SCRUTANDO LA GALASSIA
di Domenico Ciccone

Vulcano. Questo nome evocava mistero e interesse ben prima della nascita non solo di Star Trek, ma anche dell'astronomia moderna e della science-fiction. Dio romano del fuoco e della lavorazione dei metalli, con un mito che aveva origini ancora più antiche, forse etrusche, e un culto radicato perfino nelle lontane Gallie. È stato un caso che questo nome oggi sia diventato emblema di una delle culture umanoidi più affascinanti mai immaginate? Ho già avuto modo di esprimere il mio parere a riguardo: tutti i collegamenti tra Star Trek e il nostro presente culturale non sono mai frutto del caso. Anche la storia di Vulcano come pianeta ha origini lontane; intorno alla metà del XIX secolo l'astronomo francese Joseph Le Verrier studiò approfonditamente le perturbazioni dell'orbita di Urano, che erano in contrasto con la legge di gravitazione universale di Newton (tutti corpi dell'universo si attraggono l'un l'altro con una forza che è inversamente proporzionale al quadrato della loro reciproca distanza e direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse); Le Verrier arrivò alla conclusione che tali perturbazioni erano provocate dalla presenza di un altro corpo celeste, del quale stabilì la posizione teorica. In seguito, basandosi sui calcoli dell'astronomo francese, il tedesco Johann Galle riuscì a individuare il nuovo pianeta, al quale fu dato il nome di Nettuno. Allora si pensò di utilizzare lo stesso metodo scientifico per spiegare le altrettanto discordanti perturbazioni dell'orbita di Mercurio, vale a dire immaginare un pianeta che esercitasse una forza di attrazione sul vicino tale da distogliere il suo moto dai principi newtoniani. A questo pianeta venne data una sua orbita, una posizione, una massa e un nome: Vulcano, proprio in memoria del dio evocativo di fuoco e calore. Ovviamente Vulcano non venne mai individuato realmente, e si sarebbe dovuta aspettare la nuova teoria della gravitazione di Einstein del 1916 per spiegare una volta per tutte le perturbazioni di Mercurio.
Ben altra fama avrebbe conosciuto il pianeta quando la saga di Star Trek prese il via: da quel lontano 1966 Vulcano ha oltrepassato i confini di mondo alieno esistente solo nella mente di noi appassionati per diventare una vera e propria miniera di cultura, storia, modi di vita, filosofia, insomma, una civiltà paragonabile agli Incas o agli Aztechi. Per i non appassionati e i detrattori della saga, poi, Star Trek è Vulcano: per una volta, infatti, assume un certo significato l'espressione che tante volte abbiamo sentito rivolgerci: "Star Trek? Ah, sì…quelli con le orecchie a punta".
Si può dire che mancava solo un punto del cielo dove guardare per vedere il pianeta. Ma forse ora c'è anche quello.
Nel novembre del 1999 una squadra di "cacciatori di stelle" americani e inglesi che hanno osservato il cielo attraverso il telescopio Keck I delle Hawaii ha annunciato la scoperta di un gruppo di cinque pianeti che gravitano intorno ad altre stelle simili in tutto e per tutto al nostro Sole, e in quella che gli astronomi chiamano la "zona abitabile", che permette cioè l'esistenza dell'acqua, la prima condizione perché ci sia vita. Uno di questi pianeti, in particolare, sembra meritevole di una certa attenzione: HD 192263, questo il nome che gli era stato provvisoriamente assegnato, era già stato captato da un team di astronomi di Ginevra, che avevano registrato le oscillazioni della stella intorno alla quale gravita, determinate dall'orbita del corpo celeste. Ora, le osservazioni con il telescopio hanno permesso di stabilire con una certa sicurezza che questo pianeta gravita attorno al suo Sole a una distanza simile a quella della Terra ed è scaldato a una temperatura di circa 108 gradi Fahrenheit (42,22 C), come quelli che si registrano in una giornata calda in California. Il pianeta ha una massa leggermente superiore a quella del nostro pianeta ed è probabilmente più pesante della Terra. La scoperta è stata poi pubblicata sull'"Astrophysical Journal", l'organo ufficiale della "American Astronomical Society", ed ha avuto largo spazio nei congressi che l'associazione tiene ogni sei mesi.
Dunque, ci troviamo di fronte ad un pianeta in grado di ospitare la vita, che ruota intorno al suo sole ad una distanza simile a quella terrestre, dalla possibile atmosfera simile ad una giornata terrestre molto calda e dalla massa e peso superiore a quella terrestre: poteva tutto ciò non stuzzicare la fantasia di qualcuno?
Ed infatti leggendo le relazioni dell'"American Astronomical Society" e facendo altri raffronti, qualche fanatico di ST (ma va'?) ha poi scoperto che la porzione di cielo nella quale il nuovo pianeta è stato individuato corrisponde alla posizione del sistema della stella 40 Eridano A; quella cioè intorno alla quale Roddenberry aveva immaginato la posizione di Vulcano.
Arriviamo così all'ultimo congresso della "Society" nello scorso gennaio, durante il quale è stata ufficialmente presentata richiesta per dare al nuovo pianeta il nome di Vulcano. Non so se questa richiesta potrà avere una sua realizzazione pratica, ma sono abbastanza sicuro di una cosa: quando vorrò sognare di vedere un'astronave che atterra sul nostro pianeta e uscirne un uomo fiero dalle orecchie a punta che allarga le dita della mano in segno di pace, saprò da che parte del cielo rivolgere lo sguardo.


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