Cari amici, questo mese vi presentiamo
un grazioso racconto di Martina, tratto sempre dal sito di Star Trek
Dreams. Fa sempre piacere ritrovare le atmosfere della cara vecchia
Enterprise D, che ci ha lasciati tutti orfani delle avventure dei nostri
beniamini. E chi più beniamino di Data, novello Pinocchio del XXIV secolo?
PINOCCHIO
Data guardò il suo viso riflesso sul vetro del suo alloggio privato
che si trovava nella pancia di una delle più importanti astronavi della
Federazione, l'Enterprise. Ciò che gli appariva riflesso era qualcosa
che somigliava molto ad un volto umano, ma che non lo era. Sotto quello
strato di pelle sintetica non circolava del sangue e non c'erano muscoli.
Se si fosse ferito nessuna sostanza rossa gli avrebbe macchiato il viso.
Data sapeva di non poter provare dolore, tristezza o rimpianto, nessun
autentico sentimento poteva sfiorare il suo cervello positronico ora
che il suo chip emozionale era disattivato, ma guardandosi ora riflesso
su quel vetro che lo separava dall'immensità dell'universo, gli parve
di sentire qualcosa. Qualcosa nel cuore, come avrebbe detto un umano?
Se qualcuno lo avesse visto così, al buio per lasciare entrare nella
stanza il chiarore delle stelle, avrebbe affermato che quella era un'immagine
romantica. Gli umani amavano le stelle.
Deanna Troi gli aveva spiegato che molti uomini anche dopo anni di servizio
su astronavi intergalattiche, erano ancora rapiti dall'imponente splendore
della galassia. Anche lui voleva capire quello splendore, e non gli
era mai sembrato di essere così vicino a comprenderlo. Il suo viso riflesso
nelle stelle...
Le stelle riflesse nel suo viso…
Esisteva qualcun altro nell'universo come lui?
C'era qualche altra macchina che desiderava così tanto poter non essere
più solo un ammasso di circuiti ma un'anima?
Un'anima! Aveva cercato di farsi spiegare dal consigliere Troi, il significato
di questa parola così oscura. Aveva studiato moltissime religioni di
moltissime razze, ma non aveva mai capito. Era un'astrazione troppo
grande per lui.
Lui che riusciva a svolgere qualsiasi calcolo in poco meno di un secondo
non riusciva a capire un concetto che per tutte le razze era elementare…
Tranne che per la sua. La sua razza formata da lui solo… Appoggiò la
mano sul vetro. Era freddo e liscio. Forse se ora avesse attivato il
suo chip tutto gli sarebbe parso più chiaro, ma non voleva farlo, era
stato Data per molti anni senza di quello e aveva cercato di diventare
umano. Con il chip gli sembrava di barare, e gli ricordava poi di essere
in tutto e per tutto una macchina. Serviva un programma per fargli provare
dei sentimenti!
Sentì il familiare suono del suo trasmettitore. Lo sfiorò delicatamente.
"Data" era il comandante Riker "si rechi immediatamente al bar di prora,
devo parlarle." "Ricevuto comandante, arrivo immediatamente."
Quello doveva essere il suo turno di riposo, quindi non si aspettava
una chiamata, inoltre era strano che il comandante lo volesse vedere
lì. A Data non importava molto visto che non aveva bisogno di riposare,
anzi non tenere in continuo allenamento i suoi circuiti era quasi controproducente
e nel suo tempo libero si impegnava in altre attività. Il suo passatempo
preferito era dipingere e suonare, due attività che si definivano artistiche
e perciò legate all'anima.
Uscì dalla sua camera e dopo aver percorso il corridoio arrivò al turbo
ascensore. "Bar di prora" ordinò e dopo poco le porte si spalancarono
su quello che era il luogo di ritrovo preferito da tutto l'equipaggio.
Data entrò, ma stranamente le luci non erano state attivate.
"Computer" disse Data ad altra voce "fai un controllo dello stato dell'illuminazione
del bar di prora."
"Lo stato di illuminazione è operativo" disse la voce femminile dell'Enterprise.
"Allora come mai il locale è al buio?"
"L'illuminazione non è stata attivata" disse ancora l'Enterprise. Data
rimase perplesso. Come mai non c'era nessuno? Di solito anche nel ciclo
riservato alla notte c'era sempre qualcuno, e se anche così non fosse
stato l'illuminazione era sempre attiva.
"Computer attivare illuminazione bar di prora" Quando la luce tornò
ciò che Data sentì, fu il sentimento che più si avvicinava allo sbigottimento.
La stanza era stata decorata con manifesti colorati, c'erano palloncini
e bevande di ogni tipo e un ricco tavolo per il buffè. Sembrava che
tutto fosse pronto per una festa!
"Sei sorpreso?" Quella era la voce del suo amico Geordi!
L'androide si voltò e dietro di lui infatti c'era il capo ingegnere
e non solo, il capitano, il comandante Riker, il dottore, il consigliere,
Worf e tutti quelli che poteva chiamare amici. "Abbiamo deciso di farti
una sorpresa! A me è venuto in mente che non avevi mai festeggiato il
tuo compleanno così…"
"Ma Geordi, questo non è il giorno in cui sono stato assemblato" "A
dire la verità noi non sapevamo esattamente quand'era e quindi abbiamo
deciso di festeggiare nella data in cui l'abbiamo conosciuta, da quando
ha iniziato a prestare servizio sull'Enterprise" disse il capitano "Non
so cosa dire" Data era davvero senza parole.
Non aveva mai festeggiato qualcosa di così umano. "Dica solo che è felice"
disse il consigliere Troi. Data non sapeva se dentro al suo cuore di
silicone stesse provando quella che gli esseri fatti di sangue chiamano
felicità, ma la sua bocca fu increspata dal suo primo autentico sorriso.
Martina