosità - riferito ai fenomeni ESP affonda le
sue radici in secoli molto lontani; uno dei primi casi documentati e più o meno
accettati si riferisce al filosofo Emanuel Swedenborg, il quale nel 1759 in
Svezia "percepì" il grande incendio di Stoccolma arrivando a descriverlo
fin nei minimi particolari. Qualche giorno dopo, quando un messaggero arrivò
da Stoccolma si ebbe la conferma che tutte le situazioni descritte dal filosofo
erano assolutamente aderenti alla realtà dei fatti accaduti.
Joseph Banks Rhine, considerato il padre della moderna parapsicologia, suddivise
nel XIX secolo i fenomeni ESP in quattro categorie principali: la telepatia,
la chiaroveggenza, la precognizione e la telecinesi. Quattro categorie che però
non soddisfano a pieno la gamma delle situazioni che i fenomeni ESP rappresentano.
Per tale motivo vanno considerati all'interno dei fenomeni extrasensoriali anche
la psicometria e l'esperienza extracorporea.
La telepatia
Il termine "telepatia" venne introdotto nel 1882 da F.W.H. Myers e
deriva dal greco tèle (lontano) e pàthos (sofferenza, sentimento).
In realtà il termine viene utilizzato per definire la capacità di trasmissione
di informazioni di diverso tipo (immagini, parole, sensazioni o altro) senza
l'utilizzo dei tradizionali sensi.
I processi che stanno dietro a questo tipo di comunicazione non sono assolutamente
chiari, tuttavia il fatto che tali fenomeni siano reali oramai è al di fuori
di ogni ragionevole dubbio.
Il XIX secolo fu l'era in cui lo studio dei fenomeni telepatici ebbe
il massimo impulso. I maggiori studiosi furono francesi e l'indagine
su tali fenomeni fu condotta in maniera coordinata con gli esperimenti
sull'ipnosi.
Successivamente,
sempre in quel periodo, il già citato Joseph Banks Rhine introdusse
con risultati peraltro discutibili metodi di rilevamento e classificazione
dei fenomeni telepatici. Tralasciando la bontà di questo tipo di sperimentazioni,
va comunque messo in evidenza che questi ed altri sforzi contribuirono
a dare una dignità ed una legittimazione a tali esperienze. Va anche
detto che la comunità scientifica fin dall'inizio ha difficilmente preso
in considerazione la serietà di tali fenomeni, tuttavia il trascorrere
degli anni e il numero di esperimenti effettuati hanno contribuito ad
elevare la dignità e la credibilità all'interno di questo settore. Dignità
che è cresciuta fino a livelli certamente insperati, tanto che l'American
Association for the Advancement of Science - la maggiore associazione
scientifica del mondo, editrice della rivista Science - accolse nel
1969 la Parapsycological Association nel proprio consesso, riconoscendo
quindi alla parapsicologia il ruolo e la dignità di vera scienza.(1)
Venendo
ora ai metodi di rilevazione scientifica dei fenomeni telepatici, bisogna
ammettere che l'origine di questi fu poco incoraggiante. Uno dei primi
metodi introdotti fu la ricerca quantitativa, che si basava sull'applicazione
del metodo statistico e del calcolo delle probabilità. La metodologia
fu introdotta dal Nobel Charles Richet e successivamente perfezionata
da Rhine. Tale metodo non soddisfece a pieno le richieste di certezza
e di catalogazione, fallendo così nei suoi intenti. Nel 1885 Sir Oliver
Lodge introdusse la sperimentazione con le carte ed elaborò formule
matematiche per valutarne i risultati. Le carte usate erano e sono in
linea di massima caratterizzate da 5 simboli: cerchio, quadrato, croce,
stella e onda, e sono chiamate carte Zener, prendendo il nome dell'ideatore.
Altri tipi di carte utilizzate presentano cinque simboli di animali
diversi: elefante, giraffa, leone, pinguino e zebra; esistono anche
le cosiddette carte orologio, in ognuna delle quali è segnata una delle
dodici ore (2). Questa scelta metodologica ha tracciato un po' il segno
del corretto rilevamento dei dati. Da questo punto in poi le sperimentazioni
sono state sempre più numerose e specifiche e l'ambito universitario
in questo caso si è dimostrato un terreno estremamente fertile, vuoi
per la quantità di soggetti da poter utilizzare, vuoi anche per la cultura
e l'apertura mentale che genericamente è presente in questi ambienti.
Arrivando
a epoche più vicine a noi, risalta la figura del fisiologo ceco Sandor
Figar il quale ha progettato e costruito uno strumento chiamato pletismografo.
Lo strumento in questione ha la capacità di registrare le variazioni
dei vasi sanguigni. Tale macchinario ha consentito di trovare una relazione
proprio tra i vasi sanguigni e la trasmissione telepatica. Si è osservato
infatti che in presenza di trasmissioni di questo tipo i soggetti hanno
una rilevante vasodilatazione. Il pletismografo è stato utilizzato dal
professore Douglas Dean del collegio di ingegneria di Newark, il quale
ha condotto un esperimento piuttosto audace. L'esperimento si è così
svolto: un telepata si è immerso con equipaggiamento da palombaro nelle
acque della Florida ed ha effettuato una comunicazione telepatica con
un soggetto ricevente locato a Zurigo in Svizzera. Il ricevente, anch'esso
telepata, era collegato al pletismografo e, nel momento in cui la comunicazione
è iniziata, l'apparecchio ha iniziato a rilevare una notevole variazione
a livello di vasi sanguigni. (2)
Questo è senz'altro un caso eclatante; tuttavia, per tante esperienze positive
e supportate di prove più o meno inconfutabili, ce ne sono altrettante che si
sono rivelate delle vere e proprie bufale. Pertanto, come in ogni situazione,
l'equilibrio e la sincerità del giudizio devono essere il concetto guida entro
il quale poter esprimere un giudizio o formare una convinzione. Se fossimo su
Vulcano il problema non esisterebbe, ma qui sulla Terra è sempre bene tenere
gli occhi aperti ed attenti!
Arrivederci al prossimo mese.
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(1) Fonte: http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1421/teorie.html
(Stefano Beverini)
(2) Fonte: "Oltre la conoscenza" (Paolo Lorenzi)
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